31 ottobre 2013

L'eterna giovinezza - Terza Parte

L’alimentazione
Lo stretto legame che esiste tra alimentazione e benessere fu messo in luce già nel 480 a.C. da Ippocrate, il padre della medicina. Oggi le indicazioni dell‘Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a proposito ditale argomento sono chiare: per mantenersi sani e ritardare i danni dell’invecchiamento bisogna includere nella dieta quotidiana abbondanti porzioni di frutta e verdura, ricche di pigmenti vegetali (polifenoli, bioflavonoidi), vitamine (C, E, betacarotene), micronutrienti (selenio, Q10) ed enzimi. Da anni, infatti, si sottolineano i benefici dell’azione antiossidante dei nutrienti presenti in questi alimenti e il loro forte effetto antinvecchiamento è ampiamente riconosciuto.

Consigli a tavola
Tramite l’alimentazione possiamo assumere vari principi nutritivi antinvecchiamento, che hanno la loro fonte principale negli alimenti vegetali da consumarsi preferibilmente freschi. Si deve sapere, inoltre, che ogni antiossidante è specifico per alcuni tipi di radicali liberi e ha un’efficacia limitata, quindi è importante variare qualitativamente l’alimentazione per garantire una più ampia “copertura” antiossidativa. Altrettanto importante è consumarne una quantità adeguata: secondo l’istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), la dose giornaliera deve comprendere almeno cinque porzioni di frutta e verdura.
Ecco che cosa fare per creare la dieta antietà:

• Assumete cibi freschi e naturali, evitando o limitando il più possibile i cibi pronti preconfezionati (contengono troppi additivi chimici dannosi per l’organismo e quindi anche per la pelle).
• Evitate o limitate il più possibile sughi, frutti, sale e zucchero bianco, insaccati, superalcolici, salse, stuzzichini salati vari, bibite gassate e zuccherate.
• Sostituite il sale con erbe aromatiche e spezie che aiutano la digestione. Abituatevi a fare 4-5 piccoli pasti al giorno, anziché 2 abbondanti. Per esempio: colazione, pranzo (moderato), cena (moderata) più uno o due spuntini leggeri fra i pasti principali.
• A colazione mangiate carboidrati (pane, fette biscottate, biscotti integrali o fiocchi di cereali) o frutta.
• A pranzo preferite un piatto unico a base di carboidrati complessi e amidi (pasta, riso, patate) insieme a verdura o a legumi.
• A cena scegliete un piatto a base proteica (variare tra carni bianche, pesce, uova e formaggi), con verdura abbondante.
• A pranzo e a cena evitate la frutta, da consumare invece come spuntino.
• Preferite i carboidrati di tipo integrale.
• Bevete fino a tre litri di liquidi (acqua, tisane, spremute, zuppe) al giorno in estate, e due in inverno, per preservare il buon funzionamento di reni e intestino, fondamentale per una pelle giovane e sana.


Disintossicarsi

Giorno dopo giorno (e quindi anno dopo anno...) il corpo accumula diverse sostanze nocive, le cosiddette “tossine”, che dovrebbero invece essere eliminate attraverso gli organi emuntori (pelle, reni, polmoni, intestino ecc.) per assicurare una buona salute e una forma fisica ottimale. Per inibire le reazioni chimiche scatenate dai radicali liberi e disintossicare l’organismo, assumete alimenti ricchi di vitamina E, C, Beta-carotene e minerali come zinco e selenio. Tra questi, vi consigliamo in modo particolare: agrumi, albicocche, acai, mele, spinaci, carote, cipolle, cicoria, olio d’oliva extravergine, mandorle, cereali e derivati integrali, thè. Queste sostanze forniscono al nostro organismo una difesa naturale contro le molecole “cattive”, aiutandoci a rimanere giovani più a lungo. Eliminare le tossine dal nostro organismo significa, infatti, avere un aspetto più sano, caratterizzato da un colorito più luminoso, una pelle più soda e compatta, capelli lucenti e forti, ma significa anche perdere peso con maggior facilità. I cibi ricchi di antiossidanti:

• Acaì: bacca di una palma originaria della foresta amazzonica. Ricca di ferro, calcio, potassio, vitamine B1, B2 e C, contiene inoltre antocianina, una sostanza antiossidante che aiuta a combattere il colesterolo e i radicali liberi in quantità 33 volte superiore a quella dell’uva. È considerata un alimento completo, essenzialmente energetico. Agrumi: sono frutti particolarmente ricchi di acidi organici, soprattutto di acido citrico (fino al 6% nei limoni); oltre alla vitamina C, presente nella misura di circa 50 mg per 100 g, contengono anche retinolo equivalenti (che nell’organismo si trasformano in vitamina A), e le vitamine B1, B2, B3.
• Albicocca: in questo frutto sono presenti betacarotene (che nell’organismo si trasforma in vitamina A), tra i frutti è quello che ne contiene la maggiore quantità, vitamine C, B1, B2, B3, B6, E, acido folico, potassio, magnesio, fosforo e calcio.
• Carote: forniscono molti zuccheri, potassio e fibra; sono ricche di betacarotene, precursore della vitamina A, che appartiene agli antiossidanti più attivi.
• Cereali integrali e derivati: contengono principalmente carboidrati, in massima parte amidi, la cui quantità varia secondo il tipo di cereale e la varietà (dall’80% circa del riso integrale al 60% circa dell’avena); pochissima acqua, proteine vegetali (dal 16% circa dell’amaranto duro al 7% circa del riso integrale); una percentuale modesta di grassi (dall’i al 5% circa, con l’eccezione dell’avena, con un contenuto pari al 7% circa); buone quantità di vitamine del gruppo B e tracce di vitamina A, tutte sostanze antiossidanti.
• Cicoria: contiene un particolare tipo di fibra (inulina) che riequilibra la flora batterica dell’intestino mantenendolo sano. Fornisce poche calorie ed è ricca di antiossidanti.
• Cipolla: parente dell’aglio, si distingue per l’alto contenuto di zolfo, un minerale che aiuta la pelle a disintossicarsi. Ha un’efficace azione diuretica.
• Frutti di bosco: fragole, more, lamponi, ribes, mirtilli, sono tra i frutti più ricchi di sostanze antiossidanti (antociani, bioflavonoidi). Contengono inoltre vitamina C e betacarotene.
• Mandorla: è ricca di acidi grassi insaturi, proteine, zuccheri, vitamine del gruppo B, vitamina E (antiossidante), sali minerali (calcio, potassio, magnesio, fosforo, ferro e zinco). Contiene anche un enzima, l’emulsina, che favorisce la digestione degli amidi.
• Mele: contengono sali minerali (soprattutto potassio, fosforo, bromo, silicio, magnesio), vitamine del gruppo B, C, E e betacarotene. Sono inoltre presenti tannini, fitosteroli, acidi organici (malico, formico, tannico, citrico e tartarico) e pectina (principalmente nella buccia), una fibra idrosolubile che favorisce la peristalsi intestinale e riduce i livelli di colesterolo nel sangue.
• Olio d’oliva extravergine: si estrae dai frutti dell’olivo raccolti da novembre a febbraio. Contiene acidi grassi per lo più insaturi: 75% circa di monoinsaturi (soprattutto acido oleico, benefico per la cistifellea) e il 9% circa di polinsaturi (acido linoleico e linolenico). Le vitamine presenti sono la E (un potente antiossidante) e la A (utile per la salute della pelle).
• Spinaci: sono ricchi di fibra alimentare, ferro, potassio, vitamina C, E, acido folico e betacarotene.
• Tè: contrasta i radicali liberi grazie alle sue capacità antiossidanti (soprattutto se verde), svolgendo un’azione antinvecchiamento su tutto l’organismo. Inoltre, è ricco di manganese, facilita il fissaggio del calcio, aiutando a prevenire l’osteoporosi, protegge la pelle dai danni causati dal sole e se usato come impacco è utile in caso di scottature di lieve entità. La dose consigliata è di tre tazze al giorno.


Tre giorni anti età

Suggerisco di adottare per tre giorni al mese il regime alimentare qui di seguito riportato. Questa semplice dieta vi aiuterà a proteggere la vostra pelle dai danni conseguenti all’azione dei radicali liberi. 

Primo giorno
• Colazione: tè verde; 3 fette biscottate integrali; 3 cucchiaini di marmellata d’arancia.

• Spuntino: frullato preparato con 150 g di frutti di bosco e un bicchiere di acqua minerale naturale.

