8 novembre 2013

Amici per la pelle - Seconda Parte

Sostanze nocive nei cosmetici
Come visto precedentemente la pelle è un organo vero e proprio, in relazione di continuità con tutto l'organismo e una delle sue funzioni è proprio quella dell'assorbimento.
Le sostanze chimiche di sintesi e non, applicate sulla pelle, possono penetrare attraverso di essa in varia percentuale in relazione alla composizione chimica, peso e grandezza molecolare e, attraverso il microcircolo e il sistema linfatico, entrare all'interno del corpo.
I prodotti cosmetici oggi sono quasi sempre composti da un cocktail di prodotti chimici e petrolchimici. Alcuni di loro possono contenere o produrre sostanze pericolose o addirittura cancerogene. Le prove di sicurezza che devono essere effettuate per legge non sono sempre in grado di scoprire gli effetti a lungo termine. Così come accade per i farmaci, non succede di rado che un prodotto usato per decenni venga poi ritirato dal mercato perchè dannoso per la salute.

Ma come facciamo a capire se un prodotto contiene sostanze nocive?

La risposta è molto semplice: bisogna imparare a leggere e decifrare l'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), la nomenclatura utilizzata a livello internazionale per identificare gli ingredienti presenti in un prodotto cosmetico così come essi vengono indicati nell'elenco riportato sull' etichetta che ne illustra la composizione.
L’adozione della lista degli ingredienti dei prodotti cosmetici, da elencare attraverso l'impiego del codice INCI, rappresenta una utile informazione per la tutela al consumatore. Lo scopo del codice INCI è infatti prioritariamente quello di permettere alle persone allergiche di identificare facilmente la presenza della sostanza alla quale sono allergici all’interno del prodotto prima del suo impiego, in qualunque parte d’Europa (e spesso del mondo) si trovino.
Per riuscire a capire cosa significhino tutte quelle strane e spesso impronunciabili parole basta seguire delle piccole regole.
Per quanto riguarda la quantità, al primo posto si indica l'ingrediente contenuto in percentuale più alta, a seguire gli altri, fino a quello contenuto in percentuale più bassa. Al di sotto dell'1% gli ingredienti possono essere indicati in ordine sparso.
Il linguaggio e la nomenclatura sono punti fondamentali. Spesso gli ingredienti elencati in etichetta mantenendo il loro nome latino, significa che esse sono state inserite nella formulazione del prodotto tali e quali, senza subire modificazioni chimiche. E' il caso ad esempio degli oli vegetali utilizzati puri che vedremo dunque indicati in etichetta con il loro nome latino e di tutti gli altri ingredienti naturali che sono stati impiegati per la produzione del cosmetico. I nomi latini si riferiscono ad ingredienti botanici o presenti nella farmacopea. Ad esempio, l' olio di mandorle dolci viene indicato come "prunus amygdalus dulcis oil".

Diversamente, le sostanze che hanno subito un intervento chimico hanno un nome inglese.

Ad esempio: “ Glycerin” sta per “glicerina”.

Ecco un elenco delle più comuni sostanze nocive presenti nei cosmetici in commercio.

In discussione sono sopratutto gli ingredienti che appartengono alle categorie con suffisso PEG, Eth, Oxynol.

Polyethyleneglycole (PEG)
Categoria di sostanze emulsionanti di sintesi. In detergenti e shampoo sono utilizzate per ottenere emulsioni viscose, mentre nelle creme consentono di ottenere emulsioni con effetto emolliente. L'effetto è solo apparente, poiché non apporta effettiva idratazione, nascondendo il reale stato della pelle . In particolare le pelli sensibili o danneggiate devono evitare PEG6, PEG20, PEG75.

Propylen Glycol, Butylen glycol, Polypropylene glycol
Sono utilizzati come solventi e diluenti nelle emulsioni. Facilitano la fluidità e la tenuta delle emulsioni, evitando la separazione dei componenti. Hanno un alto grado di penetrazione nella pelle, per cui vengono anche usati come veicolo di trasporto dei principi attivi. L'uso continuo causa sensibilizzazione ed aumenta la permeabilità della pelle.

