29 novembre 2013

Masterclass MAC con Michele Magnani @ Ro&Ro - Scuola di trucco - Inside Futuristic Sunrise


Ieri è venuto a trovarci il nostro caro amico Michele Magnani, Senior Artist di Mac Cosmetics.
Avevamo già ospitato Michele nella nostra scuola (clicca QUI), ma ogni volta è un vero piacere passare del tempo con lui: è una persona che ama il suo lavoro e riesce a trasmettere questa passione a chiunque lo ascolti.
Con la sua travolgente simpatia, ci ha raccontato episodi di backstage, ci ha svelato qualche piccolo segreto di make up ed ovviamente ci ha fatto conoscere i prodotti Mac.
La cosa più interessante, dal punto di vista didattico, è stata la creazione del look della modella, Maria:
per associazione di idee, abbiamo deciso insieme a lui come realizzarlo.
Signori e signore, ecco a voi "Inside Futuristic Sunrise", un'alba sul mare, un po' futuristica e felina.




Michele Magnani con Maria

"Amo la melanconia degli anni '20" ha detto Michele. E noi amiamo te! Torna a trovarci presto!!!
Un ringraziamento speciale a Barbara De Poli e Nadia Izzo.

Michele, Maria e Nadia Izzo, store manager del negozio Mac in Via del Corso 485, a Roma

Michele con i ragazzi presenti alla Masterclass

Con Michele, Maria ed il nostro Rocco Ingria



Testo di Valentina Spanò

http://www.scuoladitrucco.net/


Ph: Serena Calvitti

Per vedere le altre foto della giornata, clicca QUI.




http://www.maccosmetics.it/

28 novembre 2013

La nuova DD cream


La DD Cream (“Dynamic Do-All” o “Daily Defence") è un ibrido tra skincare e make up. Infatti, oltre ad illuminare ed uniformare l’incarnato donando un colorito leggero e molto naturale, contiene agenti idratanti e protezione solare, oltre a proprietà anti-age, che migliorano l’aspetto della pelle sia al momento dell’applicazione sia nel tempo. Voci di corridoio affermano che ci saranno versioni per il viso e per tutto il corpo (e questa non è una novità, visto che la CC è stata creata anche per le gambe). Anche per la DD cream, insomma, aspettiamoci una crema tuttofare, che ci aiuterà a mascherare inestetismi ed al tempo stesso curare la pelle.





Testo di Rocco Ingria

Tratto dalla rivista Sì n.23

27 novembre 2013

Un incarnato perfetto

E' solitamente il primo step quando realizziamo un make up, spesso trascurato dalla mancanza di tempo o influenzato dalla scelta del prodotto sbagliato, ma avere un incarnato omogeneo e luminoso è il desiderio di tutte le donne, per apparire con una pelle senza traccia di imperfezioni e discromie di colore o macchie cutanee: alterazioni del colorito della pelle dovute a cambiamenti nella produzione di melanina.
Ma come si fa ad ottenere un incarnato perfetto ?
A parte casi  avanzati  di irritazione o irregolarità cutanee, che potrebbero richiedere interventi diversi e più approfonditi nel settore medicale, ci sono delle misure molto semplici e quotidiane che possiamo eseguire per ottenere una pelle migliore e prepararla  ai prodotti cosmetici decorativi.
La nostra pelle riflette esternamente quello che succede dentro i nostri corpi, quindi oltre la pulizia e l'idratazione con prodotti specifici, che  curano appunto la superficie, bevete molta acqua durante il giorno per ripulire l'organismo affinchè non si formino tossine; state lontane da elementi disidratanti come come alcool e fumo e mangiate cibi come frutta, cereali e verdura. Tutto questo, ovviamente, abbinato all'esercizio  fisico.

Un buon fondotinta per migliorare la vostra pelle
Inoltre, se siete solite utilizzare sempre gli stessi prodotti  (crema da giorno, maschera , tonico) per lo skin care, ricordate che la pelle, che non è statica, è in evoluzione in rapporto alle nostre abitudini e ha un suo modo di adattarsi, e quindi risponde in modo meno positivo, agli ingredienti attivi di un prodotto. Per queste ragioni anche i nostri trattamenti di bellezza idratanti e le nostre esigenze di make up dovrebbero necessariamente cambiare. Cambiare è positivo.