• Pranzo: un’insalata con carote a julienne, cicoria e pomodorini a ciliegia, condita con olio d’oliva extravergine e succo di limone; 80 g di pasta condita con salsa di pomodoro e basilico.

• Merenda: 3 quadratini di cioccolato fondente.

• Cena: 200 g di seppioline con i piselli; 70 g di pane integrale.

Secondo giorno

• Colazione: tè nero; yogurt naturale con un cucchiaino di miele (antiossidante).

• Spuntino: 5 mandorle. Pranzo: insalata di pomodori, rucola, cicoria, tonno al naturale e mais dolce, condita con olio d’oliva extravergine e succo di limo ne.

• Merenda: frullato preparato con 4 albicocche e un bicchiere di acqua minerale naturale.

• Cena: 60 g di riso lessato; 150 g di pollo arrosto senza pelle; spinaci saltati in padella con olio d’oliva extravergine.

Terzo giorno
• Colazione: tè verde con un cucchiaino di miele; 4 biscotti integrali

• Spuntino: frullato preparato con una mela rossa e un bicchiere di succo di mela del tipo trasparente senza zucchero aggiunto.

• Pranzo: un’insalata con carote e zucchine a julienne, rucola e capperi, condita con olio d’oliva extravergine e poco succo di limone; 80 g di pasta condita con mezzo cucchiaio di salsa di noci (antiossidanti).

• Merenda: sorbetto di mirtilli.

• Cena: 200 g di vitello arrosto; una fetta di sformato di spinaci; 70 g di pane di segale.


Testo di Daniele D'Orazio per la tesina finale del Corso di Trucco Beauty&Correttivo di 120 ore + stage.
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30 ottobre 2013

L'eterna giovinezza - Seconda Parte

L’Invecchiamento
L’invecchiamento determina modificazioni sia nei diversi tessuti che compongono la pelle sia nei suoi annessi. Oltre a fattori genetici che provocano l’invecchiamento e sono individuali, esercitano una notevole influenza sull’invecchiamento della pelle anche i fattori ambientali che causano cambiamenti sia nell’epidermide che nel derma.

• Invecchiamento dell’epidermide:
è un fenomeno che deve essere posto in stretta relazione con l’invecchiamento del derma. Le cellule dell’epidermide mostrano due tipi d’invecchiamento; il primo dovuto alla maturazione della cellula stessa, che migra verso l’esterno dove forma uno strato cheratinizzato; il secondo dovuto all’epidermide come tessuto, associato perciò a un’attività metabolica ridotta e a uno scarso turnover cellulare.

• Invecchiamento del derma:
con l’aumentare dell’età il derma subisce cambiamenti che riguardano sia il numero delle cellule che il loro contenuto di tessuto elastico. Nel derma invecchiato diminuisce il grado di turnover, le fibre vecchie vengono rimpiazzate lentamente, il tessuto diventa più consistente, avvengono delle reazioni di natura ossidativa che determinano sensibili mutamenti del collagene e delle fibre elastiche.
Visivamente la conseguenza di questi processi regressivi sono le rughe, l’avvizzimento cutaneo, l’afflosciamento della pelle, la perdita di elasticità, la formazione di strie, di smagliature, di doppio mento. Questo invecchiamento della pelle inizia in genere intorno ai trent’anni, aumenta lentamente con il passare del tempo, fino ad arrivare a tutti i cambiamenti tipici del viso invecchiato.

• Invecchiamento dell’ipoderma:
si avverte una modificazione del pannicolo adiposo sia a livello quantitativo che qualitativo con infiltrazioni dermoipodermiche.

• Invecchiamento degli annessi cutanei:
le ghiandole sebacee e sudorali subiscono modificazioni secretorie ricollegabili a fattori ormonali, neurovegetativi e psichici che si associano alla vecchiaia, Scompensi avvengono anche a carico dell’attività pilifera, dell’attività melanogenetica (compaiono i capelli bianchi), e dell’attività pilo-genetica (produzione dei peli e dei capelli) che cessa dando vita alla calvizie. Cessa l’attività ormonale e questo comporta la formazione di una peluria caratteristica, i vasi sanguigni diventano più fragili, aumenta la loro permeabilità, ne diminuisce la funzionalità con comparsa di eritrosi e di couperose. Le rughe sono certamente il risultato inequivocabile dell’avanzare dell’età, ma esistono anche quelle definite di espressione, che si manifestano anche sul viso giovane per un’azione riflessa dei muscoli facciali.



Le rughe d’espressione 
Queste rughe o pieghe di espressione, si diversificano da quelle di senescenza proprio perché non si formano su un’epidermide che ha perduto la sua normale elasticità. Alcune abitudini, come la contrazione della bocca quando si fuma, l’ammiccamento frequente degli occhi - tipico del miope - il ravvicinare le sopracciglia alla radice del naso - tipico gesto del pensatore - determinano pieghe dermiche. Questi movimenti diventano con il tempo automatici, istintivi, tanto che la persona non se ne accorge e non riesce a evitarli. Alcune persone, particolarmente emotive, hanno un viso ricco di pieghe o rughe che traducono volta per volta ogni emozione o stato d’animo: la collera, il rancore, l’amarezza, lo stress o il carattere stesso... un minimo di queste rughe di espressione è necessario come manifestazione della propria interiorità e della bellezza personale.


Le rughe di vecchiaia
Sono causate dal quel rilassamento della pelle che inizia a manifestarsi già a 30 anni, con la comparsa delle prime pieghe ai lati della bocca, sotto le palpebre e sulla fronte. Le preoccupazioni, le forti emozioni, l’ansia, la vita disordinata, sono cause comuni di precoce comparsa delle rughe, perciò sarebbe opportuno cercare di raggiungere un certo stato di serenità e di equilibrio interno. Incidono notevolmente sullo sviluppo di questi inestetismi il mutare della secrezione ormonale, tipico del climaterio, e i disturbi interni associati a questa stagione della vita, che possono certamente acuire e incidere sulla condizione della cute.



I segreti dell’eterna giovinezza
La natura, la ricerca e le più avanzate tecnologie mettono a nostra disposizione numerose sostanze antinvecchiamento di sicura efficacia e prive di effetti collaterali. Nelle prossime pagine prenderemo in considerazione alcune sostanze e prodotti tra i più attivi, come oli essenziali, erbe, argille, alghe, colostro ecc., e il loro utilizzo pratico. Occorre tuttavia ricordare che per un vero e proprio programma “antiaging” non basta utilizzare questi prodotti, ma occorre modificare il proprio stile di vita, la propria alimentazione e praticare i trattamenti più idonei per ogni tipo di pelle.


Alghe rosse
Originarie delle isole Hawaii sono costituite da lunghe catene di polisaccaridi. Applicate sulla pelle agiscono da filmogeni, emollienti e idratanti. Queste proprietà erano già note alle popolazioni indigene, infatti se ne cospargevano il corpo per ottenere una pelle vellutata.
• Si trovano in commercio sotto forma di gel applicabile direttamente sulla pelle o di estratto da miscelare ad argilla per la realizzazione di maschere antiaging (2 cucchiai di argilla amalgamati a 2 cucchiaini di estratto).


Arancio  

L’olio essenziale di arancio dolce (Citrus aurantium) ha un’attività decongestionante, riducendo la produzione di prostaglandine, mediatrici dell’infiammazione. Svolge un’importante funzione antiossidante e antiradicali liberi.
• Aggiungete 2 gocce di olio essenziale a un cucchiaio di crema base e applicate con un leggero massaggio.

Argilla
Le argille sono dei veri e propri minerali non cristallini, costituiti da particelle finissime originate da sedimenti marini o alluvionali, caratterizzati dalla straordinaria capacità di assorbire molecole d’acqua per diventare masse con proprietà plastiche (fanghi). In base alla zona geologica di appartenenza, ogni argilla si arricchisce di diversi minerali e diverse componenti organiche, sviluppando di conseguenza attività terapeutiche differenti. L’argilla verde in particolare è molto ricca di oligoelementi che riattivano le funzioni cellulari. Le argille bianche assorbono le impurità ed esfoliano leggermente la pelle, eliminando le cellule vecchie dello strato corneo. Si impiegano per maschere e fanghi.

Avocado
L’olio di avocado è estratto dalla polpa di un frutto esotico ricchissimo di oli grassi saturi, insaturi e vitamine. È delicato, dotato di marcate proprietà emollienti e protettive e ricco di steroidi che gli garantiscono eccellenti proprietà antinvecchiamento.
• Unite 2-3 gocce di olio essenziale (geranio, finocchio, sandalo, incenso) a un cucchiaio di olio di avocado e applicate sulla pelle con un leggero massaggio prima di andare a dormire.

