30 gennaio 2013

Alla scoperta dei pigmenti: natura e loro tossicità


Molto spesso si sente parlare soprattutto in ambito cosmetico dei pigmenti.
Ma cosa sono, come si suddividono e soprattutto che tipo di reazione hanno a contatto con la pelle? Il pigmento è una sostanza amorfa e cristallina utilizzata per cambiare colore a un materiale, deve essere
resistente alla luce e al calore e deve possedere inerzia chimica, cioè non deve produrre nessun tipo di reazione a contatto con le sostanze con cui viene mescolato.
La prima distinzione che dobbiamo fare è tra pigmento, colorante e lacca. I pigmenti sono polveri molto sottili (categoria micron) insolubili o pochissimo solubili in acqua, che necessitano di essere dispersi in mezzi leganti che li fissino al supporto. I coloranti sono sempre poco o tanto solubili in acqua e impartiscono il loro colore ad altre sostanze attraverso dei processi di inclusione o di reazione chimica. Le lacche sono pigmenti derivanti da coloranti resi insolubili.
I pigmenti sono commercializzati in polvere o pasta e possono avere natura organica (vegetale o animale) o inorganica (naturali o sintetici). Quelli organici risultano molto più brillanti di quelli inorganici, ma non hanno una grande stabilità dunque vengono impiegati soprattutto nell’ambito alimentare e della pittura, ma poco nella cosmesi decorativa anche perché possono causare allergie. Molte strutture biologiche, come pelle, pelo, occhi e capelli contengono pigmenti, come la melanina. Nei vegetali, i pigmenti sono rappresentati da
clorofille (verde), carotenoidi e flavonoidi (giallo-arancione), tannini, presenti nella corteccia, e pigmenti florali, tra cui gli antociani. 



Largamente utilizzati fin dall’antichità, invece, i pigmenti inorganici si trovano in rocce e minerali e spesso richiedono un processo abbastanza complesso di lavorazione per la purificazione. Fanno parte della categoria gli ossidi di ferro (giallorosso) gli ossidi di cromo (verde) gli oltremare (bluastra), il blu di Prussia (dalla colorazione molto intensa) e il violetto di manganese. Il colore nero può essere dato dal pigmento organico nero fumo, formato da piccolissime particelle di carbonio e conosciuto con il nome di carbon black,
mentre il colore bianco è dato dal biossido di titanio, impiegato nella formulazione di ciprie e fondotinta.
 Le perle appartengono alla categoria dei pigmenti e sono formate da cristalli in forma di scaglie con un elevato
indice di rifrazione.Molto utilizzate in ambito cosmetico, possono essere sia di origine animale (la più conosciuta è quella ricavata dalle scaglie del pesce, ma caduta in disuso per gli elevati costi di produzione) sia inorganiche come la mica, il calcio borosilicato e l'ossicloruro di bismuto. Quest’ultimo (BiOCl) produce un effetto argenteo. Presenta ottima adesività e texture sulla pelle ma è molto fotoinstabile. La mica ha effetti cromatici svariati dall'argento al dorato, al rosso, al blu e al verde, mentre il borosilicato, per le tracce di ferro presenti, ha possibili riflessi giallognoli. I pigmenti metallici infine sono particelle di alluminio, rame o bronzo con un forte potere riflettente perché la luce non riesce a essere assorbita e vengono impiegati soprattutto negli smalti per unghie. 


Tutte le donne fanno un uso quotidiano del make up, ma la persistenza per svariate ore a contatto con la pelle fa sì che eventuali impurità e molecole potenzialmente nocive vengano diluite dal sudore e penetrino nello strato corneo. Uno tra i metalli pesanti maggiormente presente nei pigmenti è il Nichel, che se raggiunge concentrazioni molto alte può innescare allergie in soggetti predisposti. Oltre al Nichel, che è il più sensibilizzante, anche il Cobalto, il Cromo, il Cadmio, il Mercurio, l’Antimonio e il Rame possono essere causa di allergie. 
Per i metalli pesanti presenti nei cosmetici esiste, tuttavia, una soglia considerata sicura pari a un massimo di 20 ppm, relativamente alle materie prime, come consigliano le linee guida europee, un tetto eccessivo. 
L’European Chemical Industry Ecology and Toxicology Centre dichiara accettabile una contaminazione
inferiore a 5 ppm ciascuno per nichel, cromo e cobalto. Tuttavia per minimizzare il rischio di reazioni allergiche per soggetti molto sensibili, l’obiettivo finale è il tetto di 1 ppm per ognuno di questi metalli. Nelle matite contorno occhi e labbra il pigmento predominante è di origine minerale (ossidi di ferro) insieme a eccipienti di natura cerosa ed è molto facile trovare livelli elevati di metalli pesanti in questa tipologia di prodotti. Di solito non sono presenti conservanti perché il prodotto non è a rischio di contaminazione microbica, ma può essere presente nel profumo. Gli ombretti in polvere, ricchi di pigmenti minerali, per lo più ossidi di ferro, spesso recano impurezze di nichel, cromo e cobalto. In genere i colori scuri sono quelli più a rischio. Nonostante siano prodotti anidri, sono spesso conservati con antifungini per scongiurare la crescita di muffe alla superficie o nella condensa che si può creare sulla pastiglia. La presenza di profumi, ne aumenta il rischio di intollerabilità.


