29 ottobre 2013

L'eterna giovinezza - Prima Parte

Durante il periodo in cui ho lavorato per Sephora ho avuto modo, tra le tante cose, di relazionarmi a stretto contatto con quello che è l’universo femminile.
Ho incontrato donne molto diverse tra loro sia per estrazione sociale che per il ruolo che rivestono nella società. Che fossero studentesse, madri di famiglia, donne in carriera o entrambe le cose, oppure pensionate poco importa. Ciò che le accomunava tutte ai miei occhi era sempre la stessa cosa: un' indiscussa volontà di avvicinarsi ad un ideale di bellezza che le facesse vedere e poi sentire, più attraenti, più sicure…in poche parole: più belle.
Ma se da una parte la volontà di aderire a dei modelli da copertina rimaneva incrollabile (valorizzando lo sguardo con una palette di ombretti firmata Dior o accendendo il sorriso con l’ultima nuance di rossetto targata Makeup Forever), dall’altra gli step da seguire per ottenere i giusti risultati erano approssimativi, del tutto sbagliati o saltati a piè pari.
Per intenderci:
Diverse sono state le clienti che mi hanno avvicinato in negozio dicendomi: “Avrei bisogno di una crema da giorno…guardi, mi sono portata appresso il barattolo vuoto terminato questa mattina per non sbagliare. Eccolo qui!” … e come da copione la signora di turno mi tira fuori dalla borsetta un barattolo di crema vuoto sì, ma da notte (!), facendomi ampiamente capire che fino a quel momento aveva completamente sbagliato programma d’idratazione quotidiano.
Molte sono state le richieste da parte di clienti alla ricerca del mascara miracoloso che rendesse le ciglia folte e lunghe perché: “...Mi si sono indebolite le ciglia, mi cadono! Più passa il tempo e più diventano rade!”, per poi scoprire che la cliente in questione prima passa il mascara sulle ciglia, da brava bambina aspetta che si asciughi e poi passa il piegaciglie di Shu Uemura […]. Fare il contrario no, eh?
Numerose, invece, sono state le clienti che mi hanno chiesto di suggerire loro un prodotto specifico che agisse in maniera efficace per migliorare il grado d’idratazione, la grana, il tono della propria pelle o l’attenuazione delle rughe per scoprire poi che, nel loro menage quotidiano davanti allo specchio, non sono solite struccarsi la sera prima di andare a dormire.
Allora: urge quindi fare un po’ di chiarezza.
La bellezza piace a tutti. Ci mancherebbe, l’occhio vuole la sua parte e oggi come oggi questa parte la brama più che in passato, bombardati come siamo da immagini cartacee e non in cui ai consumatori vengono offerti modelli di beltà costruiti a tavolino e insostenibili per la maggior parte di essi. Boudelaire, uno dei massimi esponenti del decadentismo francese scrisse: “Non c’è porta che la bellezza non possa aprire”, dando all’idea di “bello in sè” quel valore assoluto secondo cui la persona bella può arrivare ovunque o che nulla gli possa essere negato. In posizione quasi antitetica a quella boudelairiana, il filosofo Friedrich Nietzsche, nella sua prima opera pubblicata nel 1876 “La nascita della tragedia” scrisse: “La bellezza è promessa di verità”, mettendo in luce il fascino seduttivo della bellezza e l’inganno che dietro di essa si cela, pronto a colpire gli sprovveduti sensibili al suo richiamo ammaliatorio.
La verità, per me, come sempre sta nel mezzo. E’ vero…al giorno d’oggi siamo così bombardati da immagini di pop star, super top model e star di Hollywood che a guardarli nella loro aura di splendore si fa fatica a rimanere saldi a se stessi. Ma per chi non è stato baciato da madre natura (o dal bisturi), discostandosi di parecchio dai modelli proposti dalle industrie della moda, del cinema e della cosmetica quale alternativa rimane, quella di murarsi vivi dentro casa?
Assolutamente no!
La verità è un’altra…
per me è che la bellezza esiste ovunque e ad ogni età; basta solo saper guardare. Ogni bravo truccatore sa che non esiste volto, per quanto irregolare, che non possa essere valorizzato. Chi pensa il contrario, secondo me, farebbe prima a cambiare mestiere. Ma il trucco, che per molte donne è il punto di partenza e il tramite attraverso cui esprimere la propria bellezza, in realtà è solo il punto di arrivo.
Se la base su cui viene costruito e cioè la pelle del viso che lo ospita, non è curata con altrettanta attenzione, il makeup in questione, fosse stato realizzato anche dal più celebre dei makeup artist, sarebbe comunque scadente. Tenterò dunque, con questa mia tesina, di parlare non tanto del trucco o dei prodotti esistenti in commercio per provvedere allo skincare quotidiano. Quest’ultimo, da solo, non basta. In questa tesina la protagonista indiscussa sarà la pelle, la materia prima attraverso cui si esprime la bellezza delle donne (e non solo) di tutti i tempi. Perché il tempo passa per tutti ma fortunatamente oggi, diversamente che in passato, ognuno di noi può scegliere come invecchiare. Perché la cosmesi in generale aiuta la bellezza a palesarsi dall’esterno verso l’interno, mentre un’alimentazione corretta, sana e bilanciata, supportata da un appropriato consumo di acqua, aiuta la stessa dall’interno verso l’esterno. Certo, il patrimonio genetico è importante ma
penso che conoscere un po’ più da vicino quello che è l’organo più esteso del nostro corpo, capirne la struttura e il suo ciclo vitale, possa essere un valido aiuto per il mantenimento di quello che madre natura ci ha regalato.
Gli anni passano, il tempo lascia i suoi segni…ma fortunatamente questi, oggi come oggi, possono essere veicolati.