Borragine
L’olio di borragine è ricco di acidi grassi insaturi, in particolare del precursore dell’acido linoleico. Ritarda il processo di invecchiamento della pelle assicurando un giusto apporto ditali sostanze che non possono essere sintetizzate dall’organismo umano.
• In commercio si trovano le perle di olio di borragine da assumere per via orale: prendete 2 o più perle al giorno, secondo le indicazioni riportate sulla confezione.

Calendula
La calendula è ricca in mucillagini, pectine e gomme, sostanze che agiscono come filmogeni sulla pelle e svolgono un’ottima azione idratante cutanea. L’olio di calendula si ottiene per macerazione dei fiori freschi in olio di girasole; esso stimola l’attività immunitaria della cute, rendendola meno arrossata, Ne abbassa la reattività attraverso un meccanismo che blocca il rilascio di sostanze irritanti dalla cute. Agisce da antipruriginoso per cui trova largo impiego per le pelli estremamente secche e irritate che sono spesso accompagnate da una sensazione di prurito. Ha inoltre proprietà addolcenti, idratanti e decongestionanti. Migliora l’equilibrio di idratazione cellulare della cute, la formazione di nuove cellule, la circolazione sanguigna e il tono cutaneo.
• Applicate un sottile strato di olio di calendula sulla pelle 1-2 volte al giorno, praticando un massaggio delicato in senso circolare.

Cardo mariano
Il frutto del cardo mariano (Silybum marianum) contiene silimarina, un complesso di sostanze tra cui oli essenziali, lipidi, zuccheri, vitamine C, E, K e fiavonoidi. L’azione protettiva della silimarina sembra esercitarsi principalmente sulla membrana cellulare sia proteggendone direttamente i componenti sia con un effetto antiossidante: è infatti considerata in grado di contrastare efficacemente i radicali liberi.
• Per ritardare gli effetti dell’invecchiamento e disintossicare la pelle, assumete 30 gocce di tintura madre di cardo mariano 2 volte al giorno, in un po’ di acqua per 2 mesi consecutivi. Ripetete il ciclo 2-3 volte all’anno.

Colostro
In commercio si trovano creme contenenti colostro (il primo latte prodotto dal seno) utili per restituire integrità alla cute e alle mucose, con azione cicatrizzante, lenitiva, antinfettiva e rigenerante.
• Per un’azione antinvecchiamento, applicate un sottile strato di crema 2 volte al giorno. È particolarmente utile per le pelli molto sciupate e secche.

Elicriso
La pianta è molto ricca di potassio, magnesio, ferro, sodio che mantengono le cellule epidermiche idratate. Il suo estratto idroglicolico contiene elicrisina, un complesso di flavonoidi con elevata azione antiossidante, protegge, quindi, dai danni provocati dai radicali liberi, con effetto antirughe. L’aspetto della pelle migliora grazie alla sua capacità di stimolare la produzione di nuove cellule.
• Per una maschera antietà, miscelate 2 cucchiai di argilla verde con un cucchiaio di estratto di elicriso. Applicate sulla pelle, lasciate riposare per 15 minuti, quindi eliminate con acqua tiepida. Ripetete 2 volte la settimana.

Finocchio
Nei frutti si trovano alte concentrazioni di anetolo e fitoestrogeni di struttura simile agli ormoni femminili. L’olio essenziale di finocchio, grazie a questi principi attivi, mantiene giovani le funzioni fisiologiche e stimola i fibroblasti (i produttori di collagene). • Aggiungete 2-3 gocce di olio essenziale a un cucchiaio di una buona crema di base. Applicate un leggero strato sul viso, mattina e sera.

Geranio
Contiene un tannino flobafenico con proprietà cicatrizzanti e ricostituenti il reticolo del derma grazie alla sua azione sulla microcircolazione che porta i nutrienti ai fibroblasti. Di conseguenza, agisce rinnovando le fibre collagene e di elastina. Aggiungete 2-3 gocce di olio essenziale di olio essenziale di geranio a un cucchiaio di una buona crema di base. Applicate un leggero strato sul viso, mattina e sera.

Ginseng
L’estratto di ginseng possiede fitoestrogeni che stimolano i fibrobiasti (effetto antirughe).
• Per una maschera antietà, miscelate 2 cucchiai di argilla verde con un cucchiaio di estratto di ginseng. Applicate sulla pelle, lasciate riposare per 15 minuti, quindi eliminate con acqua tiepida. Ripetete 2 volte la settimana.

Germe di grano
L’olio ottenuto per pressione dei germogli di grano ha elevate proprietà antiossidanti , idratanti e restitutive. Le proteine del grano mantengono elastico il film idrolipidico e combattono le rughe.
• Unite 2-3 gocce di un olio essenziale (rosa, mirra, benzoino, incenso, geranio) a un cucchiaio di olio di germe di grano e applicate sulla pelle con un leggero massaggio prima di andare a dormire. L’olio di germe di grano può essere assunto anche per via interna: prendete 2 o più perle al giorno, secondo le indicazioni riportate sulla confezione.

Jojoba
L’olio di jojoba nutre e idrata la pelle mantenendola morbida e vellutata. Inoltre, veicola efficacemente i principi attivi degli oli essenziali, grazie alla sua naturale affinità con il sebo epidermico. Raggiunto il derma, gli oli essenziali lavorano sulle fibre collagene ed elastiniche favorendone il ricambio e una corretta produzione.
• Unite 2-3 gocce di un olio essenziale (v. germe di grano) a i cucchiaio di olio di jojoba e applicate sulla pelle con un leggero massaggio prima di andare a dormire.

Karité
Il burro di karité è ricco di cere vegetali che vengono trattenute dallo strato corneo e lo nutrono senza lasciare tracce di unto. Ha proprietà cicatrizzanti, emollienti, antiossidanti, lenitive, idratanti, e riepitalizzanti.
• Applicatene un leggero strato sulla pelle (soprattutto se secca e arida), mattina e sera.

Mandarino
L’olio essenziale di mandarino contiene la tiratina che inibisce l’attività della tirosinasi, l’enzima coinvolto nella sintesi della melanina. Diminuendo la produzione di melanina, la pelle appare più chiara e le macchie si riducono. Unite 2 gocce di olio essenziale di mandarino a 1 cucchiaio di olio di pesca. Applicate sul viso, mattina e sera, con un massaggio delicato.

Mimosa
Contiene flavonoidi, tannini e oligoelementi che la rendono indispensabile nella preparazione di prodotti con attività riparatrice, cicatrizzante, doposole e antiaging. Aggiungete 2-3 gocce di olio essenziale di mimosa a 1 cucchiaio di una buona crema di base. Applicate sul viso, mattina e sera, con un massaggio delicato.

Olivello spinoso
Le bacche dell’olivello spinoso (Hippophae rhamnoides) contengono dosi elevate di acidi grassi essenziali, costituenti della pelle. Ricco anche in carotenoidi, l’olio di olivello spinoso è antiossidante e coadiuvante nella microcircolazione e nella rigenerazione dell’epitelio. Unite 2-3 gocce di un olio essenziale (rosa, incenso, finocchio, benzoino, sandalo) a un cucchiaio di olio di olivello spinoso e applicate sulla pelle con un leggero massaggio prima di andare a dormire.

Pesca
L’olio ottenuto dai noccioli di pesca è ricco di vitamina A e vitamina E che svolgono un’importante azione antiossidante e riepitelizzante. È un olio secco ad alto contenuto di acidi grassi insaturi che si assorbe velocemente.
• Unite 2-3 gocce di olio essenziale (rosa, mirra, incenso, geranio, finocchio) a un cucchiaio di olio di pesca e applicate sulla pelle con un leggero massaggio prima di andare a dormire.

Ribes nero
I semi di ribes nero (Ribes nigrum) contengono acidi grassi polinsaturi. L’olio che se ne estrae ha proprietà antiossidanti e antinvecchiamento.
• In commercio si trovano le perle di olio di ribes nero da assumere per via orale: prendete 20 più perle al giorno, secondo le indicazioni riportate sulla confezione. 








Continua....