Passando all'utilizzo dei prodotti cosmetici ed abbandonando ormai quei vecchi luoghi comuni come " il fondotinta non fa respirare la pelle", sceglieteli per soddisfare le vostre necessità e il vostro gusto, credo sia questa la cosa migliore.
Il fondotinta è il prodotto che potete utilizzare per rendere uniforme e luminoso  il vostro incarnato e, se molti anni fa serviva proprio per  cambiare il colorito della pelle, oggi ne applichiamo sempre di meno e scegliamo, sia la tipologia del prodotto che la gradazione del colore di esso, tra quelli che si adattano perfettamente alla tonalità della vostra pelle.
Oggi potete optare anche per nuovi prodotti "multitasking" come le BB, CC DD cream (le più nuove sul mercato) che uniscono qualità cosmetiche a preziosi principi curativi. Esse infatti non solo contengono una componente di pigmento (che serve a dare il colore) sospeso in acqua come in un qualsiasi fondotinta fluido, ma anche agenti antiossidanti che contrastano l’invecchiamento cutaneo e agenti protettivi (SPF) contro i raggi UV: caratteristiche che le rendono efficaci per tutti i tipi di pelle anche per quelle più sensibili e per quelle maschili. Inoltre contengono il pantenolo (o meglio despantenolo: una forma più stabile dell’acido pantotenico o vitamina B5) conosciuto come la “vitamina della bellezza” o la “regina delle vitamine”, che favorisce una migliore idratazione cutanea penetrando negli strati più profondi della pelle.

Aiutatevi con un pennello per stendere il prodotto

Ad ogni modo, se siete tradizionaliste e scegliete di mettervi il fondotinta, scegliete la consistenza fluida per ottenere un effetto più trasparente e leggero come quello di una seconda pelle e  il colore più simile alla tonalità della pelle, in modo che, nell'arco delle ore, evitate che, ossidandosi, cambi colore sulle tonalità aranciate di modo da sembrare o troppo abbronzate o dei pellerossa. Quando lo applicate, prelevate piccole quantità di prodotto dalla confezione (ricordate che nella costruzione del make up è sempre meglio aggiungere che togliere) e stendetelo in maniera uniforme (aiutandovi con un pennello sintetico a lingua di gatto o un duo fibre che migliorano la stesura), modulando il prodotto a vostro piacimento per un effetto più coprente o più trasparente senza dimenticarvi nessuna zona del volto e allungandolo fino alla mascella e un po‘ sul collo  per evitare che sembri stiate indossando una maschera. Nelle zone da non trascurare, includete anche l'attaccatura dei capelli e le ali del naso e ricordatevi di controllare il vostro lavoro sempre alla luce del giorno per assicurarvi che risulti tutto perfetto.


Testo di Rocco Ingria

Tratto dalla rivista Sì n.23


26 novembre 2013

Beauty Review: trucco no stop con Stay Flawless, il nuovo primer di Benefit Cosmetics


Dopo FakeUp e Gimme Brow, abbiamo testato Stay Flawless, il nuovo primer di Benefit.
Lo stick promette un trucco perfetto per 15 ore... secondo voi avrà mantenuto la parola?
Benefit Cosmetics non si smentisce mai!
Lo stick va applicato direttamente sulla pelle pulita, prima di stendere e sfumare il fondotinta.
Stay Flawless contiene acqua, che rinfresca e ravviva l'incarnato, e Nylon 12, che fissa il pigmento per risultati di lunga durata.
Siete curiose di provare questo innovativo primer, adatto a tutti i tipi di pelle?
Lo trovate in vendita negli store Sephora.



http://www.benefitcosmetics.com/product/view/stay-flawless
http://www.sephora.it/Benefit-Cosmetics/BBENEF


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25 novembre 2013

Beauty Review: più volume alle sopracciglia con Gimme Brow di Benefit Cosmetics



Dopo FakeUp, abbiamo provato Gimme Brow, un gel leggero, con microfibre, Vitamina B5 ed estratto di marshmallow, per avere sopracciglia più voluminose e tridimensionali all'istante!
Gimme Brow va applicato sull'arcata sopraccigliare con movimenti brevi e precisi, utilizzando la punta dello spazzolino per dare maggiore definizione.
Si può ripetere l'applicazione per aggiungere volume.
Gimme Brow è assolutamente unico ed innovativo. Lo spazzolino e la punta di precisione sono stati appositamente studiati per pettinare e dare una forma perfetta all'arco sopraccigliare.
E' facile e veloce da applicare per sopracciglia dall'aspetto naturale in un attimo!
Disponibile in due colori, lo trovate in tutti gli store Sephora.





http://www.benefitcosmetics.com/product/view/gimme-brow
http://www.sephora.it/Benefit-Cosmetics/BBENEF

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22 novembre 2013

Addio al grande Aldo Coppola


Commozione per la morte di Aldo Coppola, l'hair stylist milanese famoso nel mondo che si è spento a Milano a causa di una lunga malattia. 
Sui social network tanti tra amici, colleghi e clienti vip hanno lasciato un pensiero per l'hair stylist più famoso d'Italia. 

