11 giugno 2014

Arte e make up: quando il trucco si ispira alla Pop Art

Colori accesi, accostamenti vibranti, sfumature vivaci e originali: il make-up si ispira alla Pop Art, la corrente artistica Britannica nata negli anni ’60, che ebbe la sua massima espressione in America, ancora attuale e diffusissima.
Abbreviazione di "Popular Art", arte popolare e "di massa", cioè prodotta in serie, quell’arte che vuol rappresentare nell'immaginario collettivo, l'uomo come consumatore.
Si sviluppa dalla necessità dei giovani artisti di passare dall’espressionismo astratto (fortemente in crisi) all’espressionismo figurativo, che attingesse dalle forme di vita quotidiana: gli artisti Pop infatti , utilizzano quei prodotti di largo consumo e di uso comune, elaborandoli con tecniche pittoriche e di scultura e facendoli diventare protagonisti assoluti di questa nuova corrente artistica.
La Pop Art parla di un linguaggio che tutti conoscono: quello dei mass media, del cinema e della pubblicità; si serve di fotografie ritoccate e di collage per svelare luci e ombre del recente benessere, denunciando attraverso queste tele lo smarrimento dell’uomo davanti a una società, che impone il bisogno di nuovi sogni sempre piu grandi e amplificati.
Il tema è ricorrente: l’angoscia esistenziale della società del consumismo e ogni artista si esprime con un proprio linguaggio, così personale che è quasi impossibile non riconoscerlo in quell’opera.

Andy Warhol
Nasce il 6 agosto del 1928 a Pittsburgh (USA), studia al Carnegie Institute of Technology di Pittsburgh e lavora per un decennio come grafico pubblicitario a New York.
Andy Warhol

Andy Warhol nel 1957 inventa il business dell’arte, dove il marketing stesso diventa materia d’arte, dove l’opera diventa prodotto, dove il saper vendere conta di più del cosa si vende.
Nasce Andy Warhol Enterprises, un’azienda per la commercializzazione delle sue opere, già basate sulla ripetizione e sulla uniformità seriale di immagini,la ripetizione era infatti il suo metodo di successo: su grosse tele riproduceva
moltissime volte la stessa immagine alterandone i colori (prevalentemente vivaci e forti).
Andy Warhol fu uno dei principali esponenti della pop art: trasformò l’opera d’arte da oggetto unico a prodotto in serie, come nel celebre quadro dei barattoli di minestra Campbell col quale confermò di fatto, che il linguaggio della pubblicità era ormai diventato arte, e che i gusti del pubblico si erano ad essa uniformati e standardizzati.

Protagonisti delle opere Pop art non solo oggetti di largo consumo ma anche icone dello star system cinematografico e musicale, e gli accadimenti di carattere storico- sociale, convertiti in oggetti di consumo, in questo caso su tela.


Linee e colori di grande impatto visivo, si impongono come avanguardie anche nel mondo del make-up, riportando in vita ciò che di sensazionale esprimevano “I mitici anni sessanta”.
Gli eventi socio-politici e culturali di quegli anni hanno inevitabilmente influenzato e modificato i valori e lo stile di vita delle nuove generazioni. Rispetto al decennio precedente la moda non viene più imposta dalle boutique e dall’haute couture di Parigi ma si sposta a Londra che detta legge orientando tutti i settori; per capire la moda, in fatto di abiti e make-up basta osservare i giovani: troviamo lo stile ispirato ai Beatles per i ragazzi, i twin set, scarpe basse e trucco acqua e sapone per le ragazze, e ancora i look caratterizzati da giubbotti di cuoio borchiato, stivali sporchi e jeans sdruciti con tanto di fazzoletto al collo e i capelli tenuti alti con la brillantina, in perfetto stile Grease.
Si respira aria di progresso, di novità e di avanguardia in tutti i campi. La moda è decisamente incentrata sui giovani, e per la prima volta una modella, Twiggy, diventa l’idolo dei teenagers, rivoluzionando completamente il modello di donna.
In quest’epoca la moda sviluppa nuovi materiali e colori, entrano in scena il vinile, il pvc, i tessuti acrilici e il poliestere; tipico di questo decennio è anche il tubino di Paco Rabanne realizzato con dischetti e lamelle di plastica.

Nel 1964 Mary Quant inventa la minigonna.
Mary Quant

Da adesso in poi le donne usano un abbigliamento estremamente giovanile, con miniabiti e collant dalle fantasie vivaci e colorate.
Per la prima volta si cerca di introdurre delle trasparenze negli abiti e per il make-up si usano rossetti nude, fondotinta pallidi ma abbondante ombretto nero ed eye-liner.
Dal ’68 in poi i giovani decidono di voler tornare in armonia con la natura e di non voler più stravolgere l’ambiente.
Comincia a diffondersi la filosofia Hippie che con le sue scelte e le sue idee influenzerà gli ultimi anni ’60 e gli anni ’70.
In Italia una maison che sposa le tendenze della moda hippie è quella di Missoni. L’etnico domina su tutto e gli hippie sono i primi ad adottare gli indumenti di camoscio a frange,i caftani e le bandane; tutto ciò per manifestare il rifiuto verso il consumismo della civiltà occidentale.
Questo periodo storico segna una presa di coscienza da parte dei giovani, del loro bisogno di libertà, siamo in un periodo di vera e propria evoluzione o “rivoluzione”, e quest’onda non può non travolgere anche la moda; miti come Twiggy , Brigitte Bardot, Audrey Hepburn rimaste icone indelebili fino ai giorni nostri rompono gli schemi e scandiscono i nuovi trend di moda e make-up.

