26 giugno 2014

Il trucco pin-up

La storia della pin up (letteralmente significa “appendere su”, “appendere con spillo”) nasce in Francia dove, alla fine dell’Ottocento, cominciarono ad apparire le prime copertine dedicate a rappresentazioni femminili in abiti succinti.
Nei primi anni del ventesimo secolo, queste immagini arrivarono anche al di là dell’Oceano e, con lo scoppio della prima Guerra Mondiale, in America cominciano a comparire le prime donne pin up. L’esercito americano considerò da subito la pin up utile al morale delle sue truppe e decise così di spedirle al fronte. Il massimo sviluppo e la massima “produzione” di Pin Up si ha però con l’avvento della seconda Guerra Mondiale, quando molte fra le più belle Pin Up furono pubblicate da “Yank”, il settimanale dell’esercito, ovviamente americano: in questo periodo prese vita una nuova arte, la “Nose Art” che vide la rappresentazione di donne sensuali sui mezzi militari americani, in modo particolare sui bombardieri che le usavano come mascotte. Con la fine della guerra sembrava che il fenomeno pin up dovesse via via scomparire, ma al loro rientro in patria vennero subito assoldate dal mondo pubblicitario maschile.
Con il passare degli anni e l’ammorbidirsi della censura, le ragazze si fecero più trasgressive trasformandosi in immagini femminili meno ingenue e più sexy che soppianteranno velocemente le prime pin up.
Per potersi definire pin up, la ragazza doveva possedere caratteristiche fondamentali: la più importante è la postura, che doveva mettere in evidenza le curve sinuose ed essere affiancata da un’espressione del volto ingenua, sorridente ma allo stesso tempo accattivante; la pin up doveva essere incantatrice ma anche scherzosa e birichina con il suo osservatore.
Erano tipiche bellezze americane, dalle gambe lunghe e tornite, curve abbondanti e tratti somatici molto femminili, quindi prosperose ed attraenti ma dal viso giovane, quasi fanciullesco, ed armonioso. Erano delle "dive" private del classico "divismo": l'ampia diffusione delle loro storie sulle riviste concorse a conferire loro un carattere comune agli occhi del pubblico.
Le loro forme generose e longilinee al tempo stesso rappresentano i sogni erotici del pubblico maschile tuttora e, nel periodo in cui hanno iniziato a farsi conoscere, hanno rappresentato una desiderabile opulenza nel momento di una profonda crisi causata dalla fame della guerra.
La donna ideale ha fianchi tondi, seno esplosivo, gambe ben tornite: una donna in carne, che non si preoccupa delle diete o della cellulite e che rappresenta la speranza dopo la fame della guerra.
E’ l’epoca delle “maggiorate”, il cui corpo è metafora del sogno di opulenza che vive l’Europa e che si tradurrà nel boom economico.

Marilyn Monroe

Brigitte Bardot

Le misure seno-vita-fianchi 90-60-90 rappresentano la formula della bellezza degli anni Cinquanta: gambe lunghe, bellissimi fianchi e vita sottilissima sono il modello a cui ambisce ogni ragazza. A partire dal secondo dopoguerra è il cinema, soprattutto quello americano, a proporre i nuovi canoni estetici: le vamp biondo platino, tutte superdotate, sono le ispiratrici della moda, del look, dello stile di vita di donne di ogni ceto sociale.
Sicuramente le icone della femminilità e della sensualità degli anni Cinquanta sono Brigitte Bardot e Marilyn Monroe, con le loro curve procaci e la loro celebre forma “a clessidra”.



L’abbigliamento inoltre giocava un ruolo fondamentale nel suo “vedo-non vedo”: la pin up non doveva mostrare troppo, bensì il gioco consisteva nel coprire in modo sapiente i punti “proibiti”. Iniziarono così a spopolare corpetti con una spallina cadente, lunghe gonne a pieghe sollevate da un forte vento e trasparenti baby-doll. Non è detto che la pin up sia sempre sola, può essere accompagnata anche da figure maschili, da animali (cagnolini al guinzaglio, uccellini, gattini) o auto d'epoca, sempre restando però la protagonista indiscussa di tutta la scena. Questi sono gli ingredienti che, uniti ad un cocktail di colori ed un bel pizzico di innocente malizia, contribuiscono a creare un’immagine di sicuro effetto.
La “vera” pin up è rappresentata nell’immagine di donna che sa ben gestire il difficile equilibrio fra erotismo, buon gusto e discrezione. Con il cinema e il varietà, e soprattutto con la grande stagione dei musical, le pin up degli anni 40 avevano mostrato le gambe e gli ombelichi. Ma la vera svolta arrivò con i primi anni Cinquanta: nel 1953 negli Stati Uniti nacque la rivista Playboy, fondata da Hugh Hefner ed il cui primo numero ospitava per 50 centesimi la giovane e sconosciuta Marilyn Monroe.
Da allora tutte le dive americane hanno aspirato a un posto d’onore su quelle pagine. Tra i nomi più importanti che apparvero sulla rivista non bisogna scordare i due maggiori collaboratori, Alberto Vargas e Rolf Armstrong che riuscirono a ritrarre sapientemente donne bellissime regalandoci un mito senza tempo arrivato fino ad oggi.
E’ proprio grazie ai loro ritratti se sessant’anni dopo possiamo ricordare quegli anni come un periodo di forte cambiamento, nel ruolo della donna così come all’interno del mondo della moda, un periodo fertile e ricco di novità che ancora oggi vengono spiate e riprese come importanti spunti.