• Etylene glycol
Solvente sintetico. Irritante, tossico. Nell'ambiente favorisce inquinamento da ozono.



CONSERVANTI

Kathon
È un conservante e battericida di sintesi ad ampio spettro, attivo anche a bassi dosaggi, è considerato un forte sensibilizzante. Non è ammesso in campo farmaceutico.

Quaternium 15
È costituito da un sale di ammonio quaternario. Conservante e antisettico viene usato anche come disinfettante e deodorante in detergenti e deodoranti. Rilascia formaldeide, è tossico e produce sensibilizzazione.

• Imidazolidinyl
È un conservante di sintesi che rilascia formaldeide. È ammesso in cosmetica, ma non in farmaceutica. Causa sensibilizzazione e allergie.

Diazolidinyl urea
Come il precedente ma più forte.

Methyl paraben, Propyl paraben, butyl paraben, ethyl paraben.
La famiglia dei Parabeni costituisce il gruppo di conservanti più utilizzati dall'industria cosmetica.
Possono dare luogo ad intolleranze, soprattutto alle pelli particolarmente sensibili.

Con i conservanti purtroppo è sempre un terno al lotto..
Perchè qualunque si usi non sono mai sostanze carine: il loro scopo è appunto quello di non esserlo per impedire la proliferazione i funghi, muffe e batteri.
Quindi tendenzialmente tutti i conservanti hanno i loro lati negativi..
La cosa migliore sarebbe ridurli al minimo (anche se il problema mi pare di aver capito non sia la quantità in un singolo prodotto, ma la somma dei diversi prodotti..) e usare cosmetici privi di conservanti quando si può (il sapone solido ad es. ovviamente non ha conservanti, la farina di ceci idem, gli olii vegetali pure.. guardando bene si trovano anche cose pronte in commercio, come molti prodotti Lush, ma non tutti).
Mi pare che l'alternativa più amichevole (o forse dovrei dire meno dannosa..?) è l'accoppiata sodio benzoato/potassio sorbato, vengono consigliati anche se possono causare reazioni avverse pure questi (io con loro ho reazioni che variano dal rossore, alla desquamazione, alle bollicine cutanee), quindi l'unica è provare. In INCI si trovano come SODIUM BENZOATE e POTASSIUM SORBATE.


PARABENI
Come accennato in precedenza i parabeni sono la famiglia dei conservanti più utilizzati in cosmetica.
I sei principali parabeni che si possono trovare nelle formulazioni in commercio sono:

  • Methylparaben;
  • Ethylparaben;
  • Propylparaben;
  • Isobutylparaben;
  • Butylparaben;
  • Benzylparaben.

Sono stati trovati nei tessuti mammari, Triclosano nel latte materno, tracce di talco in cancro alle ovaie. È difficile dire quanta sostanza viene assorbita, ma di fatto negli ultimi anni è in forte aumento l'uso di farmaci convenzionali applicati per via epidermica ( cerotti a base di nicotina, cerotti che rilasciano ormoni per il trattamento della menopausa, cerotti antiinfiammatori, etc.) a conferma di questa via di utilizzo.
Inoltre componenti chimiche usate nei cosmetici sono state ritrovate in alcuni tessuti del corpo o alcuni tessuti tumorali, specie mammari, a conferma che una parte di quanto applichiamo sulla pelle o sulle mucose viene assorbito ed interagisce con l'intero sistema. Questa penetrazione nei tessuti corporei senza il passaggio attraverso il processo digestivo, comporta l'assorbimento delle sostanze che rimangono intatte all'interno del tessuto.
Si pensi inoltre alle conseguenze dell'uso di molti ingredienti chimici di sintesi tossici o allergenici che bloccano i pori (oli a base di paraffina come il conosciutissimo e usatissimo Johanson...) presenti nei cosmetici, sulle pelli delicate dei neonati o su quelle pelli sensibili o infiammate di molti adulti dove l'aumentate permeabilità e il diminuito spessore della cute favorisce una maggiore penetrazione e assorbimento all'interno.
Le conseguenze dell'assorbimento di sostanze estranee e potenzialmente tossiche sono l'attivazione di processi immunologici e di intossicazione che coinvolgono fegato, reni, intestino, polmoni e la pelle stessa.
Tralasciando per un momento la questione se i parabeni siano sicuri oppure no, l'altra domanda che dovremmo porci è sul fatto se l'utilizzo di queste sostanze sia veramente necessario.
La risposta è no! Secondo alcuni produttori di cosmetici organici, i parabeni non sarebbero necessari, in quanto le tinture estratte da erbe organiche di alta qualità e con alcool organico si conservano minimo 2-3 anni. Per esempio, un olio per il corpo organico al 100% contenente esclusivamente olii organici di girasole, burro di cacao, noce di cocco, menta e menta piperina può avere una durata lunga fino a 18 mesi.
Una crema di autoproduzione può essere fatta con cera d'api, burro, olio e olioliti, acqua, estratti idroalcolici, miele, lecitina di soia (emulsionante) e oli essenziali.