Il prodotto più soggetto a rischio è sicuramente il tanto adorato mascara, complice anche il colore scuro, con presenza di metalli pesanti, nichel in particolare, che può raggiungere livelli molto alti superiori ai 100 ppm. Come risaputo, il mascara è una emulsione che contiene una buona percentuale di acqua, il che lo espone a rischi di contaminazione e alla necessità di un sistema conservante molto carico. Inoltre quasi sempre contiene profumo. Essendo un cosmetico che viene applicato in una zona delicatissima e critica come quella perioculare è tra quelli meno facilmente tollerati e più chiamati in causa come responsabili
delle dermatiti da cosmetici. 
Anche i Fard, le terre e i fondotinta compatti sono ricchi di pigmenti e possono contenere dosi rilevanti di metalli pesanti. Questa particolarità li rende piuttosto a rischio per la pelle. Si tratta infatti di una tipologia di cosmetici che resta a contatto della cute per lungo tempo. Per questo è fondamentale che essi siano arricchiti con principi attivi antiossidanti (gli ossidi di ferro possono esercitare
un effetto ossidante), mentre è da notare che i pigmenti (biossido titanio) in essi contenuti, svolgono azione di schermo contro gli UV, soprattutto gli UVA. Visto il loro impiego esteso sul viso, spesso sono profumati per renderli più gradevoli e contengono sostanze antifungine. I Fondotinta fluidi non hanno molti pigmenti ma necessitano più conservanti per via del loro contenuto elevato di acqua e possono essere facilmente contaminati da metalli pesanti. I prodotti migliori, dal punto di vista tossicologico, sono quelli che presentano la maggiore sostantività, quindi le formule con olio esterno o siliconiche non occlusive. Anche in questi prodotti di uso quotidiano è molto importante la presenza di agenti antiossidanti e l’indicazione del fattore di protezione UV esercitato. La maggior parte dei fondotinta fluidi contengono profumo (altro elemento decisivo per il discorso allergie). I rossetti sono lacche (coloranti organici e pigmenti minerali) che possono avere contaminazioni, anche rilevanti, da metalli.


Come si possono prevenire le dermatiti da contatto legate all’uso di prodotti da make-up? Purtroppo non esiste una normativa specifica che imponga un controllo tossicologico sui prodotti cosmetici, nemmeno su quelli più a rischio, ed è responsabilità delle aziende decidere se e come testare le formule in sviluppo e i lotti di produzione. Una recente indagine ha raggiunto la conclusione che: “la presenza di metalli è una costante in quasi tutti i prodotti, fra questi Nichel e Cromo sono quelli contenuti con maggiore frequenza, seppur in quantità variabile specie in quei prodotti (mascara, tinture per capelli ecc.) il cui contatto con alcune parti maggiormente sensibili e delicate del corpo è notevolmente più lungo”. Il consiglio è pertanto quello di accertarsi di non avere allergie a questo tipo di metalli e nel dubbio di prediligere per il trucco prodotti ipoallergenici (che riducono notevolmente il rischio perché non contengono nichel, profumi e conservanti). Per tutte le donne che invece non hanno problemi di dermatiti o sensibilizzazioni, via libera ai colori e alle bellissime sfumature che la natura ci regala attraverso i suoi brillanti e affascinanti pigmenti!


Testo di Rosy Alai
http://www.scuoladitrucco.net/

Tratto da "La Pelle"
http://www.lapelle.it/

28 gennaio 2013

Beauty routine serale: un appuntamento da non perdere



Ci preoccupiamo tanto di abbinare lo smalto al rossetto, di avere ciglia da star, di sfumare l’ombretto nel modo giusto… ma, pensateci bene, se la pelle non è perfetta neanche il trucco lo sarà.
Armatevi quindi di santa pazienza e ritagliatevi mezz’ora per la vostra beauty routine serale: lo dovete a voi stesse, alla vostra pelle, perché prevenire è meglio che curare, ricordatevelo.
Pochi step, prodotti giusti ed il risultato sarà garantito.
Innanzitutto usate un buon latte detergente o uno struccante bi-fasico per viso ed occhi. Struccano senza sfregare e senza irritare la pelle.

