28 ottobre 2013

La seduzione senza tempo: il rossetto rosso

Il sensuale gesto di dipingersi le labbra che oggi accomuna le donne di tutte le età, ha vissuto epoche in cui era proibito e ha fatto discutere per secoli prima che venisse riconosciuto al rossetto il valore che merita.
Passato, presente e futuro del cosmetico che da sempre è sulla bocca di tutte.
Elemento indiscusso di seduzione e fascino, il rossetto è conosciuto per essere usato già 5000 anni fa nell’ antica civiltà della Mesopotamia, nella forma di gioielli semi-preziosi sbriciolati ed applicati sulle labbra. Gli antichi egizi avevano una loro particolare composizione di rossetto e Cleopatra, una delle più note seduttrici della storia, utilizzava un rossetto ricavato dai pigmenti dei coleotteri e delle formiche.
Il rossetto cominciò ad acquisire popolarità nel XVI secolo, durante il regno di Elisabetta di Inghilterra. All'epoca veniva ricavato dalla cera d'api. Il rossetto diventa sinonimo di regalità grazie alla regina, che ne faceva un largo uso nella tonalità porpora per esaltare il suo delicato e chiaro incarnato nord europeo. Lanciò una vera e propria moda tra le donne di corte.

Nel XVII secolo apparve il primo "bastoncino" , una pasta semisolida a base di terra rossa applicata su un legnetto e seccata al sole: per usarlo occorreva prima inumidirlo. Fu allora, grazie alla forma, che il rossetto venne usato per la prima volta come modificatore della forma delle labbra, a seconda della moda.
Dal 1700 cambiò il vento e la popolarità del rossetto crollò. Infatti, il Parlamento Inglese promulgò una legge che condannava e processava per stregoneria le donne che ne facevano uso per sedurre uomini sposati.
Dal 1800 indossare rossetto venne considerato addirittura oltraggioso e offensivo; bisogna aspettare ancora un secolo perché la fama del rossetto cresca di nuovo.
Nel 1910 Roger & Gallet produssero il primo stick da labbra contenuto in un cartoncino e spinto fuori da uno stantuffo, mentre il portarossetto in plastica o metallo (quello che conosciamo noi oggi) risale al 1915, per la prima volta da Maurice Levy.
Agli inizi del 1912 Elizabeth Arden, imprenditrice canadese, rivoluziona il mondo dei cosmetici con nuove tonalità di rossetti e inventa l'idea del "total look" in cui labbra, guance e unghie sono coordinate nello stesso colore. Lanciò sul mercato un rossetto dalla tonalità rosso fuoco che, grazie all'inconsapevole pubblicità delle "suffragette" che lo indossarono durante le manifestazioni femministe, ebbe un successo enorme. Durante le due guerre Elizabeth Arden creò dei rossetti in onore delle donne che partecipavano attivamente alla guerra: nascono così il "Montezuma Red" e il "Victory Red", da abbinare alle divise. Anche i kit delle infermiere era dotato di rossetto, il cui rosso era abbinato alla loro uniforme, per distinguerle come donne e alzare il morale delle truppe.
Negli anni ’40 nasce una nuova icona femminile, Rosie the Riveter, quell'immagine di donna con il fazzoletto in testa, la manica tirata su e il braccio teso, con i muscoli pronti a rispondere alla fatica "we can do it!" . Le donne scendono in campo, gli uomini sono sul campo di battaglia , si fatica, si soffre, si tiene duro, si fanno sacrifici e rinunce, unico mezzo immancabile alleato di femminilità resta il rossetto rosso, un piccolo elemento di vanità destinato a diventare simbolo di forza e sensualità.
Solo dopo la seconda guerra mondiale il rossetto rosso diventa particolarmente celebre. Grazie alla sua grande comparsa nel cinema, il suo successo viene poi definitivamente consacrato dalle attrici di Hollywood negli anni '50, insieme all'affermazione dei diritti e della sensualità femminile nel corso dell'ultimo secolo.

Poiché ogni singola donna è un individuo unico, il cosmetico che meglio la rappresenta si è reso disponibile in un’ infinita varietà di sfumature di colore: per il solo rosso esistono circa 40 tonalità diverse, altrettanto importanti per l'esclusività, la ricercatezza, il valore, l'originalità e lo stile della donna che li possiede. Gli astucci che contengono lo stick non sono mai considerati semplici erogatori ma piccoli gioielli, nati dalla creatività di veri artisti. Il loro massimo splendore viene raggiunto prima dell'era "usa e getta", quando gli astucci erano ricaricabili e duravano una vita; parlavano allora della personalità delle donne che li possedeva, a forma di piccole statuine o di oggetti femminili , d'oro o d'argento, con meccanismi di apertura all'avanguardia, con il solo imperativo estetico di esprimere prestigio e rarità, raffinatezza e femminilità.
Marilyn Monroe, Rita Hayworth, Lucilla Ball, consideravano il rossetto un accessorio indispensabile . Uno dei tratti caratteristici del "signature look" di Marilyn Monroe era il rossetto rosso; il suo truccatore, Whitey Snyder, le applicava più strati di colori diversi per ottenere il rosso classico del suo make up labbra.
Riscontrando come una passata di rossetto scarlatto sia in grado di aumentare l’autostima delle donne, dando loro più fiducia in se stesse e rafforzandone ambizioni e motivazioni. Dalle dive degli anni ’50 a quelle di oggi, non c’è celebrità che non ammetta di subire il fascino del rossetto rosso.
Sempre più amato dalle donne di tutte le generazioni, il rossetto rosso non passerà mai di moda, merito anche delle proposte dei brand più famosi che creano ogni volta nuove tonalità al passo con i tempi.
«Basta una semplice passata di rossetto rosso per far sentire ogni donna immediatamente più sexy e pronta a conquistare il mondo».
Ma la psicologa Jennifer Baumgartner, obietta che in realtà la capacità del rossetto rosso di farci diventare più forti e conturbanti sia tutta nella nostra testa. Insomma, è la persona che usa il rossetto rosso ad essere più audace o lo diventa grazie all’aiutino esterno?
Nel dubbio, una passata di lucido scarlatto non guasta comunque.




Testo di Fabiana Brugè per la tesina finale del Corso di Trucco Beauty&Correttivo 

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