22 luglio 2014

Storia del prodotto cosmetico - Prima Parte

In ogni epoca ed in qualsiasi parte del mondo, ogni cultura ha utilizzato degli accorgimenti per far risaltare il proprio corpo, ai fini religiosi, culturali o semplicemente estetici; infatti le acconciature dei capelli, i tatuaggi sulla pelle, le orecchie forate, i gioielli e l'abbigliamento possono essere interpretati come messaggi che l'essere umano invia verso l'esterno per esprimersi.
Il trucco è sempre stato ritenuto un messo importante di comunicazione, nell' antichità era usato per mettere in contatto l'essere umano con la divinità, non a caso in quasi tutte le danze sacre i danzatori prestavano molta cura ed attenzione al trucco.

IL TRUCCO NELL'ANTICO EGITTO

Il trucco, come si può vedere tutt'oggi dai meravigliosi decori che ancora accompagnano i siti archeologici, era già noto ai tempi dell' antico Egitto, dove Re e Regine erano soliti decorare il proprio viso esaltare la propria bellezza. Anche se gli antichi egizi non avevano la tecnologia di produttori di trucco di oggi, hanno usato le risorse disponibili della terra che li circondava per creare i cosmetici.


Trucco degli occhi

Gli antichi Egizi crearono il trucco degli occhi con due tipi di minerali. L' “udju” era il trucco degli occhi verdi a base di malachite verde, un minerale di ossido di rame di colore verde chiaro. Estratta in Sinai, la malachite è stata importata in Egitto, dove gli antichi Egizi trasformando la pietra in trucco schiacciandola e mescolandola con un liquido o gel, di grassi animali, olio o acqua. Gli occhi erano considerati la massima espressività dell'anima.
Gli Egizi usavano un processo simile per creare il trucco nero degli occhi che è cosi spesso visto su maschere e dipinti d'epoca. Miscelavano la galena, un minerale di piombo di colore nero, con grasso, olio o acqua creando il “kohl”. Gli antichi Egizi conservavano i loro udju e kohl in tavolozze o vasetti ,stretti con una bocca stretta e corpo massiccio, e applicavano il trucco intorno agli occhi con un bastoncino di legno, pietra o avorio.
Usavano il trucco non solo per scopi cosmetici, in quanto credevano che servisse anche per scopi pratici, medicinali e spirituali. Applicavano il kohl per scacciare le mosche, proteggere i loro occhi dal sole e, a causa delle qualità della galena di disinfettante, per prevenire e curare le malattie degli occhi.
Le madri applicavano il kohl per gli occhi ai loro bambini appena nati per prevenire le malattie e scongiurare le maledizioni.
L' udju, l'antico egiziano trucco degli occhi verdi, è stato pensato per invocare il dio egizio Horus, dio del cielo e del sole.

Guance e labbra

Anche se il trucco degli occhi è il più conosciuto tipo di trucco antico egiziano, la gente dell'era usava anche il trucco sulle labbra e sulle guance. Per creare il colore del fard e per le labbra, miscelavano l'argilla color ocra, o ossido di ferro idrato e terra, e lavavano tutto. L 'ocra veniva poi essiccata al sole o bruciata per migliorare il colore. Una volta che l'ocra era asciutta, veniva trasformata in polvere, mescolata con grasso, olio o acqua per creare una pasta e poi applicata alle guance e, a volte le labbra.



Capelli e unghie

Gli antichi Egizi utilizzavano i cosmetici anche per colorare i capelli e le unghie. Usavano una forma di henné che è una tintura derivata dalla arbusto henné, originario dell'Africa. Essiccavano e macinavano le foglie e i germogli della pianta dell' henné.
La polvere poi veniva aggiunta al grasso, l'olio o l'acqua per formare una pasta che poteva essere applicata ai capelli e alle unghie per ottenere una tinta gialla o arancione. Gli antichi Egizi utilizzavano anche fare tatuaggi all' henné.