L’Epidermide

La pelle o meglio, l’epidermide, dal punto di vista istologico, è un epitelio squamoso stratificato, composto da diversi tipi di cellule: di Langerhans (implicate nella risposta immunitaria), di Merkerl (coinvolte nella sensibilità cutanea), melanociti (responsabili del colorito bruno dell'epidermide) e soprattutto da cheratinociti, cellule specializzate nella sintesi di cheratina. L'epidermide ha uno spessore compreso tra i 50 μm e 1,5 μm. Partendo dalla porzione profonda verso la superficie si possono riconoscere 5 strati distinti:
1) Basale o germinativo;
2) Spinoso;
3) Granulare o granuloso;
4) Lucido;
5) Corneo.


- STRATO BASALE O GERMINATIVO
E' lo strato più profondo dell'epidermide ed è sostenuto da una membrana basale che lo separa dal derma sottostante. E' costituito da un singolo strato di cellule cubiche o cilindriche, ancorate alla membrana basale mediante giunzioni dette emidesmosomi. Le cellule che formano questo strato sono parzialmente indifferenziate; paragonabili di fatto a cellule staminali, sono quindi oggetto di una intensa attività mitotica. Proprio per il fatto di essere indifferenziate, queste cellule sono in grado di moltiplicarsi, dividendosi per mitosi e rimpiazzando le cellule superficiali della pelle, perse o desquamate durante la giornata. Le cellule proliferative dello strato basale sono inoltre affiancate da melanociti e cellule di Merkel. 


- STRATO SPINOSO
E' uno strato spesso, formato da più file di cellule poliedriche, date dalla divisione del sottostante strato germinativo. Tali cellule (chiamate cheratinociti) risalgono gradualmente verso la superficie; durante tale migrazione il citoplasma delle cellule epiteliali più superficiali si riempie progressivamente dei precursori della cheratina (componente basilare di peli ed unghie). A livello delle giunzioni tra le varie cellule, i filamenti di cheratina assomigliano vagamente a delle spine, da cui il nome "strato spinoso". Tali punti di contatto vengono chiamati desmosomi. Lo strato spinoso contiene anche cellule di Langerhans, che derivano da un precursore nel midollo osseo e sono implicate nella risposta immunitaria.

- STRATO GRANULARE
I cheratinociti, più appiattiti rispetto allo strato spinoso sottostante, contengono nel loro citoplasma numerosi granuli di cheratoialina, da cui il nome "strato granuloso". I nuclei mostrano segni di degenerazione, le cellule sono meno vitali ma continuano a produrre la cheratina, che si accumula nella cellula stessa rendendola meno permeabile. Queste cellule contengono anche degli organuli, chiamati granuli di Odland o corpi lamellari, particolarmente ricchi di fosfolipidi. 