Uno dei tre saloni a Milano

Con Giorgio Armani

Alcuni dei suoi prodotti

Con Elena Santarelli







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21 novembre 2013

Beauty Review: FakeUp, il ladro delle tue occhiaie di Benefit Cosmetics


Abbiamo avuto il piacere di provare FakeUp, il primissimo correttore doppio uso che idrata e corregge in un unico gesto, senza infilarsi nelle rughette o fare pieghe. 
All'interno della confezione argentata con arabeschi fucsia, troviamo uno stick bicolore: l'anello idratante contiene Vitamina E ed estratto di semi di mela che donano un'idratazione istantanea e mantengono la zona idratata per 6 ore; il cuore coprente, invece, nasconde le occhiaie, illumina e rende la pelle più liscia e morbida. 



FakeUp può essere applicato su ogni area secca del viso per idratare e correggere. 
E' perfetto anche per distendere le piccole rughe ed i segni del tempo.


Il prodotto, disponibile in tre tonalità,  va applicato sull'osso orbitale con movimenti dall'interno dell'occhio verso l'esterno, usando un dito o un pennello da correttore. Ricordatevi di fissarlo con un velo di cipria!
FakeUp e tutta la linea Benefit Cosmetics è in vendita negli store Sephora.
Voi l'avete mai provato? Che ne pensate?



http://www.benefitcosmetics.com/
http://www.sephora.it/Benefit-Cosmetics/BBENEF



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20 novembre 2013

Il make up delle star: Natalie Portman

Natalie Portman: semplice ed elegante.
Acqua e sapone anche nelle grandi occasioni.
Uno strappo alla regola? Bocca rossa, per Dior ed il suo rossetto. (se non lo conoscete, cliccate QUI)

Gli esordi

Con colpi di luce biondi


Rasata, ma sempre molto femminile

Capelli corti e smokey leggero

Taglio sbarazzino e trucco nude 

Onde leggere e trucco naturale

La classe non è acqua

E voi, come la preferite?


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16 novembre 2013

Tamara De Lempicka: icona di stile e modernità - Seconda Parte


Tamara de Lempicka, pittrice polacca appartenente alla corrente dell'Art Déco, nasce il 16 Maggio del 1898 a Varsavia in una famiglia piuttosto ricca ed il suo vero nome è Tamara Rosalia Gurwik.
Sia la data che il luogo di nascita non sono certi, sembra che e Tamara De Lempicka abbia giocato un poco sull'anno di nascita, che sembra più verosimile porre prima del 1895 ed a Mosca, invece che a Varsavia.
In seguito alla prematura scomparsa del padre, Tamara vive con la madre e i suoi due fratelli presso la famiglia di questa.
Prediletta della nonna materna ancora bambina, a soli nove anni, Tamara la accompagna in un lungo viaggio in Italia per visitare le città d'arte.
Dopo il viaggio in Italia, durante il quale ha scoperto la sua passione per l’arte. sulla strada del ritorno, a Mentone, frequenta un pittore francese che le insegna come impugnare un pennello e le basi della pittura. La formazione scolastica di Tamara de Lempicka si compie sotto la supervisione di nonna Clementine, che la educa, facendola sentire sempre una persona speciale, in esclusivi collegi svizzeri e polacchi. Alla morte della nonna, nel 1914, Tamara interrompe gli studi e si trasferisce a San Pietroburgo, presso la zia Stefa Jansen.
Durante una festa conosce il giovane avvocato Tadeusz Lempicki e se ne innamora. I due si sposano nel 1916.
Nel 1918, allo scoppio della Rivoluzione Russa, suo marito viene arrestato dai bolscevichi come controrivoluzionario e liberato grazie alle alte conoscenze della giovane moglie.
I due lasciano la Russia e si trasferiscono stabilmente a Parigi, dove la sorella di Tamara de Lempicka, Adrienne, allora studentessa di architettura, le propone di dedicarsi alla decorazione d'edifici pubblici e negozi che lei stessa avrebbe progettato.
Nel 1920 nasce la figlia Marie Christine "Kizette" e Tamara, che ha deciso di dedicarsi alla pittura, frequenta l’Académie de la Grande Chaumière e prende lezioni dal post-impressionista Maurice Denis ed il pittore neo-cubista André Lhote.
Lo stile personale della giovane pittrice è fortemente influenzato dall' Art Déco, con evidenti riferimenti cubisti. Nel 1922 partecipa al Salon d’Automne ed in breve tempo diventa una pittrice molto apprezzata come ritrattista. Divenuta pittrice di successo, Tamara de Lempicka, negli anni Venti conosce molti scrittori e pittori, entrando in contatto con il clima culturale cubista e futurista.
Incontra Marinetti, nel 1926 è ospite di Gabriele D’Annunzio al Vittoriale ed inizia ad esporre i suoi quadri in tutta Europa, soprattutto in Italia, Polonia e Francia.
Nel 1928 Tamara de Lempicka divorzia dal marito e cade in un depressione che la spinge ad un'attività pittorica più intensa e ad attività umanitarie.
L'anno più produttivo, nella sua vita artistica è il 1932, quando Tamara de Lempicka è presente in cinque diverse mostre collettive e l'opera "Jeune fille aux gants", esposto al Salon des Indépendants, è acquistato dallo Stato Francese per 1000 franchi.
Nel 1934 sposa il barone Raoul Kuffner, suo massimo collezionista.
Jeune fille aux gants
All'inizio della seconda guerra mondiale Tamara ed il marito si trasferiscono a Beverly Hills in California, ma dopo pochi anni, nel 1943, si spostano a New York, dove la pittrice può continuare la sua attività artistica e seguire meglio le sue mostre a New York, Los Angeles e San Francisco. 
Nel 1957, dopo più di dieci anni di assenza dal mercato italiano, Tamara de Lempicka presenta le sue nuove opere a Roma alla Galleria Sagittarius.
I quadri presentati in questa mostra, mettono in evidenza la cura e la preziosità tecnica di Tamara, esperta del Rinascimento e del Manierismo, sembrano ispirati ai maestri fiamminghi, in aperta contrapposizione al dilagante gusto per l'astrattismo. All'inizio degli anni '60 lo stile di Tamara de Lempicka volge all'astrattismo con l'utilizzo della spatola al posto dei pennelli, con contorni confusi e pochi accenni di colore.
La mostra, allestita nel 1962, alla Galleria Jolas di New York è un fallimento.
L’artista è passata dal piacevole stile cubista, art-decò, ricco di colori, a composizioni astratte che deludono il pubblico e vengono accolte con indifferenza della critica.
La pittrice, offesa, dichiara che non avrebbe più partecipato ad alcuna esposizione ed alla morte per infarto del marito, il barone Kuffnerdvard, avvenuta nello stesso anno, si ritira a Houston, dove vive la figlia Kizette. Nel 1969 Tamara de Lempicka ritorna a Parigi e riprende a dipingere.
La pittrice ha già 74 anni quando la mostra antologica, organizzata presso la Galerie du Luxembourg, la riporta prepotentemente al successo.
Ormai talmente ricca da potersi prendere un aereo dal Texas per andare al Ritz di Parigi solo per un tè, Tamara de Lempicka rimane in Europa, contesa dal bel mondo, fino al 1978 quando si rifugia in Messico a Cuevernaca in una bellissima villa in compagnia di un giovane amico e scultore gay Victor Contreras.
Tamara de Lempicka muore nella sua casa a Cuernavaca, il 18 marzo 1980 e secondo le sue volontà testamentarie, le sue ceneri vengono sparse nel cratere del vulcano Popocatépetl, che lei vedeva all'orizzonte dal suo giardino.