Dimenticatevi le salviette struccanti o, quanto meno, utilizzatele quando proprio non ce la fate a tenere gli occhi aperti: non struccano in profondità e lo sfregamento sugli occhi rende le ciglia più deboli e soggette a caduta (parlo per esperienza personale).

Scegliete una sera a settimana e fate una bella maschera, specifica per il vostro tipo di pelle. In commercio ci sono prodotti 3 in 1: detergente-maschera-esfoliante, l’ideale per una pulizia completa. Due dischetti di cotone imbevuti con l’acqua di rose, un quarto d’ora di relax… e la pelle vi ringrazierà.


Spesso sottovalutato o addirittura totalmente ignorato, l’ho riscoperto da poco notando già dei benefici: è lui, il tonico. Da scegliere rigorosamente senza alcool, tonifica e rende più luminoso il colorito, rendendo la pelle morbida e profumata. Ricordate di picchiettarlo sul viso con un batuffolo di cotone. In alternativa, potete utilizzare l’acqua termale (la trovate in farmacia, irrinunciabile d’estate, ottima anche durante l’inverno)

Anche questa da scegliere in base al tipo di pelle (sensibile, grassa, mista, secca, matura), la crema da notte aiuta a riparare e nutrire la pelle. Può essere applicata da sola o abbinata ai nuovi sieri di ultima generazione. C’è da dire che i sieri, con le loro molecole più piccole rispetto a quelle di una normale crema, penetrando più in profondità, hanno un maggiore effetto idratante e ristrutturante. Dovete essere voi a decidere se utilizzarli combinati o da soli, testando il prodotto sulla vostra pelle (applicare troppo prodotto, infatti, potrebbe rendere la pelle più oleosa e far dilatare eccessivamente i pori).

Non dimenticate il contorno occhi! Picchiettate con dolcezza una crema specifica per questa delicata parte del viso, facendo attenzione a non applicare il prodotto (se non espressamente scritto sulla confezione) troppo vicino al bordo ciliare per evitare di svegliarvi la mattina successiva con gli occhi irritati.

Dopo aver lavato i denti, utilizzato il filo interdentale ed il colluttorio, fate un leggero scrub alle labbra con del miele ed un po’ di zucchero. Prima di andare a letto, un vero e proprio “impacco” di burrocacao è quello che ci vuole. La mattina avrete labbra morbidissime e senza pellicine, ve lo assicuro.

L’ultimo sforzo è per loro: un leggero velo di crema sulle mani, per renderle morbide.











Sogni d’oro!




Testo di Valentina Spanò

25 gennaio 2013

Non c'è due senza... Basics! La nuova Naked di Urban Decay



1, 2 e… Basics!
Urbay Decay ha lanciato sul mercato americano la Naked Basics. Ed ovviamente noi la aspettiamo a braccia aperte. Tenete d’occhio gli scaffali di Sephora quindi! In Italia dovrebbe arrivare in primavera.
Se proprio non ce la fate ad aspettare, sul sito della casa cosmetica è già in vendita a 27$.
La Basics, rispetto alle due sorelle maggiori, è più piccola e più comoda da portare in borsa o in viaggio.

Le tre Naked a confronto

I colori all’interno della palette sono sei, sono mat, ad eccezione di Venus, leggermente shimmer:
  • Venus
  • Foxy (presente anche nella Naked 2)
  • Walk of Shames
  • Naked 2
  • Faint
  • Crave
Le tonalità sono, ovviamente, molto naturali, ideali per chi ama lo smokey non troppo appariscente o chi indossa un trucco semplice durante la giornata.
Urban decay, inoltre, è un brand cruelty-free, non testa cioè sugli animali, cosa che ci fa amare ancora di più i suoi prodotti.
Aspettiamo quindi con impazienza la “piccola di casa”! Sarà il nuovo must have della prossima stagione!


Testo di Valentina Spanò


Apocalips: il nuovo rossetto di Rimmel


Non c’è niente da fare: per me, questo 2013 è l’anno dei rossetti (e di Kate Moss).

Fan sfegatata del rossetto Kate (ne abbiamo parlato QUI, ultimo aggiornamento: i miei rossetti Kate sono diventati 4!), ho deciso di provare l’ultimo nato in casa Rimmel London, Apocalips Lip Lacquer. 
Un rossetto liquido effetto lacca: un mix esplosivo tra rossetto, gloss e tinta per labbra.

