24 ottobre 2011

Colori freddi per un autunno da favola

Sembra difficile abbandonare l'idea dell'estate con le temperature elevate e il calore del sole, ma quando parliamo di make up siamo già proiettati verso la stagione autunno - inverno, e le nuove tendenze già sono state presentate durante le sfilate dei nomi più importanti della moda internazionale.


Così le case cosmetiche hanno già preparato le nuove collezioni, con prodotti e nuovi colori che andranno a supportare le donne nella cura della loro immagine quotidiana, ma anche per eventi più mondani.
Quindi, nonostante la pelle abbia ancora il colorito dorato dell'abbronzatura, ecco cosa ci aspetta con l'arrivo dei primi freddi. L'incarnato diventerà diafano, grazie all'effetto latteo dato dal fondotinta in crema, con l'aggiunta di leggere ombre sugli zigomi per metterli in risalto, e nei contorni del viso per uniformare il colorito mantenendo però un effetto naturale. Il viso così sarà la tavolozza dove andare a stemperare i vari colori proposti dai nuovi trend che si concentrano per questa stagione, solo su due dettagli da accentuare : gli occhi o le labbra.
gli occhi sono una zona sulla quale potete veramente divertirvi ad essere creative. Al contrario delle labbra, che possono essere modificate leggermente nella forma prima che inizino a sembrare strane, gli occhi hanno infinite possibilità di trucco : diverse forme da creare con ombretti, matite e  eyeliner e con effetti diversi dallo "sfumato" al "definito", a seconda della personalità che volete dare al vostro make up.
Per quanto riguarda il colore da usare, sembra che il verde, in tutte le sue variazioni di tonalità scura opache e brillanti, sia quello più quotato insieme al viola e all'argento metallizzato ( oggi chiamato acciaio come vuole l'ultimo trend ) con la sua tinta fredda ma luminosa.
Quindi saranno questi i colori , che insieme al "classico" nero e a tinte più quotidiane come il marrone o il nocciola vedremo sulle palpebre delle nostre clienti, che se vogliono dare più risalto al trucco degli occhi dovranno usare tinte neutre sulle labbra e abbondare con l'applicazione del mascara rendendo le loro ciglia lunghe e voluminose.




Al contrario chi vorrà dare risalto alle labbra, dovrà alleggerire il trucco degli occhi, limitandosi a una leggera linea infracigliare e una buona dose di mascara sulle ciglia, e focalizzare l'attenzione solo sulla bocca, utilizzando colori più scuri e decisi, colori di rossetto tipici per la stagione invernale.
La moda di quest'anno pretende che il rossetto scuro sia assolutamente opaco, basta con il lucido e se siete amanti del gloss per il momento mettetelo da parte, e scegliete tinte scure come il viola e il rosso. Esso deve essere applicato - aiutatevi anche con un pennello - in maniera compatta, dando un effetto iperpigmentato ( ogni truccatore sa che il pigmento è la sostanza contenuta in diversi prodotti cosmetici e che serve per dare il colore, in cosmesi si usano pigmenti inorganici che hanno il vantaggio di una totate tollerabilità e possono essere usati senza limiti ) quindi molto coprente e saturo.
Ma chi non riesce ad utilizzare colori così scuri, può trovare una ottima alternativa nelle tinte più rosate in diverse tonalità, colore dal sapore romantico e e decisamente più soft, impreziosito magari da un velo leggero di gloss trasparente. A questo punto bisogna solo aspettare per sperimentare questi nuovi colori e mentre scrivo vedo dalla finestra le prime foglie che cominciano a cadere dagli alberi e questo mi fa pensare che manca veramente poco...