Skincare e profumi

La pelle invece, bisognosa di protezione da un clima torrido e dalle sabbie del deserto, veniva protetta con degli unguenti profumati, in cui era compreso anche l'uso del miele, che veniva spalmato in viso o sul corpo, cosi l'epidermide si manteneva morbida. Inoltre nei tempi antichi il sapone per lavare il corpo era sconosciuto, pertanto gli oli e gli unguenti erano degli efficaci detergenti usati anche per motivi igienici, grazie all' azione antibatterica di molti oli essenziali.
Ma l' ingegno egiziano prevedeva anche una sorta di “invenzione” una crema scrub per l'epidermide, realizzata con carbonato di sodio, miele e sale marino, ottima per ammorbidire e levigare la pelle del corpo.
Le donne egiziane erano anche molto attente alle rughe, per stendere la pelle e ringiovanirla, venivano creati unguenti appositi, in grado di distendere le cellule epidermiche con sostanze assolutamente naturali.
Infine, i profumi. Nell' Antico Egitto il profumo era molto usato, sia da uomini che da donne, e per farlo venivano usati unguenti specifici ed oli profumati, estratti direttamente dalle piante e dai frutti, come la loce della moringa.

Tutti i riti di bellezza egiziani erano usati anche nelle cerimonie religiose, durante i quali gli antichi egizi tenevano molto alla cura personale estetica.
Lo scienziato Philippe Walter cercò di capire esattamente di cosa si nascondeva dietro la credenza del make-up curativo; cosi ha utilizzato un sofisticato sistema, la rilevazione dell'effetto del sale cloruro di piombo su una singola cellula.
Rilevando che le difese immunitarie vennero stimolate da questa sostanza a reagire contro l'attacco di batteri. Insomma, oltre a quello di aver edificato le piramidi, gli antichi egizi va anche il merito di aver inventato il make-up salutare.

I SUMERI

Secondo Erodoto (500 AC), si pitturavano la faccia con il piombo bianco e rosso vermiglio. Sia gli uomini che le giovani donne si arricciavano i capelli e li profumavano con oli. Si mantenevano morbida la pelle con la pietra pomice ed utilizzavano oli profumati per il corpo. Le donne erano solite massaggiarsi il corpo con una mistura di incenso, cedro e cipresso in acqua. Quando si sciacquavano il giorno seguente il corpo rimaneva morbido e vellutato.


IL TRUCCO NELL'ANTICA GRECIA

Gli antichi Greci, forse anche spinti dalle accortezze egizie,avevano il culto della bellezza ideale era una condizione necessaria per la società, tanto che uomini e donne perseguivano l’obiettivo della perfezione fisica.
Ad Atene esistevano addirittura i così detti “ginecomi” ( una sorta di categoria di magistrati) avevano il compito di multare le donne che trascuravano il loro aspetto esteriore,cura ed igiene, ma anche per quanto concerneva l’abbigliamento.



Trucco degli occhi

Le donne greche davano molto risalto alla loro linea naturale e, come per gli egizi, usavano il kohl per sfumare delle lunghe linee nere. La vera novità delle donne greche è l'uso dell'ombretto. In Grecia, infatti, si usava molto colorare le palpebre, con i colori di varia natura. Il blu, l' azzurro ed il verde erano i colori più usati, come si nota anche dai reperti che sono stati ritrovati.
Anche le sopracciglia avevano un loro ruolo estetico, per questo venivano messe in risalto e scurite con del carbone o con l'antimonio; avere sopracciglia lunghe e scure era sinonimo di forte carattere.

Skincare e capelli

Le donne, quasi ogni giorno, curavano spirito e corpo attraverso lunghi bagni profumati, insieme alle proprie ancelle, che aiutavano le loro signore a profumare e lavare ogni parte del corpo.
Dopo il bagno, era abitudine spalmarsi una sorta di unguento, dal profumo forte e deciso, estratto dalle piante o dai fiori. Se la donna era di umili condizioni, si riceva nei bagni pubblici, dove era possibile usufruire delle apposite vasche.
La pelle veniva illuminata con degli estratti di minio, ancusa o fuco, dai colori forti e rossicci, per dare risalto alle guance e rendere rosee, sinonimo di perfetta salute.
Veniva usato anche il bianco, era di solito il piombo bianco, più tardi il solfuro mercurico fu utilizzato come pigmento al pari del piombo bianco e l'orpimento , un composto dell'arsenico veniva usato come depilante.
I capelli venivano molto spesso raccolti e se presentavano sfumature bianche o grigie, venivano tinti di nero o di biondo. Sia agli uomini che alle donne piacevano i capelli biondi e per ottenerli li lavavano con uno speciale unguento proveniente da Atene e li esponevano al sole per ore.