Lo stile di Tamara de Lempicka
Les Amies
1918 – 1922 Lempicka aveva un gusto per l'espressività, che le fece cercare modelli il cui corpo
ed il viso mostrano i segni profondi lasciati dalla vita 1923- 1924 Il suo stile si è evoluto molto rapidamente in questi anni, dalla classica pesante pennellata delle sue origini ad una tecnica più liscia, e a colori più chiari. Sempre attratta dall'espressionismo, ha continuato a preferire i modelli con corpi muscolosi e occasionalmente figure virili femminili in forte contrasto con le giovani donne sognanti.
1925 – 1926 Il suo lavoro di questo periodo, trasmette il piacere di usare gradazioni tonali per modellare le sfere ed i cilindri con i quali ha costruito i corpi delle sue figure. Lempicka ha scelto i suoi modelli femminili seguendo uno stile monumentale: sia i corpi nudi che quelli vestiti, sono solidamente possenti ma al contempo indiscutibilmente femminili.
1927 – 1929 Sono gli anni di maggior successo. Lempicka nei suoi lavori ha quindi introdotto eleganza e disinvoltura, sensualità e palpitante vitalità.
La pittura della Lempicka si connota per la ricerca di stile e decorazione, al di là e oltre a quella che è la resa naturalistica del soggetto, tutta tesa a controllare cerebralmente l’immagine, bloccando così i personaggi in pose geometricamente misurate e ordinate. Quelle di Tamara sono statue immobili, manichini femminili in cui l’equilibrio dei gesti rende ancora più intrigante l’ambiguità giocata sugli sguardi. Nelle opere di Tamara si realizza così un perfetto stile che elimina tutto ciò che è volgare e sovrabbondante: tutto ha una regola, il modellato, il disegno, il colore. Come nelle sua arte, così nella sua vita, Tamara si è sempre imposta un
programma di stile e raffinatezza estetica, nella consapevolezza che nella misura risiede l’armonia ed il gusto. La pittura della Lempicka si caratterizza per la sua capacità di descrivere e ritrarre la vita a lei contemporanea, cogliendo quelli che sono i trend e le mode del momento.
Tamara, infatti, pur traendo ispirazione dal rigore compositivo e formale degli antichi, vive e respira l’epoca moderna che indaga e descrive con notevole maestria e grazia esecutiva. La capacità della Lempicka di creare icone del suo tempo è evidente: il quadro Autoritratto può a buon diritto rappresentare gli anni Trenta del Novecento e la liberazione femminile, un’immagine di emancipazione in cui la donna, in caschetto e guanti di daino, è legata all’automobile, immagine di modernità per eccellenza e oggetto principe dell’estetica futurista.
“L’automobile non segnerà soltanto un’epoca, ma sarà il simbolo della liberazione della donna: avrà fatto,
per spezzare le sue catene, molto più di tutte le campagne femministe e le bombe delle suffragette. Dal
giorno in cui ha afferrato un volante Eva è diventata uguale da Adamo. Quando una donna avrà tra le
mani una forza di diciotto cavalli che guiderà col mignolo, si farà beffe dell’uomo che, da secoli, le dice: Io
sono il tuo padrone perché ho dei muscoli più forti dei tuoi e perché posso asservirti con la maternità.”