Make up : Rocco Ingria
Hair : Giusy Giambertone
Photos : Cesare Colognesi
Models : Alpa Model

13 settembre 2011

Il trucco per una estate leggera

Finalmente è arrivata l'estate, stagione calda e piena di sole. Tutte le donne amano questo periodo dell'anno perchè possono finalmente abbandonare, anche se non del tutto, l'uso dei cosmetici che durante l'inverno sono stati complici nella copertura di diversi inestetismi cutanei  come per esempio le tante odiate occhiaie. Tutto grazie all'abbronzatura che, se presa nella giusta dose e con la dovuta protezione, regala a tutte le donne un colorito dorato e luminose che permette di alleggerire il trucco del viso. Tuttavia, anche se appare un controsenso, è proprio in questo periodo che forse i truccatori devono lavorare di più in quanto devono essere capaci di proporre dei make up più semplici, adatti ad una quotidianità fatta di mare, passeggiate all'aria aperta, sudore, sale, nottate in discoteca e chi più ne ha più ne metta.
Lavorare su una pelle ambrata, poi, permette anche di poter eccedere con nuances colorate e accese che durante il resto dell'anno spesso sono bandite e quindi di dare libero sfogo alla propria creatività. Ecco qualche piccolo consiglio. Prima di tutto ricordate che l'abbronzatura colora il viso, ma quasi mai in modo uniforme, quindi prima di eseguire un make up, va preparata una base specifica. Approfittatene per abbandonare il "pesante" fondotinta invernale e optate per un velo di crema colorata, molto meno pigmentata e quindi più leggera e meno coprente, ma se avete necessità di coprire qualche piccola imperfezione usate allora un fondotinta fluido. Non fissate la base con la cipria ( eventualmente solo nella classica zona T sempre un po' più untuosa ), troppo visibile alla luce del sole, ma passate una terra opaca con l'aiuto di un pennello grande ( tipo quello da fard ) facendo attenzione a non creare macchie antiestetiche. A tal fine vi consiglio di scaricare il prodotto prelevato prima di applicarlo sul volto e di evitare, durante la stesura, di non far aprire il pennello come se fosse un ombrellone da mare!
Passando al trucco degli occhi, se la vostra cliente ama osare, divertitevi con i colori dal turchese all'acquamarina fino al verde, da quello più pastello a quello più smeraldo.
Stendeteli sulla palpebra mobile in maniera monocromatica (solo un colore ) mentre per le più tradizionaliste applicate della matita nera lungo la rima interna dell'occhio, creando un po' l'effetto misterioso del kajal indiano.
Evitate prodotti troppo grassi sulle palpebre, che a causa del caldo estivo si scioglierebbero così  facilmente da dare al trucco un effetto sfatto da post serata in discoteca, quindi privilegiate prodotti in polvere e matite poco grasse. Applicate una massiccia dose di mascara e otterrete uno sguardo magnetico, e se volete anche colorato perchè no ? Un po' come negli anni Ottanta.
Ravvivate le guance con un blush di tonalità arancio - pesca o rosa per donare ancora un effetto fresco sulla pelle. Magari applicatelo sulla gote a pomello, senza dargli il compito di scolpire e modificare ma semplicemente colorare.

Infine la parte luminosa del trucco: le labbra. Non caricatele, illuminatele con l' infinita gamma di gloss in commercio. Brilleranno sotto i raggi del sole.
per le più audaci, anche un velo di rossetto non stona. Abbandonate, però, i colori tipicamente invernali, quali il bordeaux e il rosso scuro, e colorate le labbra di tonalità fresche, come l'arancio e il rosa perlato. Utilizzate solo prodotti waterproof, dal mascara alle matite.
A questo punto la vostra cliente sarà pronta, non per la prova costume questa volta ma per la prova trucco...
Buona estate!














Make up & Hair: Rocco Ingria
Foto: Valerio del Moro
Modella: Arianna Rendina




Abbigliamento : YELL! Industry spring - summer collection 2011   

Testo di Rocco Ingria
http://www.roccoingria.com/
http://www.scuoladitrucco.net/

15 maggio 2011

Lavorare con il body painting

Dopo l’intervista realizzata nel numero precedente, che ci introduceva alle affascinanti tecniche del Body Painting, ci inoltriamo adesso nel campo delle sue applicazioni nel mondo del lavoro, dove le opportunità sono in continua crescita. Chiediamo a Rocco Ingria in che modo si può iniziare a operare nel settore con questa specialità.