Acconciature greche

Gli uomini di Atene utilizzavano diverse essenze per le diverse parti del corpo, per esempio olio di palma nelle gambe, menta per le braccia, maggiorana per le sopracciglia e timo per le ginocchia ed il collo.
I greci si lavavano i denti accuratamente con ramoscelli e succhiavano gomme aromatiche per addolcire l'alito; un altro potere che i greci attribuivano ai profumi era che rendevano in grado di bere più vino.
Grosse quantità di sostanze aromatiche venivano anche consumate nelle feste religiose.
Un particolare che riguarda solo le sacerdotesse ha reso noto come esse fossero solite a colorarsi i capezzoli di rosso e arancio, attraverso rimedi ed estratti naturali.



Labbra
Anche le labbra avevano una loro tintura: solitamente si usava il rosso estratto dall'oricello e lo si passava sulla bocca con un apposito pennello.
L'uso del make-up nell' antica Grecia aveva il duplice scopo di rendere la donna presentabile all'esterno e di permettere alla donna stessa di poter essere seducente verso l'altro sesso: le donne greche amavano corteggiare ed essere corteggiate ed il trucco era un alleato in più per la loro già nota bellezza.

La parola cosmetico deriva dal greco kosm tikos che significa “ che ha il potere di sistemare” o “abile nel decorare”. Da questo derivano le parole kosmein (adornare) e kosmos (ordine, armonia), a quest'ultima il significato attuale di “universo” è stato attribuito dagli antichi dall'osservazione del suo perfetto ordine.

IL TRUCCO NELL'ANTICA ROMA

Nell' antica Roma, cosi come in Grecia, le donne usavano curare il proprio aspetto con l'aiuto di veri e propri cosmetici. Inizialmente, le donne romane usavano curare la propria igiene solo con acqua e delicati profumi: era infatti abitudine di non appesantire i propri lineamenti, lasciando il viso libero da contaminazioni esterne.

 

Già i poeti romani non vedevano di buon occhio e donne che usavano truccarsi e, nelle loro poesie, erano soliti deriderle, come può capitare oggi con i trucchi troppo eccessivi e poco delicati. Se il trucco veniva usato per camuffare i lineamenti, era considerato non appropriato e, quindi, deriso.Con gli anni, la libertà delle donne romane crebbe, fino a divenire consueta abitudine l'uso del cosmetico. Le donne facoltose potevano permettersi prodotti adatti alla loro bellezza, mentre le altre usavano ciò che la natura offriva loro in maniera grezza.
Nei recenti scavi archeologici sono stati ritrovati diversi contenitori, che all'epoca servivano proprio per contenere creme e prodotti di bellezza di varia natura. Come in molte altre civiltà del passato, gli occhi erano quelli che ottenevano maggiore risalto.

Trucco degli occhi

Le sopracciglia venivano scurite ed allungate, proprio come si fa oggi, con l'aiuto di un bastoncino sottile su cui veniva posto del carbone o mina di piombo. Gli occhi venivano contornati con un composto speciale, creato grazie alle formiche abbrustolite,o con la fuliggine, per dare l'effetto di un kohl. Indossavano, quando era necessario sopracciglia finte e ciglia finte.
Il colore nero era molto usato anche per creare dei piccoli nei finti, molto di moda all'epoca.



Viso e Labbra

Il trucco delle labbra era solito colorare di rosso con minio, fucus (colore rosso) o con polvere di ocra o , derivata dall'argilla, contiene ossidi minerali e si presenta in una vasta gamma di colori: arancione, rosso, giallo, marrone e le sfumature di questi colori.
Il viso e le braccia erano invece schiariti con gesso e biacca (carbonato basico di piombo – velenoso – che utilizzavano anche i Greci e gli Egizi.
Le palpebre venivano colorate con i pigmenti naturali, ottenute dalla piante, ed i colori più usati erano il verde ed il rosso.

