28 giugno 2012

Un trucco incantevole come una favola


Esistono luoghi avvolti da un alone di mistero e magia. Scorci nascosti tra l’acqua trasparente di una piccola cascata montana e le fronde di alberi possenti scosse da un vento leggero. Luoghi d’incanto, a metà strada tra la realtà ed il sogno, dove la natura esplode in tutta la sua bellezza e la luce che filtra tra le foglie crea effetti evanescenti e spettrali. Mi trovavo in un posto del genere quando ho realizzato il trucco che potete vedere in questo servizio fotografico e come avrete intuito è stato l’ambiente che mi circondava ad ispirarlo. La prima idea che ho avuto è stata infatti quella di riprodurre le mie emozioni sul volto della modella, creando un make up misterioso e suggestivo. Ho deciso quindi di partire da una base eterea, costruendo l’effetto di una pelle diafana chiarissima per esaltare una personalità intrigante e raffinata. Per riuscirci ho usato un velo leggero di fondotinta fluido, applicato con un pennello sintetico, senza fissarlo con la cipria (come invece bisognerebbe fare) che grazie all’effetto nebuloso delle ombre circostanti, ha dato vita a una sorta di trasparenza sul viso della modella. Ho completato con un tocco di blush (come vuole l’ultimo trend) color pesca applicato su tutto il contorno viso dando più intensità a guance e zigomi e marcando la zona C dell’angolo esterno dell’occhio con un ombretto bianco perlato.


A questo punto sono passato al trucco degli occhi. Ho voluto renderli i veri protagonisti del make up: intensi e brillanti, misteriosi e profondi. Come colori ho scelto tonalità di ombretti nelle gradazioni dal nero (anche se in realtà è esattamente l’assenza di colore) al grigio brillante. Prima dell’ombretto ho applicato una matita nera all’interno della rima palpebrale inferiore e superiore e dopo ho sfumato la stessa  sulla palpebra mobile con un pennello a lingua di gatto. A questo punto ho applicato l’ombretto di tonalità nera per fissare la matita sfumata e intensificare il colore fino alla piega palpebrale. Da questo punto verso l’alto ho unito il grigio perlato sotto tutta la linea della sopracciglia. Per rendere lo sguardo ancora più accattivante ho applicato il mascara carbon black (ancora più nero), punto di forza della tendenza make up dell’inverno, cercando di dare molto volume alle ciglia. Infine ho marcato il colore naturale delle sopracciglia con un ombretto marrone scuro per ottenere un effetto più teatrale e drammatico. Mancava solo la firma di questo maquillage. Solitamente si dice che essa sia il rossetto, ma pensavo ancora agli occhi e così con un eyeliner nero ho enfatizzato nuovamente la bordatura dell’occhio ed ho disegnato con delle linee sottilissime l’effetto di un’ala nera sopra l’angolo esterno: un tocco gotico che ben si sposava con l’atmosfera che volevo rendere. Ultimo step le labbra: le ho contornate con una matita color rosa naturale senza delinearle molto e illuminate con un leggero strato di gloss in trasparenza, per creare giochi di riflessi sia con la luce naturale di quel posto incantevole sia con quella artificiale del flash fotografico.

2 giugno 2012

Un trucco in musical


“ Si  narra che tanto tempo fa nell’arcipelago del sole esisteva un’isola incantata popolata da splendidi cigni reali”. Inizia così il viaggio fantastico del musical L’Arca di Giada, ora in tour nelle più grandi città italiane. Oltre 25 protagonisti tra cantanti, ballerini, acrobati e attori in una cornice di imponenti scenografie e proiezioni tridimensionali.
Il musical trae ispirazione dall’incantevole libro “L’Arca di giada – la leggenda delle Terre incantate”, scritto e illustrato dalla scrittrice e pittrice Daniela Fusco. Al centro della narrazione una storia d’amore e un viaggio verso la conoscenza di se stessi. Il tutto reso con un’atmosfera ricca di avventura e mistero grazie a scenari fantastici e surreali, e alla musica tra lirica e rock, lirismo e grinta, composta da Tony Verde anche regista dello spettacolo. Come avrete capito, se sto scrivendo dello spettacolo è perché sono salito anch’io sull’Arca come capo truccatore.
Mi è sembrato quindi interessante raccontarvi come si svolge il nostro lavoro nella preparazione di una rappresentazione del genere. Per prima cosa, servono molta pazienza ed un lungo lavoro nella preparazione dei layout.

