31 luglio 2014

Note di trucco: quando l'esagerazione è madre del successo

Madonna

Guanti in pizzo, scaldamuscoli, tulle, pailettes, ombretti shimmer, blush fucsia, capelli cotonati, il tutto accompagnato da voci inconfondibili come Madonna e Cindy Lauper, che con stravaganza ed entusiasmo hanno reso gli anni 80’ un decennio frizzante ed iper colorato.
Rinominati "big bright and bold" (grandi luminosi ed audaci), gli anni '80 sono caratterizzati oltre che da stile controverso e stravagante nell’ abbigliamento, anche da un eccentrico modo di truccarsi e di apparire.
Parliamo soprattutto nella musica, in cui le più grandi pop star di quegli anni, si distinguevano proprio per gli eccessi di ogni genere, dagli accessori ai vestiti, arrivando al trucco che oggi sarebbe improponibile dati i canoni di bellezza moderni.

Uno degli avvenimenti che caratterizza la musica in questo decennio, è sicuramente, la nascita di MTV (music television), canale in cui si trasmettevano video musicali 24 ore su 24.
MTV venne lanciato il 1° Agosto 1981, da lì a poco diventa una vetrina per tantissimi cantanti e rock band. Durante i suoi primi anni di trasmissione, solo pochi artisti neri apparivano tra le classifiche di MTV, tra questi, i nomi di Tina Turner, Donna Summer, Prince.
Nel 1983, il presidente della CBS Records, Walter Yetnikoff, denunciò pubblicamente MTV, minacciando di togliere alla rete la possibilità di trasmettere tutti i video musicali di proprietà dell’ etichetta discografica, così MTV rompe le barriere razziali trasmettendo “ Billie Jean” di Michael Jackson.
Nel 1984 la rete trasmette i suoi primi MTV Video Music Awards, conosciuti anche come VMAs. La prima edizione dello show del 1984, è soprattutto ricordata dai media per la frizzante esibizione di Madonna in “Like a Virgin” che ad oggi risulta l’artista più premiata agli MTV VMAs.
Consegnati ben nove premi, in questa edizione, all’indiscusso re del pop Michael Jackson con l’album “Trhiller”, che detiene il record degli album più venduti al mondo.
Best female video Cindy Lauper con “ Girl just want to have fan”

Micheal Jackson -  Single Album

Madonna
Grandi artisti accomunati tutti da uno stile eccentrico, ed un successo che ancora oggi li caratterizza. Icone da emulare per la donna in quegli anni sono sicuramente Madonna e Cindy Lauper, che hanno creato un look eccentrico e dato l’opportunità alle donne di sentirsi emancipate e più sicure di sè, diversificando non solo il loro modo di vestire e truccare, ma anche di cambiare il loro posto nel mondo; la donna inizia a sentirsi parte integrante anche nel lavoro, dove sembrava che solo gli uomini avessero la possibilità di esprimere le proprie capacità.

Cyndi Lauper
Abiti popolari per le donne nel mercato del lavoro includono sicuramente gonne al ginocchio, pantaloni a gamba larga, una giacca di corrispondenza e una camicia di un colore diverso. Si comincia a dare spazio alla creatività durante la metà di questo decennio.
Madonna e Michael Jackson diventano icone indiscusse e segnano un cambiamento radicale nella moda e nella musica. Gli adolescenti di tutto il mondo replicavano lo stile thriller con giacca rossa e pantaloni a gamba larga, rigorosamente in pelle, guanti senza dita, ricciolo vaporoso e spettinato. Si cerca in tutti i modi di trovare un esempio di stile da seguire.
Sembra che questo decennio segni una svolta su tutti i fronti, dalla routine della vita reale a quella dietro lo schermo.
Si percepisce la voglia di uscire fuori dagli schemi, di voler affermare la propria personalità con look estremi e stravaganti. “Eccesso” è la parola chiave, essenziali sono scaldamuscoli, jeans, tulle, accessori di ogni genere e super colorati. L’aerobica diventa una mania per tutte le donne, ed anche qui troviamo un abbigliamento correlato. Classico body accompagnato da corrispondenti collant, scaldamuscoli e fascia elastica. I fuseaux (i nostri cari leggings), giocano un ruolo fondamentale, parte integrante di questa tendenza, erano di solito indossati con maglioni e felpe oversize nei mesi più freddi, o con t-shirt sempre molto larghe in estate.

Il make-up soprattutto subisce un cambiamento radicale, si passa da un look naturale a colori fluo, perlati ed intensi.
Madonna
Contrasti a non finire, occhi tanto blu quasi da sembrare lividi, sopracciglia foltissime coperte dallo stesso ombretto, eyeliner e mascara erano d’ obbligo, arrivando alle labbra che ovviamente non potevano rimanere naturali, anzi, si cercava un colore abbastanza forte da contrastare quello degli occhi, infine il blush mattone o fucsia fin sopra le tempie e chi più ne ha più ne metta. Si preferivano linee geometriche e percepibili, quindi ovviamente lo zigomo ben scolpito e labbra ben delineate.
Esagerare il più possibile per dare l’idea di essere liberi di mostrarsi come meglio si crede, essere liberi di dire ciò che si vuole ed essere liberi di trasgredire.
La ricerca da parte dei grandi artisti, della propria individualità, ha fatto si che anche le persone comuni cercassero un loro modo di essere e di esprimersi.
Un decennio che ci catapulta in un mondo pieno di colori, di stranezze e stili che ad oggi ci sembrano improponibili, ma che, senza rendercene conto, vengono riproposti anno dopo anno.
Uno stile che rivoluziona il modo di vivere di quegli anni e influenza le persone reali ma anche quelle di fantasia, uno stile che vede protagonista anche uno dei personaggi animati che più rispecchia la fine degli anni '80, che ha dato la possibilità anche alle generazioni successive di viverli, odiarli o amarli; Jem e le Hologram è un cartone animato trasmesso nel 1985 negli Stati Uniti, poi arrivato anche da noi agli inizi degli anni '90, è riproposto ancora oggi.
Ispirato proprio al mondo della musica, che rende protagonista la stessa, ma soprattutto lo stile dei personaggi, chiaramente ispirato alle icone musicali di quegli anni.