La donna di Tamara de Lempicka
Le bellissime protagoniste femminili dei suoi dipinti risultano essere di grande ispirazione per la moda, la fotografia ed il cinema dei nostri tempi. Le donne sono ritratte nella nostra epoca e in ambientazioni moderne, dove il passato ritorna rappresentato nelle acconciature del tempo, nel modo di vestire e soprattutto nel make up. Non è un caso se molti stilisti, truccatori ed artisti dell’estetica si rifanno allo stile di Lempicka. Nei dipinti di quest’artista, il colore vivido e vibrante, mostra la sua modernità, richiamando e mischiando al contempo stesso, l’arte classica e la corrente futuristica in voga in quegli anni.
Un’artista padrona di se stessa che riesce a farsi notare in un mondo maschilista. La donna nei suoi lavori è sempre in primo piano, colore, bellezza, sensualità delle pose in contrasto con il suo tratto deciso e forte che evidenzia ancora di più il suo carattere. Occhi grandi e un poco artificiali. Bocca facile al sorriso e rossa dei più rari “rouges” parigini, profonda e preziosa. Racchiuse in cornici che stentano quasi a contenerle, troviamo donne dalla manieristica forma serpentinata, avvolte in svolazzanti veli di reminiscenza botticelliana, che
lasciano intuire seni e cosce di fulgida carnalità. Troviamo Veneri frivole e bizzarre che ripropongono i gesti studiati e gli abiti delle “mannequins” che sfilano sulle passerelle. Cappelli “à la cloche”. Maglie dai disegni “jacquard” e fili di perle. Auto sportive, lucenti e aerodinamiche. Le sue donne esprimono una sicurezza gelida e perfetta: le mani immacolate, le braccia ricoperte da gioielli sfavillanti e gli sguardi sicuri e sfidanti, immagini vicine all’artificio e al perfezionismo della fotografia di moda. Sfondi metropolitani dai profili aguzzi che sembrano tagliati nella lamiera. Il mondo che la Lempicka racchiude nei suoi quadri è quello
che la circonda: fatuo e glamour, che cerca di nascondere sotto una patina di lusso e frivolezza il
dolore e la tragedia.
Tamara divenne un personaggio determinante, come artista e come donna, nella Parigi del dopoguerra, protesa a fare della propria esistenza un capolavoro, una perfetta e compiuta opera d’arte. I suoi liberi e disinibiti amori, maschili e femminili, i suoi atteggiamenti cinici e, a volte, spietati non sono che il modo di ribellarsi contro le “vecchie e sterili sentimentalità […], le gelosie artificiali, […] il patetico delle separazioni e delle fedeltà eterne.” Una donna tumultuosa, artista, pittrice, diva nel chiaroscuro di un'esistenza avventurosa e romanzesca. Con i suoi look ha saputo ispirare attrici e rock star: sua fan e collezionista numero uno, da sempre, Madonna alias Veronica Louise Ciccone!


Madonna per Louis Vuitton come Tamara De Lempicka e le sue opere



Testo di Marta Romano per la tesina finale del Corso di trucco beauty&correttivo.