La confezione è simile a quella di un gloss liquido, con un particolarissimo tappo che ricorda una pietra preziosa multisfaccettata.
Colorato come un rossetto, lucido come un gloss, a lunga durata come una lacca: questo è quello che ci offre Apocalips. In parte è così, anche se un piccolo difetto l’ho trovato.
Il colore si vede già dalla prima passata: il nuovo applicatore, dotato di mini serbatoio, rilascia la giusta quantità di prodotto, permettendo un’applicazione precisa, senza sbavature; l’effetto lucido, caratteristico dei gloss, rende le labbra più voluminose, senza appiccicare; la lunga durata… non è poi così lunga purtroppo. Il colore tende a sbiadire fino a diventare quasi inesistente dopo poche ore.
Apocalips è comunque un buon prodotto, in quanto la sua texture cremosa lascia le labbra morbide ed è questo che noi cerchiamo e desideriamo anche e soprattutto in un rossetto (altrimenti avremmo usato un semplice burrocacao, rinunciando però al colore).



Apocalips è disponibile in otto tonalità: 
  • Nude Eclipse
  • Light Year
  • Stargazer
  • Aurora
  • Big Bang
  • Galaxy
  • Apocaliptic
  • Solstice
Io ho Solstice, un rosa antico leggermente perlato, anche se mi sono innamorata del fucsia indossato da Kate nella foto della pubblicità.
Arrivederci al prossimo London Look!




Testo di Valentina Spanò

23 gennaio 2013

I nuovi prodotti per le ciglia


Da sempre segno di femminilità, le ciglia svolgono un importante ruolo di protezione nei confronti dei nostri occhi. Ecco perché dobbiamo curarle e dedicare loro le giuste attenzioni, per renderle forti e sane.
Con il passare del tempo, infatti, le ciglia tendono ad assottigliarsi ed a cadere. E’ fondamentale, quindi, curarle, come facciamo con qualsiasi altra parte del nostro corpo.
In commercio ci sono nuovi prodotti da utilizzare prima, durante e dopo il make up. Vediamoli insieme.



  • MAC Prep + Prime Lash: è un trattamento bianco che, una volta applicato (PRIMA DEL MASCARA), aiuta a rinforzare le ciglia, garantendo anche una maggiore durata del mascara;


  • Dior Maximizer: un siero da applicare, anche questa volta PRIMA DEL MASCARA, per rigenerare le ciglia giorno dopo giorno;


  • Prevage Clinical Lash + Brow Enhacing Serum di Elizabeth Arden: un trattamento di ultima generazione per ciglia e sopracciglia più robuste già dopo due settimane di applicazione;


  • Crema della Buona Notte di Be Chic: Olio di ciliegia e Burro di Illipè per una crema dalla texture non grassa, da applicare sulle ciglia per un effetto rinforzante, ma anche su tutto il viso per un aspetto radioso. Un vero passpartout;


  • Liftactive Serum 10 Occhi e Ciglia di Vichy: per le nostre ciglia indebolite, questo nuovo siero anti-età con Rhamnose, ceramide ed agenti illuminanti (ottimo anche come primer occhi, prima del trucco).



Allora, siete pronte a sbattere le ciglia e fare gli occhioni dolci?!




Testo di Valentina Spanò



21 gennaio 2013

Un trucco per le labbra screpolate


Quando realizzo un make up sono sempre affascinato dall’applicazione del rossetto. 
La bocca, infatti, è un punto che attrae subito l’attenzione e l’effetto che può avere il rossetto sullo stile da creare è sbalorditivo. Tuttavia affinché il rossetto abbia l’effetto sperato, bisogna innanzitutto prendersi cura delle labbra. Spesso esse possono presentare diversi problemi, soprattutto in questo periodo dell’anno quando sono soggette ad aridità e screpolature, causate dall’esposizione al freddo e al vento.


Il processo che crea questo inestetismo è dovuto all’umidità che si insinua nelle micro fessure della mucosa labiale. Sotto l’azione del freddo le piccole goccioline di umidità si raffreddano aumentando di volume e allargando le fessure della mucosa. Il fastidio e il bruciore che si avverte è proprio dovuto a questo. L’irritazione peggiora ulteriormente perché si tende a inumidirle con la saliva passandoci la lingua con un gesto spesso istintivo e meccanico, senza considerare che alla lunga ciò non fa che aumentare la secchezza. Ma non è solo l’umidità a causare problemi. Anche l’aria secca in casa o in ufficio, dovuta all’uso di termosifoni e stufette, implementa la comparsa di piccoli tagli che oltre che fastidiosi e dolorosi, con il cosmetico sopra (il rossetto, il gloss o il lucidalabbra) danno vita a un effetto non certamente bello e decorativo.

Cosa fare allora? Il primo passo è quello di idratarle per bene. Un modo può essere quello di stendere preventivamente, appena la temperatura inizia ad abbassarsi, un burro cacao e/o uno stick protettivo con alti filtri UV (prodotti a base di vitamine A, C, E, pantenolo, bisabololo, olio d’avocado, estratti di camomilla e calendula). Se invece il danno già si è verificato, allora non resta che applicare un prodotto molto nutriente specifico.



