19 agosto 2014

Make up al mare: si o no?

Come ogni anno durante il periodo estivo, le donne, grazie all'abbronzatura, che ci regala una pelle più ambrata ed un colorito più salutare, utilizzano meno i prodotti cosmetici  che durante l'inverno sono stati complici per camuffare piccoli inestetismi ed efficaci per esaltare la loro bellezza.


E se da una parte ci sono quelle donne che abbandonano completamente il make up, dall'altra ci sono le make up – addicted che non ci rinunciano neanche al mare, grazie a tutti i prodotti waterproof, resistenti all'acqua, che negli ultimi anni si sono moltiplicati. 


E così se una volta, ci si poteva truccare in spiaggia solo con il mascara, il primo cosmetico, e per anni l'unico, resistente all'acqua; Oggi invece le case cosmetiche hanno realizzato quasi tutti i prodotti in versione waterproof: dal fondotinta alle matite, dagli ombretti al rossetto, e se ce ne fosse qualcuno che non lo è, un noto brand francese Make Up For Ever, ha inventato un prodotto che rende a prova d'acqua qualsiasi prodotto vogliate.

Questi prodotti, a mio avviso, un pò più difficili da stendere e da sfumare, perchè le sostanze volatili dei siliconi evaporano velocemente e quindi  il prodotto si asciuga e fissa rapidamente, non vanno usati abitualmente ma soltanto in particolari situazioni come in occasioni sportive o nei periodi di vacanza al mare, e proprio quando non potete farne a meno, cercando proprio in queste circostanze di trarre il beneficio di "ossigenazione" della pelle; quindi vi consiglio, se li utilizzate, di rimuovere a fondo il trucco e pulire la pelle ogni sera con prodotti e lozioni specifici per i cosmetici waterproof.


Nonostante tutto,  molto spesso la gente si chiede se valga la pena truccarsi quando si è al mare.
La risposta è in parte negativa.
E se è vero che oggi esistono  prodotti con SPF (che non devono assolutamente sostituire la protezione solare), come ad esempio il fondotinta, quindi applicabile al mare o quotidianamente quando la nostra pelle è esposta al sole ed utile per prevenire i tumori della pelle, alcuni coloranti contenuti nei cosmetici possono provocare, durate il processo melaninico attivato dall'esposizone ai raggi, macchie antiestetiche difficili da eliminare e quindi permanenti.


Inoltre, una vita sana all'aria aperta risolve molti problemi di make up , in quanto, a dare un bel colore ci pensa già il sole: quindi sarebbe meglio non usare o perlomeno non esagerare con il trucco.
Sono quindi dell'idea che per proteggere la pelle dai raggi UV serva una crema solare e non un fondotinta.

La pelle esposta al sole suda e produce più sebo e pertanto sarebbe meglio lasciarla libera di traspirare.
Lasciate quindi il make up solo per determinate circostanze come la sera, dove potete giocare, grazie anche all'abbrozzatura, con colori luminosi e vivaci. 



E visto che è la protagonista indiscussa del periodo è proprio l'abbronzatura, esaltatela con l'utilizzo di terre e illuminanti, in crema o in polvere, e nelle versioni "shimmer" dove la presenza della mica, minerale luminoso, farà esaltare zigomi, palpebre e contorno del volto, creando contrasti piacevoli e dando maggiore tridimensionalità del volto.




Soprattutto mettete in risalto gli occhi con il mascara e ombretti dai colori metallici che renderanno lo sguardo magnetico e irresistibile; e infine le labbra con rossetti, lucidi e brillanti, dando all'insieme quel tanto di salutare che solo una pelle abbronzata sa trasmettere.


Testo di Rocco Ingria

8 agosto 2014

Effetto "sunkissed" anche sui capelli

In vacanza o in città, tutte hanno voglia di avere i capelli con riflessi biondi, "baciati dal sole", come da bambine.
Il sole li schiarisce in maniera naturale, ma che fare se non sono previste vacanze oppure sono troppo lontane?
Ci sono prodotti innovativi, da usare a casa, senza andare dal parrucchiere.Vediamoli insiemi!

- Casting Sunkiss di L'Oréal: Schiarisce gradualmente per un effetto naturale.



Come si usa? Si applica sui capelli asciutti, senza risciacquare. Può agire al sole o con il calore del phon e non è necessario un tempo di posa.
Ovviamente, più si applica e più i capelli si schiariscono, perciò è necessario attendere almeno 3/4 giorni
tra un'applicazione e l'altra. Senza ammoniaca, con olio di camelia.

