5 luglio 2013

La rivoluzione della donna



Gli anni ’40 furono un’epoca di transizione tra gli anni ’30 e gli anni ’50. Il concetto di donna comincia a mutare, da che la donna aveva una immagine piuttosto autoritaria, in quanto in quel tempo si batteva per la parità dei sessi e lo stile venne influenzato da ciò, ad arrivare alla donna ‘svampita’  degli anni ’50. Tutto ciò è frutto di un processo storico di passaggio dalla seconda grande guerra al dopo guerra, in cui temi addolciti e scherzosi erano necessari. La donna fu un mezzo per distogliere l’attenzione dalla tragicità della guerra. Inoltre, grazie alla pellicola a colori, che fu inventata in questo periodo, il make up artist non aveva più bisogno di dare caratteristiche ai personaggi specifiche, come per esempio colori più scuri agli antagonisti o meno curati esteticamente, come negli anni ’30 e nei film muti, ma con un tocco di colore potevano semplificare di molto l’apparenza dei personaggi.

Di grande importanza, inoltre, fu Maximilian Faktorowicz (Max Factor), oggi omonima casa produttrice di cosmetici, il quale ideò il rivoluzionario trucco Waterproof, ideato per l’attrice e nuotatrice olimpionica Esther Williams, in quanto aveva bisogno di esser truccata anche durante le proprie esibizioni in piscina. Di grande importanza fu il pan cake: il primo fondotinta compatto utilizzato fino agli anni cinquanta dalle star. 

Maximilian Faktorowicz

In questo periodo vengono dettate le regole dell’eleganza femminile, come ad esempio  Katherine Hepburn,  il modello femminile che lei incarnava non era esattamente rispondente al cliché classico della donna di quei tempi, in genere anonima, di contorno e fondamentalmente sottomessa. Non esattamente un modello di bellezza classica, ma forte, audace e ironica, invece, la Hepburn iniziò ad avere successo proprio in un periodo in cui, con gli uomini partiti per la guerra, le donne iniziavano ad avere un ruolo più incisivo nella società americana. Fu, in realtà, un periodo fertile per molte attrici non conformiste del panorama cinematografico di quegli anni, quali Lana Turner, Bette Davis, Jane Russell, Lauren Bacall e Rita Hayworth. La Hepburn si divertiva a spiazzare ammiratori e giornalisti con risposte apparentemente senza senso, che avevano il solo scopo di mettere alla berlina la curiosità di conoscere i particolari della vita privata dei personaggi pubblici. Proprio Hollywood, in questo periodo, vivrà un’epoca d’oro per la quantità e la qualità dei film. Il cinema ‘noir’ del decennio precedente proseguirà ancora in questi anni con J. Huston e F. Lang. Oltre tutto, c’è lo sviluppo di altri tipologie di film come per esempio dei ‘gialli’ con Hitchcock e ai ‘musical’.
Questo look è ancora molto attuale, di fatti spesso le star moderne preferiscono il Make-Up anni ’40 per la sua semplicità ed eleganza.


Marlene Dietrich (anni '30)

Rita Hayworth (anni '40)





















Si differenzia dal decennio precedente soprattutto per le sopracciglia, che passano dalla forma arcuata e sottile a quella più o meno folta ad ala di gabbiano; l’ombretto, invece, è utilizzato al solo scopo correttivo per allungare l’occhio con toni naturali come il marrone e il color carne utilizzando la tecnica del chiaro scuro, abbandonando totalmente i colori scuri degli anni ’30, la riga inferiore dell’occhio non è più appesantita con l’ombretto, bensì viene semplicemente bordata con la matita;  si passa all’utilizzo di ciglia finte in pelo di visone per rendere l’occhio più languido.
                                      