Testo di Daniele D'Orazio per la tesina finale del Corso di Trucco Beauty&Correttivo 

29 ottobre 2013

L'eterna giovinezza - Prima Parte

Durante il periodo in cui ho lavorato per Sephora ho avuto modo, tra le tante cose, di relazionarmi a stretto contatto con quello che è l’universo femminile.
Ho incontrato donne molto diverse tra loro sia per estrazione sociale che per il ruolo che rivestono nella società. Che fossero studentesse, madri di famiglia, donne in carriera o entrambe le cose, oppure pensionate poco importa. Ciò che le accomunava tutte ai miei occhi era sempre la stessa cosa: un' indiscussa volontà di avvicinarsi ad un ideale di bellezza che le facesse vedere e poi sentire, più attraenti, più sicure…in poche parole: più belle.
Ma se da una parte la volontà di aderire a dei modelli da copertina rimaneva incrollabile (valorizzando lo sguardo con una palette di ombretti firmata Dior o accendendo il sorriso con l’ultima nuance di rossetto targata Makeup Forever), dall’altra gli step da seguire per ottenere i giusti risultati erano approssimativi, del tutto sbagliati o saltati a piè pari.
Per intenderci:
Diverse sono state le clienti che mi hanno avvicinato in negozio dicendomi: “Avrei bisogno di una crema da giorno…guardi, mi sono portata appresso il barattolo vuoto terminato questa mattina per non sbagliare. Eccolo qui!” … e come da copione la signora di turno mi tira fuori dalla borsetta un barattolo di crema vuoto sì, ma da notte (!), facendomi ampiamente capire che fino a quel momento aveva completamente sbagliato programma d’idratazione quotidiano.
Molte sono state le richieste da parte di clienti alla ricerca del mascara miracoloso che rendesse le ciglia folte e lunghe perché: “...Mi si sono indebolite le ciglia, mi cadono! Più passa il tempo e più diventano rade!”, per poi scoprire che la cliente in questione prima passa il mascara sulle ciglia, da brava bambina aspetta che si asciughi e poi passa il piegaciglie di Shu Uemura […]. Fare il contrario no, eh?
Numerose, invece, sono state le clienti che mi hanno chiesto di suggerire loro un prodotto specifico che agisse in maniera efficace per migliorare il grado d’idratazione, la grana, il tono della propria pelle o l’attenuazione delle rughe per scoprire poi che, nel loro menage quotidiano davanti allo specchio, non sono solite struccarsi la sera prima di andare a dormire.
Allora: urge quindi fare un po’ di chiarezza.
La bellezza piace a tutti. Ci mancherebbe, l’occhio vuole la sua parte e oggi come oggi questa parte la brama più che in passato, bombardati come siamo da immagini cartacee e non in cui ai consumatori vengono offerti modelli di beltà costruiti a tavolino e insostenibili per la maggior parte di essi. Boudelaire, uno dei massimi esponenti del decadentismo francese scrisse: “Non c’è porta che la bellezza non possa aprire”, dando all’idea di “bello in sè” quel valore assoluto secondo cui la persona bella può arrivare ovunque o che nulla gli possa essere negato. In posizione quasi antitetica a quella boudelairiana, il filosofo Friedrich Nietzsche, nella sua prima opera pubblicata nel 1876 “La nascita della tragedia” scrisse: “La bellezza è promessa di verità”, mettendo in luce il fascino seduttivo della bellezza e l’inganno che dietro di essa si cela, pronto a colpire gli sprovveduti sensibili al suo richiamo ammaliatorio.
La verità, per me, come sempre sta nel mezzo. E’ vero…al giorno d’oggi siamo così bombardati da immagini di pop star, super top model e star di Hollywood che a guardarli nella loro aura di splendore si fa fatica a rimanere saldi a se stessi. Ma per chi non è stato baciato da madre natura (o dal bisturi), discostandosi di parecchio dai modelli proposti dalle industrie della moda, del cinema e della cosmetica quale alternativa rimane, quella di murarsi vivi dentro casa?
Assolutamente no!
La verità è un’altra…
per me è che la bellezza esiste ovunque e ad ogni età; basta solo saper guardare. Ogni bravo truccatore sa che non esiste volto, per quanto irregolare, che non possa essere valorizzato. Chi pensa il contrario, secondo me, farebbe prima a cambiare mestiere. Ma il trucco, che per molte donne è il punto di partenza e il tramite attraverso cui esprimere la propria bellezza, in realtà è solo il punto di arrivo.
Se la base su cui viene costruito e cioè la pelle del viso che lo ospita, non è curata con altrettanta attenzione, il makeup in questione, fosse stato realizzato anche dal più celebre dei makeup artist, sarebbe comunque scadente. Tenterò dunque, con questa mia tesina, di parlare non tanto del trucco o dei prodotti esistenti in commercio per provvedere allo skincare quotidiano. Quest’ultimo, da solo, non basta. In questa tesina la protagonista indiscussa sarà la pelle, la materia prima attraverso cui si esprime la bellezza delle donne (e non solo) di tutti i tempi. Perché il tempo passa per tutti ma fortunatamente oggi, diversamente che in passato, ognuno di noi può scegliere come invecchiare. Perché la cosmesi in generale aiuta la bellezza a palesarsi dall’esterno verso l’interno, mentre un’alimentazione corretta, sana e bilanciata, supportata da un appropriato consumo di acqua, aiuta la stessa dall’interno verso l’esterno. Certo, il patrimonio genetico è importante ma
penso che conoscere un po’ più da vicino quello che è l’organo più esteso del nostro corpo, capirne la struttura e il suo ciclo vitale, possa essere un valido aiuto per il mantenimento di quello che madre natura ci ha regalato.
Gli anni passano, il tempo lascia i suoi segni…ma fortunatamente questi, oggi come oggi, possono essere veicolati.

L’Epidermide

La pelle o meglio, l’epidermide, dal punto di vista istologico, è un epitelio squamoso stratificato, composto da diversi tipi di cellule: di Langerhans (implicate nella risposta immunitaria), di Merkerl (coinvolte nella sensibilità cutanea), melanociti (responsabili del colorito bruno dell'epidermide) e soprattutto da cheratinociti, cellule specializzate nella sintesi di cheratina. L'epidermide ha uno spessore compreso tra i 50 μm e 1,5 μm. Partendo dalla porzione profonda verso la superficie si possono riconoscere 5 strati distinti:
1) Basale o germinativo;
2) Spinoso;
3) Granulare o granuloso;
4) Lucido;
5) Corneo.


- STRATO BASALE O GERMINATIVO
E' lo strato più profondo dell'epidermide ed è sostenuto da una membrana basale che lo separa dal derma sottostante. E' costituito da un singolo strato di cellule cubiche o cilindriche, ancorate alla membrana basale mediante giunzioni dette emidesmosomi. Le cellule che formano questo strato sono parzialmente indifferenziate; paragonabili di fatto a cellule staminali, sono quindi oggetto di una intensa attività mitotica. Proprio per il fatto di essere indifferenziate, queste cellule sono in grado di moltiplicarsi, dividendosi per mitosi e rimpiazzando le cellule superficiali della pelle, perse o desquamate durante la giornata. Le cellule proliferative dello strato basale sono inoltre affiancate da melanociti e cellule di Merkel. 


- STRATO SPINOSO
E' uno strato spesso, formato da più file di cellule poliedriche, date dalla divisione del sottostante strato germinativo. Tali cellule (chiamate cheratinociti) risalgono gradualmente verso la superficie; durante tale migrazione il citoplasma delle cellule epiteliali più superficiali si riempie progressivamente dei precursori della cheratina (componente basilare di peli ed unghie). A livello delle giunzioni tra le varie cellule, i filamenti di cheratina assomigliano vagamente a delle spine, da cui il nome "strato spinoso". Tali punti di contatto vengono chiamati desmosomi. Lo strato spinoso contiene anche cellule di Langerhans, che derivano da un precursore nel midollo osseo e sono implicate nella risposta immunitaria.

- STRATO GRANULARE
I cheratinociti, più appiattiti rispetto allo strato spinoso sottostante, contengono nel loro citoplasma numerosi granuli di cheratoialina, da cui il nome "strato granuloso". I nuclei mostrano segni di degenerazione, le cellule sono meno vitali ma continuano a produrre la cheratina, che si accumula nella cellula stessa rendendola meno permeabile. Queste cellule contengono anche degli organuli, chiamati granuli di Odland o corpi lamellari, particolarmente ricchi di fosfolipidi. 

- STRATO LUCIDO
Si trova solo nella cute spessa (palmo della mano e pianta dei piedi). E' formato da cheratinociti ripieni di cheratina e strettamente adesi tra di loro, ormai privi di nucleo ed organuli.

- STRATO CORNEO
E' lo strato più superficiale dell'epidermide. Chiamato volgarmente cute, è costituito da molti strati di cellule estremamente appiattite e embricate tra loro (disposte, cioè, come le tegole di un tetto), generalmente morte e disposte su più strati. In linea generale si possono considerare due porzioni: una più profonda e compatta in cui le cellule (corneociti) sono unite tra loro, ed uno superficiale in cui le cellule (dette squame cornee) sono disgiunte e tendono a staccarsi per desquamazione. 