Detto questo bisogna anche dire che la crescente consapevolezza e la richiesta di prodotti cosmetici naturali cioè privi di sostanze chimiche nocive,ha scatenato un fornito mercato di prodotti cosmetici naturali o biologici, ma non sempre questo naturale o biologico che leggiamo scritto sulle confezioni corrisponde al vero. Spesso significa che è naturale o organico all'1%. Anche se poi ci accorgiamo che il prodotto può essere al 95% naturale, spesso il parabene risulta presente nell'inci.
Ad esempio anche alcune marche che possiamo trovare in erboristeria e quindi per noi naturali, contengono parabeni, tensioattivi e altre sostanze nocive una di queste è L'Erbolario.


TENSIOATTIVI
MEA/ TEA/DEA (amine e amino derivati)
Sono sostanze che contengono Monoethanolamine (MEA), Triethanolamine (TEA), Diethanolamine (DEA).
Penetrano nella pelle possono dar luogo alla formazione di nitrosamine ( sostanze cancerogene ) e a loro depositi residuali.
Si tratta di acidi grassi di sintesi o ricavati dall'olio di cocco utilizzati come emulsionanti e/o schiumogeni.
Presenti in cosmetici, detergenti, shampoo e condizionatori, queste sostanze si trovano combinate sia tra loro, sia con altri tensioattivi o emulsionanti e sono facilmente assorbite dalla pelle. Sono inoltre sensibilizzanti, tossiche e disidratanti. Favoriscono la formazione di acne e forfora.
Sono quindi molecole molto importanti che permettono la miscelazione o la solubilizzazione di sostanze che di per sé sarebbero incompatibili ( ad esempio olio e acqua) e hanno la capacità di rimuovere lo sporco; ma essendo troppo aggressivi rimuovono anche il film idrolipidico cioè la sottile pellicola di acqua e sebo che funge da barriera protettiva per la cute. La pelle tenderebbe così a inaridirsi e, priva delle sue divese, diventare a poco a poco sempre più sensibile.
I moderni tensioattivi presenti nei cosmetici vengono impiegati in miscele costituite da molecole con caratteristiche chimiche differenti ( vi sono tensioattivi cosidetti afoteri, anionici, cationici, non ionici) , così da garantire la necessaria efficacia del prodotto, ma nel contempo risultare delicati sulla pelle.

APPARTENGONO A QUESTA CATEGORIA:
• Cocamide DEA, Oleamide DEA, Lauramide DEA;
• Cocamide TEA, Oleamide TEA, Lauramide TEA;
• Cocamide MEA, Oleamide MEA, Lauramide MEA;
• Linoleamide DEA;
• Myristamide DEA;
• Stearamide DEA;
• DEA -Cethyl Phosphate;
• DEA-Oleth-3 Phosphate;
• TEA- Lauryl Sulfate;
• Thiethanoamine.


