25 ottobre 2013

Un salto negli anni Novanta - Seconda Parte

Ma se il trucco fa di tutto per farsi dimenticare, la cosmesi diventa sempre più sofisticata. Nel giro di appena quindici anni, si passa dalla preistoria alle tecnologie di punta. Dalle case di fascia più alta, come Lancome, Clinique, Estée lauder, YSL, Chanel, Dior, Rochas a quelle più accessibili come L’Oréal Paris, i progressi sono continui. Come consiglia Avène, con Ysthéal, è il momento dei prodotti alla vitamina A e al retinolo, potenti strumenti anti età. Sulla scia di Estée Lauder e del suo celebre Fruition, si sfrutta l’azione esfoliante degli acidi di frutta (AHA) seguendo le orme di Clarins che per primo, nel 1990, mette a punto un complesso anti inquinamento. Nel 1995, con la linea Force C, ancora una volta Helena Rubinstein si dimostra all’avanguardia, riuscendo finalmente a stabilizzare la vitamina C in una crema. In Francia un test della rivista 60 millions de consommateurs provoca un mini terremoto dimostrando che la crema riparatrice alla vitamina E di Nivea, uno dei prodotti meno cari al mondo, è anche uno dei più efficaci. Non Importa! Le creme, tutte le creme, diventano intelligenti: vanno ad agire solo dove serve. Sono estremamente mirate e molto piacevoli da usare. All’Oréal uno staff di oltre duemila persone lavora nel campo della ricerca sui prodotti anti-invecchiamento. Chanel si serve del Ceries, il “centre de recherches et d’investigations èpidermiques et sensoriels”. Inoltre si scopre che la bellezza ha forti implicazioni psicologiche: si comincia a curare l’esterno come l’interno del corpo, preoccupandosi del benessere generale dell’individuo e non solo dell’immagine esteriore.
In linea con i tempi  l’aerobica cede il passo allo yoga. Il jogging passa di moda a vantaggio di riflessologia e shiatsu. Seguendo l’esempio di Clarins e Avéda, nuova piccola realtà nel mondo della bellezza, le creme vengono arricchite con estratti di piante e fiori. Grazie all’aromaterapia, le donne scoprono le virtù degli oli essenziali che aiutano a dormire, rilassano e combattono lo stress. In una parola, danno una mano a vivere meglio. Riappacificarsi con il corpo, scoprire l’armonia, migliorare piuttosto che stravolgere a tutti i costi il proprio aspetto: la bellezza si converte alla filosofia zen. E cambiano anche i gesti di bellezza.
A dieci anni di distanza dall’Eau Dynamisante, in tutto il mondo sono stati venduti oltre dieci milioni di flaconi.
Madonna in attesa di Lourdes
Nel 1997 e nel 1999, Shiseido riscuote un notevole successo con le acque di cura, Relaxina Fragrance, dal flacone verde acqua, ed Energezing Fragrance, che si richiama ai colori della terra. Nei vari settori del benessere sono particolarmente apprezzati i trattamenti che sfruttano le proprietà dell’acqua, come dimostra le perdurante moda della talassoterapia. Spopolano i prodotti da nebulizzare su viso e corpo: nel 1997 Avéne vende quattro milioni di pezzi della sua Brume, di cui la metà solo in Giappone.
A Parigi, l’esclusiva boutique Colette apre un bar dedicato ai vari tipi di acque minerali che legano la propria immagine alla bellezza: dal contratto per la linea di Contrex al rosa cipria scelto da Evian.
Negli Stati Uniti uomini e donne si precipitano alla spa, luoghi dagli ambienti lussuosi, ma settici dove si dispensano trattamenti, massaggi e sedute rigeneranti. Nel 1999 solo in America se ne contano seicento, rispettp alla prima meta degli anni 80. A Parigi, i Grand Hotel si dotano di centri benessere in attesa che Bliss, dove Demi Moore, Julia Roberts e la top model Amber Valletta amano gustare le delizie del massaggio allo zenzero, apra i battenti, rilevato in breve dalla multinazionale del lusso LVMH. Un segno dei tempi.
Le americane , con le newyorkesi in testa, prendono il loro corpo molto sul serio. Dopo che Madonna ha avuto una figlia da Carlos, il suo personal trainer, dilaga la moda dell’allenatore personale, per praticare il metodo pilates, nuova disciplina in voga tra le dive. Se glia Stati Uniti sono il nuovo Eldorado della bellezza, i francesi, dal canto loro, non si lasciano intimidire muovendo alla conquista di ne York già nei primi anni 90. Il visagista Francois Nars, che esordisce grazie a Polly Mellen su Allure, lancia un maquillage che porta il suo nome; il parrucchiere Frédéric Fekkai apre un salone dove si danno appuntamento le signore più eleganti di Manhattan; la truccatrice Laura Mercier firma una linea di cosmetici e la famiglia Chantecaille presenta fard e una serie di prodotti per il make up che diventano il must di Jeffrey, un nuovo elegante negozio del Meat Market. Contemporaneamente, in Europa, tutto quello che arriva