1 luglio 2014

Il vampiro: il mito e l'evoluzione cinematografica


Tra i tanti mostri che affollano la cinematografia mondiale, senza dubbio quelli che hanno avuto maggior successo sono stati i Vampiri: appartenenti ad un genere di narrativa legato a miti storico-popolari ed avendo come maggior rappresentante il celebre Conte Dracula inventato da Bram Stoker, queste creature della notte hanno al loro attivo un ricco filone di opere letterarie che in oltre 80 anni è stato ampiamente saccheggiato dal cinema e poi anche dalla televisione.Il fascino dell’ignoto che i vampiri esercitano, nasce dal fatto che in essi convivono sia la morte che la vita: sono creature ancestrali e semimorte, ombre immortali che per sopravvivere hanno bisogno del sangue altrui ed, in una grottesca parvenza di vita, si nascondono in bare e cripte (titillando in noi un macabro interesse necrofilo) fuggendo dalla luce del sole (celebrata fonte di vita che però li consumerebbe come carta) e tramutandosi di notte in belve implacabili ed affamate che vedono i normali esseri umani come semplici prede. Altri elementi tipici di un vampiro sono l’ immortalità e, soprattutto, la loro essenza tanto di predatori solitari quanto di seduttori irresistibili (che riveste di una certa tragicità ed anche oscuro romanticismo la loro figura) i quali ghermiscono le loro vittime con un morso erotico-repulsivo sul collo da cui succhiare poi la linfa vitale.


Nosferatu (F.W. Murnau - 1922)

Sebbene sia conosciuto come il primo film sui Vampiri, il “Nosferatu” di Murnau é addirittura il 29° film ad occuparsi di questo argomento. Il primo film in cui è possibile riscontrare le tracce di queste creature risale addirittura al 1896 ed é “Le manoir du diable” di G. Melies, una lunga serie di film minori (quasi tutti europei) precede la pellicola del genio tedesco, tra esse vale la pena ricordare “Lilith und Ly” di Fritz Lang, film purtroppo andato perduto.


Questo film ha un’importanza eccezionale per un duplice motivo. Da un punto di vista filmografico rappresenta il punto di svolta dell’espressionismo tedesco, infatti, benché figlio del manifesto cinematografico di questo movimento (Il gabinetto del dr. Caligari di Weine), l’opera di Murnau riesce ad estraniarsi dai dettami di uno “stile”, senza stravolgerne le radici. Il regista abbandona le scenografie pittoriche per ambientare la vicenda in esterni (prerogativa del cinema svedese dell’epoca) ed inserisce degli effetti speciali “impressionanti” per l’epoca. 


Si delinea la figura del Vampiro, si tracciano i connotati (fisici e caratteriali) di ciò che diventerà, nel corso degli anni, l’icona cinematografica per eccellenza del Male, della tentazione, dell’eros e della morte.
Liberamente ispirato (tanto liberamente da essere stato condannato per violazione dei diritti d’autore…) al libro dello scrittore irlandese Bram Stoker, il Vampiro di Murnau è assai distante dall’immagine che ne ha fornito Coppola nella sua versione.
Da qui l’utilizzo di primi piani deformanti, sfondi dipinti dalle ombre impenetrabili, città come ammassi di edifici dalle forme bizzarre che si chiudono sull’osservatore in un claustrofobico viaggio nella psiche. La psicoanalisi, corrente di pensiero, scienza, nuovo modo di concepire la mente umana in rapporto al corpo e alla realtà, la fa da padrona nei film espressionisti. Offre la spinta necessaria a quell’approfondimento psicologico indispensabile per comprendere la realtà post bellica e trovare una via per venire a patti con una società in veloce mutamento. “Nosferatu”, uscito nel 1922, rappresenta una paura ancestrale che già faceva parte dell’immaginario tedesco a partire dal tardo Medioevo. Associata al terrore della peste, la figura del succhiatore di sangue si confonde con quella dell’avido signore feudale e del viscido usuraio ebreo tanto da essere stata ripresa dalla propaganda nazista a fini antisemiti.
Nel suo film, Murnau farà ricorso ad alcuni effetti speciali: l’immagine spettrale della foresta attraversata dal giovane Hutter è resa utilizzando la proiezione di tratti di pellicola negativa; il movimento della carrozza che procede a balzi attraverso l’intrigo degli alberi della foresta fino al castello di Orlok è ottenuto col sistema delle inquadrature girate fotogramma per fotogramma, ecc. Resta inoltre memorabile la scena del vampiro che si aggira di notte per le strade di Brema, circondato dai topi che diffondono il contagio della peste.


Dracula (Bram Stoker - 1992)



Il film che segue la trama del romanzo di Stoker, diretto da Coppola, per quanto riguarda il trucco, è stato curato da Greg Cammon. Cammon ho realizzato delle vere e proprie tute per le trasformazioni di dracula. In questo caso il lavoro del truccatore si fonde con quello del modellatore. Sul volto e sul corpo dell'attore protagonista sono stati realizzati dei calchi per realizzare le protesi su misura.


