17 aprile 2011

Regionale o non regionale

Nella fitta rete delle scuole di trucco , o meglio “accademie”, come vuole l’ultimo trend affinché possano diventare un po’ come l’Accademia Militare di Modena, e quindi continuare a sfornare plotoni di truccatori – truccatrici sul mercato, e che grazie al nome così magistralmente ridondante, attirino ancor di più come lo specchietto per le allodole, indubbi genitori che ancora non considerando un lavoro quello di fare il truccatore (tra l’altro cosa molto italiana) , perché in  Italia se lavori alle poste o in banca significa che hai un lavoro e puoi formarti una famiglia; al contrario se sei un musicista, o un pittore, sei solo un artistoide senza una lira. Scusatemi se mi son fatto prendere la mano ….
Ritornando al discorso iniziale, e senza perdere il filo vi dicevo ..sì insomma … c’è sempre un grande dubbio quando bisogna scegliere una scuola di trucco; le scuole oltre ad essere migliorate come didattica …beh diciamolo …  oggi siete molto fortunati (se incontrate i docenti giusti ) perchè in corsi di 500 ore si possono imparare non solo i segreti del trucco ma molto di più, esplorando il trucco in tutte le sue sfumature da quello naturale a quello più creativo, dagli effetti speciali al body painting.
Il problema però è ben diverso, la colpa è al 50% delle scuole e al 50% della regione …. Molte scuole (non dico tutte) sono interessate al lato economico della medaglia, quindi autorizzate dalla Regione stessa, montano questi corsi privati, ma riconosciuti, con docenti che si sono diplomati l’anno precedente, con promesse di book , di stage, di lavori e in posti fatiscenti dove se vuoi trovare un mascara o qualsiasi altro prodotto, è come cercare un ago in un pagliaio.
E poi c’è la regione che autorizza questi “furti” approvati, ma non riconosce la figura del Truccatore, non esiste un albo … non si può aprire un’attività, non c’è un listino delle prestazioni.
E non controlla nemmeno, nelle commissioni non c’è mai un truccatore ma solo persone che a loro volta vengono a spulciare il compenso, assistendo in maniera disinteressata, a volte addirittura dormendo, agli esami, che poi vi dico la verità, assenze a parte, i diplomi vengono regalati a tutti bravi e non bravi. Se un truccatore lavora viene scelto per bravura, professionalità e non perché è diplomato con un attestato regionale che non sempre è sinonimo di bravura e preparazione.
Credo che una buona scuola, anche se Regionale debba valutare i propri allievi dandogli la possibilità, visto il costo, di lavorare con docenti che dovrebbero avere almeno dieci anni di esperienza e che non basta aver truccato un vip per poter divulgare l’arte del trucco, di lavorare in ambienti idonei, anche in classi di piccolo taglio e non classi da 250.000 allievi e accuratamente selezionati, di fare stage in ambienti lavorativi .
Senza veramente regalare un attestato a tutti quelli che da piccoli truccavano le bambole, avendo così più truccatori che dottori.
Mettiamoci una mano sulla coscienza portiamo avanti solo chi riesce ed ha talento, e convinciamo chi non è portato a lasciar perdere, ma soprattutto non gli togliamo rate solo per i nostri portafogli ricattandoli con contratti senza diritto di recesso.
Logicamente ci sono anche delle ottime scuole, regionali e private, che sanno lavorare bene e spero lo continuino a fare affinché la figura professionale del truccatore possa prendere un’altra luce.
Mi dispiace molto che la categoria non sia qualificata da nessuno, quando ho iniziato pensavo che un giorno saremmo arrivati ad essere riconosciuti … ed invece oggi mi rendo conto che non solo stiamo tornando indietro ( almeno sarebbe un processo all’inverso! ) ma stiamo solo distruggendo la categoria, ampliandola selvaggiamente senza regole, senza diritti …
E dove c’è la distruzione non esiste la creazione …
Peccato che il trucco è anche creare ……




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