Il trucco si concentra sugli occhi che diventano enormi, si tende a marcare molto la piega dell’occhio con colori scuri (nero e marrone) lasciando chiarissima la palpebra (rosa, celeste e bianco) che risulterà più grande, ciglia finte superiori e inferiori, quest’ultime vengono addirittura enfatizzate e disegnate grazie alla matita nera o all’eye-liner (come Twiggy). 

Twiggy
Le labbra vengono colorate con colori abbastanza tenui, lo stesso vale per il blush; matita bianca all’interno dell’occhio e sopracciglia o totalmente depilate come Mina oppure spesse e quadrate come Audrey.
E' in questo decennio che nasce la body art, lo stile etnico, la Pop art appunto vedi l’abito Mondrian di Yves Saint Laurent, ispirato proprio a quest’ultima.
Twiggy è il volto del '66 è su tutte le copertine delle più importanti riviste con il suo taglio da monella, gli occhi caratterizzati dall’inconfondibile sfumatura “a banana” e le ciglia inferiori disegnate con l'eye-liner,
lo stesso che ha caratterizzato gli anni '50 e che adesso viene adoperato in maniera totalmente nuova e creativa.
Tutto a sottolineare uno stile fresco, ironico colorato e accessibile.

Le donne indossano gli hot-pans, si disegnano fiori intorno agli occhi e per truccarsi adoperano matite coloratissime: rosa acceso, beige dorato, verde, viola, arancione sono le tonalità che vanno per la maggiore.
La pop art, che si impone quindi come un vero e proprio modo di essere, riportando in vita i sensazionali anni ’60: linee grafiche e colori forti, di grande impatto visivo, fanno il loro ingresso prepotente diventando avanguardie nel mondo del make-up.
Colori accattivanti, immagini seriali e simboli della cultura popolare, emergono nella società come un nuovo punto di vista, del tutto moderno e inusuale.
Punto focale di questa corrente artistica, non solo il colore, ma anche l’alta definizione di linee precise e ben marcate, che danno forma a quei dettagli fatti apposta per essere notati. Questi i particolari cui dedicare attenzione per creare un make-up impeccabile degno di essere interpretato come un’opera d’arte.
Dai backstage delle sfilate, alle star della musica, giocando con nuance brillanti ed eye-liner di ultima generazione; colori, accostamenti e sfumature: non un pittore con una tela ma un truccatore e un viso nudo, per un risultato sorprendentemente pop.

Che il trucco fosse una forma di arte non c’era ombra di dubbio, oggi il make-up si ispira direttamente alle correnti artistiche del passato miscelando forme e linee, colori accesi e toni più leggeri, grafie definite e sfumature approssimative, queste sono le caratteristiche del trucco Pop Art che oggi vediamo riproposto sui volti delle modelle e delle star, che riportano in vita le opere di artisti come Andy Warhol.  


I prodotti ideali per creare un perfetto look in stile Pop Art sono gli ombretti in crema, le ciglia finte, gli eye-liner e i mascara colorati: nuance piene da alternare a sfumature soft e colori a tratti più forti.
L’incarnato è opaco e chiaro o messo in risalto da colori fluorescenti come i fucsia e gli arancioni sugli zigomi, mentre gli occhi o le labbra sono i protagonisti del trucco: eye-liner grafici, linee spesse e colorate, ombretti super pigmentati di colore come blu, verde acido, rosa acceso e viola, oppure rossetti e gloss dalle sfumature molto particolari. 

Il tocco finale per completare il look, un mascara colorato oppure ciglia finte meglio se a piume, preferibilmente colorate e molto lunghe; non dimentichiamo poi di vestire anche le mani con colori pieni e dall’effetto lucido.
Il giallo si sposa con il verde, il rosa con il rosso, il celeste si aggiunge al lilla, e come diceva lo stesso Andy Warhol: “Mettersi l’ombretto è un arte e a meno che non ci sia del talento innato, richiede tempo”.

“L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità” citava Ugo Foscolo, ed io sono pienamente d’accodo con quest’affermazione, tutto ciò che ci circonda è arte, dalla moda alla musica, alla danza a un semplice graffito ammirato sui muri di una borgata cittadina, la creatività è un qualcosa di astratto (un’ispirazione,un’idea) che poi si concretizza diventando estremamente meravigliosa, essa ci permette di ammirare con stupore e a volte è tale da spiazzarci; è ovunque intorno a noi.
In questo caso, l’arte del make-up può manifestarsi in un opera già vista centinaia di volte ma, reinterpretata a sua volta un milione di altre volte, secondo il gusto e la creatività dell’artista, può ogni singola volta essere ammirata come nuova, e addirittura rappresentare la più pura forma di arte mai ammirata prima.
Ci troviamo quindi, di fronte a un qualcosa, che nonostante sia stata vista e rivista, è novità! Una novità in cui vengono cancellate le linee guida del viso a favore di un’interpretazione alternativa della bellezza femminile; in fondo l’arte è proprio questo: c’è sempre spazio per un tocco creativo, per un punto di vista inaspettato rispetto alla normalità o alle massime a cui siamo abituati.


Tesina di Valentina Silvi per l'esame finale del Corso di trucco beauty&correttivo.




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