Il cartoon Jem e le Hologram
Ad oggi questo look viene riproposto di continuo, con dettagli come accessori stravaganti o particolari capi di abbigliamento trovati nei mercatini vintage, ma soprattutto nei negozi di tendenza, alla portata di tutti. Soprattutto le pop star di oggi riescono a riportarci indietro nel tempo riproponendo l’esagerazione con abbigliamenti estrosi che non fanno però parte della vita reale, ma che vediamo solo nelle personalità di artisti, che per esigenza di immagine e pubblicità devono mantenere dei canoni di stile ben precisi.

Miley Cyrus

Rihanna
Ovviamente le rivisitazioni di questo stile nella realtà, riguardano per lo più accessori e vestiti, ma per quanto riguarda il make-up, questi eccessi di colori e contrasti li ritroveremo solo nelle sfilate di alta moda.
Lo stile che va per la maggiore nel trucco non è sicuramente un blu elettrico o un blush mattone, ma comunque ritroviamo un sopracciglio molto folto e magari un mascara colorato.

Mentre ieri si tendeva ad aggiungere, a truccarsi e vestirsi in modo eccentrico per farsi notare ,e la parola chiave era “Eccesso”, oggi le persone comuni tendono alla naturalezza, il trucco che si predilige in un viso è spesso acqua e sapone, ma magari rimane la voglia di personalizzarlo con particolari accessori; l’importante in tutto questo è trovare il giusto compromesso, esprimere ciò che siamo con un pizzico di originalità, cercando di trovare un equilibrio costante tra ciò che si è e il modo di comunicarlo (attraverso il trucco e l’abbigliamento), distinguersi per la particolarità, essere singolari e trovare il nostro stile, quello che ci rappresenta e che mette a nudo la nostra anima, il nostro io più profondo, quel modo di presentarci al mondo che ci mette a nudo agli occhi di tutti, quello stile in cui noi ci riconosciamo e che ci fa stare bene,cosa fondamentale non cadere nel ridicolo,essere noi stessi e avere un’identità che ci rispecchia, ma senza esagerare e ricordandoci che ciò che ieri era “glamour”, oggi potrebbe risultare “trash” .








Tesina di Alessandra Silvi per l'esame finale del Corso di trucco beauty&correttivo.


24 luglio 2014

Capelli al mare: ecco come curarli

Sole, salsedine, vento e sabbia. Ed ancora, trecce, chignon, code di cavallo.
In vacanza, i capelli sono sottoposti a stress. Per evitare di tornare in città con una chioma ingestibile, basta poco!Seguite i nostri consigli!

- Sotto il sole, ricordate di proteggere i capelli con un cappello ed applicate un prodotto adatto che li ripari dai raggi UV.



- Dopo il bagno e di ritorno dalla spiaggia, risciacquate sempre corpo e capelli con acqua dolce e prodotti delicati. I cristalli di sale attirano i raggi solari, disidratano la pelle.



- Per detergere i capelli, usate uno shampoo delicato, adatto a lavaggi frequenti, per nutrire le punte ed idratare il cuoio capelluto.



- Per una coccola serale, applicate sulle lunghezze una maschera e lasciatela agire 5 minuti. Effetto ristrutturante assicurato.


- Il tocco glam per le lunghe notti d'estate è l'applicazione di un prodotto dopo shampoo che renda brillanti i capelli. Evitate phon e piastra e lasciateli asciugare all'aria.
Quest'anno, poi, vanno di moda le beach waves quindi non dovrete preoccuparvi se l'effetto sarà un po' selvaggio!



Buone vacanze!!!

22 luglio 2014

Storia del prodotto cosmetico - Prima Parte

In ogni epoca ed in qualsiasi parte del mondo, ogni cultura ha utilizzato degli accorgimenti per far risaltare il proprio corpo, ai fini religiosi, culturali o semplicemente estetici; infatti le acconciature dei capelli, i tatuaggi sulla pelle, le orecchie forate, i gioielli e l'abbigliamento possono essere interpretati come messaggi che l'essere umano invia verso l'esterno per esprimersi.
Il trucco è sempre stato ritenuto un messo importante di comunicazione, nell' antichità era usato per mettere in contatto l'essere umano con la divinità, non a caso in quasi tutte le danze sacre i danzatori prestavano molta cura ed attenzione al trucco.

IL TRUCCO NELL'ANTICO EGITTO

Il trucco, come si può vedere tutt'oggi dai meravigliosi decori che ancora accompagnano i siti archeologici, era già noto ai tempi dell' antico Egitto, dove Re e Regine erano soliti decorare il proprio viso esaltare la propria bellezza. Anche se gli antichi egizi non avevano la tecnologia di produttori di trucco di oggi, hanno usato le risorse disponibili della terra che li circondava per creare i cosmetici.


Trucco degli occhi

Gli antichi Egizi crearono il trucco degli occhi con due tipi di minerali. L' “udju” era il trucco degli occhi verdi a base di malachite verde, un minerale di ossido di rame di colore verde chiaro. Estratta in Sinai, la malachite è stata importata in Egitto, dove gli antichi Egizi trasformando la pietra in trucco schiacciandola e mescolandola con un liquido o gel, di grassi animali, olio o acqua. Gli occhi erano considerati la massima espressività dell'anima.
Gli Egizi usavano un processo simile per creare il trucco nero degli occhi che è cosi spesso visto su maschere e dipinti d'epoca. Miscelavano la galena, un minerale di piombo di colore nero, con grasso, olio o acqua creando il “kohl”. Gli antichi Egizi conservavano i loro udju e kohl in tavolozze o vasetti ,stretti con una bocca stretta e corpo massiccio, e applicavano il trucco intorno agli occhi con un bastoncino di legno, pietra o avorio.
Usavano il trucco non solo per scopi cosmetici, in quanto credevano che servisse anche per scopi pratici, medicinali e spirituali. Applicavano il kohl per scacciare le mosche, proteggere i loro occhi dal sole e, a causa delle qualità della galena di disinfettante, per prevenire e curare le malattie degli occhi.
Le madri applicavano il kohl per gli occhi ai loro bambini appena nati per prevenire le malattie e scongiurare le maledizioni.
L' udju, l'antico egiziano trucco degli occhi verdi, è stato pensato per invocare il dio egizio Horus, dio del cielo e del sole.