1. Sodium Lauryl Sulfate (SLS), Amonimus Lauryl Sulfate, TEA-lauryl sulfate, Magnesium Laureth sulfate, MEA Laureth Sulfate
Sono tensioattivi di sintesi derivati dall'ossido di etilene, utilizzati in detergenti, saponi, shampoo e bagnoschiuma. Sono irritanti, disidratanti, comedogenici, favoriscono cioè la formazione di acne e comedoni o punti neri; il danno dipende dalla loro concentrazione nel prodotto e dalla durata del contatto. Provocano alterazioni nell'epidermide e l'irritazione può non essere avidente dopo l'uso, ma manifestarsi nel tempo. Si depositano sulla superficie della pelle e nei follicoli.

1. Sodium laureth sulfate e Amonium laureth sulfate
Sono tensioattivi di sintesi derivati dall'ossido di etilene con azione emulsionante e schiumogena.
Aumentano la consistenza del prodotto. Meglio tollerata dalla pelle rispetto alla precedente, questa categoria di tensioattivi può causare irritazione, in particolare agli occhi, in proporzione alla concentrazione.
Questi ultimi tensioattivi presenti nei comuni detergenti reperibili nei supermercati, saranno sostituiti da tensioattivi di origine naturale o vegetale, come Coco glucoside, Decyl glucoside e Sodium lauroyl glutamate. Negli shampoo, bagnoschiuma e detergenti rispettosi dell'ambiente sono assenti siliconi come il dimethicone e ingredienti come la paraffina (paraffinum liquidum).
Per quanto riguarda le creme per il viso e per il corpo, un cosmetico a base vegetale sarà riconoscibile dalla presenza in maggioranza di ingredienti di origine naturale, come oli e burri, indicati con il loro nome latino, accompagnati da estratti naturali e da oli essenziali.
In essi saranno assenti ingredienti come siliconi (con denominazione solitamente terminante con il suffisso "-one") e paraffina; la presenza di profumazioni sintetiche sarà limitata.



SILICONI
Tutti conoscono il silicone che si utilizza per le impermeabilizzazioni e per il fissaggio di materiali edili, si sa che il silicone viene utilizzato per protesi estetiche, ma meno conosciuto è il suo uso in cosmesi. Eppure gran parte dei prodotti cosmetici lo contengono, per le caratteristiche peculiari che ha.
Esistono moltissimi tipi di siliconi cosmetici, che vanno da quelli ciclici, con struttura ad anello, che sono pochissimo untuosi ed evaporano in poco tempo (cyclomethicone, cyclopentasiloxane, cyclohexasiloxane), a quelli mediamente unti e che non evaporano (dimethicone e composti) a quelli molto untuosi e pesanti, come il dimethicone copolyol.
Molte aziende cosmetiche, invogliate dalle numerose proprietà idrorepellenti, antistatiche e duttili dei siliconi nonché dalle loro capacità di resistenza alle alte temperature e al tempo impiegano fortemente nei loro prodotti tali elementi.
La caratteristica fondamentale dei siliconi è quella di rendere morbide e setose le texture dei prodotti nei quali sono impiegati e di dare a capelli e viso un aspetto immediatamente più levigato, liscio e piacevole al tatto.
L'effetto è tuttavia solo apparente e nessuna azienda che li impiega svela in realtà i retroscena oscuri dell'impiego di questi ingredienti.
I silicono sono estremamente dannosi per la pelle e i capelli nel lungo termine poiché creano una barriera impermeabile che impedisce la traspirazione cutanea e rende inutile l'impiego successivo di ulteriori referenze. In un primo momento la barriera che viene a crearsi protegge la pelle da smog e agenti atmosferici. Nel corso del tempo però iniziano a presentarsi conseguenze negative che ora cercherò di spiegarvi nel dettaglio.
I siliconi derivano dalla combinazione di silicio e sostanze petrolifere. Sono impiegati quasi ovunque, dai prodotti anti-età, alle creme per il contorno occhi, dai prodotti per bambini ai prodotti per capelli.
Se impiegati nei prodotti per capelli tendono a rivestire i fusti capillari completamente ed impediscono il passaggio di sostanze nutrienti ed idratanti. In un primo momento i capelli appaiono più lisci, le doppie punte invisibili e l’effetto crespo minimizzato. In tempi successivi il capello inizia a perdere tono, a seccarsi notevolmente ed appare “bruciato” e privo di lucentezza. I prodotti siliconici non sono affatto curativi: fissano la situazione alimentando il danneggiamento del fusto capillare ed impedendone la naturale idratazione. I capelli si sporcheranno in fretta, sembreranno rovinati dopo alcuni mesi e saranno irreparabilmente compromessi.
L'effetto sulla pelle è altrettanto dannoso in quanto il silicone viene a creare una pellicola che occlude i pori ed impedisce la traspirazione cutanea con il risultato che la pelle è ricca di comedoni, punti neri, grani di miglio nel contorno occhi, pori dilatati, sfoghi acneici ed è estremamente secca e squamosa.
Infine, considerando anche l'aspetto dell'eco-compatibilità, i siliconi non sono assolutamente biodegradabili, finiscono nello scarico fognario tal quali e poi si accumulano nell'ambiente.