- STRATO LUCIDO
Si trova solo nella cute spessa (palmo della mano e pianta dei piedi). E' formato da cheratinociti ripieni di cheratina e strettamente adesi tra di loro, ormai privi di nucleo ed organuli.

- STRATO CORNEO
E' lo strato più superficiale dell'epidermide. Chiamato volgarmente cute, è costituito da molti strati di cellule estremamente appiattite e embricate tra loro (disposte, cioè, come le tegole di un tetto), generalmente morte e disposte su più strati. In linea generale si possono considerare due porzioni: una più profonda e compatta in cui le cellule (corneociti) sono unite tra loro, ed uno superficiale in cui le cellule (dette squame cornee) sono disgiunte e tendono a staccarsi per desquamazione. 



La pelle è un organo estremamente dinamico, poiché, come abbiamo visto, le cellule dell'epidermide si rinnovano continuamente. Quando una cellula dello strato basale si divide per mitosi dà origine a due cellule figlie, che possono mantenere la capacità proliferativa, oppure staccarsi dalla lamina basale, risalire verso la superficie e differenziarsi mano a mano in cheratinociti. Affinché una cellula possa differenziarsi, è essenziale che si verifichi tale distaccamento dalla lamina basale. Se si esportano gli strati più esterni dell'epidermide (ferita, peeling), la velocità di proliferazione delle cellule basali aumenta sensibilmente. La velocità mitotica di queste cellule è quindi regolata da fattori ben precisi; se tale controllo viene meno insorge una patologia piuttosto comune chiamata psoriasi, in cui lo strato basale delle aree cutanee interessate è oggetto di un'intensa attività proliferativa, l'epidermide si ispessisce ed aumenta anche la velocità di desquamazione dei corneociti. In una pelle sana, affinché una cellula basale risalga in superficie, assumendo di volta in volta le caratteristiche delle cellule che caratterizzano lo strato attraversato, sono invece necessari 14 giorni; arrivate nello strato corneo tali cellule vi permangono per altre due settimane, prima di desquamare o essere lavate via. In una pelle sana l'intero ciclo dura quindi 4 settimane. Inoltre è importante sapere che l’ossigeno e le sostanze nutritive giungono alla pelle attraverso piccoli vasi arteriosi che provengono dalla profondità (spesso dai muscoli), oltrepassano il sottocutaneo e si distribuiscono al derma, dove si fermano. L’epidermide infatti non è vascolarizzata e riceve il nutrimento per diffusione attraverso i piccoli canalini esistenti tra una cellula e l’altra. Il sistema venoso (di scarico) è invece più complesso perché deve sopportare enormi variazioni funzionali. A livello cutaneo infatti una grande quota dei “rifiuti liquidi” portati dal sangue viene fatta uscire con il sudore, ma essa è molto variabile a seconda delle condizioni del momento (temperatura esterna e interna, attività del corpo ecc.). Un gran numero di minuscoli vasi “di riserva” (di 5- 10 micron) pronti a essere riempiti all’occorrenza, assicura il trasporto delle sostanze di scarto alle ghiandole sudoripare. Il controllo della circolazione cutanea è gestito dal sistema nervoso autonomo (o neurovegetativo) e da vari meccanismi ormonali di straordinaria complessità.
Nella pelle scorrono centinaia di metri di fibre nervose con le loro fitte e sottilissime diramazioni. Esse infatti decorrono in tronchi nervosi che raggiungono la cute, e qui si distribuiscono alle diverse strutture in modo molto simile a quelle della circolazione sanguigna. Dai tronchi si staccano fascetti di fibre che, suddividendosi ulteriormente, terminano poi nella parete dei vasi e dei bulbi piliferi, nel derma e nella parte più profonda dell’epidermide. 

I nervi possono essere di due tipi:
• le fibre neurovegetative del sistema nervoso autonomo si occupano dell’attività delle ghiandole sudoripare e regolano la contrazione delle piccole arterie e vene della cute;
• le fibre sensitive rilevano invece tutte le informazioni possibili riguardo a ciò che accade in quel distretto cutaneo (stimoli tattili, termici, dolorifici, pressori) e sono anche responsabili del prurito.