Guance e labbra

Anche se il trucco degli occhi è il più conosciuto tipo di trucco antico egiziano, la gente dell'era usava anche il trucco sulle labbra e sulle guance. Per creare il colore del fard e per le labbra, miscelavano l'argilla color ocra, o ossido di ferro idrato e terra, e lavavano tutto. L 'ocra veniva poi essiccata al sole o bruciata per migliorare il colore. Una volta che l'ocra era asciutta, veniva trasformata in polvere, mescolata con grasso, olio o acqua per creare una pasta e poi applicata alle guance e, a volte le labbra.



Capelli e unghie

Gli antichi Egizi utilizzavano i cosmetici anche per colorare i capelli e le unghie. Usavano una forma di henné che è una tintura derivata dalla arbusto henné, originario dell'Africa. Essiccavano e macinavano le foglie e i germogli della pianta dell' henné.
La polvere poi veniva aggiunta al grasso, l'olio o l'acqua per formare una pasta che poteva essere applicata ai capelli e alle unghie per ottenere una tinta gialla o arancione. Gli antichi Egizi utilizzavano anche fare tatuaggi all' henné.

Skincare e profumi

La pelle invece, bisognosa di protezione da un clima torrido e dalle sabbie del deserto, veniva protetta con degli unguenti profumati, in cui era compreso anche l'uso del miele, che veniva spalmato in viso o sul corpo, cosi l'epidermide si manteneva morbida. Inoltre nei tempi antichi il sapone per lavare il corpo era sconosciuto, pertanto gli oli e gli unguenti erano degli efficaci detergenti usati anche per motivi igienici, grazie all' azione antibatterica di molti oli essenziali.
Ma l' ingegno egiziano prevedeva anche una sorta di “invenzione” una crema scrub per l'epidermide, realizzata con carbonato di sodio, miele e sale marino, ottima per ammorbidire e levigare la pelle del corpo.
Le donne egiziane erano anche molto attente alle rughe, per stendere la pelle e ringiovanirla, venivano creati unguenti appositi, in grado di distendere le cellule epidermiche con sostanze assolutamente naturali.
Infine, i profumi. Nell' Antico Egitto il profumo era molto usato, sia da uomini che da donne, e per farlo venivano usati unguenti specifici ed oli profumati, estratti direttamente dalle piante e dai frutti, come la loce della moringa.

Tutti i riti di bellezza egiziani erano usati anche nelle cerimonie religiose, durante i quali gli antichi egizi tenevano molto alla cura personale estetica.
Lo scienziato Philippe Walter cercò di capire esattamente di cosa si nascondeva dietro la credenza del make-up curativo; cosi ha utilizzato un sofisticato sistema, la rilevazione dell'effetto del sale cloruro di piombo su una singola cellula.
Rilevando che le difese immunitarie vennero stimolate da questa sostanza a reagire contro l'attacco di batteri. Insomma, oltre a quello di aver edificato le piramidi, gli antichi egizi va anche il merito di aver inventato il make-up salutare.

I SUMERI

Secondo Erodoto (500 AC), si pitturavano la faccia con il piombo bianco e rosso vermiglio. Sia gli uomini che le giovani donne si arricciavano i capelli e li profumavano con oli. Si mantenevano morbida la pelle con la pietra pomice ed utilizzavano oli profumati per il corpo. Le donne erano solite massaggiarsi il corpo con una mistura di incenso, cedro e cipresso in acqua. Quando si sciacquavano il giorno seguente il corpo rimaneva morbido e vellutato.


IL TRUCCO NELL'ANTICA GRECIA

Gli antichi Greci, forse anche spinti dalle accortezze egizie,avevano il culto della bellezza ideale era una condizione necessaria per la società, tanto che uomini e donne perseguivano l’obiettivo della perfezione fisica.
Ad Atene esistevano addirittura i così detti “ginecomi” ( una sorta di categoria di magistrati) avevano il compito di multare le donne che trascuravano il loro aspetto esteriore,cura ed igiene, ma anche per quanto concerneva l’abbigliamento.



Trucco degli occhi

Le donne greche davano molto risalto alla loro linea naturale e, come per gli egizi, usavano il kohl per sfumare delle lunghe linee nere. La vera novità delle donne greche è l'uso dell'ombretto. In Grecia, infatti, si usava molto colorare le palpebre, con i colori di varia natura. Il blu, l' azzurro ed il verde erano i colori più usati, come si nota anche dai reperti che sono stati ritrovati.
Anche le sopracciglia avevano un loro ruolo estetico, per questo venivano messe in risalto e scurite con del carbone o con l'antimonio; avere sopracciglia lunghe e scure era sinonimo di forte carattere.

Skincare e capelli

Le donne, quasi ogni giorno, curavano spirito e corpo attraverso lunghi bagni profumati, insieme alle proprie ancelle, che aiutavano le loro signore a profumare e lavare ogni parte del corpo.
Dopo il bagno, era abitudine spalmarsi una sorta di unguento, dal profumo forte e deciso, estratto dalle piante o dai fiori. Se la donna era di umili condizioni, si riceva nei bagni pubblici, dove era possibile usufruire delle apposite vasche.
La pelle veniva illuminata con degli estratti di minio, ancusa o fuco, dai colori forti e rossicci, per dare risalto alle guance e rendere rosee, sinonimo di perfetta salute.
Veniva usato anche il bianco, era di solito il piombo bianco, più tardi il solfuro mercurico fu utilizzato come pigmento al pari del piombo bianco e l'orpimento , un composto dell'arsenico veniva usato come depilante.
I capelli venivano molto spesso raccolti e se presentavano sfumature bianche o grigie, venivano tinti di nero o di biondo. Sia agli uomini che alle donne piacevano i capelli biondi e per ottenerli li lavavano con uno speciale unguento proveniente da Atene e li esponevano al sole per ore.