15 novembre 2013

Tamara De Lempicka: icona di stile e modernità - Prima Parte

La Dormiente 

Il Novecento è contrassegnato da avvenimenti di straordinaria portata storica: è il secolo dei due grandi conflitti mondiali, ma anche dell’emancipazione femminile, dell’ingresso della donna nel mondo del lavoro, delle grandi battaglie femministe. Tutti questi rivolgimenti di carattere politico, economico e sociale hanno profonde ripercussioni sull’universo femminile: cambia la condizione della donna e il suo ruolo all’interno della società, e conseguentemente cambia il suo modo di percepire, esibire, nascondere il proprio corpo. Con l’avvento del nuovo secolo cadono molti tabù e molti dei pudori che fino a quel momento avevano nascosto il corpo femminile, che si libera di tutte le costrizioni da cui era sempre stato intrappolato e inizia a scoprirsi. E’ l’era del trionfo del corpo. Nel corso del Novecento le arti figurative e plastiche, fino a quel momento principali depositarie della bellezza femminile, lasciano il posto prima al cinema e poi alla televisione nel dettare i canoni estetici più seguiti. E’ questo il secolo che ha visto i maggiori e più repentini cambiamenti in fatto di canoni di bellezza: è stato osservato che più o meno ogni 10-15 anni si è verificata una rivoluzione estetica, che ha portato all’affermazione di nuovi modelli di bellezza femminile, nuove mode e nuovi stili di vita.

Il trucco negli anni ‘20
Louise Brooks
Gli anni ’20 (1920-1929), sono gli anni del grande cinema muto; dell’inizio dell’emancipazione femminile; ma soprattutto, sono gli anni delle flappers. Il trucco in questo periodo è molto importante per due motivi ben precisi: Il cinema è muto, quindi l’interpretazione degli attori si basa sull’espressività del viso, che viene
accentuata col trucco che mette in evidenza occhi e labbra (questo vale anche per gli uomini).
Il trucco non viene più visto come una roba da donne poco perbene ma diventa un simbolo dell’emancipazione femminile.
La pelle deve essere impeccabile. Niente imperfezioni visibili, colorito chiaro, siamo ancora nel periodo in cui la carnagione abbronzata è ritenuta volgare. Per ottenere l’effetto “pelle di porcellana” usavano cipria, trasparente o beige chiaro, in quantità industriali.
L’espressione era molto importante, di conseguenza le sopracciglia erano le protagoniste.
La moda dell’epoca, le voleva molto sottili e alte, disegnate – possibilmente di un colore più scuro rispetto a quello naturale - con una forma molto arcuata (per dare un senso di “stupore”) o, al contrario, quasi senza forma (una riga orizzontale).
Per gli occhi invece, si preferiva uno smokey eyes (come lo chiamiamo noi oggi), molto intenso, per dare un senso di profondità allo sguardo. I toni erano quelli del nero e del marrone scuro ovviamente, tutto ciò era accompagnato da ciglia lunghe e nere.
Le labbra, molto marcate, con una notevole enfatizzazione della cosiddetta forma “a cuore”, la bocca delle flappers era molto sensuale anche nel colore, padroneggiavano i toni scuri, quasi neri, o rosso molto acceso.

Il trucco negli anni ‘30
Greta Garbo
In una società duramente provata dalle ripercussioni della crisi della Borsa americana del 1929, la “maschietta” degli anni Venti, con i capelli corti e gli abiti prèt-à-porter prodotti in taglia unica, viene considerata superata; torna l’ideale della donna sensuale, femminile ed elegante. Le donne sentono l’esigenza di rimettere in evidenza le loro forme.
Torna in auge la donna procace, mediterranea, “femmina”, incarnata dalle grandi dive di Hollywood, dalla sexy bombshell Jean Harlow alla “divina” Greta Garbo.
Altra icona dell’epoca è Marlene Dietrich, che incarna il ruolo della femme fatale, bellissima e sensuale, nonostante vesta spesso da uomo e non rinunci alla sigaretta in bocca. 
Negli anni Trenta è di moda un incarnato bianco pallido; il viso è ad effetto “scavato” e gli zigomi ben evidenziati. L’ unico accenno di colore era concesso alle guance che venivano valorizzate con un fard rosa. Le ciprie avevano colori tendenti al violetto, per conferire all'incarnato un colore freddo e nordico. Le palpebre venivano valorizzate con lo smokey eye, che vede la sua nascita proprio in questo decennio. L'ombretto veniva applicato sia sulle palpebra mobile che su quella inferiore, creando un effetto sfumato.
Marlene Dietrich
I colori utilizzati spaziavano dal blu, al viola, verde, marrone e rosa orchidea.
Grande importanza veniva data alle ciglia superiori che dovevano essere arcuate e valorizzate al massimo con il mascara.
Le sopracciglia dovevano essere sottilissime e delineate con una matita kajal. Alcune donne depilavano completamente le sopracciglia e le ridisegnavano altissime. Il trucco delle labbra è forse l'unico make up che non è stato riproposto negli anni. Il contorno del labbro superiore veniva fatto a forma di ali di rondine, con un effetto molto tondeggiante e decisamente poco naturale. Lo smalto veniva applicato solo su metà unghia, lasciando esposta la mezza luna bianca. I colori utilizzati per laccare le unghie erano il viola il rosso, lilla, verde smeraldo, grigio perla, rosa pallido, blu e persino il nero.
I capelli sono rigorosamente tinti, prevalentemente biondo platino.




