9 luglio 2013

Suggestioni tunisine


Con un’ora appena di aereo ti ritrovi in un altro continente, l’Africa, e in un'altra città, Tunisi.
La prima cosa che ti rapisce è quell’inconfondibile profumo delle piante di gelsomino, che poi non puoi fare a meno di comprare sotto forma di essenza nei vari negozietti del suk.


E poi quella caratteristica e metrica disposizioni di colori: bianco e turchese a volte interrotta da qualche spettacolare decorazione floreale, mentre le porte sono degli archi arabi decorate con metalli preziosi.
Il caldo secco tipico del deserto, il the alla menta, la limonata fresca, il canto del muezzin che richiama alla preghiera.



Una città forse troppo caotica, ancora il sapore della rivoluzione, tra case abbandonate e venditori ambulanti di brik, casse-croute e makroud. Ma mentre cammini sono gli sguardi sensuali e misteriosi delle donne coperte dal velo a rapire la tua attenzione: occhi sapientemente truccati con maestria e precisione, allungati e bordati da un nero intenso,colorati da polveri dorate o di un verde brillante.
Le donne arabe si prendono moltissima cura del loro aspetto fisico, nonostante molte di loro aderiscano ad una religione che non consente di scoprire il corpo in pubblico.
Il trucco diventa così il modo per esprimere al meglio la propria personalità e comunicare le proprie sensazioni. Un make up che non è solo realizzato per le grandi occasioni, e nemmeno è indossato solo da giovani, ma appartiene culturalmente e socialmente a tutto il mondo femminile.

Per realizzare questo tipo di trucco l’ideale sarebbe avere il kajal arabo, una polvere scura composta principalmente da galena, malachite, zolfo e grasso animale che viene applicata sugli occhi con l’uso di un bastoncino. Questa polvere non solo ha potere disinfettante (i beduini nel deserto la usano per proteggere gli occhi dalla sabbia), ma ha origini antichissime in Medioriente con la credenza che allontanasse il male dai figli. 



In mancanza di questa però si può usare un eyeliner in crema o in gel. vediamo come:

1) Si può scegliere un ombretto brillante e dalla tonalità accesa (verde, oro, fucsia, turchese) da applicare su tutta la palpebra mobile;
2) La piega palpebrale va invece scurita per conferire la giusta profondità allo sguardo;
3) Sotto l’arcata sopraccigliare, che deve essere curata e ben colorata, si può scegliere di applicare una polvere chiara per creare un maggiore contrasto;
4) A questo punto si può bordare con decisione tutto il contorno dell’occhio allungandolo senza timore verso l’esterno e applicare una matita nera intensa o blu all’interno della rima palpebrale.



Probabilmente questi eccessi sono molto più giustificati ed interessanti se indossati da una donna araba, piuttosto che da un’europea.
Le decorazioni con l’henne sulle mani, l’uso del kajal a tutte le età, così come il rituale dell’hammam hanno una spiegazione socio-culturale e trovano spazio in una società che ha altri ritmi, altri credo e altri dogmi. Lo sguardo di quelle donne “velate “, così carico di sensualità e così intensamente truccato ha il suo fascino proprio tra le strade di una misteriosa Tunisi e, forse non avrebbe la stessa sacralità in un altro luogo.





Testo di Rosy Alai

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