23 gennaio 2014

Ro&Ro - Scuola di Trucco intervista Gianluca Lanzillotta


Gianluca Lanzillotta, classe 1984, è stato uno dei concorrenti di "Amici". 

Ma Gianluca è molto più che un semplice ex-concorrente di talent. E' un ragazzo umile, che si impegna tantissimo ed ama quello che fa.
Ha vinto molti premi ed ha partecipato ad innumerevoli musical e programmi televisivi, spot pubblicitari, tour musicali e spettacoli teatrali. 
Ha fatto parte del corpo di ballo del Festival di Sanremo ed è ora in tournèe con il musical "Romeo e Giulietta: ama e cambia il mondo".
Conosciamolo meglio...

Ciao Gianluca! Prima di tutto, complimenti per Romeo e Giulietta – ama e cambia il mondo. Lo spettacolo sta avendo un grandissimo successo! Dopo le date di Roma, quali saranno le prossime tappe?

Lo spettacolo riscuote critiche molto positive, io stesso ogni sera ho la sensazione di lavorare per qualcosa di qualità e non è così abituale! Son confermate 5 settimane a Milano da Gennaio e poi toccheremo tutte le altre grandi città italiane.


Romeo & Giulietta - ama e cambia il mondo: Gianluca sul palco con l'amico e collega Adriano Bettinelli

La prima del musical si è tenuta a Verona. Quali emozioni hai provato su un palco così importante come quello dell'Arena?
L' Arena piena di gente è da spezzare il fiato!!! Spesso si è così concentrati su quello che si sta facendo da non godersi le cose completamente. In quella occasione ho voluto, invece, vivere tutta l'emozione e staccare un po' la testa, pensare ai miei genitori in tribuna e all'occasione unica che stavo vivendo.E' stata un'esperienza che mi ha reso davvero felice.
Raccontaci cosa significa far parte del corpo di ballo di un musical.
Ogni produzione e ogni coreografo o regista hanno abitudini differenti.... Il primo pensiero è che la convivenza forzata di un gruppo abbastanza numeroso non è semplice e, tralasciando ogni ipocrisia, è possibile che nascano anche dei contrasti! Abbiamo vissuto un allestimento di tre mesi, assolutamente necessario per aver la piena consapevolezza di quello che si fa e di dove si è. È una grande macchina da guerra, mi fa pensare ad un formicaio: esistono decine di formiche che, nell'ombra ed invisibili al pubblico, fanno il loro lavoro affinché tutto sia perfetto. Ogni formica è indispensabile, che sia al trucco, sul palco o arrampicata su qualche americana per sistemare le luci.
Prima di esibirti, hai un particolare rito scaramantico?
Non uno in particolare, ma ho sempre bisogno di cinque minuti davanti allo specchio: mi rilassa truccarmi e poi basta uno sguardo alla mia immagine riflessa per darmi coraggio e forza. E' un modo per ritrovarmi.

Hai ballato anche sul palco dell'Ariston durante Sanremo. Una bella soddisfazione! Raccontaci qualche ricordo del backstage.
San Remo è stata una delle esperienze più elettrizzanti della mia vita. E' proprio vero: il palco dell' Ariston è circondato da una strana magia e tutta la città è in un fermento molto stimolante! La diretta in tv è sempre molto emozionante, hai una sola ed unica occasione per dare il meglio di te! Ho vissuto a stretto contatto con Belen e la Canalis per due mesi: uno stile di vita che non mi appartiene, ma assolutamente divertente. La prima è una gran lavoratrice, ha preso ogni esibizione molto a cuore ed ha lavorato duramente; la seconda è un po' più svampita, ma molto affascinante.


Con Anna Tatangelo, sul set di un videoclip della cantante

Che ricordo hai di Amici?
Amici è una parentesi capitata in un periodo della mia vita non troppo felice, non è una dimensione nella quale mi sentivo a mio agio! Mi sono divertito e ho preso il meglio, ma ho sfruttato pochissimo la visibilità che avrei potuto avere.


Un'esibizione durante il programma televisivo  "Amici"

Hai quasi 30 anni. Se guardassi indietro, c'è qualcosa che non rifaresti o qualcosa che vorresti fare e non hai fatto?
Credo rifarei tutto e forse molto di più, ogni esperienza ha il proprio senso: dalle serate in discoteche alle situazioni più di qualità! Credo sia sempre fondamentale contestualizzare e avere bene chiari i propri obiettivi, ma, per il resto, oggi come oggi non possiamo più scegliere cosa fare e cosa non fare, bisogna prender tutto, sempre che la propria dignità di artista venga rispettata.
Cosa consiglieresti ai ragazzi che sognano di diventare ballerini?
Forse non lo consiglierei affatto! Oggi e in Italia non è molto facile. Non è retorica, ma qui non siamo tutelati, rispettati e pagati come dovremmo, purtroppo.





Se non fossi diventato ballerino, cosa avresti voluto fare?
Da piccolo ero convinto che avrei fatto lo stilista... Così non è stato, ma ho comunque una macchina da cucire con la quale mi diletto a personalizzare, modificare, creare... A volte con risultati discutibili, altre volte sorprendenti!
Un'ultima domanda: sei anche uno degli insegnati di danza dell'Opificio, qui a Roma. Cosa si prova a trasmettere la propria arte agli altri?

Ho insegnato all' Opificio, ora non più. Insegno al Must, sempre a Roma, e nella Kledi Academy , la scuola di danza di Kledi.... Oltre a tenere un po'di stages in giro. Mi piace molto insegnare, è stimolante. Spesso vedo molta gente che si illude di poter ballare nella vita, ma vedo anche tanta passione e carattere che mi portano a pensare che la danza non è morta del tutto! Che c' è ancora modo di realizzare i propri sogni.

E noi, Gianluca, ti auguriamo con tutto il cuore di realizzare i tuoi.


Con la nostra docente Rosy Alai, sua grande amica




Intervista di Valentina Spanò



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