Disponibile in tre versioni:
Adatto a capelli da biondo chiaro al biondo chiarissimo

Adatto a capelli da castano chiaro al biondo scuro

Adatto a capelli da biondo scuro al biondo chiaro

- Magica CC Capelli di Collistar: Cura e Colore in una maschera riflessante.
Usata su capelli naturali, dona riflessi colorati o ton sur ton, illuminando ed esaltando il colore naturale; sui capelli tinti o con mèches, ravviva il colore accendendolo con nuovi riflessi, esercita un effetto camouflage sulla ricrescita e contrasta la degradazione del colore.
Senza ammoniaca, ossigeno e p-fenilendiammina.



- Magica Sfumatura "Effetto Shatush" di Collistar: un gel schiarente per capelli colorati da biondo a castano chiaro.
Non danneggia la struttura del capello: la sua formula, infatti, è arricchita con proteine del grano, pantenolo, estratto di moringa oleifera e vitamina E che preservano l'equilibrio e la salute dei capelli.


Se, di base, i capelli sono già chiari, sono perfetti:

- Shampoo Garnier Ultra Dolce Estratto di camomilla e miele: vera ricetta di lucentezza per i capelli biondi, con camomilla, rinomata per le sue proprietà schiarenti e ammorbidenti, e miele, apprezzato per le sue virtù nutritive, in texture morbide e leggere che non appesantiscono i capelli che sono incredibilmente brillanti, morbidi al tatto, con riflessi naturali e luminosi.

- Shampoo e Balsamo Ravvivante di Shultz: senza parabeni, siliconi, coloranti chimici e derivati del petrolio, ravvivano i riflessi e rendono i capelli morbidi e brillanti.



- Lozione schiarente Shultz: schiarisce delicatamente e naturalmente, rispettando la struttura del capello, grazie all'estratto biologico di camomilla.
Consente di raggiungere progressivamente la tonalità di biondo desiderata.
Senza parabeni, siliconi, coloranti chimici e derivati del petrolio.



Buone vacanze a tutte!




http://www.scuoladitrucco.net/

5 agosto 2014

Storia del prodotto cosmetico - Terza Parte

LA COSMESI NEL 17° SECOLO

Fu nel 17 secolo che la medicina cominciò ad occuparsi dei disturbi della pelle,denti e delle unghie e non più solo di cosmetici decorativi. Vari paesi introdussero leggi che controllavano l'uso dei più comuni veleni. Una di questa fu fatta in Italia dove una donna di nome Teofania gestiva una scuola che insegnava alle donne l'uso dei veleni. Costei aveva preparato una lavanda cosmetica che non solo schiariva la pelle, ma poteva anche essere usata per liberarsi dei propri nemici: conteneva arsenico, il veleno preferito dei Medici. Fu impiccata nel 1633 dopo che fu attribuito l'assassinio di 600 mariti. Di li a poco approvata la legge che richiedeva la registrazione per l'uso e la vendita dei veleni.
Durante la prima metà del secolo, le donne utilizzavano i cosmetici apertamente e talvolta se li preparavano da sole. Il cerone, una pittura color carne o rosa pallido, fatta con il piombo bianco, veniva utilizzata in abbondante spessore sulla pelle per coprire rughe del viso e del collo. Il vermiglio veniva adoperato come rossetto. Occasionalmente le sopracciglia venivano inscurite e una crema blu, marrone o grigia veniva utilizzata per decorare le palpebre superiori. Le donne Greche, le turche, insieme alle donne che venivano negli harem del medio e lontano oriente usavano il carbone per mettere in risalto gli occhi e le sopracciglia che venivano fatte riunire nel mezzo formando cosi una sola linea.
Gli uomini erano soliti truccarsi con moderazione all'inizio del secolo, ma nella seconda metà divennero appariscenti ne più ne meno che delle donne. In quel tempo un viso carnoso era di gran moda, con labbra e guance grosse e occhi prominenti, sopracciglia scure, capelli scuri e doppio mento. Le dame che volevano un colorito roseo richiamavano il sangue in superficie con una lozione preparata facendo bollire la gomma di benzoino in spirito di vino.

L'igiene e la sanità non erano molto avanzate, anzi le loro condizioni contribuirono alle epidemie di peste del 17 secolo. Le case comuni non avevano il bagno, ma vasche di legno venivano portate dalla servitù nella camera da letto e riempite, mescolando acqua calda e acqua fredda, pertanto la conquista di mantenersi puliti era tediosa. La legge di Galanteria del 1640 raccomandava di farsi il bagno solo occasionalmente e di lavarsi mani ed viso ogni giorno. Sopratutto nelle grandi città come Londra, dove mezzo milione di persone venivano a stretto contatto in scarse condizioni igieniche,c'erano le premesse per il diffondersi delle malattie.

