12 dicembre 2013

Cipria: pelle di velluto

Per molti anni è stato il cosmetico più utilizzato e richiesto ed ha rappresentato il must – have assoluto delle tendenze make up negli anni Ottanta: viso gessoso senza la minima trasparenza, una pelle decisamente più chiara rispetto al colorito naturale, con conseguente appesantimento delle linee di espressione. Proprio per questo motivo sono nati molti pregiudizi intorno a questo cosmetico, che, ancora oggi, lo rendono poco amato ed usato dalle donne, soprattutto di una età non più giovanissima.
Nonostante questa brutta fama, è il cosmetico essenziale per la riuscita e la durata di buon trucco. Per noi truccatori, un make up senza risulta incompleto e tecnicamente imperfetto.
Se ancora non l’avete capito, stiamo parlando della cipria.
Proveniente da Cipro, da cui prende il nome, e consacrata alla dea della bellezza e dell'amore Venere, veniva usata inizialmente come profumo, per poi divenire il cosmetico più utilizzato in Europa nel XVII secolo per la colorazione delle parrucche maschili e femminili. Si è trasformato, infine, nel prodotto indispensabile per fissare ed opacizzare il make up di ogni donna.
Composta da caolino, amido e riso, con la moderna tecnologia ha completamente trasformato le caratteristiche della "vecchia" cipria, utilizzando polveri leggerissime ed impalpabili, arricchite con principi attivi. Oggi la cipria è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di trucco, anche quello più naturale e leggero come vogliono gli ultimi trend.

Esistono due tipi di cipria: quella in polvere libera, non pressata, e quella compatta. La prima, amata dai truccatori, viene usata durante le varie fasi dell'esecuzione del trucco poichè le polveri libere, a causa della mancanza di leganti, hanno un azione fissante e opacizzante, rimanendo impalpabili e lasciando un effetto finale trasparente e naturale; la seconda, quella compatta, più coprente, è molto utile per i ritocchi ed ha lo scopo di opacizzare la zona a T – fronte, naso e mento - e rinfrescare il make up per renderlo sempre luminoso e perfetto, anche quando siete fuori casa per lavoro o durante una serata mondana. Avete presente la famosa frase: " andare ad incipriarsi il naso ", il suo significato è proprio questo.
Entrambe sono custodite in contenitori, quelli più in voga furono delle scatole, che le grandi industrie di cosmetici commissionavano ad artisti e disegnatori, riflettendo così i periodi storici attraverso i diversi materiali utilizzati e le preferenze artistiche del momento. Dalle scatole Art déco, a quelle di latta, da quelle in cartone o bachelite fino a quelli più lussuosi, come quello lanciato da Black, Star & Frost: un portacipria oro con fermaglio in diamanti.
La cipria, sia applicata da sola sia messa dopo la stesura del fondotinta, dona alla pelle un effetto vellutato.
Le sue funzioni fondamentali sono tre. La prima è quella di fissare il fondotinta  aumentandone la tenuta ed  evitando macchie ( accumulo di prodotto ) in diverse zone del viso.
La seconda è rendere più asciutte le zone dove verranno applicati altri prodotti in polvere ( blush, terra, ombretti ) in modo che le sfumature risultino omogenee e perfette.
La terza, infine, è eliminare l'effetto lucido dovuto ad alcuni prodotti oleosi o a tipologie di pelle con una secrezione sebacea maggiore, come nel caso della pelle acneica o nella classica zona T.
Grazie alla sua trasparenza non altera di molto nè il colore dell‘ incarnato nè la tonalità del fondotinta scelto.
Per applicarla, avrete bisogno di due strumenti indispensabili: il piumino di velluto o il pennello. Con quest'ultimo l'effetto sarà più leggero e trasparente, mentre con il piumino, dovendo tamponare il prodotto, l'effetto sarà più opaco e coprente.

Per evitare una distribuzione non omogenea, rimuovete l'eccesso di prodotto dal piumino e dal pennello, prima di applicarli sul viso.


Testo di Rocco Ingria

Tratto dalla rivista Sì n.24



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