Le labbra sono la parte fondamentale del make up, rigorosamente rosse, poiché, mentre agli occhi si tendeva a naturalizzarli, le labbra erano il punto focale del viso. La forma delle labbra superiori rimane arrotondata, mentre la linea delle labbra inferiori è meno morbida e più squadrata. La carnagione è sempre molto chiara, come se fosse di porcellana, con un leggero tocco di blush rosato per dare colore.
I capelli venivano tinti di rosso o castano ramato; l’acconciatura era ondulata e scendeva candidamente sulle spalle e, grazie alla riga di lato, si lasciava la fronte scoperta.
Ad esempio, per rispecchiare questi canoni di bellezza, Rita Hayworth dovette sottoporsi a degli interventi di elettrolisi per risolvere il problema dell’attaccatura del cuoio capelluto troppo invadente sulla fronte e sulle tempie.
Per realizzare questo look è necessario utilizzare un fondotinta grasso, rosato o comunque chiaro, non troppo diverso dall’incarnato originale; bisogna delineare la rima infraciliare superiore con una matita nera o marrone; si applica un ombretto marrone molto leggero sulla palpebra mobile per dare profondità all’occhio sfumandolo con un ombretto beige verso le sopracciglia; le sopracciglia ad ala di gabbiano non troppo diverse dal colore dei capelli; i capelli rossi o ramati, ondulati e lunghi fino alle spalle. 
Casalinga anni '50
Gli anni ’50 sono anni rivoluzionari per la donna e il suo modo di apparire, ci si faceva belle con shampoo, brillantina e succo d'ortica. Il profumo doveva essere scelto con cura ed era quello per la vita, come l'uomo. Per avere i capelli morbidi e curati bastano i classici cento colpi di spazzola. La bocca doveva essere rosso ciliegia ,e visto che il fard non esisteva ancora si usava il rossetto anche per le guance. I fianchi erano tondi, il seno prosperoso, non ci si preoccupava per le diete e la cellulite. I piedi dovevano essere microscopici, da cenerentola. Era questa la donna degli anni ’50, una donna che iniziava a prender atto delle proprie capacità, che iniziava a desiderare l’emancipazione (dal diritto al voto al volere un lavoro), un carattere forte che però era in contrapposizione con la classica immagine della donna in casa perfettamente vestita, truccata e pettinata che aspetta il marito che torna dal lavoro con la tavola imbandita a festa, ovvero una donna sottomessa che spesso doveva sopportare i tradimenti del marito e continuare a mostrare un aspetto perfetto in ogni situazione.
In questi anni la donna prende come esempio di bellezza le grandi dive che comparivano sul grande schermo come Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Brigitte Bardot e ovviamente Marilyn Monroe, che incarnava perfettamente i canoni di bellezza e comportamento che si andavano affermando in questo decennio. Tali canoni furono dettati indirettamente anche alle donne comuni, le quali furono influenzate da queste star d’oltreoceano e non sullo stile di vita seguito: sognavano una vita piena di regali come in “Gli uomini preferiscono le bionde” (1953), in cui Marilyn canta la famosissima canzone “Diamonds Are a Girl's Best Friend”, in cui lei è vestita con uno splendido vestito rosa e decine di uomini le regalano diamanti e gioielli.

Marilyn Monroe ed i suoi migliori amici: i diamanti

Mai come in questo decennio la donna è stata più femminile nel suo modo di vestirsi e di truccarsi. In questi anni Dior propone la gonna corolla e il corsetto per stringere al massimo il punto vita. L'ideale di donna è formosa, sensuale, dall'immagine rassicurante e accogliente. Le labbra sono protagoniste, rigorosamente rosse e carnose. La linea del rossetto è arrotondata, ma non a forma di cuore come negli anni '30, bensì vengono leggermente smussati gli angoli dell'arco di Cupido e si tende a bordare le labbra anche sul vermiglio per creare una bocca più piena e sensuale. 
L'incarnato si fa più luminoso e viene fatto un uso sapiente dei punti luce che vengono valorizzati con polveri illuminanti. Il fondotinta deve essere molto coprente per garantire una pelle da bambola. Le guance vengono esaltate da blush color rosa pallido per conferire un'aria fanciullesca. 
Marilyn Monroe

Gli anni '50 sono gli anni dell'eyeliner che viene applicato con un tratto molto sottile che va man mano ad allargarsi verso l'esterno della palpebra per poi finire a forma di virgola in sù. Questo trucco serve per allungare e sollevare la parte esterna dell'occhio. La palpebra viene truccata in modo molto naturale, con toni color carne o a volte, come nel caso di Marilyn, veniva applicato un ombretto illuminante, rosa chiarissimo sulla palpebra mobile e un ombretto rosato ma molto più scuro sulla piega palpebrale, in modo da creare una mezza luna. L'ombretto illuminante viene applicato anche sotto la coda delle sopracciglia per illuminare e aprire lo sguardo e sulla parte alta degli zigomi.
Le ciglia finte sono un must del make up anni '50 e diventano vistose ed esuberanti per creare un trucco  in pieno stile pin up. Le sopracciglia vengono portate ad ala di gabbiano e sovente vengono marcate con la matita per valorizzare lo sguardo.
I capelli in questi anni vanno di moda corti e cotonati, ma anche lunghi, voluminosi e con una frangia molto netta. I colori più diffusi sono il biondo platino, il nero corvino.

