5 agosto 2014

Storia del prodotto cosmetico - Terza Parte

LA COSMESI NEL 17° SECOLO

Fu nel 17 secolo che la medicina cominciò ad occuparsi dei disturbi della pelle,denti e delle unghie e non più solo di cosmetici decorativi. Vari paesi introdussero leggi che controllavano l'uso dei più comuni veleni. Una di questa fu fatta in Italia dove una donna di nome Teofania gestiva una scuola che insegnava alle donne l'uso dei veleni. Costei aveva preparato una lavanda cosmetica che non solo schiariva la pelle, ma poteva anche essere usata per liberarsi dei propri nemici: conteneva arsenico, il veleno preferito dei Medici. Fu impiccata nel 1633 dopo che fu attribuito l'assassinio di 600 mariti. Di li a poco approvata la legge che richiedeva la registrazione per l'uso e la vendita dei veleni.
Durante la prima metà del secolo, le donne utilizzavano i cosmetici apertamente e talvolta se li preparavano da sole. Il cerone, una pittura color carne o rosa pallido, fatta con il piombo bianco, veniva utilizzata in abbondante spessore sulla pelle per coprire rughe del viso e del collo. Il vermiglio veniva adoperato come rossetto. Occasionalmente le sopracciglia venivano inscurite e una crema blu, marrone o grigia veniva utilizzata per decorare le palpebre superiori. Le donne Greche, le turche, insieme alle donne che venivano negli harem del medio e lontano oriente usavano il carbone per mettere in risalto gli occhi e le sopracciglia che venivano fatte riunire nel mezzo formando cosi una sola linea.
Gli uomini erano soliti truccarsi con moderazione all'inizio del secolo, ma nella seconda metà divennero appariscenti ne più ne meno che delle donne. In quel tempo un viso carnoso era di gran moda, con labbra e guance grosse e occhi prominenti, sopracciglia scure, capelli scuri e doppio mento. Le dame che volevano un colorito roseo richiamavano il sangue in superficie con una lozione preparata facendo bollire la gomma di benzoino in spirito di vino.

L'igiene e la sanità non erano molto avanzate, anzi le loro condizioni contribuirono alle epidemie di peste del 17 secolo. Le case comuni non avevano il bagno, ma vasche di legno venivano portate dalla servitù nella camera da letto e riempite, mescolando acqua calda e acqua fredda, pertanto la conquista di mantenersi puliti era tediosa. La legge di Galanteria del 1640 raccomandava di farsi il bagno solo occasionalmente e di lavarsi mani ed viso ogni giorno. Sopratutto nelle grandi città come Londra, dove mezzo milione di persone venivano a stretto contatto in scarse condizioni igieniche,c'erano le premesse per il diffondersi delle malattie.

Dopo i pasti, seguendo le usanze francese ed italiana, venivano spruzzati dei profumi in abbondanza per coprire i cattivi odori. I cortigiani tenevano fazzoletti profumati sotto il naso e succhiavano gomme aromatiche per correggere l'alito pesante. Durante la grande peste cannella, ginepro, lavanda e cardamomo venivano bruciati per le strade e nelle case nella convinzione che la peste fosse portata dall'aria.

LA COSMESI NEL 18° SECOLO

Grazie alla Francia, nel 18 secolo, il trucco si ravviva : verso l'inizio del secondo l'aspetto pallido con il viso color porcellana era preferito, nonostante, l'usanza di colorarsi le labbra e guance rosse diventarono il simbolo di salute e di divertimento,fino alla fine della Rivoluzione Francese.
In Inghilterra, durante il periodo vittoriano, il trucco del viso cominciò ad essere associato a prostitute ed attrici.Le prostitute si imbellettavano abbondantemente di color rosato, con labbra ben rosse, ma in Francia, stando ai racconti dei viaggiatori, le dame rispettabili si dipingevo le labbra, le guance, le sopracciglia e perfino le spalle, mentre le prostitute erano pallide. La regina Maria Antonietta era solita decorarsi a “pomello” le gote.
Verso il 1760 gli uomini usavano il rossetto, si inscurivano le sopracciglia e usavano il profumo. Anche i bambini venivano imbellettati di color rosato. Durante questo secolo cominciò ad essere utilizzato nei cosmetici il sotto-nitrato di bismuto poiché era più bianco degli ossidi di stagno e piombo. La parrucca cotonata era ancora di moda per gli uomini all'inizio del secolo, ma quando i giovani cominciarono a schiarisci i capelli, divenne di moda oltre che più semplice impomatarseli anziché indossare parrucche.
I medici e giudici continuarono comunque ad indossare la parrucca fino al secolo inoltrato. La cera d'api e gli oli vegetali venivano utilizzati come unguenti per i capelli o come brillantine, mentre per renderli bianchi venivano successivamente cosparsi di farina. In Inghilterra nel 1795 la penuria di farina divenne così drammatica che fu introdotta una tassa sul suo uso per i capelli.Questo insieme al fatto che numerose teste impomatate erano mozzate durante la Rivoluzione Francese porto al declino di tale moda oltraggiosa.
L'ampio utilizzo di cosmetici ed altri ornamenti da parte di quasi tutte le classi sociali porto nel 1770 all'introduzione di un Atto parlamentare (che tuttavia non fu approvato) che proteggesse gli uomini dall'adescamento da parte di donne in cerca di marito.