Acconciature greche

Gli uomini di Atene utilizzavano diverse essenze per le diverse parti del corpo, per esempio olio di palma nelle gambe, menta per le braccia, maggiorana per le sopracciglia e timo per le ginocchia ed il collo.
I greci si lavavano i denti accuratamente con ramoscelli e succhiavano gomme aromatiche per addolcire l'alito; un altro potere che i greci attribuivano ai profumi era che rendevano in grado di bere più vino.
Grosse quantità di sostanze aromatiche venivano anche consumate nelle feste religiose.
Un particolare che riguarda solo le sacerdotesse ha reso noto come esse fossero solite a colorarsi i capezzoli di rosso e arancio, attraverso rimedi ed estratti naturali.



Labbra
Anche le labbra avevano una loro tintura: solitamente si usava il rosso estratto dall'oricello e lo si passava sulla bocca con un apposito pennello.
L'uso del make-up nell' antica Grecia aveva il duplice scopo di rendere la donna presentabile all'esterno e di permettere alla donna stessa di poter essere seducente verso l'altro sesso: le donne greche amavano corteggiare ed essere corteggiate ed il trucco era un alleato in più per la loro già nota bellezza.

La parola cosmetico deriva dal greco kosm tikos che significa “ che ha il potere di sistemare” o “abile nel decorare”. Da questo derivano le parole kosmein (adornare) e kosmos (ordine, armonia), a quest'ultima il significato attuale di “universo” è stato attribuito dagli antichi dall'osservazione del suo perfetto ordine.

IL TRUCCO NELL'ANTICA ROMA

Nell' antica Roma, cosi come in Grecia, le donne usavano curare il proprio aspetto con l'aiuto di veri e propri cosmetici. Inizialmente, le donne romane usavano curare la propria igiene solo con acqua e delicati profumi: era infatti abitudine di non appesantire i propri lineamenti, lasciando il viso libero da contaminazioni esterne.

 

Già i poeti romani non vedevano di buon occhio e donne che usavano truccarsi e, nelle loro poesie, erano soliti deriderle, come può capitare oggi con i trucchi troppo eccessivi e poco delicati. Se il trucco veniva usato per camuffare i lineamenti, era considerato non appropriato e, quindi, deriso.Con gli anni, la libertà delle donne romane crebbe, fino a divenire consueta abitudine l'uso del cosmetico. Le donne facoltose potevano permettersi prodotti adatti alla loro bellezza, mentre le altre usavano ciò che la natura offriva loro in maniera grezza.
Nei recenti scavi archeologici sono stati ritrovati diversi contenitori, che all'epoca servivano proprio per contenere creme e prodotti di bellezza di varia natura. Come in molte altre civiltà del passato, gli occhi erano quelli che ottenevano maggiore risalto.

Trucco degli occhi

Le sopracciglia venivano scurite ed allungate, proprio come si fa oggi, con l'aiuto di un bastoncino sottile su cui veniva posto del carbone o mina di piombo. Gli occhi venivano contornati con un composto speciale, creato grazie alle formiche abbrustolite,o con la fuliggine, per dare l'effetto di un kohl. Indossavano, quando era necessario sopracciglia finte e ciglia finte.
Il colore nero era molto usato anche per creare dei piccoli nei finti, molto di moda all'epoca.



Viso e Labbra

Il trucco delle labbra era solito colorare di rosso con minio, fucus (colore rosso) o con polvere di ocra o , derivata dall'argilla, contiene ossidi minerali e si presenta in una vasta gamma di colori: arancione, rosso, giallo, marrone e le sfumature di questi colori.
Il viso e le braccia erano invece schiariti con gesso e biacca (carbonato basico di piombo – velenoso – che utilizzavano anche i Greci e gli Egizi.
Le palpebre venivano colorate con i pigmenti naturali, ottenute dalla piante, ed i colori più usati erano il verde ed il rosso.

Capelli e profumi

I Romani, anche se seppellivano morti,usavano i profumi durante i funerali. Secondo Svetonio, al funerale di Poppea, Nerone usò più profumo di quanto l'Arabia potesse produrre in 10 anni.
Gradualmente anche le altre abitudini estetiche vennero assorbite dalla Grecia, provenienti specialmente dal sud d'Italia dove i Greci si erano insediati.
L'uso dei cosmetici fu anche sviluppato molto  fino a diventare, in alcuni casi, veramente stravagante, come stravaganti erano talvolta i costumi generali.
Otone veniva ridicolizzato da Giovenale per la sua effeminatezza poiché si portava un arsenale di cosmetici e profumi nella campagna militari e Caligola spese enormi somme di denaro in profumi e s immergeva in bagni profumati dopo le sue eccessive orge.
Nella casa di Nerone, chiamata la Casa Dorata, c'erano sale da pranzo con soffitti incastonati d'avorio e tubi d'argento i quali spruzzavano gli ospiti di profumo. Svilupparono, inoltre, bellissimi contenitori di ogni tipo per profumi ed unguenti.
I cosmetici a Roma erano essenzialmente di tre tipi: unguenti solidi ( chiamati hedysmata ), unguenti liquidi (chiamati stymmata) e profumi in polvere (chiamati diapasmata ). Due sono gli elementi utilizzati nella fabbricazione del profumo : il succo e l'essenza, il primo, in genere consisteva nei vari tipi di oli, la seconda degli odori. Nell'un caso si parla di elementi astringenti ( stymmata), nell'altro di aromi (hedysmata).Un terzo elemento, connesso con questo, era il colore ; per produrlo aggiungevano cinabro (minerale di colore rosso) e ancusa ( alcanna Tinctoria ).
Una spruzzata di sale veniva aggiunto per mantenere inalterato la natura dell'olio.
Si addizionavano resina o gomma per fissare all'essenza l'aroma, che in caso contrario, svaniva velocemente.
Erano di estrema importanza per le matrone romane le schiave cosmetae, delle figure deputate alla cure della bellezza delle proprio padrone e alla produzione di cosmetici di genere.
Le schiave si occupavano anche della cura dei capelli e realizzavano elaboratissime acco acconciature, molto diffuso era l'uso delle tinture.
Non tutti sanno che nell'antica Roma quando una ragazza veniva definita “flavia coma” (testa bionda) non le veniva fatto un complimento,anzi,le stavano dando della poco di buono. Tingere i capelli di rosso o di biondo aveva precisi i significati: il biondo era attribuito alle fanciulle dai facili costumi, il rosso alle prostitute. Tra le meretrici più celebri c'era Rufa “la rossa”, che lavorava nel lupanar veneris e non fu fa meno l'imperatrice Messalina (vissuta nel 1 secolo D.C).
L'imperatrice normalmente si presentava al pubblico con i capelli neri ma quando si concedeva (per proprio piacere) nei lupanari indossava sempre una inequivocabile parrucca rossa.
I capelli venivano curati con speciali balsami, creati con l'aiuto di erbe profumate.