Dopo i pasti, seguendo le usanze francese ed italiana, venivano spruzzati dei profumi in abbondanza per coprire i cattivi odori. I cortigiani tenevano fazzoletti profumati sotto il naso e succhiavano gomme aromatiche per correggere l'alito pesante. Durante la grande peste cannella, ginepro, lavanda e cardamomo venivano bruciati per le strade e nelle case nella convinzione che la peste fosse portata dall'aria.

LA COSMESI NEL 18° SECOLO

Grazie alla Francia, nel 18 secolo, il trucco si ravviva : verso l'inizio del secondo l'aspetto pallido con il viso color porcellana era preferito, nonostante, l'usanza di colorarsi le labbra e guance rosse diventarono il simbolo di salute e di divertimento,fino alla fine della Rivoluzione Francese.
In Inghilterra, durante il periodo vittoriano, il trucco del viso cominciò ad essere associato a prostitute ed attrici.Le prostitute si imbellettavano abbondantemente di color rosato, con labbra ben rosse, ma in Francia, stando ai racconti dei viaggiatori, le dame rispettabili si dipingevo le labbra, le guance, le sopracciglia e perfino le spalle, mentre le prostitute erano pallide. La regina Maria Antonietta era solita decorarsi a “pomello” le gote.
Verso il 1760 gli uomini usavano il rossetto, si inscurivano le sopracciglia e usavano il profumo. Anche i bambini venivano imbellettati di color rosato. Durante questo secolo cominciò ad essere utilizzato nei cosmetici il sotto-nitrato di bismuto poiché era più bianco degli ossidi di stagno e piombo. La parrucca cotonata era ancora di moda per gli uomini all'inizio del secolo, ma quando i giovani cominciarono a schiarisci i capelli, divenne di moda oltre che più semplice impomatarseli anziché indossare parrucche.
I medici e giudici continuarono comunque ad indossare la parrucca fino al secolo inoltrato. La cera d'api e gli oli vegetali venivano utilizzati come unguenti per i capelli o come brillantine, mentre per renderli bianchi venivano successivamente cosparsi di farina. In Inghilterra nel 1795 la penuria di farina divenne così drammatica che fu introdotta una tassa sul suo uso per i capelli.Questo insieme al fatto che numerose teste impomatate erano mozzate durante la Rivoluzione Francese porto al declino di tale moda oltraggiosa.
L'ampio utilizzo di cosmetici ed altri ornamenti da parte di quasi tutte le classi sociali porto nel 1770 all'introduzione di un Atto parlamentare (che tuttavia non fu approvato) che proteggesse gli uomini dall'adescamento da parte di donne in cerca di marito.


L'atto proposto stabiliva che: “...tutte le donne di qualsiasi età, rango o professioni, sia vergini che abbandonate o vedove,che avessero sedotto e trattato in matrimonio un uomo utilizzato profumi, pitture, lozioni cosmetiche,denti artificiali, capelli finti, sospensori metallici,busti, scarpe con tacchi alti, fianchi steccati saranno da trattate come truccatrici ed il matrimonio verrà annullato o considerato privo di valore”.Nonostante i farmacisti in tutta Europa vendessero le materie prime ed alcuni oli vegetali e profumi, non tutti i cosmetici venivano preparati in casa. Piazzisti ambulanti vendevano prodotti di bellezza profumati di ogni genere che vantavano proprietà stravaganti.
La parola “ciarlatano” fu coniata in questo periodo per alcuni di questi piazzisti e deriva dalla parola ciarlare (chiacchierare). A Parigi ed in altre città d'Europa vennero aperti negozi che vendevano solo profumi e cosmetici.

Nel 1710 fu messa a punto una formulazione da un italiano. Fermini, che aveva uno di questi negozi a Colonia e fu chiamata Acqua di colonia. Venne inizialmente commercializzata come rimedio farmaceutico contro tutti i mali ed elisir di lunga vita, ma divenne popolare solo come profumo ed ancora utilizzata oggi. Conteneva estratti di erbe ed oli essenziali di agrumi.
Negli anni seguenti diverse formulazioni vennero messe a punto, tutte basate su un ristretto numero di oli essenziali derivati da fiori, gomme e resine. In quegli anni 'abilita di ottenere oli essenziali dai fiori venne notevolmente sviluppata grazie all'opera del francese Antonie Horbot.
La pubblicità sui cosmetici venne introdotta in questo secolo, dapprima attraverso volantini distribuiti a mano, poi sui giornali,man mano che questi venivano fondati sia in Europa che in America.