IL TRUCCO PIN-UP, ANNI ‘50 
Grace Kelly
Gli anni '50 sono il decennio delle pin up, gli anni del mito di Marilyn Monroe e di Elizabeth Taylor. Mai come in questo decennio la donna è stata più femminile nel suo modo di vestirsi e di truccarsi. In questi anni Dior propone la gonna corolla e il corsetto per stringere al massimo il punto vita. L'ideale di donna è formosa, sensuale, dall'immagine rassicurante e accogliente.
Il trucco degli anni '50 è intramontabile. Ancora oggi molte attrici sfoggiano un make- up ispirato a questo decennio sul red carpet.
Le labbra sono protagoniste, rigorosamente rosse e carnose. La linea del rossetto è arrotondata, ma non a forma di cuore come negli anni '30, bensì vengono leggermente smussati gli angoli dell'arco di Cupido e si tende a bordare le labbra anche sul vermiglio per creare una bocca più piena e sensuale.
L'incarnato si fa più luminoso e viene fatto un uso sapiente dei punti luce che vengono valorizzati con polveri illuminanti. Il fondotinta deve essere molto coprente per garantire una pelle da bambola. Le guance vengono esaltate da blush color rosa pallido per conferire un'aria fanciullesca.

Liz Taylor

Gli anni '50 sono gli anni dell'eye-liner che viene applicato con un tratto molto sottile che va man mano ad allargarsi verso l'esterno della palpebra per poi finire a forma di virgola in sù. Questo trucco serve per allungare e sollevare la parte esterna dell'occhio. La palpebra viene truccata in modo molto naturale, con toni color carne o a volte, come nel caso di Marilyn, veniva applicato un ombretto illuminante, rosa chiarissimo sulla palpebra mobile e un ombretto di rosato ma molto più scuro sulla piega palpebrale, in modo da creare una mezza luna. L'ombretto illuminante viene applicato anche sotto la coda delle sopracciglia per illuminare e aprire lo sguardo e sulla parte alta degli zigomi.
Le ciglia finte sono un must del make-up anni '50 e diventano vistose ed esuberanti per creare un trucco in pieno stile pin-up. Le sopracciglia vengono portate ad “ala di gabbiano” e sovente vengono marcate con la matita per valorizzare lo sguardo. 


Audrey Hepburn
L’industria cosmetica diventa sempre più fiorente e anche i packaging dei prodotti sono poco a poco più pratici e variegati così da soddisfare sempre più esigenze; la cipria diventa compatta per essere portata sempre in borsetta, nascono le prime trousse con specchietti e pennellini.
I capelli in questi anni vanno di moda corti e cotonati, ma anche lunghi, voluminosi e con una frangia molto netta. I colori più diffusi sono il biondo platino e il nero corvino. Ormai il parrucchiere è un lusso che in molte possono permettersi così come il consumo di tinte, balsami e lacche, prodotti sempre più venduti.
Il cinema. In questo periodo, esprime al meglio la doppia anima della società che vive tra i ricordi degli orrori della guerra e il desiderio di andare avanti. In Italia si affermano volti come quelli di Sophia Loren e Anna Magnani mentre in America si guarda con ammirazione a Rita Hayworth, Grace Kelly, Audrey Hepburn e tante altre…stereotipi di donne tutte molto diverse tra loro, che vengono riuniti in un’unica mitica icona, Marilyn Monroe, e la cui immagine è tutt’oggi capace di catalizzare l’attenzione. Il suo mix di sensualità e innocenza allo stesso tempo, la rende una delle donne più amate e ammirate di sempre, una star senza tempi, la prima vera e propria sex symbol.




Tesina di Nicole La Torre per l'esame finale del Corso di trucco beauty&correttivo.







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