Quale è stata la tua prima esperienza di lavoro con il Body Painting?
Il body painting, negli ultimi tempi, si sta facendo conoscere grazie a festival e numerosi concorsi organizzati nelle Fiere più importanti, sia in ambito nazionale che all’interno di grandi manifestazioni in giro per il mondo, dove talentuosi truccatori si prodigano con amore a questa forma di espressione artistica. Dal canto mio, i primi passi li ho mossi in alcuni concorsi di body painting, ma a essere sincero, l’esperienza più importante è stata la partecipazione a uno spettacolo itinerante che reclamizzava una nota bevanda americana, in cui il mio compito era la realizzazione di un body painting su di una modella, per poi estendersi al pubblico, con cui interagivo nei locali, sedi delle tappe del tour. Questa è un’altra importante caratteristica del body painting: rappresenta un ottimo supporto per l’animazione e l’intrattenimento all’interno delle serate in discoteche e lounge bar, proprio per la novità che rappresenta. Sinonimo di attrazione, viene apprezzato sia dai gestori che dalla clientela, la quale, incuriosita da questa particolare espressione d’arte, desidererebbe a volte prendere il posto della modella stessa.

Quali sono state le prime difficoltà incontrate e come le hai superate?
Le difficoltà incontrate erano più inerenti all’organizzazione dello spettacolo dove si esibivano altri artisti e dove bisognava integrarsi perfettamente, come la tessera all’interno di un puzzle. A volte ci imbattevamo in alcuni ostacoli, ma riuscivamo a superarli grazie a un pubblico che ti aspetta e ti applaude gratificandoti, regalandoti ogni volta tante emozioni e nuove energie.




Come hai sviluppato i contatti di lavoro che ti permettono di lavorare in diversi locali?
Da una parte ha funzionato il vecchio e classico passaparola. Capita spesso che quando si esegue un lavoro la concentrazione non ti fa rendere conto di avere mille occhi puntati addosso, e magari alcuni di questi appartengono a proprietari o gestori di altri locali. Spesso si complimentano per il lavoro eseguito e ti chiedono di collaborare con i loro locali. Un’altra fonte di lavoro è l’Accademia dove insegno, sia tramite il sito internet dove sono pubblicati i miei lavori, che tramite richieste dirette, mi crea altri contatti dove spesso coinvolgo i miei allievi come aiutanti. 

Qual è all’incirca il compenso di queste performance?
Non saprei, nel senso che.. non amo molto parlare di soldi, amo il mio lavoro per quello che mi permette di esprimere e mi ritengo fortunato di poterlo fare. È pur vero che l’aspetto retributivo riveste, comunque, la sua importanza. Comunque il compenso dipende dalla tipologia del lavoro che viene richiesto: se è solo un body painting, se sono più modelle/i, se si lavora solo con il pubblico e con che tipo di modalità (piccoli disegni o parti più grandi del corpo).


Quale è il tipo di espressione artistica che preferisci realizzare?
Solitamente se non viene richiesti un tema preciso, soprattutto durante le esibizioni di live body painting, amo molto vestire modelle e modelli creando degli abiti di colore. Su un corpo nudo si inizia con il tracciare delle righe e pian piano il disegno prende forma quasi come fosse una seconda pelle.


Che consigli daresti a chi vuole seguire la tua stessa strada nel campo del body painting?
Amare il proprio lavoro senza scoraggiarsi di fronte agli ostacoli che si possono via via incontrare. Seguire poi un continuo percorso di crescita creativa perché il nostro lavoro è in perenne evoluzione. Apprezzare il lavoro degli altri colleghi perché il trucco è qualcosa che rappresenta la parte interiore e più intima insita in chi lo esegue. Ma soprattutto non prendersi mai troppo sul serio.. mi piace citare una frase non mia che dice “nella vita si nasce nudi e tutto quello che si indossa dopo è solo travestimento”.















L'Arte del body painting

Dopo aver parlato del trucco creativo praticato in prevalenza sul viso, credo valga la pena parlare del body painting. L’arte della pittura sul corpo, ha origini antichissime. L’antropologia ci dice che già 60.000 anni fa era abitudine degli aborigeni australiani dipingersi il corpo, mentre mummie di donne del basso Egitto risalenti a circa 4.500 anni fa presentano segni di tatuaggi sull’addome. Praticata tuttora da alcune tribù primitive, con valenze e significati diversi a seconda del contesto di guerra o di pace, la pittura sul corpo è stata riscoperta come un settore a se del trucco verso gli anni settanta, quando ha avuto un exploit, che dura fino ad oggi. 