La pelle è un organo estremamente dinamico, poiché, come abbiamo visto, le cellule dell'epidermide si rinnovano continuamente. Quando una cellula dello strato basale si divide per mitosi dà origine a due cellule figlie, che possono mantenere la capacità proliferativa, oppure staccarsi dalla lamina basale, risalire verso la superficie e differenziarsi mano a mano in cheratinociti. Affinché una cellula possa differenziarsi, è essenziale che si verifichi tale distaccamento dalla lamina basale. Se si esportano gli strati più esterni dell'epidermide (ferita, peeling), la velocità di proliferazione delle cellule basali aumenta sensibilmente. La velocità mitotica di queste cellule è quindi regolata da fattori ben precisi; se tale controllo viene meno insorge una patologia piuttosto comune chiamata psoriasi, in cui lo strato basale delle aree cutanee interessate è oggetto di un'intensa attività proliferativa, l'epidermide si ispessisce ed aumenta anche la velocità di desquamazione dei corneociti. In una pelle sana, affinché una cellula basale risalga in superficie, assumendo di volta in volta le caratteristiche delle cellule che caratterizzano lo strato attraversato, sono invece necessari 14 giorni; arrivate nello strato corneo tali cellule vi permangono per altre due settimane, prima di desquamare o essere lavate via. In una pelle sana l'intero ciclo dura quindi 4 settimane. Inoltre è importante sapere che l’ossigeno e le sostanze nutritive giungono alla pelle attraverso piccoli vasi arteriosi che provengono dalla profondità (spesso dai muscoli), oltrepassano il sottocutaneo e si distribuiscono al derma, dove si fermano. L’epidermide infatti non è vascolarizzata e riceve il nutrimento per diffusione attraverso i piccoli canalini esistenti tra una cellula e l’altra. Il sistema venoso (di scarico) è invece più complesso perché deve sopportare enormi variazioni funzionali. A livello cutaneo infatti una grande quota dei “rifiuti liquidi” portati dal sangue viene fatta uscire con il sudore, ma essa è molto variabile a seconda delle condizioni del momento (temperatura esterna e interna, attività del corpo ecc.). Un gran numero di minuscoli vasi “di riserva” (di 5- 10 micron) pronti a essere riempiti all’occorrenza, assicura il trasporto delle sostanze di scarto alle ghiandole sudoripare. Il controllo della circolazione cutanea è gestito dal sistema nervoso autonomo (o neurovegetativo) e da vari meccanismi ormonali di straordinaria complessità.
Nella pelle scorrono centinaia di metri di fibre nervose con le loro fitte e sottilissime diramazioni. Esse infatti decorrono in tronchi nervosi che raggiungono la cute, e qui si distribuiscono alle diverse strutture in modo molto simile a quelle della circolazione sanguigna. Dai tronchi si staccano fascetti di fibre che, suddividendosi ulteriormente, terminano poi nella parete dei vasi e dei bulbi piliferi, nel derma e nella parte più profonda dell’epidermide. 

I nervi possono essere di due tipi:
• le fibre neurovegetative del sistema nervoso autonomo si occupano dell’attività delle ghiandole sudoripare e regolano la contrazione delle piccole arterie e vene della cute;
• le fibre sensitive rilevano invece tutte le informazioni possibili riguardo a ciò che accade in quel distretto cutaneo (stimoli tattili, termici, dolorifici, pressori) e sono anche responsabili del prurito.

I vari tipi di nervi hanno forme diverse: alcuni, come quelli per la percezione della pressione esercitata sulla pelle terminano in modo bizzarro (ramificato, a gomitolo, a pennacchio), altri sono più semplici, come quelli per il dolore, e terminano liberamente senza “specializzazioni”. Gli studi più recenti tuttavia indicano che freddo, caldo, dolore, prurito e tatto non sono dovuti, ognuno, alla stimolazione solo dei nervi specifici, ma tutti i tipi di terminazioni nervose entrano in gioco, in una specie di “concerto sensoriale”, per dare la sensazione completa dello stimolo. I meccanismi precisi di questa collaborazione non sono però ancora conosciuti.
Il compito dell’epidermide, che non contiene vasi sanguigni, è di produrre cellule ininterrottamente per tutta la vita, al fine di compensare le perdite quotidiane di sostanza cutanea. Infatti, ogni giorno molte cellule della parte più superficiale dello strato corneo (quella in contatto con il mondo circostante ) vanno perdute, un fenomeno noto come desquamazione.
Grazie a essa la pelle si mantiene sempre sana malgrado i traumi, il lavoro e le frizioni incessanti con gli oggetti che ci circondano.
Per rimpiazzare le piccole tegole lo strato più profondo dell’epidermide (quello germinativo) produce giornalmente miliardi di cellule in ogni parte del corpo. Le nuove nate spingono verso l’alto quelle soprastanti, e verranno a loro volta spinte da quelle che nasceranno appena dopo di loro, in un ritmo di ricambio incessante e fondamentale. Ogni cellula dunque compie un tragitto lungo i diversi strati dell’epidermide, dapprima completa in tutte le sue parti e poi modificandosi man mano che sale verso la superficie fino a perdere il nucleo, gli organelli e a diventare anch’essa una delle tantissime “tegole vuote” del “tetto cutaneo”. Poi si staccherà e avrà così compiuto la sua missione. Benché sia dotata di ottimi meccanismi difensivi, la pelle non è assolutamente sterile, anzi, basti pensare che anche in persone sane che praticano una corretta igiene del corpo sono presenti, in media, 10.000 microrganismi per centimetro quadrato di cute!
Essi si dividono in tre specie principali: i micrococchi, gli streptococchi e i corinebatteri, con i quali il nostro corpo ha stabilito un rapporto stabile e vantaggioso (tanto che si può parlare di “flora residente”). Infatti essi svolgono, se presenti nella giusta quantità un ruolo di difesa verso batteri più pericolosi. La flora cutanea peraltro varia sia in qualità sia in quantità da soggetto a soggetto, pur essendo abbastanza costante nella stessa persona. Questa microflora varia anche con l’età (la flora batterica del bimbo differisce da quella dell’adulto e dell’anziano) e nei diversi distretti corporei: è più abbondante nelle zone coperte dai peli e a livello delle grandi pieghe, come quelle inguinali e ascellari, dove l’umidità è maggiore e favorisce il loro sviluppo. Malattie del cavo orale e del tratto digerente, carenze del sistema immunitario e stati di malnutrizione possono alterare la normale composizione della flora batterica, rendendola così più vulnerabile all’attacco di microrganismi patogeni.
Nonostante sia molto sottile, la pelle ha un ruolo fondamentale nel proteggere l’organismo dall’ambiente, tanto che la vita non è possibile quando ampie aree del mantello cutaneo sono danneggiate, come in caso di ustioni gravi ed estese. Questo prezioso organo ha un peso, in un uomo alto 1 metro e 70 centimetri e di media corporatura, di circa 3 Kg, e una superficie di 2 metri quadrati. Ogni pezzo di cute di 1 centimetro quadrato e spesso 1 millimetro contiene 1 metro di canali vascolari, 4 metri di strutture nervose, 3 milioni di cellule, 100 ghiandole sudoripare, da 100 a 500 corpuscoli sensitivi (nelle zone a sensibilità erotica, variabili da persona a persona, i bottoni sensitivi sono ancora di più, fino alla cute dei genitali, dove sono più di 1000 per cm quadrato!). Nella pelle inoltre è presente, in ogni istante, un terzo della massa sanguigna totale (da cui la possibilità di dedurre, dal suo colore, lo stato generale del sangue): ciò permette al sangue di essere filtrato e purificato anche a questo livello e non solo nei reni.


Continua....