L’Art Déco
L’Art Déco è un forma d'arte trasversale, che deriva dall'Art Nouveau e che coinvolge, oltre la pittura, molte arti minori e l'artigianato, con lo scopo di opporsi alla pianificazione indotta dalla industrializzazione che ormai aveva invaso tutti gli aspetti della vita.
Il termine Art Déco deriva dalla dizione Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes (Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne), tenuta a Parigi nel 1925 dove trionfa la raffinatezza e la decorazione francese applicate a varie categorie di artigianato artistico, dall'ebanisteria, agli accessori di moda, al ferro battuto, al vetro colorato, alla gioielleria ed alle decorazioni. 
Questa corrente artistica nata a Parigi intorno al 1910 ad opera di Paul Poiret, stilista dai molteplici interessi, rivolti alla completa riforma estetica dell'ambiente moderno, viene raccolta dagli altri paesi europei ribattezzandola in vari modi.
Gli Stati Uniti aderiscono più lentamente all'Art Déco, raccogliendone in un certo senso il testimone verso gli anni '30. Il termine Art Déco viene usato solo verso gli anni '60, quando quel gusto fu rivalutato e rimesso nei circuiti dell'antiquariato.
L'Art Nouveau" francese, nata nel 1890, in Italia si era chiamata "Liberty, o stile floreale", in Germania "Jugenstil", in Austria "Secession", in Gran Bretagna "Modern style" e "Modernismo" in Spagna.
Il nuovo stile, abbandona le sinuosità e le formule lineari naturalistiche, prediligendo le forme geometriche e vagheggiando le forme essenziali ed eleganti.
L'Art Déco è caratterizzata dall'uso di materiali quali: lacca, legno intarsiato, pelle di squalo o di zebra, acciaio inossidabile, alluminio, vetro colorato, quando si rivolge all'arredamento.
Questo stile, nato per contrastare l'appiattimento dell'industrializzazione, si appropria proprio degli oggetti che si erano maggiormente diffusi con l'industria moderna. Le forme caratteristiche dell'Art Déco, sono motivi e sagome di animali, il fogliame tropicale, le ziggurat, i cristalli, i motivi solari e i getti d'acqua.
Le figure femminili assumono forme allungate, agili ed atletiche, con abiti lisci o plissettati, ma poco vaporosi.
I motivi, ripetuti in tutti i materiali, vengono tratti dalle arti "primitive", come quella africana, antiche come l'egiziana o l'azteca, classiche come la scultura e i vasi Ellenici del periodo geometrico e arcaico.
Lo spettacolo trova negli scenari e nei costumi scenici di Léon Bakst per i Balletti Russi di Diaghilev, la massima espressione dei motivi dell'Art Déco. Le forme cristalline e sfaccettate dell'Art Déco sfociano nel cubismo e nel futurismo tecnologia da "macchina del tempo" come la radio e i grattacieli.
Tutto ciò che riguarda il jazz, o l'era Jazz si rifà alle forme geometriche, industria della moda, la preferenza per lo zigzag o gli scacchi, le curve vaste, diverse da quelle sinuose dell'Art Nouveau, motivi a 'V' e a raggi solari. L'Art Déco dopo aver raggiunto la produzione di massa, inizia a diventare un senso negativo o sminuente, perché presenta una falsa immagine del lusso.
Dal superamento dell'Art Déco diventa il punto di partenza del Modernismo e continua ad essere usato fino agli anni '60.
Vi è un nuovo interesse per l'Art Déco negli anni '80, grazie al design grafico di quel periodo, dove la sua associazione ai film noir ed alla moda degli anni '30 porta al suo uso nella pubblicità per la moda e la gioielleria.


Continua....


Testo di Marta Romano per la tesina finale del Corso di trucco beauty&correttivo.

14 novembre 2013

Il make up delle star: Keira Knightley

Elegante, chic, bon ton: è lei, Keira Knightley.

Caschetto mosso, smokey  e labbra nude

Caschetto liscio e trucco leggero

Sguardo magnetico, bocca nude e capelli biondi mossi

Raccolto chic, eyeliner e bocca rosa baby


Onde morbide, matita nera e rossetto fucsia

Look sbarazzino nel giorno del suo matrimonio



Quale è il vostro beauty look preferito? 
Fatecelo sapere nei commenti, se vi va!