A svelarci i segreti di quest’arte è il truccatore Rocco Ingria, che da molti anni vi si dedica con grande passione, dopo un’intensa esperienza lavorativa nel mondo dello spettacolo.

Quando è nato il tuo interesse per il body painting?
Appena finito di apprendere le basi del trucco beauty, mi attraevano il colore e la creatività che esso mi permetteva di esprimere liberamente.

Quale era la sensazione che provavi?
Soddisfazione, di trasformare un corpo nella tela di un pittore, donandogli forma e sembianze dettate dalla spinta creativa del momento. 

Quali metodi hai elaborato?
Ho iniziato con i classici strumenti da truccatore, spugne e pennelli, avvalendomi di tecniche utilizzate in altri campi, come la pittura murale. Ad esempio, un particolare effetto si ottiene tamponando la cute con stracci e spugne di mare. Ho imparato a rubare qua e là ciò che mi poteva servire per espandere la mia creatività. Una ricerca costante che mi ha permesso di aumentare gli strumenti in mio possesso e di creare un gioco artistico che unisse più tecniche tra loro.

Quale tecniche hai potuto affinare?
Le tecniche più efficaci le ho acquisite dalle arti pittoriche. Ad esempio, è solo tramite i cari e affezionati chiaro scuri che riesco a rendere vivi  i miei lavori, facendo emergere la bellezza naturale di un corpo, sia in quello in cui voglio annullarlo per ridurlo a una tela. Mi piace giocare con le scale cromatiche sovrapponendo i colori per dare vita a immagini astratte che sconfinano nel mondo colorato in cui vivo.


Cos’è oltre al colore il body painting?
Nel body painting, possiamo servirci, oltre che del colore, di qualsiasi accessorio: dalle protesi cinematografiche ai ritagli di stoffa, dal glitter agli swarosky.. Una volta durante una gara che aveva come tema i fiori, ho effettuato un live body painting applicando dei petali colorati sul corpo, un’altra volta, ho creato un mosaico applicando piccoli pezzi di specchi. Ma ho anche usato merletti, bottoni, piume, applicandoli sulla pelle con del mastice prostetico.

Cos’è un live body painting?
A differenza dei lavori realizzati in laboratorio è il termine che indica un trucco realizzato dal vivo, davanti a un pubblico che assiste e con cui interagisco. 

Quale tecnica, secondo te, si è rivelata la più innovativa nella storia del body painting?
L’uso dell’aerografo, sia per i risultati che permette di ottenere, sia perché può essere affiancata ad altri metodi di lavoro.




ANDREA OSVART



  


1 maggio 2011

Il trucco italiano seduce la Cina



Il Guangzhou Hair and Beauty Festival è una manifestazione annuale rivolta al mercato cinese. Tre giornate in cui si mettono in mostra le nuove tendenze di colore e tagli per i parrucchieri, e di colore e tecniche per quanto riguarda il trucco. Insieme ad altri colleghi sono stato chiamato, anche quest’anno, come testimonial dello stile italiano e il nostro show, dinamico e divertente, si è caratterizzato per tagli corti e make-up coloratissimi, ispirato al trucco optical degli anni ’60, accompagnati da tatuaggi estemporanei realizzati, direttamente sul palco, con l’aerografo. 


Un altro momento dello spettacolo l’abbiamo dedicato alla sposa. Fra i tanti portati dall’Italia, uno degli abiti era in carta blu - argento, per una sposa un po’m futuristica, accompagnata da numerosi palloncini bianchi. Un grande successo, forse inaspettato, ma certamente meritato perché dovuto ad un impegno professionale che il pubblico ha riconosciuto e sottolineato con applausi e richieste di autografi.


Ancora due considerazioni sulla fiera: l’evento sta diventando sempre più interessante e grande, e si incontrano sempre più occidentali tra gli espositori di settore e tra i visitatori, segno che il mondo orientale non cessa di affascinare e attrarre tanti investitori in cerca di nuovi mercati. Per quanto riguarda l’organizzazione, invece, respetto all’anno scorso non è cambiato molto, ma risalta la gran voglia di imparare dei cinesi che, come delle spugne, assorbono con grande facilità, sorprendendo anche noi del mestiere. Le tre giornate, nonostante il lavoro e la fatica, sono passate così velocemente tra casting, interviste, il galà d’inaugurazione e piccole visite turistiche della città che senza accorgermene ero già di ritorno. Ormai lì mi è tutto così familiare, dal cibo ai luoghi, alla gente che mi sembra di essere nella mia città.. comincio già a progettare i trucchi che presenterò nelle future edizioni.



