Skincare e igiene

La pelle veniva curata con speciali creme, create da un mix di alimenti, come il latte e il miele: la crema cosi composta veniva spalmata sull'epidermide, almeno una volta al giorno e serviva a rendere la pelle liscia e luminosa. La farina d'orzo ed il burro venivano usati come cura per i brufoli e la pietra pomice per sbiancare i denti. I quali venivano mantenuti lucidi con polvere di corno.
Erano in uso anche detergenti speciali per l'igiene orale, dei rudimentali dentifrici a base di bicarbonato di sodio o a base di corallo finemente macinato stemperato nell'acqua solo prima dell'utilizzo.
Le romane inoltre curavano le rughe con misture astringenti ed erano molto attente alla depilazione e alla pulizia della pelle, sopratutto quella del viso. Per la detersione della cute e per liberare i pori delle impurità, Dioscoride Pedanio (medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone) usava estratti di “galle” (escrescenze che si formano sulle foglie,sui rami, sul tronco e sulle radici dei vegetali dovute alla parassitosi di funghi, batteri, insetti o acari).
Galeno di Pergamo (anche lui medico greco) invece scrisse e si interessò di molte branche della farmacia e della medicina ed è tutt'oggi ricordato per aver formulato il ceratum refrigeans, letteralmente la cera rinfrescante o “cold cream.
Le creme depilatorie, create con l'aiuto di olio, cera, pece e resine naturali ed usare sempre dopo il bagno quotidiano, assieme a rasoio e pinzette ; per le donne la depilazione doveva essere molto accurata. In generale, le donne dell'antica Roma amavano il mondo della cosmetica non mancavano di farne uno nella quotidianità, oltre che nelle occasioni speciali.

MEDIOEVO

Fu il periodo più tragico per il genere umano, sotto molto punti di vista. Le persone non si curavano più del loro aspetto, ma neanche si facevano il bagno, in quanto ciò era visto come un'occasione per il peccato, ed anche un possibile modo per prendersi delle malattie.
Dal sesto al tredicesimo secolo la Cina fu la massima potenza mondiale e la coltura cinese, fu il più grande splendore del mondo di quegli anni. Lì la scienza e la tecnologia erano di gran lunga più avanzate che nel resto d'Europa, ma i trasporti da e per la Cina erano al quanto scadenti.





CONTINUA...

Tesina di Umberto di Russo per l'esame finale del Corso di trucco beauty&correttivo.
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18 luglio 2014

Rick Baker vs Ve Neill - Terza Parte

MALEFICENT - Rick Baker
Quando la principessa Aurora viene al mondo, tutto il regno è entusiasta. L'unica ad essere furiosa è la strega cattiva Malefica (Angelina Jolie) che maledice la piccola, prefigurandole la morte al compimento dei sedici anni per via di una puntura di un dito sul fuso di un filatoio. Crescendo sotto l'ala protettiva del padre e delle tre fatine Giuggiola, Florina e Verdelia, Aurora si ritroverà al centro di un conflitto tra il regno della foresta che ha imparato ad amare e il regno umano a cui appartiene mentre Malefica realizzerà che la principessa potrebbe essere la chiave per la pace, prendendo drastiche decisioni che cambieranno per sempre entrambi i mondi.