Nell’Inci i siliconi sono segnalati con le seguenti diciture:
  • Amodimethicone
  • Behenoxy Dimethicone
  • Bisamino PEG/PPG-41/3 Aminoethyl PG-Propyl Dimethicone
  • Bis-Phenylpropyl Dimethicone
  • C30-45 Alkyl Cetearyl Dimethicone Crosspolymer
  • C30-45 Alkyl Dimethicone
  • Cetearyl Methicone
  • Cetyl Dimethicone
  • Cetyl PEG/PPG-15/15 Butyl Ether Dimethicone
  • Cyclohexasiloxane
  • Cyclomethicone
  • Cyclomethicone D4
  • Cyclomethicone D5
  • Cyclopentasiloxane
  • Cyclotetrasiloxane
  • DEA PG-Propyl PEG/PPG-18/21 Dimethicone
  • Diisostearoyl Trimethylolpropane Siloxy Silicate
  • Dimethicone
  • Dimethicone Copolyol
  • Dimethiconol
  • Diphenyl Dimethicone
  • Disiloxane
  • Hydroxypropyl polysiloxane
  • Lauryl Methicone Copolyol
  • PCA Dimethicone
  • PEG/PPG-20/15 Dimethicone
  • PEG/PPG-20/15 Dimethicone o Dimethicone Copolyol.
  • PEG-12 Dimethicone
  • Phenyl Trimethicone
  • Polysilicone-18 Cetyl Phosphate
  • Silicone co-polymers
  • Silicone Resin Spheres (2, 5 & 6 micron)
  • Simethicone
  • Stearoxy Dimethicone
  • Stearyl Dimethicone
  • Trideceth-12-Amodimethicone
  • Trimethylsiloxysilicate
  • Trimethylsilylamodimethicone
  • Trisiloxane
  • Vinyldimethicone Crosspolymer

In conclusione di questo lavoro mi rendo conto che sopratutto il mondo del makeup è sommerso da prodotti di pessima qualità per quando riguarda la salute della pelle.
Sicuramente dopo essere venuta a conoscenza in modo approfondito di questi problemi, sopratutto allergie, che possono essere causati da questi prodotti, le mie scelte nell'utilizzarli saranno ben ponderate; anche se devo ammettere che non potrò fare a meno di alcuni prodotti.
Chi risulta particolarmente sensibile a determinate sostanze dovrà prestare maggiore attenzione.
Molti prodotti possono essere benissimo sostituiti da prodotti naturali e credo che ognuno di noi può cominciare a pensare ad un'idea di cura per il corpo non solo per vanità ed estetica, ma come vero e proprio nutrimento vitale e forma di benessere, e questo può essere fatto pensando a ottenere quello che vogliamo con le nostre mani. Prodursi una crema per il viso o un sapone in modo naturale è facile e difende l'idea di autoproduzione intesa come ritorno ad antiche tradizioni e forme di sapere.
Purtroppo questo è molto difficile per quanto riguardano i prodotti di makeup.
Sicuramente riuscire a riprodurre un fondotinta o altro è quasi impossibile.
Cerchiamo quindi di leggere bene le etichette prima di comperare perchè quello che ti rende bella oggi...




Testo di Federica Traversi per la tesina finale del Corso di trucco beauty&correttivo 

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