I cinesi guardano ad occidente

Pelle bianca, viso tondeggiante, sopracciglia lunghe e sottili, capelli corvini, bocca a forma di cuore e di colore rosso ciliegia sono le caratteristiche essenziali della bellezza orientale nel corso del xx secolo. In realtà non è più così perché oggi, per strada, le ragazze esprimono la loro femminilità in maniera completamente diversa e molto più occidentale: vestite alla moda, trucco più naturale e capelli di varie forme e di tutti i colori. Qualcosa delle vecchie usanze è però, in generale, ancora in auge: ad esempio la tendenza del whitening, lo sbiancamento della pelle, tradizionalmente diffuso e adottato negli anni ’80 da grandi case cosmetiche come l’orientale Shiseido. Mi hanno spiegato che questa forma maniacale verso il bianco nasce in Giappone nel mondo delle geishe “persona che vive l’arte”, che coprivano le parti visibili con uno spesso strato di bianco. Strana coincidenza: ho sempre guardato all’oriente con attenzione e anni fa decisi di farmi tatuare proprio una geisha, perché anch’io vivo l’arte, quella del trucco. Così ho accettato con grande gioia l’invito della So.Ge.cos, dell’Unipro e della Camera Italiana dell’Acconciatura, a partecipare a due giornate di workshop nel corso del Guangzhou Hair and Beauty Festival, tenutosi nel nuovo e prestigioso quartiere fieristico di Jinhan.


Nel nostro settore questo festival è considerato l’evento più importante e più grande che si svolge in Cina. Mi è stato chiesto di esprimermi liberamente con il make-up insieme a tre qualificati acconciatori e il risultato della nostra collaborazione è stato molto apprezzato sia dagli operatori locali che dal pubblico, con una premiazione avvenuta nel corso di un ricevimento con più di 1200 invitati. Quella che per me era solo una conoscenza del mondo orientale acquisita dai libri, dalla televisione, dai racconti e dai soliti luoghi comuni, è diventata una realtà che ha arricchito il mio bagaglio professionale e personale. Le modelle sono state molto disponibili e sottoporsi ai nuovi tagli ma, per quanto riguarda il trucco, non ho imposto il nostro stile occidentale, esaltando la loro bellezza e divertendomi però a disegnare delle farfalle sui loro visi e dei fiori sul loro corpo, per uniformare le acconciature, che erano state realizzate con dei fiori.




 Molte le foto, accoglienza calorosa ed emozioni intense che, al ritorno, ho subito trasferito ad i miei allievi, perché adoro trasmettere la mia passione e l’esperienza che traggo girando per il mondo. Per concludere il racconto della mia partecipazione, due parole sulla manifestazione che suggerisco anche alle aziende italiane. La fiera era gigantesca, con migliaia di addetti al lavoro e partecipanti di settore. I cinesi sono curiosi, guardano con attenzione e sembrano assorbire come spugne quello che vedono. Soprattutto quando capiscono di trovarsi di fronte a un modo di lavorare nuovo e allo stile italiano.













27 aprile 2011

Curiosando nel backstage

Ore 6:45 del mattino: l’appuntamento è in una villa sui Castelli Romani per un servizio fotografico di moda. Solitamente noi truccatori siamo, insieme ai parrucchieri, i primi ad arrivare per preparare  le modelle e i modelli prima che inizi la vera sessione fotografica. Guardo curioso tra gli abiti che verranno indossati: i colori e  le forme degli abiti stessi sono fonte d’ispirazione per i maquillages che verranno creati in seguito. Chiedo al fotografo se ha delle esigenze particolari relative al risultato finale, e lui mi lascia la massima libertà d’espressione. Vado alla ricerca di qualcosa da utilizzare come tavolino, uno specchio e delle sedie che mi saranno utili per creare una buona postazione trucco.