La cosa che colpisce immediatamente del film è la sorprendente bellezza di Malefica, con questa pelle perfetta, gli occhi da serpente, gli zigomi appuntiti, i denti affilati e le corna imponenti. Per la realizzazione del make up/look di Malefica ci sono state molte discussioni e pareri discordanti: volevano che desse un'immagine di creatura fantastica senza sembrare caricaturale. “Non volevamo ci fosse troppo trucco che la involgarisse e non volevano troppe protesi che le trasformassero completamente il viso”. Così, alla fine, Rick Backer e il suo team, sono arrivati alla conclusione di applicare protesi sulle guance per renderle più affilate, sul naso per renderlo più sottile, sulle orecchie per renderle più appuntite e sui molari per renderli più taglienti. La pelle di Malefica è chiara e luminosa ritoccata appena di qualche tonalità più chiara del naturale, con il “Select Cover Up” di Mac Cosmetics. Il perfetto gioco di chiaro/scuri dà quella giusta tridimensionalità spigolosa al suo personaggio discostandola dal personaggio Disney dalla pelle verde in modo da non distogliere troppo l'attenzione sul colore invasivo della pelle.
I creatori dell'immagine di Malefica sono appunto Rick Baker e Toni G: Baker si è occupato della trasformazione prostetica e degli effetti speciali di Malefica, mentre Toni G si è occupata del make up. A detta dei truccatori, ci sono volute circa tre ore per applicare il trucco e un'ora per rimuoverlo per ogni giorno di ripresa. 
Per preparare al trucco Angelina Jolie, che spesso lo ha dovuto tenere fino a 16 ore, le è stata spalmata ogni giorno sul viso “Kiehl's Blue Astringent Herbal Lotion” prima di applicare le protesi mentre per lo struccaggio è stato usato un mix di olio di cocco e di argan.
Uno dei primi elementi del costume a essere stati realizzati, sono le corna e i contorni facciali di Malefica. Rick Baker, designer degli effetti speciali, ha concepito il disegno digitale del look di Malefica senza modificare eccessivamente i tratti del viso della Jolie. L’attrice però ha espresso il desiderio di avere tratti più marcati così Baker ha creato delle protesi per gli zigomi, il naso e le orecchie.
Le protesi applicate sul viso sono state fatte in silicone e riempite con il gel, create in modo che seguissero le linee del viso della Jolie, gli zigomi finti misuravano 6mm nel loro punto più spesso e solo 1cm di larghezza.
Per le labbra di Malefica volevano un colore che non fosse né proprio rosa ma neanche un arancione puro, così hanno optato per un rosso con sfumature sul rosa e l’arancio, utilizzando il “Pro Longwear Lipglass in Anthurium” di Mac Cosmetics e durante tutte le riprese sono stati usati circa tre tubi di lipglass.
Per gli occhi si sono ispirati alla pietra labradorite, un minerale in cui trionfa il fenomeno ottico della labradorescenza, ossia uno scintillio di lampi color azzurro,viola, verde, giallo e arancio.


Una famosa leggenda eschimese narra che una volta l’aurora boreale fosse proprio imprigionata nella roccia lungo la costa del Labrador, un guerriero errante eschimese, con dei colpi di lancia, liberò la maggior parte delle luci intrappolate nella roccia e quelle che vi rimasero formarono la labradorite.
Le lenti a contatto di quel colore sono state dipinte a mano dall’artista di lenti a contatto Christina Patterson.
Le unghie della Jolie sono ispirate alle famose scarpe di Louboutin: la parte superiore dell’unghia è naturale e la parte inferiore è rossa, proprio come le suole delle scarpe.
Discorso a parte per le imponenti corna di Malefica, che hanno creato non pochi problemi a Rick Baker e al suo team per poterle rendere leggere e funzionali affinchè Angelina Jolie recitasse e si muovesse con disinvoltura.
“Le corna sono state uno dei problemi principali del look perché non è naturale andare in giro tutto il giorno con delle grandi corna in testa – racconta Baker – Perciò le ho rese il più possibile leggere e anche mobili”.
Baker ha creato delle sculture digitali di almeno quattro diverse versioni di corna, di cui è stato scelto il modello preferito. Le corna, alte 30 cm, sono state realizzate in resina di uretano, un materiale molto leggero,sottile ed elastico.
Dopo diverse prove hanno deciso di poggiare le corna su una grande calotta con una base di 2 cm applicandole con una calamita molto forte in modo da poterle rimuovere fra una ripresa e l’altra. Baker e il suo team sono stati costretti a realizzare diversi duplicati delle corna, infatti quando esse urtavano contro qualcosa (nelle scene più concitate) si staccavano dalla calotta e cadendo si rompevano. 
Sono state realizzate anche delle corna in gomma da utilizzare per le scene più movimentate, per essere sicuri che nessuno si sarebbe fatto male.


La modista Justin Smith ha ideato la foggia del drappo che copre le corna e il capo di Malefica.
Per ideare il copricapo, Smith si è consultato con la star del film: “Angelina voleva qualcosa che le coprisse la testa e tutti i capelli, ma che non fosse un turbante o una stoffa avvolta sul capo”. Il copricapo è stato realizzato con pelle di pitone, cuoio e pelle di pesce; ha una forma pulita e lineare, ed è attorcigliato sul capo in modo semplice. Tenendo sempre a mente la storia e i suoi numerosi riferimenti agli animali e alle creature del regno del bosco, Smith ha lavorato per aggiungere elementi naturali al look di Malefica. “Non volevamo che i copricapi fossero strutturati o che avessero cuciture – spiega – Dovevano sembrare fatti a mano, ricavati dalla pelle e dai materiali disponibili nel bosco. È come se la stessa Malefica li avesse avvolti sul suo capo”.
L’obiettivo della regia era quello di cancellare ogni morbidità dai lineamenti della Jolie.
“Proprio quello che volevano rappresentare” commentano Backer ed il suo team, infatti Angelina Jolie risulta essere perfetta nel ruolo di Malefica, un perfetto mix di bellezza e terrore:gli occhi ipnotizzanti, gli zigomi alienanti.

HUNGER GAMES - Ve Neill
La pellicola è la trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di fantascienza scritto da Suzanne Collins, con una storia ambientata in un futuro distopico post apocalittico.
Ogni anno tra le rovine di quello che fu il Nord America, lo stato di Panem obbliga ognuno dei suoi dodici distretti a mandare un ragazzo e una ragazza a competere agli Hunger Games. In parte bizzarro spettacolo, in parte stratagemma intimidatorio del Governo, gli Hunger Games sono un evento televisivo nazionale nel quale i "Tributi" devono combattere gli uni con gli altri per la sopravvivenza. Contrapposta ai Tributi ben allenati che si sono preparati agli Hunger Games per tutta la vita, Katniss è costretta a contare sul suo brillante istinto oltre che sull'addestramento di un precedente vincitore dei giochi, l'alcolizzato Haymitch Abernathy. Per tornare a casa al Distretto 12, Katniss deve fare scelte impossibili nell'arena, che metteranno sulla bilancia la sopravvivenza contro l'umanità e la vita e contro l'amore.
Ve Neill è la truccatrice ufficiale della trilogia di Hunger Games, i suoi trucchi pittorici sono spettacolari e di forte creatività.
Effie
Ve Neill ha lavorato a stretto contatto con la costumista Judianna, per poter collaborare pienamente alla scelta creativa dei personaggi e questo gioco di squadra le ha portate a grandi risultati.
E’ stata Ve Neill a decidere in modo assolutamente coraggioso di truccare Lenny Kravitz solo con una linea di eyeliner dorato di Make Up Forever, un accenno di blush sulle guance e un po di balsamo sulle labbra.
Mentre il make up di Effie è il più bizzarro e spettacolare tra tutti i personaggi, caratterizzato da una pelle pallida, ombretti fluo sul fuxia, verde acido, blu elettrico, giallo neon, capelli violetti o rosa pallido e labbra a cuore, ma soprattutto quello che colpisce sono le ciglia finte sagomate con cervi, farfalle e quant’altro.
Parlando di ciglia finte, quelle indossate da Jennifer Lawrence a forma di pavone sono straordinariamente spettacolari, come i diversi trucchi ammirati nei film. 

