13 marzo 2013

Zero - trucco


Nella sua carriera, sin dagli esordi, ha sempre usato il trucco come maschera, come elemento portante delle sue rappresentazioni e performance.
Un trucco come una maschera che come scrive in un suo pezzo nasconde un uomo, ma soprattutto i suoi problemi e le sue paure, le amarezze della vita e la sua fragilità.
Un istrionico e colorato modo di allontanarsi da se stessi per dimenticare tutto ma sopratutto per imparare a capirsi, un viaggio nella propria coscienza e nella propria anima tra pailettes, colori e fantasia per ritrovare se stessi.
Temi profondi , sull'amore, sull'emarginazione, sulla droga, sulle minoranze e sulla diversità che Renato ha sempre "alleggerito" e abbinato con il travestitismo dell' immagine : abiti, trucco e copricapo originali.
Un precursore dei tempi ( veniva definito il "David Bowie " italiano ) di quello che oggi è fondamentale per tutti gli artisti o quasi, comunicare anche con l'immagine, oltre che con i testi e si spera, la buona musica.


Avevo Undici anni, era il 1981 quando mi innamorai di lui, mi ricordo che comprai il mio primo quarantacinque giri "Amico" ( a dire il vero il primo in assoluto fu "Gioca joeur" )ed in seguito l'album "Tregua" ( quello a cui sono più affezionato personalmente ) e piano piano mi interessai alla sua musica. Nei testi del suo primo doppio disco, il più maturo ed il più venduto, le tematiche affrontate erano tante : dalla religiosità di "Potrebbe essere Dio", all'orgoglio omosessuale di "Onda Gay", alla caccia in "Non sparare!". La sua ironia in brani come "Profumi,balocchi & maritozzi" e "Amore sì, amore no" è presente nelle righe del testi.
Inoltre dedica una canzone all'universo
degli adolescenti con " Per te" mentre " Chiedi di più" sorta a non darsi via per poco.


Nonostante tutto, all'epoca aveva sdoganato un pò di cose, anche se veniva accusato di non dichiararsi e non schierarsi, tanto da conquistare all'epoca una parte nel varietà del sabato sera "Fantastico 3" ed apparire truccatissimo in prima serata, cantando canzoni come "Viva La RAI" e "La Fregata" ( "quando c'è l'alzabandiera sono fiera di me ") con tanto di corpo di ballo e scenografie come nei miglior musical di Broadway!


 Il trucco - insieme alla metrica - è stata la sua arma per conquistare chi oggi lo ama tanto, ed è sempre stato presente e ricorrente nei suoi testi da "Make up Make up Make up "dove il suo professore si faceva il trucco al bar e chiedeva a Marco di comprargli una dose di pancake, a "Niente trucco stasera" dove non vuole più il trucco per poter essere vero anche senza, e non la tua bestia rara !, riferito forse a chi tanto lo scherniva per il suo modo di essere e non era convinto sull'autenticità del personaggio.


 

Sono sicuro che se io poi decisi di intraprendere la professione del truccatore lo devo anche lui, era il mio modello, il mio punto di riferimento nell'adolescenza ed influenzò il mio modo di concepire il trucco in tutte le sue sfumature.

Tutto questo mi è tornato in mente proprio perchè in questi giorni sta uscendo un suo nuovo cd dal titolo "Amo".
Oggi non lo seguo più come prima, la sua carriera è ancora ricca e brillante, ma sono cresciuto anch'io e la verità è che le canzoni sono la colonna sonora del periodo in cui le vivi.

                           Ciao nì







testo di Rocco Ingria








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