LA COSMESI NEL 19° SECOLO

La fase meccanica della Rivoluzione Industriale iniziò con lo sviluppo del motore a vapore in Gran Bretagna, Questo, insieme allo sviluppo della chimica e,come conseguenza,alla maggiore disponibilità di materie prima,porto alla produzione industriale dei cosmetici. La natura chimica dei saponi fu delucidata dal francese M- E. Chevreul e William Colgate che aveva avviato una fabbrica di saponi e candele nel 1807, fu uno de primi a beneficiare del lavoro di Chevreul.


La disponibilità di nuove materie prima rese possibile una maggiore varietà ed una diminuzione dei costi nella produzione dei cosmetici. Diversi coloranti furano preparati in questi anni, l'Alizarina venne isolata dalla robbia (rubia tinctorium, una pianta già utilizzata dagli Egiziani per colorare) nel 1826 e su sintetizzata nel 1869. Il lavoro di Thomas Graham sui colloidi e la scoperta della borace in California e Nevada resero possibile passi avanti nella manifattura della Cold Cream, correggendone l'instabilità presente nella formula di Galeno.
Le Farmacie, oltre alle droghe e medicine, vendevano ogni tipo di prodotto o ingrediente cosmetico e poco più tardi sorsero industrie farmaceutiche che producevano anche cosmetici. Eugene Rimmel fu il primo ad impiegare e donne nella sua fabbrica di profumi. La Francia era impregnata di neoclassicismo che si ispirava all'antica Grecia.
Come spesso accade nel periodo successivo ad una guerra, quando la moda neoclassica passò dalla Francia all'Inghilterra con Giorgio IV, si assistette ad un generale permissivismo e ad un allentamento dei costumi morali. I corsetti vennero messi da parte e i vestiti divennero morbidi e fluenti indossati su una ridotta biancheria intima. Le scollature erano ampie, mostrando più seno di quanto ne coprssero, ed i cosmetici divennero così di moda che alcune donne si dipingevano perfino i capezzoli. Lo stesso Giorgio vestiva con vestiti dai colori brillanti, indossava i corsetti e si profumava profusamente.
Poi l'uso dei cosmetici rallentò gradualmente con Guglielmo quarto ed il viso pallido tornò nuovamente di moda fra le giovani donne. Sotto la Regina Vittoria, gli uomini portavano i capelli tagliati corti e si radevano il viso finché barba e baffi divennero di moda intorno al 1860, l'olio di macassar veniva usato per tenere sotto controllo i ciuffi di capelli ribelli e questo diede origine di protezioni anti-macassar negli schienali delle sedie.
Per le donne erano “in” le cinture strette portate all'altezza naturale e camicie a maniche lunghe fabbricate con materiali comodi. Il viso doveva essere pallido, effetto ottenuto utilizzando una polvere bianca accentuandone le vene di blu.
Le pomate per le labbra furono introdotte nel 1868 da Guerlain in Francia. In Europa e America le dame utilizzavano ancora l'ossido di piombo e il sotto-nitrato di bismuto come polveri sbiancanti ma con l'avvento dell'illuminazione a gas, il primo diventava giallo ed il secondo grigio. Pertanto in America intorno al 1865 furono sostituiti dall'ossido di zinco che è ancora usato oggi, essendo molto meno tossico che i composti di piombo e bismuto.
Il primo cosmetico di larga vendita negli Stati Uniti fu il talco (silicato di magnesio), convenientemente profumato e venduto in lattina. Veniva utilizzato su tutto il corpo. Poiche le donne dell'epoca Vittoriana erano limitate nell'uso dei cosmetici, si concentrarono sui capelli. Unguenti e pomate profumate per i capelli,parrucche,tinture,ecc erano molto popolari. Lo studio degli oli essenziali ricevette un impulso dalla classificazione botanica delle piante ed il loro uso crebbe grazie alla nascita delle fabbriche di bibite. Nuovi distintivi aromi vennero creai da profumieri creativi. Numerosi saponi medicati vennero inoltre introdotti sul mercato, sia per uso igienico che cosmetico.