L'atto proposto stabiliva che: “...tutte le donne di qualsiasi età, rango o professioni, sia vergini che abbandonate o vedove,che avessero sedotto e trattato in matrimonio un uomo utilizzato profumi, pitture, lozioni cosmetiche,denti artificiali, capelli finti, sospensori metallici,busti, scarpe con tacchi alti, fianchi steccati saranno da trattate come truccatrici ed il matrimonio verrà annullato o considerato privo di valore”.Nonostante i farmacisti in tutta Europa vendessero le materie prime ed alcuni oli vegetali e profumi, non tutti i cosmetici venivano preparati in casa. Piazzisti ambulanti vendevano prodotti di bellezza profumati di ogni genere che vantavano proprietà stravaganti.
La parola “ciarlatano” fu coniata in questo periodo per alcuni di questi piazzisti e deriva dalla parola ciarlare (chiacchierare). A Parigi ed in altre città d'Europa vennero aperti negozi che vendevano solo profumi e cosmetici.

Nel 1710 fu messa a punto una formulazione da un italiano. Fermini, che aveva uno di questi negozi a Colonia e fu chiamata Acqua di colonia. Venne inizialmente commercializzata come rimedio farmaceutico contro tutti i mali ed elisir di lunga vita, ma divenne popolare solo come profumo ed ancora utilizzata oggi. Conteneva estratti di erbe ed oli essenziali di agrumi.
Negli anni seguenti diverse formulazioni vennero messe a punto, tutte basate su un ristretto numero di oli essenziali derivati da fiori, gomme e resine. In quegli anni 'abilita di ottenere oli essenziali dai fiori venne notevolmente sviluppata grazie all'opera del francese Antonie Horbot.
La pubblicità sui cosmetici venne introdotta in questo secolo, dapprima attraverso volantini distribuiti a mano, poi sui giornali,man mano che questi venivano fondati sia in Europa che in America.

LA COSMESI NEL 19° SECOLO

La fase meccanica della Rivoluzione Industriale iniziò con lo sviluppo del motore a vapore in Gran Bretagna, Questo, insieme allo sviluppo della chimica e,come conseguenza,alla maggiore disponibilità di materie prima,porto alla produzione industriale dei cosmetici. La natura chimica dei saponi fu delucidata dal francese M- E. Chevreul e William Colgate che aveva avviato una fabbrica di saponi e candele nel 1807, fu uno de primi a beneficiare del lavoro di Chevreul.