Testo di Daniele D'Orazio per la tesina finale del Corso di Trucco Beauty&Correttivo 

28 ottobre 2013

La seduzione senza tempo: il rossetto rosso

Il sensuale gesto di dipingersi le labbra che oggi accomuna le donne di tutte le età, ha vissuto epoche in cui era proibito e ha fatto discutere per secoli prima che venisse riconosciuto al rossetto il valore che merita.
Passato, presente e futuro del cosmetico che da sempre è sulla bocca di tutte.
Elemento indiscusso di seduzione e fascino, il rossetto è conosciuto per essere usato già 5000 anni fa nell’ antica civiltà della Mesopotamia, nella forma di gioielli semi-preziosi sbriciolati ed applicati sulle labbra. Gli antichi egizi avevano una loro particolare composizione di rossetto e Cleopatra, una delle più note seduttrici della storia, utilizzava un rossetto ricavato dai pigmenti dei coleotteri e delle formiche.
Il rossetto cominciò ad acquisire popolarità nel XVI secolo, durante il regno di Elisabetta di Inghilterra. All'epoca veniva ricavato dalla cera d'api. Il rossetto diventa sinonimo di regalità grazie alla regina, che ne faceva un largo uso nella tonalità porpora per esaltare il suo delicato e chiaro incarnato nord europeo. Lanciò una vera e propria moda tra le donne di corte.

Nel XVII secolo apparve il primo "bastoncino" , una pasta semisolida a base di terra rossa applicata su un legnetto e seccata al sole: per usarlo occorreva prima inumidirlo. Fu allora, grazie alla forma, che il rossetto venne usato per la prima volta come modificatore della forma delle labbra, a seconda della moda.
Dal 1700 cambiò il vento e la popolarità del rossetto crollò. Infatti, il Parlamento Inglese promulgò una legge che condannava e processava per stregoneria le donne che ne facevano uso per sedurre uomini sposati.
Dal 1800 indossare rossetto venne considerato addirittura oltraggioso e offensivo; bisogna aspettare ancora un secolo perché la fama del rossetto cresca di nuovo.
Nel 1910 Roger & Gallet produssero il primo stick da labbra contenuto in un cartoncino e spinto fuori da uno stantuffo, mentre il portarossetto in plastica o metallo (quello che conosciamo noi oggi) risale al 1915, per la prima volta da Maurice Levy.
Agli inizi del 1912 Elizabeth Arden, imprenditrice canadese, rivoluziona il mondo dei cosmetici con nuove tonalità di rossetti e inventa l'idea del "total look" in cui labbra, guance e unghie sono coordinate nello stesso colore. Lanciò sul mercato un rossetto dalla tonalità rosso fuoco che, grazie all'inconsapevole pubblicità delle "suffragette" che lo indossarono durante le manifestazioni femministe, ebbe un successo enorme. Durante le due guerre Elizabeth Arden creò dei rossetti in onore delle donne che partecipavano attivamente alla guerra: nascono così il "Montezuma Red" e il "Victory Red", da abbinare alle divise. Anche i kit delle infermiere era dotato di rossetto, il cui rosso era abbinato alla loro uniforme, per distinguerle come donne e alzare il morale delle truppe.
Negli anni ’40 nasce una nuova icona femminile, Rosie the Riveter, quell'immagine di donna con il fazzoletto in testa, la manica tirata su e il braccio teso, con i muscoli pronti a rispondere alla fatica "we can do it!" . Le donne scendono in campo, gli uomini sono sul campo di battaglia , si fatica, si soffre, si tiene duro, si fanno sacrifici e rinunce, unico mezzo immancabile alleato di femminilità resta il rossetto rosso, un piccolo elemento di vanità destinato a diventare simbolo di forza e sensualità.
Solo dopo la seconda guerra mondiale il rossetto rosso diventa particolarmente celebre. Grazie alla sua grande comparsa nel cinema, il suo successo viene poi definitivamente consacrato dalle attrici di Hollywood negli anni '50, insieme all'affermazione dei diritti e della sensualità femminile nel corso dell'ultimo secolo.

Poiché ogni singola donna è un individuo unico, il cosmetico che meglio la rappresenta si è reso disponibile in un’ infinita varietà di sfumature di colore: per il solo rosso esistono circa 40 tonalità diverse, altrettanto importanti per l'esclusività, la ricercatezza, il valore, l'originalità e lo stile della donna che li possiede. Gli astucci che contengono lo stick non sono mai considerati semplici erogatori ma piccoli gioielli, nati dalla creatività di veri artisti. Il loro massimo splendore viene raggiunto prima dell'era "usa e getta", quando gli astucci erano ricaricabili e duravano una vita; parlavano allora della personalità delle donne che li possedeva, a forma di piccole statuine o di oggetti femminili , d'oro o d'argento, con meccanismi di apertura all'avanguardia, con il solo imperativo estetico di esprimere prestigio e rarità, raffinatezza e femminilità.
Marilyn Monroe, Rita Hayworth, Lucilla Ball, consideravano il rossetto un accessorio indispensabile . Uno dei tratti caratteristici del "signature look" di Marilyn Monroe era il rossetto rosso; il suo truccatore, Whitey Snyder, le applicava più strati di colori diversi per ottenere il rosso classico del suo make up labbra.
Riscontrando come una passata di rossetto scarlatto sia in grado di aumentare l’autostima delle donne, dando loro più fiducia in se stesse e rafforzandone ambizioni e motivazioni. Dalle dive degli anni ’50 a quelle di oggi, non c’è celebrità che non ammetta di subire il fascino del rossetto rosso.
Sempre più amato dalle donne di tutte le generazioni, il rossetto rosso non passerà mai di moda, merito anche delle proposte dei brand più famosi che creano ogni volta nuove tonalità al passo con i tempi.
«Basta una semplice passata di rossetto rosso per far sentire ogni donna immediatamente più sexy e pronta a conquistare il mondo».
Ma la psicologa Jennifer Baumgartner, obietta che in realtà la capacità del rossetto rosso di farci diventare più forti e conturbanti sia tutta nella nostra testa. Insomma, è la persona che usa il rossetto rosso ad essere più audace o lo diventa grazie all’aiutino esterno?
Nel dubbio, una passata di lucido scarlatto non guasta comunque.




Testo di Fabiana Brugè per la tesina finale del Corso di Trucco Beauty&Correttivo 