NEL 20° SECOLO

Nel 1900 Parigi era ancora una volta il centro della moda e la sua atmosfera influenzò l'Inghilterra durante il regno di Edoardo 7°: In quegli anni il maquillage era usato in modo molto discreto e non da tutti una spolverata con polvere di talco era generalmente consentita. Gradualmente tutto divenne meno castigato.
Le prime industrie cosmetiche cominciarono ad essere fondate, oltre che a Parigi, anche in altre città d'Europa ed in America: nel 1901 la Gilette Company fu fondata a Boston e cominciò a commercializzare rasoi da barba di sicurezza e saponi da barba, nel 1907 Helena Rubinstein si trasferì dall'Australia a Londra ed aprì un salone di bellezza dando vita ad una linea di cosmetici,poco più tardi nel 1910, Elizabeth Arden iniziò la sua attività in America.
Nel 1910 Roger e Gallet produssero il primo stick da labbra contenuto in un cilindretto di cartoncino.
Nel 1915, l'americano Maurice Levy la custodia del rossetto in metallo o plastica,cosi come noi la conosciamo.
Durante questi anni la moda adottata dalla stelle del cinema iniziò ad essere copiata ad ogni spettacolo cinematografico. Tra le due guerre e le industrie di prodotti cosmetici e da toilette fiorirono in America, nonostante la convinzione che i cosmetici ed i profumi francesi ed italiani fossero i migliori. Anche la maggiore disponibilità di materie prime costituì un grosso vantaggio in quel luogo. In quegli anni ed in quelli immediatamente successivi gli ingredienti utilizzati nell'industria cosmetica erano quelli scoperti in altre industrie e per i quali la purificazione per uso umano e la possibilità di un vasto mercato potenziale come quello dei cosmetici costituiva un'attrattiva economica. Infatti il generale sviluppo e la scoperta di numerose materie prime nuove costituirono una importante fonte di ispirazione per lo sviluppo di moderni cosmetici.
La ricerca e lo sviluppo vennero impiegati in tutti i tipi di prodotto, dai coloranti per capelli ed i prodotti per l'acconciatura ai profumi e deodoranti, ma probabilmente la vera novità di inizio di secolo fu la nascita di prodotti abbronzanti e delle protezioni solari. Queste nacquero da un rifiorire dell'idea che la luce del sole possedeva poteri curativi nei confronti dell'anemia,ecc rifacendosi alle teorie della scuola di Erodoto nell'antica Roma. Gradualmente nel ventesimo secolo si assistette ad un capovolgimento della passione Vittoriana per la modestia ed il pudore dove ogni parte doveva essere coperta ed alle donne veniva consigliato di non esporsi al sole se volevano conservare una bella pelle.
Nel 1930 i bagni di sole divennero il passatempo nazionale in Inghilterra ed un corpo molto abbronzato era segno di buona salute. Man mano, una sempre maggiore esposizione del corpo divenne permessa e di moda ed inevitabilmente le scottature dal sole costituirono un problematico rovescio della medaglia. Cosi, in aggiunta alle cure mediche, diverse preparazioni cosmetiche in forma di creme ed oli vennero introdotte sul mercato per prevenire la spellatura e mantenere una intensa abbronzatura. Una delle maggiori conquiste della seconda metà del secolo fu l'introduzione di una regolamentazione per i cosmetici e i prodotti da toilette con lo scopo di garantirne la sicurezza per l'uomo.
Anche l'idea di cosmetico divenne sempre più matura col passare del tempo.
Negli anni Sessanta e Settanta ad un prodotto cosmetico veniva richiesto di essere tecnicamente ben fatto e di non contenere ingredienti pericolosi per la salute. I cosmetici, al contrario dei prodotti farmaceutici, non dovevano possedere assolutamente nessuna proprietà tranne quella di migliorare l'aspetto di chi li utilizzava. Avevano cioè un ruolo esclusivamente estetico.
Negli anni Ottanta e Novanta i cosmetici cominciarono ad essere considerati come un importante aiuto per la cura personale. Sono passati,cioè, dal ruolo di semplici palliativi estetici al ruolo di prodotti funzionali in grado di contribuire al mantenimento della salute (se non altro alla salute della pelle e all'igiene), cosi da consentire il raggiungimento o il mantenimento della bellezza.
Coprire le rughe è di minor valore rispetto a prevenirne la formazione o ridurre realmente quelle esistenti. La BeC è stata tra le prime ditte in Europa a credere in questo approccio.
Una delle maggiori abitudini della nostra società, che sta prendendo sempre più piede, è quella di essere più interessati sugli ingredienti dei cosmetici, ovvero l'INCI (lista degli ingredienti), evitando quelli che danno degli effetti collaterali negativi,sia per la salute e per l 'ambiente. Infatti, sono sempre più diffuse le espressioni “ petrolatum o mineral oli” e “biologico”.
Un' altra importante consuetudine, per fortuna sempre in via di crescita, è la sensibilizzazione sull'etica dei cosmetici, informandosi e quindi evitando, prodotti testati sugli animali.
L'attuale moda cosmetica, arrivata dai paesi orientali ma nata in Germania (ad opera della dermatologa Christine Scherammel), è quella di usare trucchi non solo per fini estetici ma anche salutare per la pelle la famosa e tanto decantata, BB cream (blemish-balm). La quale che viene venduta come una crema per il viso in grado di fornire in un unico prodotto gli stessi benifici rappresentati da siero, crema idratante, fondotinta e crema solare. Dopo il grande successo, in Korea sullo stesso concetto della bb cream, nacque la prima CC cream (color control cream). Proponendosi come perfezionatori di incarnato grazie all'innovativa funzione controllo del colore. Si fondono con qualsiasi tonalità di pelle per una pelle omogenea, idratata e protetta.
A differenza della bb cream, la cc cream non contiene oli e un fattore solare più alto.