In alternativa, è possibile ricorrere a maschere fai da te la cui origine affonda direttamente nella tradizione popolare del nostro paese. Una delle più famose si può ricavare unendo miele e olio di oliva. Bastano 10 minuti quotidiani per risolvere il problema in pochi giorni. Una volta che le labbra sono sane e le imperfezioni saranno state rimosse, il passo successivo consiste nell’esfoliarle, per eliminare le cellule morte e rinvigorirne i tessuti. Anche in questo caso in commercio esistono prodotti specifici. Ma anche tra le mura domestiche è possible creare un buon esfoliante ad azione meccanica, unendo zucchero e un pò di olio (d’oliva, di avocado, di mandorle) da sfregare leggermente per qualche minuto. La stessa azione possiamo svolgerla anche sfregando, in maniera delicata, lo spazzolino da denti sulle labbra per una esfoliazione last minute prima di realizzare un make up. Solo a questo punto si può pensare di “vestire” le labbra con un cosmetico decorativo. Scegliete rossetti, lucidalabbra e gloss dalle proprietà idratanti ricordandovi di pulire sempre gli applicatori (il pennellino). 


Discorso a parte merita un’altra affezione della nostra bocca che certo non può essere curata con i sistemi fai da te di cui sopra. Senza dilungarmi sulle cause della comparsa dell’herpes, che come è ben noto ai dermatologi, può dipendere da innumerevoli fattori, ciò che interessa maggiormente il truccatore è che esso può diffondersi con estrema facilità. Il pericolo maggiore è che possa propagarsi alla zona perioculare o all'interno della bocca. Per questo motivo, il consiglio è che in quei giorni è preferibile non utilizzare cosmetici come la matita per le labbra e il rossetto.

Un’altra buona abitudine dovrebbe essere quella di temperare la matita o pulire lo stick del rossetto dopo ogni utilizzo. Regola, quest’ultima, fondamentale per chi trucca per professione ma utile anche a qualsiasi donna che curi quotidianamente il proprio aspetto. Nel caso in cui, invece, non si possa proprio rinunciare al trucco (non avete idea di quante spose per l’emozione si ritrovino ad aver a che fare con l’herpes proprio il giorno prima del fatidico sì), non resta che affidarsi a uno di quei cerotti appositi, da indossare per tutta la notte al fine di asciugare il più possibile lo sfogo e rendere la parte che risulta colpita, truccabile.






Testo di Rocco Ingria


Tratto da "La Pelle Beauty"

18 gennaio 2013

Volupté Sheer Candy di YSL


Meno conosciuto del più famoso Rouge pur Couture (la tinta per labbra che sembra uno smalto, tanto per capirci), Volupté Sheer Candy è un glossy balm degno di nota.
Non lo avevo mai provato, mi è stato regalato da un’amica e sono rimasta piacevolmente colpita.
Innanzitutto dalla confezione deluxe, in metallo argentato con una fascia colorata sulla quale è inciso il logo di YSL. Vi verrà voglia di mettervi il rossetto ovunque, solo per mostrarlo a tutti!
Poi dalla consistenza del prodotto: profumatissimo, lascia le labbra morbide ed idratate. Nella formula sono presenti estratti di frutta ricchi di anti-ossidanti e vitamine.




Sono disponibili dieci tonalità:
  • N 01 - Lush Coconut
  • N 02 - Dewy Papaya
  • N 03 - Juicy Grapefruit
  • N 04 - Succulent Pomegranate
  • N 05 - Mouthwatering Berry
  • N 06 - Luscious Cherry
  • N 07 - Sweet Fig
  • N 08 - Iced Plum
  • N 09 - Cool Guava
  • N 010 - Tangy Mandarine


Per la Primavera 2013 è prevista l’introduzione di due nuovi colori: N 012 Tasty Raspberry e N 013 Griotte Mocha.
Io ho il numero 08, un rosa-lilla ideale per un trucco leggero, per tutti i giorni.
Con una sola applicazione il colore è trasparente, brillante, leggermente perlato, ma passando il gloss più volte, il colore diventa pieno e ricco.
Utilizzando questo prodotto potrete fare a meno del burrocacao: le labbra saranno visibilmente idratate ed eviterete le antiestetiche pellicine che il freddo porta con sé nella stagione invernale.
Consigliato a chi ama un tocco di colore (non eccessivo) sulle labbra. Sconsigliato a chi non ama i gloss profumati.



Testo di Valentina Spanò

16 gennaio 2013

Novità dagli States: Caramel Love Affair di Lorac


Se avete in programma un viaggio negli States o avete amici/parenti/conoscenti che abitano al di là dell’Oceano, segnatevi questo nome: Lorac.


La mia migliore amica mi ha riportato una fantastica palette di ombretti perlati nei toni del marrone, Caramel Love Affair – Golden Eye Shadow Palette della collezione Sweet Temptation Holidays 2012.