Insieme con me c’è Rosy, truccatrice dalla quale non riesco più a separarmi, che stresso e angoscio quando i ritmi del lavoro diventano più veloci e stancanti, chiedendole di prendermi questo.. di passarmi quell’altro.. lei si rivela sempre un validissimo aiuto. La prima parte del lavoro è molto tranquilla: si preparano le basi, prestando attenzione che vengano eseguite in maniera pulita e omogenea, poiché nella foto, che è un’immagine fissa, si noterebbero tutte le imperfezioni. Si gioca sapientemente con i chiaroscuri, per dare quella profondità che nell’immagine fotografica è assente. Applichiamo delle ciglia finte a frangia intera e a mazzetti, per dare maggior risalto allo sguardo, trucchiamo leggermente gli occhi, giocando sempre con i chiaroscuri, esaltando così la bellezza dei modelli. Ci dedichiamo alle labbra contornandole con una matita naturale, per poi avviarle nelle sapienti mani degli acconciatori. Iniziano gli scatti, da questo momento il lavoro diventa frenetico: si cambia trucco e acconciatura per ogni linea di abiti: solitamente si parte con dei colori chiari, per arrivare a colori decisamente più forti e vivaci come il verde, il celeste e il rosso. I cambi sono molto veloci, abbiamo a disposizione 4/5 minuti per effettuarli, è così che ci si ritrova a truccare una modella mentre in contemporanea la sarta stringe il vestito e il parrucchiere sistema qualche ciocca. Io, piccolo di statura, mi ritrovo puntualmente sulla punta dei piedi per raggiungere il viso delle modelle che sono delle “vatussi”.


Il cambio di set è un bel sospiro di sollievo: possiamo risistemare i nostri trucchi con tempo e più tranquillità, per poi ripartire nuovamente. Il lavoro che andiamo a svolgere è un “trucco sul trucco”, sovrapponendo a volte un colore su un altro, aggiungendo dei glitter, caricando le sfumature e cambiando il rossetto o il lucido, a seconda del vestito indossato. Mi piace definirlo “trucco in evoluzione”, , proprio per questo suo continuo trasformarsi, in continua metamorfosi. Inoltre in un backstage fotografico si interagisce con il fotografo, con le sarte che vestono le modelle, con i parrucchieri che le pettinano e se le coccolano, per creare una bella atmosfera di lavoro. Importante è anche essere sempre presenti sul set, per controllare che tutto vada bene e che i nostri trucchi sotto il calore delle luci non si “lucidino”, opacizzandoli con la cipria in polvere, o che i lucidi, a volte un po’ capricciosi, non “sbavino” fuori dal loro contorno, aggiungendo un tocco di fard, visto che in fotografia tende sempre a svanire.




Ore 22:45, il lavoro è finalmente terminato! Mancano gli ultimi scatti, ma noi possiamo già riporre tutto dentro la nostra valigia, insieme con la curiosità di sapere come saranno i nostri lavori nelle foto finali. Spero di essere riuscito a rappresentare come si svolge il lavoro di un truccatore in un backstage fotografico, e di aver dato piccoli suggerimenti utili per svolgerlo al meglio, senza la presunzione di voler dare delle regole ben precise da seguire e augurandomi di trasmettere la passione e il divertimento con cui faccio le cose. Intanto vado a riposarmi perché domani si ricomincia, mi aspetta un’altra giornata intensa come quella di oggi.



buon lavoro a tutti!














