In realtà,queste nuove mode del trucco salutare non iniziarono ne in Asia ne in Germania, ma bensì nell'antico Egitto.
Generalmente, non sono cambiate le abitudini delle donne moderne: occhi, bocca e carnagione sono sempre parti del viso che vengono modificare grazie all'ausilio dei cosmetici, in particolare quello del trucco estetico.
Con gli anni forse è cambiato il metodo e il tipo di ingrediente utilizzato, ma le basi e le mode, sono rimaste sempre le stesse, alternandosi ripetitivamente fino dall'antichità.


Tesina di Umberto Di Russo per l'esame finale del Corso di trucco beauty&correttivo.


1 agosto 2014

Alex Box - Make up for your alter ego

Trucco: la parola stessa suggerisce inganno, illusione, percezione mentale alterata rispetto alla realtà...ed è proprio l'insieme di tutti questi aspetti che fuoriesce e caratterizza le creazioni di Alex Box, direttrice creativa di Illamasqua, una delle più note e prestigiose case cosmetiche britanniche.
Alex Box è una delle artiste che meglio riesce ad intersecare ed oltrepassare il sottile confine tra arte e bellezza.
Trovando ispirazione negli artisti contemporanei, nei movimenti artistici e culturali e nelle diverse culture, l'artista riesce ad elevare l'arte del make-up a livelli molto alti.
Inizialmente, intraprende i suoi studi presso il college di arte e design di Londra e già da allora si dedica a cercare di capire la relazione tra corpo, ambiente e disegno, nelle loro forme più pure.
Alex inoltre esibisce sin dagli inizi molte delle sue creazioni nelle più famose gallerie d'arte di Londra.
Giochi di ombre, texture e contrasti rendono i suoi, dei lavori magistrali e contribuiscono a dar vita alla fantasia e alla creatività presenti in ognuno di noi, ispirandoci e portandoci ad esplorare ed esprimere il nostro più intimo io.
Quello che si percepisce impressiona positivamente e lascia magicamente senza parole.
Tutto viene lasciato all'immaginazione di chi osserva tali creazioni, dimenticando tutto ciò che viene considerato convenzionale.
Il volto infatti diventa tela e allo stesso tempo cornice di se stessa e il trucco, a sua volta, diventa arte: arte che non passa inosservata e che merita di essere esibita in ogni sua forma.
Non è un caso che la stessa Alex Box sia ora Key Artist per stilisti del calibro di Alexander McQueen, Gareth Pugh, Karl Lagerfeld, Vivienne Westwood e Chanel.

Per rendersi davvero conto di cosa si sta parlando e di cosa sia capace quest'artista, vale la pena mostrare alcuni dei suoi capolavori realizzati ispirandosi ad alcuni dei suoi movimenti artistici preferiti, che non ha fatto altro che reinterpretare in un modo assolutamente singolare e unico nel suo genere.
Si va dal cubismo, al dadaismo, al post moderno passando per il romanticismo fino ad arrivare al barocco.

CUBISMO

Ispirata da Picasso, Alex Box smantella e ricostruisce ciò che vede per darne una chiave di lettura strettamente personale.


Si notano superfici geometriche e tridimensionali che distolgono lo sguardo dal viso della modella e regalano una prospettiva d' insieme sorprendentemente nuova.
L'occhio si confonde e risulta quasi impossibile la visione da un solo punto di vista. Grazie alla scomposizione dei piani infatti, è quasi spontanea la visione simultanea di tutti i punti di vista della figura.

