17 settembre 2014

La sposa indiana: make up, usi & costumi

INTRODUZIONE

Il make up o “trucco”, è per me una vera e propria forma artistica.
Tecnicamente trucco vuol dire: espediente, artificio, inganno che altera l’aspetto delle cose e fa vedere quello che non c’è.
Quindi attraverso il trucco, inteso come mezzo concreto, è possibile modificare ed esaltare i lineamenti e le proporzioni dei volti per renderli il più possibile simili ad un ipotetico canone di bellezza estetico.
Questo canone di bellezza estetico, lo aveva stabilito lo stesso Leonardo Da Vinci, studiando e osservando numerosi volti europei. È chiaro dunque, che il trucco viene utilizzato da noi donne come artificio per apparire più belle, per tendere alla perfezione. Ma non solo: gli uomini e le donne hanno sviluppato diversi modi per celebrare e "segnare" le esperienze cruciali della vita (nascita, pubertà, matrimonio, morte....) e le usanze, tra le quali il trucco, servono a celebrare questi avvenimenti. Esse sono differenti ma racchiudono in sè gli stessi significati (abbandono della casa paterna, perdita della verginità, prosperità, felicità).
Molto affascinante è studiare come il trucco esiste da sempre, e come esso si sia sviluppato trasversalmente attraverso il tempo e lo spazio cambiando icone di stile, metodologia, moda, colore ed espressione:

- si è sviluppato nel tempo in quanto ha attraversato le varie epoche, caratterizzandole con delle mode e degli stili differenti

- si sviluppa nello spazio perché nella stessa epoca risulta differente nei diversi territori e nelle diverse culture.

In India ad esempio, esiste un forte senso estetico, il trucco è importantissimo e assume un significato molto più ampio.
Diventa espressione non solo della bellezza, ma abbraccia e si intreccia con credenze popolari, intenti scaramantici e tradizioni.
Il verbo “truccare” si esprime con il termine “ALAMKARA” che sta ad indicare le figure retoriche letterarie della poesia indiana e che vuol dire “adornare”. Ma il significato letterale del verbo indica in realtà semplicemente l'azione di “completare”, “compiere”, “fare abbastanza” perché secondo la mentalità indiana, senza ornamenti, nulla appare concluso, finito, sufficiente e appare bello solo ciò che è arricchito con ornamenti, che siano cosmetici tipici, come il Khol, kajal e l’henné, oppure siano gioielli, profumi, acconciature e vestiti colorati.
Inoltre in questa terra, il trucco fa parte sia delle abitudini femminili che maschili, ed è anche normale vedere i neonati e i bambini con il viso decorato. L’insieme degli ornamenti, utilizzati nella cultura indiana come simbolismo e decorazione, vengono chiamati “Solah Shringar”, che vuol dire “i 16 segni della bellezza”, e sono appunto in tutto 16.
Questo numero, come tutto il resto, non è casuale, e secondo la tradizione indù, il numero 16 corrisponde all'età della perfezione femminile cioè all’età in cui il corpo femminile si trova nella sua massima espressione di bellezza estetica.
Da sempre questa simbologia viene rappresentata nella sua totalità e nella forma più opulenta durante la cerimonia del matrimonio variando però in stile e caratteristiche a seconda delle regioni, della religione d'appartenenza e naturalmente delle possibilità economiche e familiari. Per capire come questa cultura, interpreta la bellezza e il trucco, racconteremo della tipica “SPOSA INDIANA”, come simbolo della bellezza femminile e dello spirito della tradizione, descrivendo il suo make up e il suo abbigliamento e tutte le 16 simbologie che la rappresentano.

IL MAKE UP

Per molte donne indiane il trucco è preceduto da preghiere e riti di purificazione. Tuttavia il trucco della sposa è riconducibile al tradizionale make up quotidiano.


La donna indiana ha una pelle olivastra molto delicata che tende facilmente a macchiarsi. In genere non fa uso di fondotinta e cipria ma ama avere un incarnato chiaro e luminoso e a tal proposito si spalma sul viso delle maschere realizzate con l’impasto di polvere di sandalo bianco. Gli occhi vengono curati e truccati grazie al Khol o kajal e rappresenta uno dei rituali compreso nel Solah Shringar. La decorazione consiste nella sottolineatura del contorno occhi, con piccoli disegni che possono terminare la riga finale.
Oltre che abbellire, il kajal ha una funzione propiziatoria ed è legato anche alla credenza di allontanare gli influssi negativi. Per gli ombretti prediligono colori caldi e perlati che ricordano i colori dell’India.
Il rossetto (comune alla nostra tradizione) viene scelto di colore caldo e brillante, in genere rosso o rosa.

IL VESTITO (Shaadi ka joda)


La sposa indiana si veste con il tipico vestito tradizionale chiamato “sari”, di colore rigorosamente rosso, perché tale colore simboleggia fertilità e prosperità. Il vestito inoltre è arricchito con dei preziosi ricami dorati tanto più ricchi quanto più sono le possibilità economiche della famiglia. In alcune religioni viene usato anche il fuxia e il verde. La sposa indiana non usa calzari, in quanto nei luoghi sacri non è consentito usare scarpe in segno di rispetto.

IL “SOLAH SHRINGAR”

I 16 simboli della bellezza non sono presenti nella loro totalità in tutte le religioni. Ricordiamo che l’India è molto vasta e che ha una densità di popolazione molto elevata, per cui è composta da varie tradizioni e da varie culture religiose. Nonostante questo la simbologia rimane la stessa, e le accomuna tutte.
Descriviamo ed elenchiamo brevemente tutti i 16 simboli e decori di cui si adorna la sposa al momento delle nozze.