Quando sono stato contattato, esistevano già dei bozzetti, idee da perfezionare che si sono evolute nell’arco di due anni. L’iter da seguire è quello teatrale e cinematografico: si parte dal riassunto della storia per poi leggere la stesura finale della sceneggiatura e pian piano evidenziare tratti di personalità dei vari personaggi da mettere in luce con abiti e trucco. Non un make up di abbellimento, quindi, ma un face painting totale o parziale, a metà tra quelli coloratissimi del Cirque du Soleil e quelli realistici del Signore degli anelli. Insieme a Daniela Fusco, abbiamo quindi creato i trucchi dei personaggi prima su carte e poi provandoli sugli attori, adattandoli al loro viso e caratterizzando al meglio il loro ruolo con un dettagli, come la lacrima blu del perfido Kascir o l’effetto piuma sugli occhi del cigno Desirè.
La regola del trucco teatrale è che sia lo spettatore in prima fila che quello in galleria devono percepire lo stesso effetto. Per questo il trucco sarà deciso nei contorni e intenso in colori e sfumature ma non esagerato: basta accentuare ed ombreggiare i tratti del volto e schiarire la base per creare più contrasto e rendere più visibili le espressioni. Molto influiscono le luci sul palco, tanto che nel nostro caso ci siamo resi conto di dover modificare leggermente i colori solo durante le prove generali. Il lavoro prosegue durante lo spettacolo: i trucchi vanno ritoccati e rinfrescati, ci sono cambi da effettuare in pochi minuti, imprevisti da risolvere all’istante e bisogna gestire i tempi di preparazione man mano che il direttore di palco avvisa dei minuti che mancano all’inizio dello spettacolo fino al fatidico “chi è di scena?”. Una sorta di spettacolo nello spettacolo, dove si alternano momenti di tensione a divertimento tra attori e cast. Infine vanno preparate le borse che oltre ai cosmetici devono contenere tutto ciò che può essere utile: dai cotton fioc alle lamette, dalle salviettine struccanti alle lacche per capelli. Non mi resta che invitarvi nel backstage dello spettacolo se passa per la vostra città… vi aspetto!







Scopriamo il trucco dietro gli occhiali


Ce li poggiamo sul naso senza pensarci troppo per correggere i difetti visivi o difenderci dai raggi del sole. Gli occhiali, un oggetto di uso comune ma la cui origine è lontana nel tempo. “Oculis de vitro cum capsula”, li chiama in latino Umberto Eco nel suo celebre romanzo “il nome della rosa”, ma la loro storia è in parte oscura. Secondo alcune fonti, la loro invenzione risalirebbe alla fine del XIII secolo e sarebbe opera di Salvino Degli Armati, secondo altre, invece, di Alessandro Della Spina. Da allora gli occhiali si sono evoluti enormemente, non solo dal punto di vista tecnico. Dai primi esemplari senza stanghette, alle montature del 1600, dai primi modelli da sole risalenti al 1700, ai pince-nez del 1800, fino ad oggi in cui il design e i nuovi materiali hanno reso l’occhiale una parte integrante dell’abbigliamento e del look. Tutto ciò grazie anche agli stilisti che ne hanno fatto un oggetto di moda e ogni anno presentano nuovi modelli.

La nascita delle lenti a contatto ha liberato molti dalla schiavitù degli occhiali ma, nella mia professione di truccatore, devo dire che essi non rappresentano sempre una limitazione per chi li porta, ma al contrario possono costituire un elemento decisivo di caratterizzazione del volto, pensate agli occhiali stravaganti di Lina Wertmuller o di Giampiero Mughini. L’occhiale da sole, poi, può diventare complice per nascondere gli occhi non truccati, mentre quelli da vista, con la loro trasparenza possono aiutare a incorniciare e dare risalto agli occhi stessi! Spesso capita di dover truccare persone che portano gli occhiali e che anche per eventi particolari non sono disposte a rinunciarvi a favore delle lenti a contatto.
La domanda è: Qual è il make up più adatto per loro?
L’esperienza mi ha insegnato che l’elemento decisivo sono le lenti e il trucco deve essere sempre correlato al loro spessore, forma e grado di correzione del difetto visivo da correggere. Le lenti da miope, ad esempio sono più spesse e tendono a rimpicciolire l’occhio. Il make up, dunque, non sarà realizzato con colori scuri ma con colori caldi e luminosi. Evitate la matita nera nella rima palpebrale e delle linee troppo nette e precise. Prediligete effetti più sfumati e usate solo un leggero velo di mascara.
Nel caso invece di presbitismo o ipermetropia, le lenti ingrandiscono l’occhio e la zona sottostante, evidenziando così gli inestetismi del contorno occhi come occhiaie, rughe, borse  e pori dilatati. Quindi l’applicazione del fondotinta e del correttore devono essere sfumati molto bene, evitando eccessi di prodotto e di polveri di fissaggio.
Bisogna prestare attenzione a non usare colori di ombretto troppo chiari e troppo perlati ma preferire colori più decisi. In questo caso applicate la matita scura nella rima palpebrale per dare più profondità allo sguardo e stendete il mascara in modo da evitare ammassi di prodotto che diventerebbero troppo evidenti attraverso le lenti.
Utilizzate un mascara un po’ secco e con uno scovolino senza setole. Se le lenti poi non sono del tutto trasparenti ma schermanti, allora accentuate l’intensità del make up. Per il servizio fotografico di queste pagine, avendo a disposizione una gamma colorata di occhiali, mi sono divertito a giocare con i colori delle montature e, quando mi è stato possibile, ho riportato il colore in un dettaglio del make up, in armonia o in contrasto.