Mi sono subito innamorata della confezione, che sembra una tavoletta di cioccolata; una volta aperta, ovviamente, anche del contenuto.


Quattro ombretti (avorio, oro, bronzo, ruggine), per un look naturale e luminoso; si sfumano perfettamente ed hanno una buona tenuta anche senza l’utilizzo del primer. 
Nella confezione c’è anche lo specchietto e, viste le dimensioni, è comodissima da portare in borsa per un ritocco veloce o in viaggio per avere tutti gli ombretti necessari per un trucco occhi completo.



In America, questa marca si può trovare in tutti gli store Sephora. Purtroppo in Italia ancora non è arrivata.
Non ci resta quindi che partire! Lorac e USA… we’re coming!!!





Testo di Valentina Spanò



14 gennaio 2013

VIDEO KILLED THE RADIO STARS! - Gli indimenticabili anni Ottanta rivisitati da Jean Paul Gaultier


Eccessivi, carichi, colorati, pop per eccellenza. Gli anni Ottanta sono soprattutto gli anni della video generation, dello stile trasandato eppure costruito e attento ai dettagli e, soprattutto, delle tv celebrities che proprio allora stavano nascendo.

Sono infatti gli anni delle prime trasmissioni di MTV e della "televisione musicale", dei primi videoclip e delle video stars che uccideranno le radio stars. Per i ragazzi di quegli anni la moda è usa e getta, ispirata a facili miti televisivi, quelli di programmi di "musica da vedere", dei fastfood e dei giubbotti dall'apetto tipicamente americano.

Gli anni Ottanta furono i veri e propri protagonisti di una nuova fase del costume legata a stretto giro all'evoluzione della tv, sempre più punto di riferimento per nuovi (e trasgressivi) mood, non solo di look, ma anche di make up e acconciature. Dallo scintillante e patinato mondo dei media arrivano simboli, linguaggi e modelli mai visti prima a cui ispirarsi, spesso legati al concetto di kitsch (letteralmente "pacchiano", "di cattivo gusto") che diviene dunque la voce più adeguata per questa straordinaria esplodione di stili. La casacca nepalese si accosta a pantaloni larghi e corti, i pizzi e le crinoline si mischiano a capigliature punk (ed ecco nascere il Neoromantic), il gotico all'industriale (Gothic Industrial), il vintage ai tessuti sintetici (il Glam Punk – o rock - che molti cantanti indosseranno sulla scena e non solo). Il make up, cartina tornasole di ogni rivoluzione culturale in fatto di costume, si tinge di tonalità rosso scarlatto sulle labbra e di blu elettrico sulle palpebre ed i capelli si gonfiano di futuristiche acconciature a ciuffi, criniere svolazzanti, colorate o meglio ancora mechate.

Dietro tutto questo ci sono le video star, i cantanti che riempiono un nuovo immaginario fatto di musica e di immagini curatissime, solo in apparenza trasandate, e che dal 1981 (anno della prima trasmissione di MTV) popolano i sogni e i look di migliaia di ragazzine innamorate, dettando moda per tutti gli anni successivi e diventando vere e proprie icone, non solo di stile, e di nuova femminilità e mascolinità.

A loro si è ispirato Jean Paul Gaultier per la nuova collezione Primavera-Estate 2013, omaggiando con tutte le sue creazioni lo stile di tutte quelle icon popstar che hanno segnato gli anni Ottanta grazie alla loro immagine, la loro musica, la loro attitude: dal misterioso ed androgino david Bowie alla trasgressiva Madonna che professava di voler conquistare il mondo (riuscendoci, prealtro); dal colorato travestito Boy George, voce dei Culture Club, alla bellissima e sensuale Sade, venere nera british e non solo. I volti ed i look di quelle straortdinarie invenzioni mediatiche ritornano, rivisti e corretti per l'haute couture francese, tutti insieme in una sfilata che ha il sapore di grande celebrazione, a metà fra la nostalgia per la bellezza che fu e la voglia, oggi, di provare ancora una volta ad essere trasgressivi e liberi.

MADONNA


In questi anni Madonna incarna una delle sue mille personalità, quella della material girl orientata al marketing e a una celebrazione disincantata e provocatoria del culto per il dio denaro. Un'icona sintetica, capace di metabolizzare di tutto: celebrazioni del divertimento ed approccio disnibito alla vita, ripetuti accenni di neomisticismo, svariate concessioni al sesso più o meno estremo (Italians do it better o Boy toy sono slogan che torneranno spessp nella sua iconografia ribelle di questi anni), gustose incursioni nella cultura gay, citazione di miti e suggestioni del passato.