Lenny Kravitz
Il trucco color fuoco è stato realizzato utilizzando un ombretto Mac arancione e per creare un bagliore negli angoli esterni dell’occhio è stato utilizzato un eyeliner bianco, per valorizzare il tutto, sono state applicate le ciglia finte delle Urban Decay in Lure. 

Jennifer Lawrence


La Neill ha dato valore al viso a forma di cuore della Lawrence, mettendo il evidenza gli zigomi con delle gocce dorate luminose di Mac, “Lustre Drops in Sunrish”. 
Mentre per rendere le labbra luminose e splendenti, ha utilizzato il lipgloss “Fiery di L’Oréal Infallible”, di color rosa bronzato.
La barba di Seneca Crane è stata molto discussa dalla produzione del film, ma Ve Neill si è battuta tanto per lasciarla come l’aveva ideata ed è riuscita a vincere la battaglia, ottenendo molto successo tra gli spettatori.
La barba è rasata e tagliata seguendo il disegno scelto da Ve Neill ed i vuoti sono stati colmati utilizzando delle matite per sopracciglia. 

Seneca Crane

Ogni giorno delle riprese sono state necessarie più di 2 ore per sistemare la barba.
Parlando di Peeta, la scena del camuffamento è molto importante, Ve Neill per creare quell’effetto ha provato a mescolare argilla e glicerina e un altro paio di componenti per creare il fango che Peeta ha sul viso per emulare le rocce, c’è voluta un’ora e mezza per farlo.

Peeta


ESPERIENZA ALTERNATIVA: MAC COSMETICS - Rick Baker



Nell'ottobre 2013 è uscita la Mac Rick Baker, una collezione unica, innovativa e professionale, con prodotti adatti per creare make up per Halloween, ideata proprio da Rick Baker in collaborazione con Mac Cosmetics.
Tra i prodotti della collezione ci sono due palette di 6 colori ciascuna, un eyeliner ad alta precisione, due matite colorate (bianca e azzurra) per realizzare disegni precisi sulla pelle, un rossetto viola, due matite per labbra (rossa dorata e viola), due paintstick (bianco e nero) per creare basi molto coprenti sul viso, una cipria stabilizzante e fissante, un colore ad acqua per effettuare disegni sul viso e sul corpo, 4 tonalità di colori acrilici(bianco, rosso, verde e nero) per colorare viso e corpo, un fondotinta bianco per viso e corpo e infine un fondotinta marrone ad alta pigmentazione.
Baker ha utilizzato questi prodotti per realizzare i make up che aveva ideato per i personaggi della promozione della collezione: Monster's Bride, Day of Dead e Zombie.


Il Monster's Bride è un trucco beauty molto intenso, con uno smokey sui toni del nero, verde bosco e verde acido con eyeliner, sopracciglia ben strutturate e labbra prugna scuro opache, rese ultra lucide da un gloss, il tutto su base bianca.
La difficoltà del trucco sta nel dare tridimensionalità alle cuciture pittoriche sul viso, utilizzando matite rosse, color burro e eyeliner.



Il Day’s of Dead, o anche teschio messicano, è caratterizzato da disegni sui colori del rosso, del viola e del verde su base bianca. Prima si utilizza una matita nera per creare la struttura del trucco, quindi naso, zigomi e occhi e poi si passa la base bianca su tutto il resto del viso.
Con i colori acrilici si va a creare il disegno speculare intorno agli occhi, il ragno sulla fronte e la rosa sul mento. Con l'eyeliner si crea la tela del ragno e i denti sulle labbra per avere più precisione.



Lo Zombie è un trucco principalmente caratterizzato sul gioco dei chiaro/scuri, andando a creare pittoricamente rughe, pieghe e grinze del viso.
Si inizia creando una struttura con la matita nera e si va a coprire il viso con i paintstick nero e si va a picchiettare il viso con un pennello con il fondotinta color fango, mentre con il fondotinta bianco si creano i chiaro/scuri e i denti. Infine con l'eyeliner si delineano tutte le rughe del viso.

ESPERIENZA ALTERNATIVA: FACE OFF - Ve Neill




Nel 2011 Ve Neill ha preso parte al reality show statunitense Face Off, trasmesso sulla piattaforma via cavo Syfy, in cui un gruppo di truccatori cinematografici si sfidano per creare trucchi e maschere come quelle utilizzate nei film horror e di fantascienza. 
Ve Neill era uno dei tre giudici esperti di effetti speciali e protesi del programma, insieme a lei Glen Hentrick e Patrick Tatopoulos. 
Ogni settimana i concorrenti affrontano la Sfida della ribalta che verifica le loro abilità e tecniche per creare make up in base a delle direttive date dai giudici. 


Alla fine di ogni puntata un concorrente viene eliminato, in alcuni episodi, all’inizio è presente una sfida minore che serve per dare determinati privilegi a chi vince. 
Il vincitore finale porta a casa 100.000 dollari, una fornitura per un anno di prodotti professionali per il trucco cinematografico e un’automobile ibrida fornita dalla Toyota, sponsor del programma. 
Ve Neill ha dato l’opportunità a Conor McCullagh, vincitore della prima edizione, di lavorare con lei ai film di Hunger Games, ed è proprio di Conor la realizzazione del camuffamento di Peeta.