13 novembre 2013

Autunno Pop


La moda di quest'anno pretende che il rossetto sia scuro ed assolutamente opaco (mat).
Basta con il lucido!
Se siete amanti del gloss, per il momento mettetelo da parte e scegliete tinte scure come il viola, il bordeaux e il borgogna. Lasciate la luminosità e la lucidità al vostro incarnato, cercando di utilizzare il meno possibile le polveri. Il rossetto, nella nuance che avete scelto, deve essere applicato in maniera compatta, dando un effetto iperpigmentato, molto coprente e saturo. Per quanto riguarda la forma della vostra bocca, l'obiettivo
è rispettare la naturale forma della propria.
Il make up non è più uno strumento di seduzione: diventa anche un modo per esprimere la propria
personalità e l'umore. Quindi non abbiate paura delle vostra labbra sottili: non avete più bisogno
di mascherarle, anzi se le truccherete di scuro diventeranno un bellissimo punto di forza della
vostra bellezza.



Testo di Rocco Ingria

Tratto dalla rivista Sì n. 22

Ph: Ginevra Guidotti
Model: Roberta di Fiore
Make up: Rocco Ingria

12 novembre 2013

Natura docet

Sembra difficile abbandonare l'idea dell'estate con le temperature elevate e il calore del sole, ma quando  parliamo di make up siamo già proiettati, anzi siamo entrati, nella stagione invernale e le nuove tendenze già sono state presentate durante le sfilate dei nomi più importanti della moda internazionale. Così, le
case cosmetiche hanno preparato le nuove collezioni, con prodotti e nuovi colori che aiuteranno le donne nella cura della loro immagine quotidiana, ma anche per eventi più mondani.
In realtà, con il termine “look stagionale” non si indica esclusivamente il vestiario, ma si indicano anche i nuovi stili del make-up, dei capelli e delle unghie. Ma cosa dobbiamo aspettarci dalla moda di quest’anno? Generalmente, la regola fondamentale del make-up autunno-inverno è sempre la stessa: trarre ispirazione alla natura.
I cambiamenti climatici si riflettono sull’ambiente così come il mutamento del clima influenza i colori da scegliere per i nostri look quotidiani e non. Si privilegeranno, quindi, toni  più scuri e caldi, e, in definitiva, si tenderà a realizzare look più cupi rispetto a quelli estivi. 




Luminosità e sfumature madreperla. 
L’incarnato va illuminato con colori madreperlati e dalle texture luminescenti, come le ciprie minerali, sfumati anche nel contorno del viso per creare volume, con l’aggiunta di leggere ombre sugli zigomi per metterli in risalto. Lo scopo principale è quello di creare un effetto di luminosità e cremosità sulla pelle. L'obiettivo è far risaltare il nostro naturale colorito invernale, con un tocco di luce alla pelle così da donarle un fascino 'lunare'.
Bisogna, quindi, puntare su prodotti che aiutino a uniformare il colorito. Si ritorna a usare il classico fondotinta, e, se siete tra le fortunate che possono vantare una pelle priva di imperfezioni, potete oggi sostituirlo dalle new entry di prodotti come le BB, CC, DD cream, prodotti di ultima generazione che uniscono il cosmetico al trattamento: leggeri, impalpabili, trasparenti insomma una seconda pelle da indossare con estrema naturalezza.


Look audaci e tratti di eyeliner
Saranno i prodotti fondamentali del vostro make-up, per coprire tutti quegli inestetismi che ritornano col freddo, come le occhiaie e per realizzare la base del vostro trucco. Come sempre, i colori verranno applicati soprattutto sugli occhi e sulle labbra. Gli occhi, in particolare, sono la zona del volto sulla quale potrete divertirvi ed essere più creative.
La tendenza della stagione promette look audaci con un occhio truccato con colori luminosi, tratti di eyeliner
ultra definiti e ciglia enfatizzate dal cosmetico più usato: il mascara. Gli occhi hanno, quindi, infinite possibilità
di trucco: diverse forme da creare con ombretti, matite e eyeliner nero.

Tornano i colori degli anni Novanta
Moltissimi gli effetti degli ombretti che vanno dallo “sfumato” al “definito”, a seconda del carattere e dell'umore che decidete di dare al vostro make-up.
Per quanto riguarda il colore da usare, sembra che i metallizzati e luminosi, tanto di moda nei primi anni Novanta, siano il must-have di quest'anno: possono creare effetti ricchi e opulenti, tenui o sorprendenti (astenersi palpebre segnate o sguardo spento!). Insieme all’intramontabile look naturale, oramai di moda in tutte le stagioni, saranno questi i colori che, insieme al sempre “classico” nero e a tinte più quotidiane come il marrone o il nocciola, vedrete applicati sulle palpebre di tutte le donne. Al contrario le labbra si tingeranno di
colori più scuri e decisi.


Testo di Rocco Ingria

Tratto dalla rivista Sì n. 22

Ph: Ginevra Guidotti
Model: Roberta di Fiore
Make up: Rocco Ingria