Capelli e profumi

I Romani, anche se seppellivano morti,usavano i profumi durante i funerali. Secondo Svetonio, al funerale di Poppea, Nerone usò più profumo di quanto l'Arabia potesse produrre in 10 anni.
Gradualmente anche le altre abitudini estetiche vennero assorbite dalla Grecia, provenienti specialmente dal sud d'Italia dove i Greci si erano insediati.
L'uso dei cosmetici fu anche sviluppato molto  fino a diventare, in alcuni casi, veramente stravagante, come stravaganti erano talvolta i costumi generali.
Otone veniva ridicolizzato da Giovenale per la sua effeminatezza poiché si portava un arsenale di cosmetici e profumi nella campagna militari e Caligola spese enormi somme di denaro in profumi e s immergeva in bagni profumati dopo le sue eccessive orge.
Nella casa di Nerone, chiamata la Casa Dorata, c'erano sale da pranzo con soffitti incastonati d'avorio e tubi d'argento i quali spruzzavano gli ospiti di profumo. Svilupparono, inoltre, bellissimi contenitori di ogni tipo per profumi ed unguenti.
I cosmetici a Roma erano essenzialmente di tre tipi: unguenti solidi ( chiamati hedysmata ), unguenti liquidi (chiamati stymmata) e profumi in polvere (chiamati diapasmata ). Due sono gli elementi utilizzati nella fabbricazione del profumo : il succo e l'essenza, il primo, in genere consisteva nei vari tipi di oli, la seconda degli odori. Nell'un caso si parla di elementi astringenti ( stymmata), nell'altro di aromi (hedysmata).Un terzo elemento, connesso con questo, era il colore ; per produrlo aggiungevano cinabro (minerale di colore rosso) e ancusa ( alcanna Tinctoria ).
Una spruzzata di sale veniva aggiunto per mantenere inalterato la natura dell'olio.
Si addizionavano resina o gomma per fissare all'essenza l'aroma, che in caso contrario, svaniva velocemente.
Erano di estrema importanza per le matrone romane le schiave cosmetae, delle figure deputate alla cure della bellezza delle proprio padrone e alla produzione di cosmetici di genere.
Le schiave si occupavano anche della cura dei capelli e realizzavano elaboratissime acco acconciature, molto diffuso era l'uso delle tinture.
Non tutti sanno che nell'antica Roma quando una ragazza veniva definita “flavia coma” (testa bionda) non le veniva fatto un complimento,anzi,le stavano dando della poco di buono. Tingere i capelli di rosso o di biondo aveva precisi i significati: il biondo era attribuito alle fanciulle dai facili costumi, il rosso alle prostitute. Tra le meretrici più celebri c'era Rufa “la rossa”, che lavorava nel lupanar veneris e non fu fa meno l'imperatrice Messalina (vissuta nel 1 secolo D.C).
L'imperatrice normalmente si presentava al pubblico con i capelli neri ma quando si concedeva (per proprio piacere) nei lupanari indossava sempre una inequivocabile parrucca rossa.
I capelli venivano curati con speciali balsami, creati con l'aiuto di erbe profumate.



Skincare e igiene

La pelle veniva curata con speciali creme, create da un mix di alimenti, come il latte e il miele: la crema cosi composta veniva spalmata sull'epidermide, almeno una volta al giorno e serviva a rendere la pelle liscia e luminosa. La farina d'orzo ed il burro venivano usati come cura per i brufoli e la pietra pomice per sbiancare i denti. I quali venivano mantenuti lucidi con polvere di corno.
Erano in uso anche detergenti speciali per l'igiene orale, dei rudimentali dentifrici a base di bicarbonato di sodio o a base di corallo finemente macinato stemperato nell'acqua solo prima dell'utilizzo.
Le romane inoltre curavano le rughe con misture astringenti ed erano molto attente alla depilazione e alla pulizia della pelle, sopratutto quella del viso. Per la detersione della cute e per liberare i pori delle impurità, Dioscoride Pedanio (medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone) usava estratti di “galle” (escrescenze che si formano sulle foglie,sui rami, sul tronco e sulle radici dei vegetali dovute alla parassitosi di funghi, batteri, insetti o acari).
Galeno di Pergamo (anche lui medico greco) invece scrisse e si interessò di molte branche della farmacia e della medicina ed è tutt'oggi ricordato per aver formulato il ceratum refrigeans, letteralmente la cera rinfrescante o “cold cream.
Le creme depilatorie, create con l'aiuto di olio, cera, pece e resine naturali ed usare sempre dopo il bagno quotidiano, assieme a rasoio e pinzette ; per le donne la depilazione doveva essere molto accurata. In generale, le donne dell'antica Roma amavano il mondo della cosmetica non mancavano di farne uno nella quotidianità, oltre che nelle occasioni speciali.

MEDIOEVO

Fu il periodo più tragico per il genere umano, sotto molto punti di vista. Le persone non si curavano più del loro aspetto, ma neanche si facevano il bagno, in quanto ciò era visto come un'occasione per il peccato, ed anche un possibile modo per prendersi delle malattie.
Dal sesto al tredicesimo secolo la Cina fu la massima potenza mondiale e la coltura cinese, fu il più grande splendore del mondo di quegli anni. Lì la scienza e la tecnologia erano di gran lunga più avanzate che nel resto d'Europa, ma i trasporti da e per la Cina erano al quanto scadenti.





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