25 ottobre 2013

Un salto negli anni Novanta - Seconda Parte

Ma se il trucco fa di tutto per farsi dimenticare, la cosmesi diventa sempre più sofisticata. Nel giro di appena quindici anni, si passa dalla preistoria alle tecnologie di punta. Dalle case di fascia più alta, come Lancome, Clinique, Estée lauder, YSL, Chanel, Dior, Rochas a quelle più accessibili come L’Oréal Paris, i progressi sono continui. Come consiglia Avène, con Ysthéal, è il momento dei prodotti alla vitamina A e al retinolo, potenti strumenti anti età. Sulla scia di Estée Lauder e del suo celebre Fruition, si sfrutta l’azione esfoliante degli acidi di frutta (AHA) seguendo le orme di Clarins che per primo, nel 1990, mette a punto un complesso anti inquinamento. Nel 1995, con la linea Force C, ancora una volta Helena Rubinstein si dimostra all’avanguardia, riuscendo finalmente a stabilizzare la vitamina C in una crema. In Francia un test della rivista 60 millions de consommateurs provoca un mini terremoto dimostrando che la crema riparatrice alla vitamina E di Nivea, uno dei prodotti meno cari al mondo, è anche uno dei più efficaci. Non Importa! Le creme, tutte le creme, diventano intelligenti: vanno ad agire solo dove serve. Sono estremamente mirate e molto piacevoli da usare. All’Oréal uno staff di oltre duemila persone lavora nel campo della ricerca sui prodotti anti-invecchiamento. Chanel si serve del Ceries, il “centre de recherches et d’investigations èpidermiques et sensoriels”. Inoltre si scopre che la bellezza ha forti implicazioni psicologiche: si comincia a curare l’esterno come l’interno del corpo, preoccupandosi del benessere generale dell’individuo e non solo dell’immagine esteriore.
In linea con i tempi  l’aerobica cede il passo allo yoga. Il jogging passa di moda a vantaggio di riflessologia e shiatsu. Seguendo l’esempio di Clarins e Avéda, nuova piccola realtà nel mondo della bellezza, le creme vengono arricchite con estratti di piante e fiori. Grazie all’aromaterapia, le donne scoprono le virtù degli oli essenziali che aiutano a dormire, rilassano e combattono lo stress. In una parola, danno una mano a vivere meglio. Riappacificarsi con il corpo, scoprire l’armonia, migliorare piuttosto che stravolgere a tutti i costi il proprio aspetto: la bellezza si converte alla filosofia zen. E cambiano anche i gesti di bellezza.
A dieci anni di distanza dall’Eau Dynamisante, in tutto il mondo sono stati venduti oltre dieci milioni di flaconi.
Madonna in attesa di Lourdes
Nel 1997 e nel 1999, Shiseido riscuote un notevole successo con le acque di cura, Relaxina Fragrance, dal flacone verde acqua, ed Energezing Fragrance, che si richiama ai colori della terra. Nei vari settori del benessere sono particolarmente apprezzati i trattamenti che sfruttano le proprietà dell’acqua, come dimostra le perdurante moda della talassoterapia. Spopolano i prodotti da nebulizzare su viso e corpo: nel 1997 Avéne vende quattro milioni di pezzi della sua Brume, di cui la metà solo in Giappone.
A Parigi, l’esclusiva boutique Colette apre un bar dedicato ai vari tipi di acque minerali che legano la propria immagine alla bellezza: dal contratto per la linea di Contrex al rosa cipria scelto da Evian.
Negli Stati Uniti uomini e donne si precipitano alla spa, luoghi dagli ambienti lussuosi, ma settici dove si dispensano trattamenti, massaggi e sedute rigeneranti. Nel 1999 solo in America se ne contano seicento, rispettp alla prima meta degli anni 80. A Parigi, i Grand Hotel si dotano di centri benessere in attesa che Bliss, dove Demi Moore, Julia Roberts e la top model Amber Valletta amano gustare le delizie del massaggio allo zenzero, apra i battenti, rilevato in breve dalla multinazionale del lusso LVMH. Un segno dei tempi.
Le americane , con le newyorkesi in testa, prendono il loro corpo molto sul serio. Dopo che Madonna ha avuto una figlia da Carlos, il suo personal trainer, dilaga la moda dell’allenatore personale, per praticare il metodo pilates, nuova disciplina in voga tra le dive. Se glia Stati Uniti sono il nuovo Eldorado della bellezza, i francesi, dal canto loro, non si lasciano intimidire muovendo alla conquista di ne York già nei primi anni 90. Il visagista Francois Nars, che esordisce grazie a Polly Mellen su Allure, lancia un maquillage che porta il suo nome; il parrucchiere Frédéric Fekkai apre un salone dove si danno appuntamento le signore più eleganti di Manhattan; la truccatrice Laura Mercier firma una linea di cosmetici e la famiglia Chantecaille presenta fard e una serie di prodotti per il make up che diventano il must di Jeffrey, un nuovo elegante negozio del Meat Market. Contemporaneamente, in Europa, tutto quello che arriva da oltreoceano si trasforma rapidamente in successo: il mascara di Maybelline, l’eau de toilette Happy di Clinique, la preziosa crema Re-Nutritiv di Estée Lauder. Le beauty victims e le maniache dei cosmetici si convertono alle nuove proposte Khiel’s o Philosophy, la linea faro della mental beauty, che lancia l’antirughe Hope and prayer o lo shampoo It’s all in your head. Oltre che a New York, è possibile trovare questi prodotti in negozi specializzati come Colette a Parigi o Space NK a Londra, oppure ordinarli su internet ai siti gloss.com e beauty.com. La statunitensi maniache dei cosmetici passano le ore dal francese Sèphora che dopo Parigi e Barcellona si è lanciato alla conquista della Grande Mela aprendo un flagship di 3000 mq al Rockfeller Center. 
Le profumerie esclusive che incutono soggezione devono stare in guardia. Da Sephora, autoproclamandosi self service della bellezza, si può provare di tutto, arrivando alle combinazioni più bizzarre.
Ci si Diverte! E’ normale: il secolo che si chiude non ama le imposizioni dell’ennesima tendenza. Ci si coccola. Gli uomini non hanno più alcun imbarazzo a prendersi cura del loro aspetto. Le vendite dei cosmetici for men si impennano e gli istituti di bellezza riservati a una clientela maschile, come Nickel a Parigi, incontrano notevole successo tanto più che un numero crescente di uomini ha cominciato a ricorrere alla chirurgia estetica. Tutto è lecito. Le ragazze sono a loro agio sia con le Nike sia sui tacchi vertiginosi di Manolo Blahnik. Ormai si conosce a memoria la lista dei danni che provoca il sole, ma tutti corrono ad abbronzarsi e a fare lampade. Tuttavia, i peeling schiarenti e i trattamenti per eliminare le macchie cutanee, le creme depigmentanti come Blanc Expert di Lancome o la linea Blan Absolu di Yves Saint laurent, che rendono la carnagione chiara come una porcellana cinese, continuano a fare adepte.
Gwyneth Paltrow, Cameron Diaz e Kate Moss si fanno castane, anche se le riviste specializzate magnificano il biondo vaporoso alla Farrah Fawcett, proclamato pettinatura del secolo secondo Orlando Pitta.
Nei nails bar si continua ad amare lo smalto Rouge Noir di Chanel, best seller del marchio, oltre al rosa tenue, al beige trasparente, agli smalti dorati e argento.
Nell’epoca della bellezza su internet e del lancio mondiale dei prodotti, le donne riscoprono il fascino di prodotti antichi, delle confezioni retro e delle fragranze discrete. Sugli scaffali dei negozi alla moda di Nolita, a New York, nei megastore all’avanguardia delle grandi città e nelle eleganti farmacie rispunta l’Acqua di Parma, l’acqua di colonia preferita da Liz Taylor negli anni 50.
“Creed”, una linea nata a Parigi a fine Ottocento è amatissima da Donatella Versace.
Tornano in auge le pomate Khiel’s, prodotte da una farmacia della Terza Strada dal 1851 e la cipria Le Clerc (dal 1881). I prodotti di una volta sono più che mai attuali, dal profumo Joy di patou alla crema di mare creata dalla Nasa nel 1965 e rilanciata da Estée Lauder nel 1996 o i trucchi alla portata di tutte che Boujois produce dal 1883.
Gwyneth Paltrow castana
A Parigi nei giardini del Palais Royal, Serge Lutens incontra un successo incredibile con i suoi profumi haute-couture dalla fragranze un po’ desuete, Iris Silver Mist o Ambre sultane. Nella galleria Vivienne, Terry, make up artist di YSL, apre By Terry, un salone che realizza prodotti su misura. La bellezza non ha prezzo, i prezzi unici si vendono bene.
Si diffonde l’uso delle extension, che regalano chiome leonine. I capelli ne vedono di tutti i colori, grazie specialmente a Feria, prodotto di punta de L’Oréal. Le donne ormai sono abituate alle tinte più pazze, dopo aver visto il rosso vivo della modella Sybil Buck, le punte turchesi del parrucchiere parigino Massato e il mascara per capelli di Dior. La bellezza si sposta su un terreno diverso. Con l’avvento di nuove fibre e dei tessuti intelligenti, l’industria tessile assomiglia sempre di più alla cosmesi. I collant diventano drenanti ed idratanti, la biancheria è profumata grazie alla presenza di micro capsule agli oli essenziali.
Seni e labbra si ridimensionano, mentre le star ammettono sempre più spesso di aver fatto lifting o iniezioni di collagene. Peeling, gommage e lipo filling diventano quasi trattamenti abituali. I filosofi, che analizzano il fenomeno, parlano del dovere di essere giovani. 
I medici rivelano anche i loro pazienti vogliono dimostrare l’età che sentono di avere. E ci si domanda se il terzo millennio sarà quello dell’eterno giovinezza.

Lara Croft, nuova icona virtuale?



Tratto da La Bellezza - Immagini e stile



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http://www.scuoladitrucco.net/