DADAISMO

Movimento artistico a dir poco stravagante, che nasce negli anni '20 come ribellione verso ogni forma d'arte esistente.


Gli artisti del periodo ricercavano la libertà di creatività giocando con oggetti, immagini, parole, divertendosi a creare doppi sensi e stravolgere i significati che abitualmente attribuiamo alle cose, provocando e scioccando coloro che entravano in contatto con le opere realizzate e mettendo dunque in crisi l'idea convenzionale di arte.
E così Alex Box destruttura il concetto di make-up ricreando qualcosa di totalmente nuovo anche grazie all'utilizzo di materiali diversi dal solito.
Possiamo notare infatti l'utilizzo di cartoncini e spille da balia che rendono il tutto tridimensionale e che non fungono da semplice supporto al make-up bensì risultano indispensabili e protagonisti dello stesso.

POST-MODERNISMO

Il post-modernismo si è affermato come movimento a cavallo tra il XX e il XXI secolo ed è caratterizzato dal desiderio degli artisti di andare alla scoperta di nuove prospettive, non andando contro il moderno ma reinterpretandolo.


La stessa Alex Box afferma che il post-modernismo è questione di nuove interpretazioni ed è la giustapposizione di colori e materiali che rende il tutto particolare e unico.
È un nuovo approccio con la modernità che fa si che essa stessa si reinventi.

ROMANTICISMO E IL COLORE DEI SENTIMENTI


L'arte romantica mostra particolare interesse verso questioni di carattere emotivo, accentuando anche tramite il colore, la drammaticità, il dolore, la passione...


La modella in foto fa percepire il carattere. È come se fosse immersa interamente nelle proprie emozioni, nel proprio mondo e tale risultato non si raggiunge con la sola espressività ma con la scelta del colore, delle luci e delle ombre che realizzate con maestria concentrano l'attenzione sugli occhi ma non solo, portando chi osserva, nella condizione di perdersi nel mondo della modella.

BAROCCO

Il termine “barocco” si pensa derivi da un termine spagnolo che indicava una perla di forma irregolare, imperfetta o da un termine francese (baroque) che in italiano significa bizzarro, stravagante.


In ogni caso, l'arte del Seicento è definita Barocca proprio per la ricerca di effetti di illusione, di finzione, di stupore usati non solo per divertire ma soprattutto per colpire emotivamente e affascinare chiunque si trovasse di fronte alle opere realizzate.
Ecco, io credo che probabilmente Alex Box, per tutto quello che ci mostra in ogni sua creazione e per le caratteristiche artistiche del tempo del Barocco, ne reincarni l'essenza e lo spirito nella sua totalità.
È esplicativa e suggestiva la reinterpretazione di tale movimento per cui Box, ispirata da tale corrente artistica, decora il viso della modella con delle perle che certamente rimandano all'origine del significato di Barocco, creando stupore, illusione e tutto ciò che lo caratterizza.
Dunque abbiamo visto come Alex Box sia capace di reinventare l'arte e farla propria creando delle vere e proprie opere che lasciano l' occhio dello spettatore sbalordito.
È altrettanto sorprendente il modo in cui riesce a realizzare il tutto senza però perdere di vista la tecnica.
Essendo una delle più visionarie ed eclettiche make up artist al mondo, Alex Box ha avuto la possibilità di collaborare con artisti, fotografi e parrucchieri tra i più all'avanguardia nel mondo della moda.
Maestra del colore, dei dettagli e della forma, non guarda mai al viso della modella come ad una limitazione bensì come una tela senza lati su cui “dipingere” liberamente, cancellando le linee guida del viso che normalmente vengono seguite nel make-up.
Il suo tocco riesce ad essere esagerato e sgargiante ma anche attento e preciso, ampio e “sfrontato”, ma anche studiato e grafico; una volta protagonisti i colori, poi totale assenza di questi, solo un sobrio monocolore.
Inoltre, una volta stampate le immagini, l'uso di penna, inchiostro, collage, pastelli, colori ad olio ne definiscono il tratto, creando così delle vere e proprie opere d'arte, uniche nel loro genere.


OUTSIDE THE BOX

Tecnologia nella moda

Alex Box oltre a lavorare nella e per la moda, sperimenta, crea spettacolo, lascia che la sua arte fluisca continuamente, accosta mondi apparentemente molto lontani tra loro, ma sempre con un risultato sorprendentemente armonico e convincente.
Abbiamo visto come unisce arte e bellezza e vedremo come riesce invece ad unire arte e tecnologia.
Servendosi di tecniche digitali e semplici macchinari elettronici, crea una serie di capolavori impressionanti: visi tempestati di luci a LED, protesi 3D fatte in polistirene, lattice e gelatina che contribuiscono a modificare l'aspetto piatto di un viso. Le applicazioni tecnologiche si integrano con il make-up e appaiono invisibili, creando una piccola ma sorprendente magia per chi guarda.