Tesina di Maria Laura Calandro per l'esame finale del Corso di trucco cine-teatrale.



17 luglio 2014

Rick Baker vs Ve Neill - Seconda Parte

OSCAR E PUNTI DI INCONTRO

Rick Baker e Ve Neill si sono contesi in questi anni nomination ed Oscar, anche se Baker a confronto ne ha vinti molti di più.
Volendo parlare di numeri, Baker ha vinto ben 7 Oscar (1982-Un lupo mannaro americano a Londra, 1988-Bigfoot e i suoi amici, 1995-Ed Wood, 1997-Il professore matto, 1998-Men in black, 2001-Il Grinch, 2011-Wolfman) con 11 nomination (1982-Un lupo mannaro americano a Londra, 1985-Greystoke: la leggenda di Tarzan, 1988-Bigfoot e i suoi amici, 1989-Il Principe cerca moglie, 1995-Ed Wood, 1997-Il professore matto, 1998-Men in black, 2000-Life, 2001-Il Grinch, 2008-Norbit, 2011-Wolfman), salendo al primo posto come make up artist con più Oscar vinti, mentre la Neill ne ha vinti 3 (1989-Beetlejuice: spiritello porcello, 1994-Mrs. Doubtfire, 1995-Ed Wood)e ha avuto 8 nominations (1989-Beetlejuice: spiritello porcello, 1991-Edward mani di forbice, 1993-Batman: il ritorno, 1993-Hoffa, 1994-Mrs. Doubtfire, 1995-Ed Wood, 2004-Pirati dei Caraibi: la maledizione della prima luna, 2008-Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo), aggiudicandosi il secondo posto insieme a un altro truccatore (Greg Connom) .
Il loro più grande punto di incontro è avvenuto sul set del film Ed Wood, per il quale hanno lavorato a stretto contatto e insieme hanno vinto un Oscar per il Miglior trucco nel 1995.


ED WOOD



Omaggio a Edward D.Wood Jr.,campione del cinema a budget zero, alcolizzato, eterosessuale che amava vestirsi da donna, pornografo, definito il peggior regista del mondo. Burton romanzando questo personaggio, rievoca il decennio dei Cinquanta e si propone di trasformare un fallito in un eroe.
Un film di Tim Burton basato sulla biografia di Rudolph Grey.
La carta vincente di questo film è sicuramente l’interpretazione straordinara di Landau che fa Bela Lugosi e il make up curato da Ve Neill e Rick Baker.



Ve Neill era la key make up artist, responsabile della pianificazione dei progetti di trucco per tutto il cast, sia per il trucco cosmetico che per gli effetti speciali e capelli. Mentre Baker ha curato la parte degli effetti speciali utilizzati sull’attore Martin Landau che interpretava Bela Lugosi, quindi la creazione e applicazione delle protesi su viso e orecchie.


Parlando sempre di Oscar, entrambi hanno ottenuto una nomination agli Oscar nel 1989, Rick Baker per Il principe cerca moglie e Ve Neill per Beetlejuice - spiritello porcello, con il quale ha battuto Baker vincendo l’Oscar.
Altro scontro è avvenuto nel 2008, dove erano canditati con Norbit (Baker) e i Pirati dei Caraibi: ai confini del mondo (Ve Neill), non vincendo nessuno dei due.


IL GRINCH


Ma in un altro film da Oscar hanno lavorato insieme, occupando posizioni diverse: Il Grinch.
Si tratta di un detestabile, infingardo, mostruoso essere verdastro, che vive solingo in un antro in cima al monte Crumpit con il rassegnato cagnolino Max. Il Grinch ha il cuore più piccolo del normale e proprio non riesce ad essere amato dagli abitanti della cittadina di Kinonsò. Per fare loro un dispetto, il Grinch decide di rubare il prossimo Natale, ma la piccola e dolce Cindy Lou riesce a rivitalizzare il suo cuore atrofizzato e a riportare l’armonia. 
Quella intrapresa dal regista Ron Howard, era un’impresa proibitiva, per la difficoltà a portare sullo schermo un testo quasi intraducibile, ma sostenuto dallo straordinario make-up di Rick Baker è riuscito nel difficile compito.

 



Le protesi del film sono esposte negli Universal Studios Horror Make up ad Orlando.
Per diventare il Grinch, Jim Carrey ha dovuto subire tre ore di applicazione di protesi in lattice e trucco. Mentre la tuta del Grinch è completamente ricoperta di peli di yak dipinti di verde, il tutto cucito su una tuta elastica.
Nel film lavora anche Ve Neill, ma solo come truccatrice personale dell’attrice Christine Baranski che interpreta Martha May, segretamente innamorata del Grinch.


BATMAN FOREVER
Ultimo film che ha visto i due make up artist lavorare insieme è Batman Forever, dove Ve Neill era key make up artist e Rick Baker special make up designer and creator, quindi colui che ha progettato e creato gli effetti speciali nel film.
Due criminali funestano Gotham City : "Due Facce", magistrato deturpato e impazzito, e l'Enigmista, scienziato folle e geniale con l'ossessione degli indovinelli. Bruce Wayne, alias Batman, rivive i propri traumi infantili quando la famiglia del giovane trapezista Dick Grayson viene decimata da "Due Facce", ma per fortuna interviene l'incandescente psicanalista Chase Meridian. Alla fine Dick diventerà Robin per affiancare Batman nella resa dei conti.

Due Facce - make up bust di Tommy Lee Jones
Film di Joel Schumacher, dove la Neill e Baker si sono occupati dei make up e delle protesi degli attori, soprattutto di quelli più caratteristici nel film, come l’Enigmista, Due Facce, Sugar e Spice.
Unico film in cui hanno lavorato insieme che non è stato candidato agli Oscar.






CONTINUA...


Tesina di Maria Laura Calandro per l'esame finale del Corso di trucco cine-teatrale.