24 ottobre 2013

Un salto negli anni Novanta - Prima Parte

Le modelle più famose negli anni '90
“Per meno di 60000 franchi non mi alzo neanche dal letto”. Con questa celebre frase Linda Evangelista, professione modella, dà il tono degli anni ’90: è il trionfo delle top model. Belle, ricche e famose, Cindy Crawford, Stèphanie Seymour, Tatjana Patitz e Naomi Campbell sono le dee dei primi anni ’90 che fanno perdere la testa a un’epoca in cui le star del cinema non fanno più sognare.
Con il film Top Models, il fotografo Peter Lindebergh immortala le nuove divine  con immagini dai toni seppia e il glamour hollywoodiano. I cambiamenti del look di Linda Evangelista che passa di colpo dal biondo platino al rosso, dai capelli corti da ragazzo alla chioma da sirena, disorientano le cronache mondane. Sui giornali le modelle conquistano non solo le pagine della moda ma anche quelle del gossip. Di loro si sa tutto.
Kate Moss
Ma è Kate Moss, nuovo fenomeno delle passerelle, dal fascino meno eclatante e più decadente a segnare una svolta epocale… una Lolita emaciata, dalle forme appena abbozzate ed il viso da bambina smarrita che scatena torbidi desideri. Con i suoi 44 chili su 1 metro e 70 sconvolge i canoni estetici. La bellezza sana della biondissima Claudia Schiffer è considerata quasi superata. Kate lo stecco è lo specchio di una società in trasformazione che ha paura: i giornali parlano di AIDS, disoccupazione e crisi imperversano. Kate Moss è la l’icona delle campagne pubblicitarie di Calvin Klein, dove ragazze e ragazzi ostentano una bellezza androgina e patita, quasi da tossicodipendenti. Trionfa il look da “drogato chic”, tendenza che fa scandalo. Alle spalle di Kate emerge una generazione di modelle magrissime, Stella Tennant, Joddie Kidd, Trish Goff. Divampa la polemica: le modelle meno magre si fanno fotografare con la maglietta “Fighting Anorexia”.
“Bellezza  fine secolo” tagliano corto i sociologi.
Le ragazze filiformi rispecchiano alla perfezione gli orientamenti del grunge che domina la scena musicale internazionale. Evitano il trucco sbavato e i capelli dall’aria trascurata di Courtney Love, ma tutte  hanno almeno un tatuaggio, nuovo emblema della femminilità. Le più spensierate si fanno incidere una farfalla o una coccinella su una spalla o dietro le reni; mentre le più radicali, come l’indossatrice Eve, si rasano a zero per mettere in risalto il drago che si sono fatte tatuare sul cranio. Arriverà presto la moda dei tatuaggi che si eliminano, dai disegni all’hennè sui piedi e sulle mani, di ricami sulla pelle e di bindi indiani che si applicano alle sopracciglia come fanno Madonna e Gwen Stefani, cantante dei No Doubt. Il maquillage è divertente ed etnico. Da Estée lauder ad Agnès b. tutti i grandi marchi propongono le decalcomanie. Si decora la pelle con arabeschi a motivi orientaleggianti. Il corpo diventa il nuovo terreno di espressione, fino a subire la pratica cruenta del piercing. Da Londra a Parigi, passando per le spiagge di Goa, dove impazzano i rave party, la generazione techno si fa perforare la lingua, il naso, l’ombelico o l’arcata sopraccigliare.
Gwen Stefani ed il suo bindi
E’ cominciata la globalizzazione. Grazie a Internet e al progresso della comunicazione, le nuove mode scavalcano barriere e differenze culturali. Tutti uguali? Gap non ha ancora lanciato lo slogan “tutti in pelle”, ma gli stilisti immaginano per la stagione 96-97 una donna con la stessa divisa. Stanchi degli eccessi edonistici degli anni 80 e della tristezza delle donne grissino, la moda  e la bellezza scelgono il minimalismo. La tendenza è all’insegna di un’estrema semplicità, ma almeno lo spirito è più sereno: gonne al ginocchio, colori neutri, cachemire pregiati, capelli lisci e trucco invisibile. La pelle sembra solo idratata, la bocca appena lucidata da un velo di gloss, la carnagione avorio, in tinta con l’abbigliamento: l’effetto di massima naturalezza del “trucco-no-trucco” richiede, in realtà, un accurato lavoro di maquillage. Clinique si afferma come leader mondiale nella vendita dei fondotinta, con 14 milioni di vasetti all’anno. Il best seller della casa americana è il Balanced Make Up che riequilibra le pelli miste. Tutto un programma! Nelle capitali della moda, Parigi, New York, Londra e Milano, le nuove protagoniste dello star system ostentano un distacco quasi da eroine hitchcockiane, stile rivisitato da Calvin Klein, Prada e Gucci. L’eterea Gwyneth Paltrow fa salire agli onori delle cronache l’abito bustier, che scopre le spalle gracili, la riga in mezzo e la stola da indiana. L’altra bionda del momento, Carolyn Bessette Kennedy, diventa l’icona dell’eleganza anni 90 con la pelle diafana, lo sguardo appena sottolineato da un velo di mascara, la bocca rosso opaco e i capelli biondi sapientemente mechati con gradazioni ad arte, il “dirty blonde”, secondo le definizioni delle riviste. Ci vuole tutta la classe dell’ultima signora Kennedy per fare del “biondo sporco” un sinonimo di raffinatezza.
Ormai niente è più fuori luogo della ricercatezza esibita. Solo la naturalezza ha diritto di cittadinanza. Anche se, nel backstage delle sfilate, truccatori come Dick page, Pat Mc Grath, Topolino, Fred Ferrugia, Stéphane Marais, Tom Pecheux, Linda Cantello, Kevyn Aucoin e parrucchieri come Orlando Pitta, Sam Mac Knight, Julien d’Ys, Odile Gilbert e Garren passano ore intere per ottenere l’effetto “viso pulito”.

Per capire i trucchi del mestiere, i giornali spediscono i loro inviati nelle cabine dei visagisti, i nuovi laboratori della bellezza. La moda va di moda. Make up artist e parrucchieri diventano autentiche star sulla scia dei vari stilisti. D’altronde a dieci anni di distanza dalla linea Mac, visagisti come Francois Nars o Bobbi Brown lanciano una loro linea di cosmetici, ultra professionali e venduti senza la confezione, garanzia di massima efficacia.



Continua....

Tratto da La Bellezza - Immagini e stili


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23 ottobre 2013

Le allergie ai cosmetici - Parte terza

La diagnosi delle dermatiti da contatto da cosmetici: il patch-test.
Lo specialista Allergologo o Dermatologo può sospettare una dermatite da contatto in base alle caratteristiche delle lesioni cutanee ed alla storia di esposizione a sostanze irritanti o allergizzanti. Per dimostrare la sensibilizzazione allergica da parte di una sostanza sospettata in base alla storia del paziente si ricorre al patch-test. Tale test viene effettuato apponendo sulla cute del paziente (generalmente sulla schiena) dei cerotti (patch) contenenti gli allergeni sospettati. Tali cerotti verranno rimossi dopo due-tre giorni dall’applicazione. La lettura del test deve essere effettuata da medici con provata esperienza nell’interpretazione dei risultati. E’ bene sapere che il paziente non deve sottoporsi al test durante la fase acuta della dermatite, non deve aver applicato o assunto cortisonici o immunosoppressori nelle due settimane precedenti il test ed è preferibile non si sia esposto a radiazioni UV (solari o artificiali) nel mese precedente il test, perché "spengono" il sistema immunitario della pelle e possono rendere il risultato falsamente negativo.

Come prevenire l'allergia da contatto ai cosmetici.

 Ci sono alcune raccomandazioni che possono aiutare a prevenire l'insorgenza di allergia ai cosmetici:
– Prima di usare ogni prodotto cosmetico, leggere attentamente l'etichetta dei componenti. La Comunità Europea ha emesso una direttiva in merito alle sostanze sensibilizzanti che obbliga i produttori di cosmetici a dichiarare la presenza di tali sostanza quando esse sono presenti in quantità superiore allo 0.1% del prodotto cosmetico. Tale indicazione è la seguente: “Contiene 'nome della sostanza sensibilizzante'. Può produrre una reazione allergica”. E’ buona norma, quindi, scartare i prodotti contenenti ingredienti cui già si sa di essere allergici e cercare prodotti alternativi che non li contengano. L'obbligo di dichiarazione della presenza di sostanze sensibilizzanti quando esse sono contenute in quantità superiore allo 0.1% del prodotto non è, però, sempre sufficiente a prevenire reazioni avverse. Alcune sostanze, infatti, possono provocare sensibilizzazione, e quindi sintomi, anche a concentrazioni più basse.
–  Effettuare un “mini patch-test” per scoprire se un nuovo prodotto cosmetico possa dare problemi sulla nostra cute. Ciò può essere fatto apponendo una piccola quantità del nuovo prodotto nella zona dei pelle vicino ai polsi e lasciandola lì per un paio di giorni. La comparsa di rossore sconsiglia l'utilizzo del prodotto testato.
 –  Quando si acquista un cosmetico, preferire quelli che contengono formulazioni semplici.


La prevenzione è sicuramente da preferire al trattamento in quanto l'allergia ai cosmetici è trattabile ma non curabile. Ogni trattamento risulta inefficace se l'agente responsabile non viene identificato ed allontanato. L’impiego di creme a base di cortisonici può ridurre l’infiammazione ma è necessaria una perfetta aderenza alle prescrizioni mediche per evitare gli effetti collaterali di questi farmaci. Nei casi in cui le lesioni siano particolarmente estese o pruriginose si può ricorrere all’assunzione di antistaminici. Il ricorso agli antibiotici va riservato alle forme in cui si sono formate vescicole che dopo la rottura si sono infettate.






Testo di Valentina Giansanti per la tesina finale del Corso di Trucco Beauty & Correttivo