14 ottobre 2013

Un salto negli anni Settanta - Prima Parte

Poster del musical Hair
Il musical Hair preannuncia il trionfale irrompere degli anni '70 che si preparano ad infrangere i tabù e a concedersi ogni libertà. I capelli saranno un simbolo, il biglietto da visita della nuova generazione in cerca di cambiamento e di affermazione; portati lunghi anche dagli uomini, inversione afro dai neri, i capelli vogliono essere sopratutto  liberi. Se alla radio si sente ancora canticchiare la pubblicità di "Dop,Dop,Dop", serie di shampoo racchiusi in tetrapack colorati ideati da Vasarely, nelle acconciature si affermano nuove tecniche. Le messe in pieghe con bigodini in crine di grossezza variabile danno il via alle acconciature vaporose, cotonate dette "a carciofo", eseguite sui capelli umidi poi si asciugano manualmente con spazzola e phon, come fanno i parruchieri per uomo: una tecnica che permette di dare volume, stirare, arricciare. Il nuovo sistema, chiamato "brushing" dal salone Lorca, farà il giro del mondo, approfittando del successo internazionale del film Shampoo del 1975, in cui Warren Beatty porta in scena la vita dissoluta di un parrucchiere di Hollywood ispirato,secondo alcuni, all'hairstylist contemporaneo Gene Chacove.
Nello stesso periodo, si fa sentire ancora l'influenza di Vidal Sasson che, dopo aver lanciato la moda del taglio corto col rasoio, creando vere e proprie sculture di capelli, non si stancherà mai di essere innovativo, rimando alla ribalta per tutti gli anni '70. Contemporaneamente si affermano altri giovani parrucchieri, che si mettono in luce grazie al look che, taglio dopo taglio, si fanno sempre più audaci: si chiamano  Maniatis, Harlow o Jean-Luis David, e aprono saloni e catene di negozi. Convivono criniere vaporose e tagli geometrici unisex.
Si moltiplicano i prodotti di trattamento: la lacca più usata è Elnett e la lozione Petrole Hahn, inventata da un farmacista ginevrino e da un droghiere di Lione, continua ad essere frizionata sulle teste rasate e lunghe chiome.
Scena tratta dal fil "Shampoo", 1975
In Francia, Patrick Alés crea nel 1974 Phytoplage, la prima linea solare per capelli: negli anni '70, infatti, le donne corrono ad abbronzarsi, senza preoccuparsi delle conseguenze nefaste che la mancanza di una protezione adeguata può provocare alla pelle.
A poco a poco prende piede sulle spiagge  la moda del seno nudo. Se i primi topless si sono visti  verso il 1964 sulle spiagge di Pampelonne, a Saint Tropez, è a Los Angeles che lo stilista di origine viennese Rudi Gernreich lancia il "monokini". Succede al bikini degli anni '50 e si compone solo dello slip, lasciando il busto scoperto. La libertà del corpo, più che una moda, è un atteggiamento che simboleggia il potere di una nuova femminilità.
"Prendetevi cura del vostro corpo", diventa il nuovo slogan che permette di portare, senza complessi, i seni nudi sotto le camicette in mussola di YSL. I giornali sono pieni di articoli che si occupano di diete e di esercizi per tonificare i muscoli. D'ora in avanti bisogna dedicare al corpo le stesse cure che si riservano al viso, al collo e al decolletè. I prodotti diventano sempre più specifici e diversificati, dalla pappa reale al ginseng, all'estratto di ricci di mare, e si impara ad adoperarli.
Si scopre che l'aspetto etico e psicologico non vanno trascurati; che ansia, stress e nervosismo sono fattori che arrecano problemi cutanei e che esistono metodi per rilassarsi che giovano alla pelle. Si prende coscienza dell'inquinamento paragonato a "un lento suicidio collettivo". " Trovate il vostro stile, i colori che vi stanno meglio, siate voi stesse e nessun'altra. Non esistono donne brutte, ma solo donne che non si conoscono", afferma la principessa italiana Marcella Borghese, socia di Charles Ravson, che ha creato una gamma di 34 tonalità di rossetto , vivaci e brillanti.
Pubblicità Lacca Elnett
Si assiste a un'ondata di sensibilizzazione che incoraggia le donne a riconciarsi con se stesse e curare la propria immagine, ognuna secondo la propria unicità.
"Il corpo ha le sue ragioni" di Thérèse Bertherat non è solo un libro di consigli, ma una vera disciplina per imparare a liberare le proprie energie inespresse. "Il corpo oltraggiato" di Alexandre Lowen, capofila di una nuova scuola di medici americani, e "Alla ricerca del corpo perduto", scritto da Jane Howard, brillante giornalista di Life, "racconto della mia odissea attraverso il movimento nato in California che mira  a ritrovare la vera vita", sono tante testimonianze del grande slancio verso la libertà, rappresentato nel 1974, dall'apparire sulle scene di una nuova idea di bellezza lanciata dalla pubblicità "Charlie", mitico profumo di Revlon.
L'aspetto fresco e dinamico della modella, in tailleur pantalone, diviene così l'emblema della giovane donna degli anni '70. Per la prima volta nella storia della bellezza, uomini e donne possono scegliere il look che preferiscono secondo il loro stile di vita personale, non limitandosi soltanto a seguire i dettami della moda. Il make up diventa il miglior modo per affrontare le proprie scelte. Le foto patinate sono solo un pretesto per esaltare un atteggiamento, uno stile di vita, una storia, un riflesso della società.

Arte e moda si alleano per fissare l'effimero, come ha capito Andy Warhol che ritrae le più famose bellezze del suo tempo: Marylin, Jackie Kennedy o Hélèn Rochas. Nasce una cultura che unisce fashion e movimenti sociali.


Le acconciature anni '70 su Votre Beauté



Continua......

Tratto da La Bellezza - Immagine e stile




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