La disponibilità di nuove materie prima rese possibile una maggiore varietà ed una diminuzione dei costi nella produzione dei cosmetici. Diversi coloranti furano preparati in questi anni, l'Alizarina venne isolata dalla robbia (rubia tinctorium, una pianta già utilizzata dagli Egiziani per colorare) nel 1826 e su sintetizzata nel 1869. Il lavoro di Thomas Graham sui colloidi e la scoperta della borace in California e Nevada resero possibile passi avanti nella manifattura della Cold Cream, correggendone l'instabilità presente nella formula di Galeno.
Le Farmacie, oltre alle droghe e medicine, vendevano ogni tipo di prodotto o ingrediente cosmetico e poco più tardi sorsero industrie farmaceutiche che producevano anche cosmetici. Eugene Rimmel fu il primo ad impiegare e donne nella sua fabbrica di profumi. La Francia era impregnata di neoclassicismo che si ispirava all'antica Grecia.
Come spesso accade nel periodo successivo ad una guerra, quando la moda neoclassica passò dalla Francia all'Inghilterra con Giorgio IV, si assistette ad un generale permissivismo e ad un allentamento dei costumi morali. I corsetti vennero messi da parte e i vestiti divennero morbidi e fluenti indossati su una ridotta biancheria intima. Le scollature erano ampie, mostrando più seno di quanto ne coprssero, ed i cosmetici divennero così di moda che alcune donne si dipingevano perfino i capezzoli. Lo stesso Giorgio vestiva con vestiti dai colori brillanti, indossava i corsetti e si profumava profusamente.
Poi l'uso dei cosmetici rallentò gradualmente con Guglielmo quarto ed il viso pallido tornò nuovamente di moda fra le giovani donne. Sotto la Regina Vittoria, gli uomini portavano i capelli tagliati corti e si radevano il viso finché barba e baffi divennero di moda intorno al 1860, l'olio di macassar veniva usato per tenere sotto controllo i ciuffi di capelli ribelli e questo diede origine di protezioni anti-macassar negli schienali delle sedie.
Per le donne erano “in” le cinture strette portate all'altezza naturale e camicie a maniche lunghe fabbricate con materiali comodi. Il viso doveva essere pallido, effetto ottenuto utilizzando una polvere bianca accentuandone le vene di blu.
Le pomate per le labbra furono introdotte nel 1868 da Guerlain in Francia. In Europa e America le dame utilizzavano ancora l'ossido di piombo e il sotto-nitrato di bismuto come polveri sbiancanti ma con l'avvento dell'illuminazione a gas, il primo diventava giallo ed il secondo grigio. Pertanto in America intorno al 1865 furono sostituiti dall'ossido di zinco che è ancora usato oggi, essendo molto meno tossico che i composti di piombo e bismuto.
Il primo cosmetico di larga vendita negli Stati Uniti fu il talco (silicato di magnesio), convenientemente profumato e venduto in lattina. Veniva utilizzato su tutto il corpo. Poiche le donne dell'epoca Vittoriana erano limitate nell'uso dei cosmetici, si concentrarono sui capelli. Unguenti e pomate profumate per i capelli,parrucche,tinture,ecc erano molto popolari. Lo studio degli oli essenziali ricevette un impulso dalla classificazione botanica delle piante ed il loro uso crebbe grazie alla nascita delle fabbriche di bibite. Nuovi distintivi aromi vennero creai da profumieri creativi. Numerosi saponi medicati vennero inoltre introdotti sul mercato, sia per uso igienico che cosmetico.