I vari tipi di nervi hanno forme diverse: alcuni, come quelli per la percezione della pressione esercitata sulla pelle terminano in modo bizzarro (ramificato, a gomitolo, a pennacchio), altri sono più semplici, come quelli per il dolore, e terminano liberamente senza “specializzazioni”. Gli studi più recenti tuttavia indicano che freddo, caldo, dolore, prurito e tatto non sono dovuti, ognuno, alla stimolazione solo dei nervi specifici, ma tutti i tipi di terminazioni nervose entrano in gioco, in una specie di “concerto sensoriale”, per dare la sensazione completa dello stimolo. I meccanismi precisi di questa collaborazione non sono però ancora conosciuti.
Il compito dell’epidermide, che non contiene vasi sanguigni, è di produrre cellule ininterrottamente per tutta la vita, al fine di compensare le perdite quotidiane di sostanza cutanea. Infatti, ogni giorno molte cellule della parte più superficiale dello strato corneo (quella in contatto con il mondo circostante ) vanno perdute, un fenomeno noto come desquamazione.
Grazie a essa la pelle si mantiene sempre sana malgrado i traumi, il lavoro e le frizioni incessanti con gli oggetti che ci circondano.
Per rimpiazzare le piccole tegole lo strato più profondo dell’epidermide (quello germinativo) produce giornalmente miliardi di cellule in ogni parte del corpo. Le nuove nate spingono verso l’alto quelle soprastanti, e verranno a loro volta spinte da quelle che nasceranno appena dopo di loro, in un ritmo di ricambio incessante e fondamentale. Ogni cellula dunque compie un tragitto lungo i diversi strati dell’epidermide, dapprima completa in tutte le sue parti e poi modificandosi man mano che sale verso la superficie fino a perdere il nucleo, gli organelli e a diventare anch’essa una delle tantissime “tegole vuote” del “tetto cutaneo”. Poi si staccherà e avrà così compiuto la sua missione. Benché sia dotata di ottimi meccanismi difensivi, la pelle non è assolutamente sterile, anzi, basti pensare che anche in persone sane che praticano una corretta igiene del corpo sono presenti, in media, 10.000 microrganismi per centimetro quadrato di cute!
Essi si dividono in tre specie principali: i micrococchi, gli streptococchi e i corinebatteri, con i quali il nostro corpo ha stabilito un rapporto stabile e vantaggioso (tanto che si può parlare di “flora residente”). Infatti essi svolgono, se presenti nella giusta quantità un ruolo di difesa verso batteri più pericolosi. La flora cutanea peraltro varia sia in qualità sia in quantità da soggetto a soggetto, pur essendo abbastanza costante nella stessa persona. Questa microflora varia anche con l’età (la flora batterica del bimbo differisce da quella dell’adulto e dell’anziano) e nei diversi distretti corporei: è più abbondante nelle zone coperte dai peli e a livello delle grandi pieghe, come quelle inguinali e ascellari, dove l’umidità è maggiore e favorisce il loro sviluppo. Malattie del cavo orale e del tratto digerente, carenze del sistema immunitario e stati di malnutrizione possono alterare la normale composizione della flora batterica, rendendola così più vulnerabile all’attacco di microrganismi patogeni.
Nonostante sia molto sottile, la pelle ha un ruolo fondamentale nel proteggere l’organismo dall’ambiente, tanto che la vita non è possibile quando ampie aree del mantello cutaneo sono danneggiate, come in caso di ustioni gravi ed estese. Questo prezioso organo ha un peso, in un uomo alto 1 metro e 70 centimetri e di media corporatura, di circa 3 Kg, e una superficie di 2 metri quadrati. Ogni pezzo di cute di 1 centimetro quadrato e spesso 1 millimetro contiene 1 metro di canali vascolari, 4 metri di strutture nervose, 3 milioni di cellule, 100 ghiandole sudoripare, da 100 a 500 corpuscoli sensitivi (nelle zone a sensibilità erotica, variabili da persona a persona, i bottoni sensitivi sono ancora di più, fino alla cute dei genitali, dove sono più di 1000 per cm quadrato!). Nella pelle inoltre è presente, in ogni istante, un terzo della massa sanguigna totale (da cui la possibilità di dedurre, dal suo colore, lo stato generale del sangue): ciò permette al sangue di essere filtrato e purificato anche a questo livello e non solo nei reni.


Continua....

Testo di Daniele D'Orazio per la tesina finale del Corso di Trucco Beauty&Correttivo 

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