15 maggio 2011

Lavorare con il body painting

Dopo l’intervista realizzata nel numero precedente, che ci introduceva alle affascinanti tecniche del Body Painting, ci inoltriamo adesso nel campo delle sue applicazioni nel mondo del lavoro, dove le opportunità sono in continua crescita. Chiediamo a Rocco Ingria in che modo si può iniziare a operare nel settore con questa specialità.

Quale è stata la tua prima esperienza di lavoro con il Body Painting?
Il body painting, negli ultimi tempi, si sta facendo conoscere grazie a festival e numerosi concorsi organizzati nelle Fiere più importanti, sia in ambito nazionale che all’interno di grandi manifestazioni in giro per il mondo, dove talentuosi truccatori si prodigano con amore a questa forma di espressione artistica. Dal canto mio, i primi passi li ho mossi in alcuni concorsi di body painting, ma a essere sincero, l’esperienza più importante è stata la partecipazione a uno spettacolo itinerante che reclamizzava una nota bevanda americana, in cui il mio compito era la realizzazione di un body painting su di una modella, per poi estendersi al pubblico, con cui interagivo nei locali, sedi delle tappe del tour. Questa è un’altra importante caratteristica del body painting: rappresenta un ottimo supporto per l’animazione e l’intrattenimento all’interno delle serate in discoteche e lounge bar, proprio per la novità che rappresenta. Sinonimo di attrazione, viene apprezzato sia dai gestori che dalla clientela, la quale, incuriosita da questa particolare espressione d’arte, desidererebbe a volte prendere il posto della modella stessa.

Quali sono state le prime difficoltà incontrate e come le hai superate?
Le difficoltà incontrate erano più inerenti all’organizzazione dello spettacolo dove si esibivano altri artisti e dove bisognava integrarsi perfettamente, come la tessera all’interno di un puzzle. A volte ci imbattevamo in alcuni ostacoli, ma riuscivamo a superarli grazie a un pubblico che ti aspetta e ti applaude gratificandoti, regalandoti ogni volta tante emozioni e nuove energie.




Come hai sviluppato i contatti di lavoro che ti permettono di lavorare in diversi locali?
Da una parte ha funzionato il vecchio e classico passaparola. Capita spesso che quando si esegue un lavoro la concentrazione non ti fa rendere conto di avere mille occhi puntati addosso, e magari alcuni di questi appartengono a proprietari o gestori di altri locali. Spesso si complimentano per il lavoro eseguito e ti chiedono di collaborare con i loro locali. Un’altra fonte di lavoro è l’Accademia dove insegno, sia tramite il sito internet dove sono pubblicati i miei lavori, che tramite richieste dirette, mi crea altri contatti dove spesso coinvolgo i miei allievi come aiutanti. 

Qual è all’incirca il compenso di queste performance?
Non saprei, nel senso che.. non amo molto parlare di soldi, amo il mio lavoro per quello che mi permette di esprimere e mi ritengo fortunato di poterlo fare. È pur vero che l’aspetto retributivo riveste, comunque, la sua importanza. Comunque il compenso dipende dalla tipologia del lavoro che viene richiesto: se è solo un body painting, se sono più modelle/i, se si lavora solo con il pubblico e con che tipo di modalità (piccoli disegni o parti più grandi del corpo).


Quale è il tipo di espressione artistica che preferisci realizzare?
Solitamente se non viene richiesti un tema preciso, soprattutto durante le esibizioni di live body painting, amo molto vestire modelle e modelli creando degli abiti di colore. Su un corpo nudo si inizia con il tracciare delle righe e pian piano il disegno prende forma quasi come fosse una seconda pelle.


Che consigli daresti a chi vuole seguire la tua stessa strada nel campo del body painting?
Amare il proprio lavoro senza scoraggiarsi di fronte agli ostacoli che si possono via via incontrare. Seguire poi un continuo percorso di crescita creativa perché il nostro lavoro è in perenne evoluzione. Apprezzare il lavoro degli altri colleghi perché il trucco è qualcosa che rappresenta la parte interiore e più intima insita in chi lo esegue. Ma soprattutto non prendersi mai troppo sul serio.. mi piace citare una frase non mia che dice “nella vita si nasce nudi e tutto quello che si indossa dopo è solo travestimento”.















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