da oltreoceano si trasforma rapidamente in successo: il mascara di Maybelline, l’eau de toilette Happy di Clinique, la preziosa crema Re-Nutritiv di Estée Lauder. Le beauty victims e le maniache dei cosmetici si convertono alle nuove proposte Khiel’s o Philosophy, la linea faro della mental beauty, che lancia l’antirughe Hope and prayer o lo shampoo It’s all in your head. Oltre che a New York, è possibile trovare questi prodotti in negozi specializzati come Colette a Parigi o Space NK a Londra, oppure ordinarli su internet ai siti gloss.com e beauty.com. La statunitensi maniache dei cosmetici passano le ore dal francese Sèphora che dopo Parigi e Barcellona si è lanciato alla conquista della Grande Mela aprendo un flagship di 3000 mq al Rockfeller Center. 
Le profumerie esclusive che incutono soggezione devono stare in guardia. Da Sephora, autoproclamandosi self service della bellezza, si può provare di tutto, arrivando alle combinazioni più bizzarre.
Ci si Diverte! E’ normale: il secolo che si chiude non ama le imposizioni dell’ennesima tendenza. Ci si coccola. Gli uomini non hanno più alcun imbarazzo a prendersi cura del loro aspetto. Le vendite dei cosmetici for men si impennano e gli istituti di bellezza riservati a una clientela maschile, come Nickel a Parigi, incontrano notevole successo tanto più che un numero crescente di uomini ha cominciato a ricorrere alla chirurgia estetica. Tutto è lecito. Le ragazze sono a loro agio sia con le Nike sia sui tacchi vertiginosi di Manolo Blahnik. Ormai si conosce a memoria la lista dei danni che provoca il sole, ma tutti corrono ad abbronzarsi e a fare lampade. Tuttavia, i peeling schiarenti e i trattamenti per eliminare le macchie cutanee, le creme depigmentanti come Blanc Expert di Lancome o la linea Blan Absolu di Yves Saint laurent, che rendono la carnagione chiara come una porcellana cinese, continuano a fare adepte.
Gwyneth Paltrow, Cameron Diaz e Kate Moss si fanno castane, anche se le riviste specializzate magnificano il biondo vaporoso alla Farrah Fawcett, proclamato pettinatura del secolo secondo Orlando Pitta.
Nei nails bar si continua ad amare lo smalto Rouge Noir di Chanel, best seller del marchio, oltre al rosa tenue, al beige trasparente, agli smalti dorati e argento.
Nell’epoca della bellezza su internet e del lancio mondiale dei prodotti, le donne riscoprono il fascino di prodotti antichi, delle confezioni retro e delle fragranze discrete. Sugli scaffali dei negozi alla moda di Nolita, a New York, nei megastore all’avanguardia delle grandi città e nelle eleganti farmacie rispunta l’Acqua di Parma, l’acqua di colonia preferita da Liz Taylor negli anni 50.
“Creed”, una linea nata a Parigi a fine Ottocento è amatissima da Donatella Versace.
Tornano in auge le pomate Khiel’s, prodotte da una farmacia della Terza Strada dal 1851 e la cipria Le Clerc (dal 1881). I prodotti di una volta sono più che mai attuali, dal profumo Joy di patou alla crema di mare creata dalla Nasa nel 1965 e rilanciata da Estée Lauder nel 1996 o i trucchi alla portata di tutte che Boujois produce dal 1883.
Gwyneth Paltrow castana
A Parigi nei giardini del Palais Royal, Serge Lutens incontra un successo incredibile con i suoi profumi haute-couture dalla fragranze un po’ desuete, Iris Silver Mist o Ambre sultane. Nella galleria Vivienne, Terry, make up artist di YSL, apre By Terry, un salone che realizza prodotti su misura. La bellezza non ha prezzo, i prezzi unici si vendono bene.
Si diffonde l’uso delle extension, che regalano chiome leonine. I capelli ne vedono di tutti i colori, grazie specialmente a Feria, prodotto di punta de L’Oréal. Le donne ormai sono abituate alle tinte più pazze, dopo aver visto il rosso vivo della modella Sybil Buck, le punte turchesi del parrucchiere parigino Massato e il mascara per capelli di Dior. La bellezza si sposta su un terreno diverso. Con l’avvento di nuove fibre e dei tessuti intelligenti, l’industria tessile assomiglia sempre di più alla cosmesi. I collant diventano drenanti ed idratanti, la biancheria è profumata grazie alla presenza di micro capsule agli oli essenziali.
Seni e labbra si ridimensionano, mentre le star ammettono sempre più spesso di aver fatto lifting o iniezioni di collagene. Peeling, gommage e lipo filling diventano quasi trattamenti abituali. I filosofi, che analizzano il fenomeno, parlano del dovere di essere giovani. 
I medici rivelano anche i loro pazienti vogliono dimostrare l’età che sentono di avere. E ci si domanda se il terzo millennio sarà quello dell’eterno giovinezza.

Lara Croft, nuova icona virtuale?



Tratto da La Bellezza - Immagini e stile



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