Sempre in questo periodo si afferma un altro tipo di donna: la Pin-Up.
Erano una categoria di splendide ragazze, sensuali e affascinanti, prive di quell'alone di mistero che aveva caratterizzato le "dive" degli anni trenta, tipiche bellezze americane, dalle gambe lunghe, seno prorompente e naso all'insù, quindi prosperose ed attraenti ma dallo sguardo sereno, quasi fanciullesco, ed armonioso.
Durante il secondo conflitto mondiale, le loro fotografie in costume da bagno iniziarono a diffondersi su molte riviste settimanali negli Stati Uniti. Questo fenomeno attirò in maniera sempre maggiore l'attenzione soprattutto dei lettori uomini, e in particolare registrò un incredibile successo fra i soldati impegnati al fronte, che usavano appendere le fotografie di queste ragazze nei loro armadietti o nelle loro tende di accampamento.
Di lì a poco, il "fenomeno" delle pin-up approdò anche al cinema e al teatro attraverso le attrici-ballerine degli spettacoli di genere burlesque; in poco tempo è divenuta nell'immaginario collettivo non solo statunitense una figura rappresentativa di un certo tipo di bellezza femminile.
Ciclicamente, il fenomeno rivive dei momenti di popolarità, anche soprattutto grazie al tratto evergreen e vintage che caratterizza tutto ciò che proviene dagli anni cinquanta. 

Bettie Page
Il trucco delle pin-up è caratterizzato da una pelle molto chiara e perfetta, quindi le ragazze cercavano di preservare quel candore infantile, sulle guance sempre un velo leggero di blush rosato, gli occhi truccati molto leggeri di marrone con una sottile linea di eyeliner per intensificare lo sguardo. Applicazione di ciglia finte e voluminose per dare allo sguardo più profondità e infine le labbra, protagoniste come al solito del make up, rosso fuoco per donare sensualità.
Le acconciature di queste donne erano solitamente tinte con un colore piuttosto scuro, ma non mancano di certo le eccezioni. Oltre ad avere l’intramontabile Marilyn, tinta biondo platino, abbiamo anche Tempest Storm, una delle più famosa tra le pin-up, che aveva i capelli rosso ramato. 

"Victory Rolls"

I “victory rolls” erano molto in voga in questo periodo. I capelli erano piuttosto lunghi, fin sotto le spalle, ed erano acconciati in boccoli leggeri che scendevano lievemente sulla schiena della donna e, molto spesso, utilizzavano degli accessori quali bandana, fiori e cappellini. 
Si può notare come, anche essendo contemporanee, abbiano uno stile quasi opposto nel modo di essere pin up. Anche il burlesque andava affermandosi negli anni ’50: è un genere di spettacolo satirico che nacque in Inghilterra nel XVIII secolo e acquisì durante l'Ottocento caratteristiche più comiche e parodistiche. Importato negli Stati Uniti dove venne molto apprezzato, lo spettacolo, a causa delle molteplici trasformazioni, era composto alla fine del XIX secolo da caricature, canzoni e danze di ballerine (col tempo sempre più svestite) che eseguivano anche spogliarelli. 
Quindi, col passare del tempo il burlesque ha perso il suo 
elemento caricaturale divenendo sempre più simile al varietà. Il periodo aureo del burlesque si può inquadrare dalla fine dell'Ottocento alla prima guerra mondiale, mentre nei decenni seguenti venne introdotto lo strip-tease e aumentarono le esibizioni di nudi scenici. Quindi nel giro di pochi anni, grazie al burlesque divennero celebri i nomi di decine di favolose artiste che sapevano spogliarsi con sensualità ed ironia in dosi ben calibrate.
E' da sottolineare che anche Bettie Page, la celebre pin-up, icona del gusto fetish e, ancora più importante, icona dello stile pin-up, è spesso associata al burlesque, nonostante non si sia esibita quasi mai sul palco, ma solo in alcuni film girati da Irving Klaw.

Lo stile delle Pin Up è sempre più ripreso dalle star moderne, ma la donna che ha creato un vero e proprio personaggio intorno a ciò è sicuramente Dita Von Teese, modella statunitense, show girl del burlesque. Famosa è la sua performance di striptease nel gigante Martini Glass e il suo look da vera pin-up dalla pelle d'avorio. Se l'eleganza delle sue performance traggono spunto da bellezze d'epoca come Gypsy Rose Lee e Betty Grable, la sua immagine è dichiaratamente ispirata a Bettie Page. Dita infatti sarebbe una bionda naturale dal visino tenero, ma ciò andava molto lontano da come in realtà voleva apparire. Così, in un mondo popolato da riviste che propongono bellezze statuarie dalla chioma bionda e la pelle dorata, Dita si tinge i capelli di nero corvino, si scurisce le sopracciglia, mantiene una pelle bianchissima e si dipinge le labbra di rosso scarlatto.

Dita Von Teese
Nonostante gli anni e le mode che si sono susseguite dagli anni ’50 ad oggi, si può dire che questo look è ancora molto attuale e alla moda proprio per la raffinatezza e l’eleganza che trasmette.



Testo di Simona Di Lauro per la tesina di fine anno del Corso di Trucco Beauty&Correttivo


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