Curiosità:
Greg Cannom, pluripremiato truccatore statunitense. Inizia la sua attività di truccatore nel 1977, ha lavorato per più di cento opere cinematografiche. La prima statuetta arriva con il film Dracula di Bram Stoker grazie al lavoro realizzato su Gary Oldman.

 



L'anno successivo sarà autore della straordinaria metamorfosi dell'ambigua e divertente Mrs. Doubtfire per il quale otterrà un secondo Oscar.
Nel 2005 otterrà una terza statuetta per la straordinaria manualità nell'utilizzo di silicone e applicazioni del makeup in ambito cinematografico. L'ultimo suo grande capolavoro è la partecipazione all'acclamato film di David Fincher, Il curioso caso di Benjamin Button, in cui il suo eccezionale lavoro sull'aspetto dell'attore Brad Pitt, nei panni del portentoso anziano che ringiovanisce anziché invecchiare, segnerà la consegna del suo terzo ed atteso Oscar.



Buffy l'ammazzavampiri (serie TV - 1997)

La serie Buffy the Vampir Slayer ci ha mostrato il make up più realistico ed elaborato per quanto riguarda gli effetti speciali di fine secolo. La serie è stata lanciata sul piccolo schermo e ancora non vi erano esigenze di make up impercettibile che vi sono ora con l' HD.


La serie mostra in ogni puntata, oltre che numerosi vampiri, molti altri esempi di mostri e demoni realizzati con make up spettacolari e realistici.
Per i vampiri della serie, ma anche per gli altri demoni, sono state usate principalmente protesi in lattice schiumato, realizzate su misura degli attori. 


Per poter realizzare le protesi, sono stati realizzati a mano i modelli in argilla sui calchi degli attori. Dalla modellazione in argilla e poi sono stati realizzati stampi e controstampi.
Una volta pronta la protesi, sul viso dell'attore veniva stesa una colla gelatinosa e poi posiziata la protesi. I bordi per fonderli con la pelle, venivano sfumati con un velo di lattice.
Lo step successivo è la colorazione. Il primo colore adoperato è un rosso mattone molto intenso, per poi schiarirlo di tono con uno o due colori più chiari e simili all'incarnato. La colorazione e la realizzazione delle sfumature veniva effettuata con l'aerografo. 


Per altri personaggi o vampiri anziani sono state utilizzate calotte sezionate.
I denti sono realizzati anch'essi su misura degli attori.
Con il passare del tempo, comunque, la mitologia del Vampiro si è arricchita anche di altri fattori che ne hanno rinnovato nel tempo il fascino, proponendosi ciclicamente al cinema: certi vecchi cliché arcaici sono stati abbandonati e queste creature della notte si sono modernizzate assumendo posture iper-urbane e modaiole, abbandonando progressivamente gli archetipi classici e le precedenti ed originali atmosfere gotiche.


Quelli che un tempo erano figure avvolte da un alone di misticismo gotico legato a miti e leggende, diventano praticamente mutanti post-moderni le cui capacità non sono più legate al mondo sulfureo delle tenebre ma inerenti una biologia diversa da quella umana ed ampiamente spiegata scientificamente.
Il vampiro non è un essere affascinante guidato dall’amore per una donna che non può avere, ma una rappresentazione di ciò che di marcio alberga nell’animo umano e nella società. L'immagine collettiva del vampiro contemporaneo invece è proprio quella di un essere dal fascino immortale. Buffy, protagonista della serie, nonchè ammazzavampiri, si innamora di un temuto vampiro che, sotto effetto di una maledizione, ha ricevuto indietro la sua anima.
Da qui in poi il vampiro inizia a non essere più temuto, nei film, nei libri o nelle fictions. Vedremo in Twilight (saga tratta dal romanzo di Stephanie Meyer) vampiri "vegetariani" dalla bellezza mozzafiato, e Bella, protagonista umana, che per tutti e cinque gli episodi manifesterà la sua voglia di essere vampirizzata.



Twilight (Catherine Hardwiche - 2008)


La trama narra di un amore nato tra i banchi di scuola, tra Bella diciassettenne umana ed Edward, un vampiro in vita da più di un secolo. Bella vuole diventare una vampira per essere forte bella e immortale come lui. Prima che ciò avvenga dovremmo aspettare il quarto episodio della saga, nel quale Bella ed Edward si sposano e lei resterà incinta di un essere non del tutto umano e al termine della gravidanza Bella è in fin di vita così il suo amato è costretto a vampirizzarla.


Scenografia ed effetti speciali sono travolgenti ma per quanto riguarda il make-up, non esistono facce demoniache o denti aguzzi, possiamo notare invece contouring e ciglia finte!
Notevole è il lavoro che è stato fatto su Bella durante la gravidanza, ma in particolar modo al momento del parto. Con solo makeup e chiaroscuri l'hanno resa scheletrica e malata, con ovviamente un gran lavoro in post produzione.



Una volta diventata una vampira, Bella, sarà come gli altri personaggi, ovvero radiosa con la particolarità di avere una belle brillante al sole e gli occhi cangianti.




Dal 1922 ad oggi l'immagine del vampiro è cambiata totalmente, questo cambiamento sarà forse dettato anche dalle necessità delle riprese in HD?


Tesina di Andrea Imperio per l'esame finale del Corso di trucco cine-teatrale.


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