Da popstar sopraffina concepisce ogni sua nuova uscita discografica come un progetto unitario e coerente delle sonorità al ritornello e ai testi, cura che si estende all'immagine, alla resa del video ed alle nuove tendenze che poi tutti gli adolescenti copieranno nel look quotidiano ( "Immaginatevi me, sul palco, e davanti migliaia di ragazzine con addosso esattamente i miei stessi vestiti" ha dichiarato recentemente durante una conferenza stampa parlando dei primi anni di carriera). Schiava e ribelle, trasgressiva e conformista, materialistica e mistica, Madonna è l'esemplificazione della material girl assoluta, sempre di tendenza, sempre cool.

Eccessiva, con palpebre truccate in tonalità scure e cupe, bionda con una vistosa ricrescita, tra i suoi accessori troviamo ciondoli, mezziguanti, biancheria intima indossata su gonne e jeans cortissimi.
All'inizio della sua carriera nulla sembrava spaventarla ed incarna a pieno il mood anni Ottanta puntando (ma quanto consapevolmente non è dato saperlo) prinicipalmente alle sopracciglia pettinate verso l'alto, "selvagge" (che in seguito renderà più sottili) ed i capelli voluminosi e gonfi. Un elemento ricorrente, da quegli anni fino ad oggi, nel suo make up è la linea grafica tracciata dall'eyeliner nero, che spesso abbina con le labbra abbellite da diverse tonalità di rossetto rosso, sempre intenso ed acceso.

BOY GEORGE
"Essere Boy George è facile. Una volta che ho trovato il mood giusto, indossato il cappello, i miei simpatici stracci ed il mio make up non ho paura. Essere solo George, e non Boy George, è sempre stata la più grande battaglia per me" dice di se stesso il leadre dei Culture Club, una delle voci più famose di tutti i tempi.



Apparentemente forte, ma estremamente fragile, famoso per il suo look molto più che androgino, quasi teatrale, concepito come una maschera: è lui a rappresentare al meglio l'aspetto più emotivo e creativo dello stile anni pop. Ha sempre indossato un trucco costruito con ombreggiature essenziali: piene e alate, alate come le ombreggiature sugli occhi che, per eccesso, arrivano quasi alle tempie in accordo con spalline e ai capelli cotonati in voga in quel periodo; e un uso privilegiato, di colori accesi come fucsia, giallo, rosso, arancione, blu anche nella versione fluo. Elemento fontamentale che ha spesso stravolto sono le sopracciglia, a volte completamente annullate (con la depilazione o con la copertura) per poi ridisegnarle, come faranno in seguito le drag queen.

DAVID BOWIE
Ovvero uno, nessuno e centomila. L'eclettismo è il suo marchio di fabbrica ed è ancora oggi fonte di ispirazione per molti. Quarant'anni di carriera all'insegna della metamorfosi, da sempre il suo credo. Un genio mutante, conosciuto anche con i soprannomi di Duca Bianco o "Rock'n Roll con il rossetto", come lo chiamava il suo amico John Lennon. Bowie è stato anche uno dei primissimi musicisti a contaminare il rock con il teatro, le music-hall, il mimo, la danza con il cinema, il fumetto, le arti visive.



E, in ambito musicale, la sua impronta è stata fondamentale nell'evoluzione dei generi più disparati: da lui prendono nuova linfa vitale il glam-rock, il punk, la new wave fino ad arrivare al synth-pop ed al dark-gothic. Bowie è tra i più amati, ma anche tra i più odiati miti della musica popolare contemporanea. Difficile da metabolizzare il suo atteggiamento da primadonna altezzosa, ma soprattutto la sua eterodossia rispetto ai sacri dettami del rock: l'uso spregiudicato dell'immagine, la sua ostentata artificiosità, il suo voler essere artista d'avanguardia vendendosi al pubblico come una starlette di Broadway.

La filosifia dei cambiamenti d'immagine repentini, ideale per tenere alta l'attenzione su di sè, rivelatasi molto più di una semplice intuizione, lo guiderà negli anni a venire, fino a trasformarlo in un intelligente businessman. E' il simbolo del trasformismo: dai capelli a caschetto anni '60 (come i Beatles) al make up da alieno del film Labyrinth, dai capelli color carota acceso agli occhi così truccati, con un make up prettamente femminile, così tanto da farlo sembrare androgino, sottolineando lo sgaurdo inconfondibile dei suoi occhi dal colore diverso. Occhi che riassumono, ancora una volta, la bellezza di quest'epoca, fatta di contrasti, stranezze, imperfezioni che non torneranno più, ma che saranno capaci di influenzare tutta la cultura a venire, fino ai giorni nostri.