NEL 20° SECOLO

Nel 1900 Parigi era ancora una volta il centro della moda e la sua atmosfera influenzò l'Inghilterra durante il regno di Edoardo 7°: In quegli anni il maquillage era usato in modo molto discreto e non da tutti una spolverata con polvere di talco era generalmente consentita. Gradualmente tutto divenne meno castigato.
Le prime industrie cosmetiche cominciarono ad essere fondate, oltre che a Parigi, anche in altre città d'Europa ed in America: nel 1901 la Gilette Company fu fondata a Boston e cominciò a commercializzare rasoi da barba di sicurezza e saponi da barba, nel 1907 Helena Rubinstein si trasferì dall'Australia a Londra ed aprì un salone di bellezza dando vita ad una linea di cosmetici,poco più tardi nel 1910, Elizabeth Arden iniziò la sua attività in America.
Nel 1910 Roger e Gallet produssero il primo stick da labbra contenuto in un cilindretto di cartoncino.
Nel 1915, l'americano Maurice Levy la custodia del rossetto in metallo o plastica,cosi come noi la conosciamo.
Durante questi anni la moda adottata dalla stelle del cinema iniziò ad essere copiata ad ogni spettacolo cinematografico. Tra le due guerre e le industrie di prodotti cosmetici e da toilette fiorirono in America, nonostante la convinzione che i cosmetici ed i profumi francesi ed italiani fossero i migliori. Anche la maggiore disponibilità di materie prime costituì un grosso vantaggio in quel luogo. In quegli anni ed in quelli immediatamente successivi gli ingredienti utilizzati nell'industria cosmetica erano quelli scoperti in altre industrie e per i quali la purificazione per uso umano e la possibilità di un vasto mercato potenziale come quello dei cosmetici costituiva un'attrattiva economica. Infatti il generale sviluppo e la scoperta di numerose materie prime nuove costituirono una importante fonte di ispirazione per lo sviluppo di moderni cosmetici.
La ricerca e lo sviluppo vennero impiegati in tutti i tipi di prodotto, dai coloranti per capelli ed i prodotti per l'acconciatura ai profumi e deodoranti, ma probabilmente la vera novità di inizio di secolo fu la nascita di prodotti abbronzanti e delle protezioni solari. Queste nacquero da un rifiorire dell'idea che la luce del sole possedeva poteri curativi nei confronti dell'anemia,ecc rifacendosi alle teorie della scuola di Erodoto nell'antica Roma. Gradualmente nel ventesimo secolo si assistette ad un capovolgimento della passione Vittoriana per la modestia ed il pudore dove ogni parte doveva essere coperta ed alle donne veniva consigliato di non esporsi al sole se volevano conservare una bella pelle.
Nel 1930 i bagni di sole divennero il passatempo nazionale in Inghilterra ed un corpo molto abbronzato era segno di buona salute. Man mano, una sempre maggiore esposizione del corpo divenne permessa e di moda ed inevitabilmente le scottature dal sole costituirono un problematico rovescio della medaglia. Cosi, in aggiunta alle cure mediche, diverse preparazioni cosmetiche in forma di creme ed oli vennero introdotte sul mercato per prevenire la spellatura e mantenere una intensa abbronzatura. Una delle maggiori conquiste della seconda metà del secolo fu l'introduzione di una regolamentazione per i cosmetici e i prodotti da toilette con lo scopo di garantirne la sicurezza per l'uomo.
Anche l'idea di cosmetico divenne sempre più matura col passare del tempo.
Negli anni Sessanta e Settanta ad un prodotto cosmetico veniva richiesto di essere tecnicamente ben fatto e di non contenere ingredienti pericolosi per la salute. I cosmetici, al contrario dei prodotti farmaceutici, non dovevano possedere assolutamente nessuna proprietà tranne quella di migliorare l'aspetto di chi li utilizzava. Avevano cioè un ruolo esclusivamente estetico.
Negli anni Ottanta e Novanta i cosmetici cominciarono ad essere considerati come un importante aiuto per la cura personale. Sono passati,cioè, dal ruolo di semplici palliativi estetici al ruolo di prodotti funzionali in grado di contribuire al mantenimento della salute (se non altro alla salute della pelle e all'igiene), cosi da consentire il raggiungimento o il mantenimento della bellezza.
Coprire le rughe è di minor valore rispetto a prevenirne la formazione o ridurre realmente quelle esistenti. La BeC è stata tra le prime ditte in Europa a credere in questo approccio.
Una delle maggiori abitudini della nostra società, che sta prendendo sempre più piede, è quella di essere più interessati sugli ingredienti dei cosmetici, ovvero l'INCI (lista degli ingredienti), evitando quelli che danno degli effetti collaterali negativi,sia per la salute e per l 'ambiente. Infatti, sono sempre più diffuse le espressioni “ petrolatum o mineral oli” e “biologico”.
Un' altra importante consuetudine, per fortuna sempre in via di crescita, è la sensibilizzazione sull'etica dei cosmetici, informandosi e quindi evitando, prodotti testati sugli animali.
L'attuale moda cosmetica, arrivata dai paesi orientali ma nata in Germania (ad opera della dermatologa Christine Scherammel), è quella di usare trucchi non solo per fini estetici ma anche salutare per la pelle la famosa e tanto decantata, BB cream (blemish-balm). La quale che viene venduta come una crema per il viso in grado di fornire in un unico prodotto gli stessi benifici rappresentati da siero, crema idratante, fondotinta e crema solare. Dopo il grande successo, in Korea sullo stesso concetto della bb cream, nacque la prima CC cream (color control cream). Proponendosi come perfezionatori di incarnato grazie all'innovativa funzione controllo del colore. Si fondono con qualsiasi tonalità di pelle per una pelle omogenea, idratata e protetta.
A differenza della bb cream, la cc cream non contiene oli e un fattore solare più alto.



In realtà,queste nuove mode del trucco salutare non iniziarono ne in Asia ne in Germania, ma bensì nell'antico Egitto.
Generalmente, non sono cambiate le abitudini delle donne moderne: occhi, bocca e carnagione sono sempre parti del viso che vengono modificare grazie all'ausilio dei cosmetici, in particolare quello del trucco estetico.
Con gli anni forse è cambiato il metodo e il tipo di ingrediente utilizzato, ma le basi e le mode, sono rimaste sempre le stesse, alternandosi ripetitivamente fino dall'antichità.


Tesina di Umberto Di Russo per l'esame finale del Corso di trucco beauty&correttivo.


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