19 aprile 2011

Il trucco è cambiato

In questi 23 anni dedicati al mondo del trucco, mi rendo conto di come siano cambiate le cose da quando ho iniziato a muovere i primi passi tra rossetti fucsia , fard  color arancio e make-up tipicamente anni 80, oggi tanto discriminati e considerati da molti colleghi così fuori moda, ma ancora tanto richiesti e apprezzati in qualsiasi situazione che necessita di un make-up che si faccia notare e sappia creare la magia che solo il trucco sa generare.
Eh sì … amici e amiche appassionate di make-up, autodidatti, professionisti e neo truccatori, oggi il trucco ha un po’ perso forse l’idea iniziale per cui era nato, e se da un lato abbiamo la fortuna di avere molti più prodotti e di migliore manifattura, dall’altro c’è questa “noia” insostenibile di trucchi naturali, e soprattutto di effetti naturali, richiesti sia dalle nostre clienti, sia realizzati da truccatori che forse non sanno cimentarsi nell’uso di quantità maggiori di prodotti e di colori un po’ più intensi e brillanti.
E’ giusto saper realizzare un trucco che dia l’effetto di non trucco (meglio conosciuto come trucco incolore), ma il trucco è magico quando diventa protagonista, si fa notare :  o attraverso una sfumatura allungata, o arrotondata nell’ angolo esterno dell’occhio, oppure con la tinta di un colore come un bel punto di verde brillante o un nero carbone.
Sicuramente la cosa che più si è evoluta…. È  l’idea generale del trucco.
Oggi  si può considerare un make-up anche solo una base non fissata e un velo di mascara, una pelle del viso completamente pulita ravvivata sulle guance da un blush liquido ( prodotto sperimentato negli anni 40 quando le donne si ingegnavano, essendo finita da poco la guerra , mettendo a macerare dei petali di rose nell’alcool ) unita ad un ombretto steso in maniera monocromatica sulla palpebra per creare solo un ombra colorata.  Idea completamente diversa rispetto a quella dove per realizzare un make-up si doveva seguire una cronologia ben precisa, non omettere nessun prodotto e bisognava poi assolutamente scolpire la base, incavare lo zigomo, correggere naso , correggere questo, correggere quello …
Quindi osiamo quando realizziamo i nostri trucchi, lasciamoci catturare dall’idea che un make up ha bisogno di intensità e colore per essere vivo …. Calchiamo un po’ la mano senza esagerare ridando vita ad un ‘idea di make up che non si vede più dagli anni 90 …



Glitter mai senza di te



Nell’infinita gamma di prodotti cosmetici, c’è n’è uno in particolare che ha sempre catturato la mia attenzione, sin da quando ho iniziato a muovere i primi passi tra rossetti e ombretti: il glitter. Il motivo? Riflette la luce, brilla, illumina, a volte dà vita a sfumature spente e ravviva qualsiasi superficie e qualsiasi prodotto su cui viene applicato e steso. In commercio si trova in tutte le tonalità di colore, e in diverse tipologie: in tubo, in stick, miscelato con polvere libera o con della gelatina trasparente, o semplicemente puro. Personalmente preferisco quelli in polvere libera senza essere miscelati con altri prodotti, e di tutte le misure, da quelli sottilissimi a quelli più grandi. Grazie alla loro versatilità, posso giocarci in modi diversi e creare effetti differenti. Adoro applicarli.. a volte me li ritrovo un po’ dappertutto (l’unico inconveniente è che rimangono un paio di giorni!).. sembra che trasudino direttamente dalla mia pelle come se ne fossi un flacone. Se mi vengono espressamente richiesti per qualche lavoro, i miei amici e colleghi dicono che è stato fatto lo sbaglio più grande perché ne porto in quantità industriale e tendo a esagerare. Con il glitter è stato amore a prima vista, impossibile non usarlo, certo non in tutte le tipologie di trucco ma sicuramente quando la situazione lo permette.


I glitter, chiamateli come volete, brillantini, porporina, brilli, polvere di luce, hanno la caratteristica principale di riflettere la luce naturale e artificiale, e rappresentano uno stile, quasi una filosofia di vita, cioè essere radiosi, luminosi così come diventano i visi e i corpi attraverso un make up glitterato. Negli ultimi anni molte case cosmetiche li hanno miscelati, insieme alla classica perlatura, con diversi prodotti: dal fondotinta alla terra indiana, dagli ombretti ai gloss, monopolizzando le vendite e le nuove tendenze, al punto che il trucco opaco sembra essere ormai lontano anni luce.. visto che di luminosità parliamo.



Anche rockstar del calibro di Madonna, regina indiscussa del pop, hanno preteso addirittura ciglia finte con diamanti, dal costo di 10.000 dollari per sembrare più luminose. Ritornando ai glitter classici, riesco ad applicarli in diversi modi: per un risultato compatto, sopra un semplice strato di gelatina per capelli o lucido per labbra applico i glitter saturando l’intera zona, per esempio la palpebra mobile, e se invece voglio illuminare lo sguardo li uso in polvere libera creando i classici punti luce: il punto d’altezza delle sopracciglia, l’angolo interno dell’occhio e quello esterno sopra lo zigomo. L’applicazione è molto semplice e non richiede una grande maestria. E come in una favola lasciano una scia di magia..