SADE
Il Time degli anni Ottanta le assegno il titolo di Queen of cool. E' l'artista africana (ma d'adozione inglese) più conosciuta al mondo in ambito pop e la sua carriera inizia proprio negli anni Ottanta con una raffinata mistura di rhytm'n'blues, jazz e, ovviamente, pop. Sade, dalla voce profonda, sensuale, incanta con melodie sofisticate e con brani attraverso cui si respira sì il soul della Motown ( la casa discografica statunitense che ha in assoluto contribuito di più alla diffusione della musica soul nel mondo) ma anche il pop più tradizionale e bianco, in cui il jazz è la base su cui giocare con accattivanti ritmi di samba, come in Smooth Operator, uno dei brani più famosi degli anni Ottanta, dall'indimenticabile assolo di sassofono.



E nonostante quegli anni fossero eccessivi, Sade si presentava sul palco sempre curatissima, glamour, sofisticata: i capelli tirati indietro e raccolti in una treccia o coda di cavallo, il trucco degli occhi fatto solo di eyeliner e rossetto dai toni scuri (proprio in quegli anni si cominciano a vedere tinte insolite come il marrone o il cioccolato) a enfatizzare la sua bocca carnosa, gli enormi orecchini a cerchio, che diventarono un must e un imperativo per ogni ragazza. Il suo look era ammirato, adorato, copiato ed in questa sfilata omaggiato da elegantissimi abiti da sera, neri e trasparenti. Come se, velando il corpo di un sottile diaframma scuro, si potesse godere finalmente di quel viso bellissimo, in cui è il make up a essere esaltato e non viceversa.



Testo di Rocco Ingria
Foto di Andrea Baldrighi
tratto da "Trucco & Bellezza" n.23 Gennaio/Febbraio 2013
Per acquistare questo numero, clicca qui: http://www.ebellezza.it/trucco-bellezza-23-gen-feb-2013.html








10 gennaio 2013

Olioseta - Oro del Marocco: maschera di bellezza per capelli


Le feste sono passate, le vacanze sono finite, ora che la vita di tutti i giorni è ricominciata, è cosa buona e giusta occuparci di noi e rimediare ai piccoli errori commessi tra un brindisi, una fetta di panettone ed un pezzo di torrone.
In particolare, più che del girovita, oggi ci occuperemo dei capelli, che tra phon, piastra ed arricciacapelli non sono crespi.. di più!

In nostro aiuto arriva la linea Olioseta Oro del Marocco prodotta dalla Barex Italiana, in vendita in profumeria e nei negozi di articoli per parrucchieri.
Ho avuto modo di provare lo shampoo e la maschera, ma è di quest’ultima che voglio parlarvi.
Dopo averla utilizzata per un paio di settimane, ho notato che i capelli erano morbidi e profumati, visibilmente più sani e potevo districarli senza portar via intere ciocche di capelli annodati.
Va applicata, dopo lo shampoo, sulle lunghezze e sulle punte per circa 3-5 minuti per poi risciacquare abbondantemente. Ma è possibile fare un vero e proprio impacco tenendola in posa 10 minuti. Vi sembrerà di essere state dal parrucchiere!
Ingredienti di questa maschera sono l’olio di Argan, l’olio di Semi di Lino, il Pantenolo e le Proteine della Seta: un vero e proprio surplus di idratazione per capelli rivitalizzati e protetti dalle aggressioni esterne.



La linea Olioseta Oro del Marocco, oltre alla Maschera trattante, comprende: Olio trattante, Shampoo trattante, Olio trattante capelli biondi-fini, Balsamo trattante capelli biondi-fini, Elisir di luce per capelli e Crema styling per capelli.








Testo di Valentina Spanò



http://www.olioseta.com/OroMarocco/it/index.php


7 gennaio 2013

Color Fever Eyeshadow Palette - Kiko



“L’Epifania tutte le feste porta via…”
A me, invece, con grande sorpresa e gioia, la Befana ha portato, oltre a tantissimi dolci, anche una palette di Kiko, più precisamente la Color Fever Eyeshadow Palette.
Io ho la 09 – Mystic Grey, composta da un ombretto grigio chiaro, uno tendente al tortora, uno beige ed uno nero.
Sono ombretti “cotti” dal  finish metallizzato, perlato e satin, la consistenza sembra quasi cremosa al tatto, si sfumano con facilità e possono essere utilizzati con l’applicatore asciutto per un effetto più luminoso oppure bagnato per un effetto più deciso.
Sono disponibili sei varianti:
  • 01 Unexpected Rosy Taupe – riedizione bestseller
  • 02 Luxurious Gold And Plum – riedizione bestseller
  • 03 Hyperreal Green Wood – riedizione bestseller
  • 07 Posh Burgundy – novità
  • 08 Voluptuous  Violet  – novità
  • 09 Mystic Grey – novità

Questa palette fa parte della collezione limitata Dashing Holidays e, proprio per questo motivo, vi consiglio di recarvi in uno dei tantissimi negozi di Kiko per acquistare la vostra preferita!




Testo di Valentina Spanò