Sempre all'avanguardia, innovativa e alla ricerca di nuovi stimoli, ha creato un evento interattivo durante il quale fosse possibile per l'appunto interagire con una stampa digitale.
Usando un Kinect, il pubblico poteva dipingere virtualmente sul viso in 3D della modella grazie all'applicazione Pixlr Express.
Tale progetto ha portato alla creazione di un' omonima applicazione iOS (Alex Box app) che si dice sarà al più presto disponibile. Tale applicazione sarebbe volta ad insegnare le sue tecniche di make-up a tutti coloro che vogliano oltrepassare i propri limiti nel campo dell'alta moda.
Sarà dunque possibile creare face chart direttamente dai dispositivi. 


FLASHBACK AND PROGRESS

Notata mentre lavorava nel Body Shop nel periodo dei suoi studi in college, comincia a lavorare inizialmente con Shu Uemura, successivamente per la rivista Dazed and Confused, arrivando poi a lavorare con Lucinda Chambers, allora direttrice di Vogue Uk.
È questo il periodo in cui la gente cominciò a capire che non si trattava di una delle solite artiste stravaganti e fuori dalle righe ma che aveva davvero del potenziale.
E così piano piano si è fatta strada facendo valere le proprie capacità ma soprattutto la propria originalità ed “esplosività”.

Nascita di Illamasqua

Illamasqua nasce nel 2008 dall'esigenza di creare un qualcosa che possa andare oltre i confini del make up.
È un vero e proprio movimento creativo e direi anche emotivo, risultato del lavoro di molte persone che, se pur differenti tra loro per idee e background, hanno dato vita ad un progetto unico e ambizioso.
È infatti l'insieme di persone diverse, con punti di vista altrettanto diversi a far sì che questi convergano, dando vita ad un espressione artistica a dir poco esplosiva, insieme di innovazione, sperimentazione, audacia, tecnica e stupore.
Il fondatore Julian Mark Kynaston, ispirato durante il Gothic Festival a Whitby è stato colpito dal fatto che ognuno avesse un make-up differente per far si che si identificasse con l'evento.
Si giustifica in questo modo la caratterizzazione gotica e alternativa della linea cosmetica, di cui Alex Box, nonché co-fondatrice e direttrice creativa del brand, ne è una “traduttrice visiva”.
Nelle culture cosiddette “alternative” come può essere ad esempio quella gotica, l'espressione visiva è molto importante poiché aiuta ad essere riconoscibili e a far parte di uno stile ben preciso.
Spesso, quelli che si vedono sono trucchi molto appariscenti e drammatici.
In fin dei conti il make-up è estensione di noi stessi, è l'espressione del lato più nascosto di ognuno di noi nonché un mezzo per rendere visibile il nostro io più intimo: da qui il motto del brand Make up for your alter-ego.
Illamasqua non fa altro che celebrare l' INDIVIDUALITÀ.
Il brand infatti incoraggia ad essere se stessi a prescindere da quello che la società si aspetta, specialmente nel campo della bellezza. Quest'aspetto è evidente se si fa attenzione alle varie collezioni che sono indubbiamente diametralmente opposte a quelle delle altre case cosmetiche di moda che tendono invece a creare dei cloni piuttosto che dei singoli individui.
Illamasqua non a caso è nota per non seguire le mode ma per crearle, andando oltre ci che consideriamo convenzionale ed è sorprendente il modo in cui riesca a rendere raggiungibile l'irraggiungibile ed immaginabile l'inimmaginabile!
Concludo riportando una citazione che racchiude la filosofia del brand:

“Stand up and show the world what makes you perfectly, imperfect.
We want you to highlight the features other brands encourage you to cover up. Because life isn't about finding yourself,
life is about celebrating who you really are.”[1]



[1] N.D.T “Alzati e fai vedere al mondo cos'è che ti rende perfettamente imperfetta. Desideriamo che tu metta in evidenza tutto ciò che gli altri brand ti spingono a nascondere. Perchè la vita non significa ricercare se stessi, la vita significa celebrare ciò che siamo realmente”


Tesina di Alessandra Righi per l'esame finale del Corso di trucco beauty&correttivo.