1-Tilak (decoro del viso)


Il Tilak e un segno identificativo che non riguarda solo le spose ma anche gli appartenenti alle varie religioni, si colloca al centro della fronte, tra le sopracciglia. Il centro della fronte per gli indiani e il punto di concentrazione delle energie spirituali, antiche credenze popolari vi attribuivano la presenza del terzo occhio. La decorazione cambia in ogni zona dell’India, in base alle influenze induiste o musulmane. È lo sposo stesso che provvede a disegnarlo con una polvere rossa nel medesimo giorno del matrimonio.



2-Sindoor (decoro sulla cute)


Si tratta di un pigmento rosso sangue che si applica al centro della testa lungo la riga della scriminatura dei capelli. È utilizzato esclusivamente dalle donne sposate e simboleggia la fertilità e l’appartenenza indissolubile ad un solo uomo. Anch’esso viene disegnato dallo sposo.

3-Mang Tikka (pendente per fronte)


Si tratta di un pendente agganciato sulla sommità della testa e fatto appoggiare al centro della fronte, in corrispondenza del chakra, ossia del terzo occhio, come simbolo di unione. Anche esso rappresenta la potenzialità della donna a perpetuare la stirpe della famiglia a cui si appresta ad appartenere.

4-Anjana (il trucco degli occhi)


È il trucco tipico di questa terra tanto che fa parte della simbologia del “Solah Shringar”; si effettua sugli occhi con il kajal.
Il Khol o kajal è composto da un impasto di polvere nera o blu, ricavata dalla radice e dalle foglie di una pianta fatta seccare, e poi applicato all’interno dell’occhio e sopra le ciglia con un apposito bastoncino. Chimicamente si tratta di solfuro di antimonio.
Oltre che rafforzare, illuminare ed ingrandire gli occhi, scurire e allungare le ciglia, si applica, come già descritto nel make up, come funzione propiziatoria per allontanare gli influssi negativi.

5-Mehndi rat (il rito dell’henné) 
Mehndi è un termine indiano che significa tatuaggio temporaneo e viene realizzato con l’henné, naturalmente color rosso, su mani e piedi.
Questo rito, molto affascinante, beneaugurante e di protezione, è ricco di significati esoterici e magici ed è legato in modo particolare al rito del matrimonio, anche se è praticato sempre e ovunque ed è caratteristico di zona in zona. Il composto dell’henné viene regalato dal futuro marito alla sposa, che lo utilizzerà il giorno delle nozze per adornarsi.
A questo proposito apriamo una piccola parentesi per dare una nozione tecnica sull’henné per poi ritornare a parlare della tradizione. L’henné è una pianta. Le sue foglie vengono essiccate, polverizzate e setacciate.
In seguito si prepara una mistura miscelando la polvere ottenuta con thè, caffè, succo di limone e oli essenziali. L’impasto assume una colorazione verde brillante e per dare una bella colorazione rossa sulla pelle deve essere molto fresco. La pasta viene fatta poi riposare per circa 12 ore e viene applicata con dei coni di plastica effettuando complicati disegni a mano libera o con l’utilizzo degli stencil. 
Una volta completato il disegno si fa essiccare sulla pelle per diverse ore, si fissa con una miscela di zucchero e succo di limone e si benda per generare calore.
Il disegno così ottenuto sulle mani e sui piedi dal colore arancione, viene esposto al calore del fuoco per donare un intenso colore rosso.
In India c’è un proverbio che attribuisce all’intensità del colore rosso la benevolenza della futura suocera nei confronti della sposa, e non solo: più il tatuaggio risulterà rosso fuoco più si attribuisce un elevata passionalità al futuro marito.
Il tatuaggio dura dalle due alle quattro settimane, sbiadendo lentamente, ed è attuale l’usanza che fino a che il tatuaggio non sbiadisce completamente, la sposa sia esonerata dal fare le faccende domestiche.
Questo tatuaggio semipermanente viene disegnato sulle mani e i piedi della sposa, la notte prima del matrimonio (la notte della henna) dalle proprie amiche e dalle figure più anziane e sagge dalla propria famiglia.
Mentre la più esperta esegue i complicati disegni, le sagge introducono la sposa al mondo dell’amore svelandole i segreti per essere una buona moglie e istruendola come comportarsi per piacere al marito. A tal proposito più intricato e complicato sarà il disegno, e quindi maggiore il tempo di realizzazione, più saranno le nozioni trasmesse.
I disegni che vengono realizzati sono in alcuni casi di natura puramente estetica, in altri non sono casuali e sono rappresentativi e propiziatori come ad esempio il pavone (simbolo di bellezza), il cigno (successo), varie tipologie di uccelli (intermediari tra cielo e terra), libellule e farfalle (rinascita e cambiamento), scacchiere (gioco delle possibilità), occhi (per respingere il malocchio), petali e fiori (felicità e gioia), foglie e rampicanti (devozione e vitalità), motivi cachemire (fertilità e buona fortuna).
A volte si comprendono nei disegni anche i volti degli sposi e le loro iniziali, ma soprattutto viene celato tra i vari arabeschi il nome dello sposo che durante la prima notte di nozze ne deve scoprire la localizzazione.
Attualmente in India si sono diffusi degli stili più moderni dove al tatuaggio vengono aggiunti anche glitter, gemme e paste colorate.

6-Aarsi (anello da pollice) 

L’arsi è un anello da pollice a forma rotondeggiante o a forma di cuore che racchiude al suo interno uno specchietto e nei casi più raffinati è coperto da uno sportellino. Questo anello è tipico della sposa e viene indossato nel giorno del matrimonio e nelle occasioni particolari durante il trascorrere dei primi anni di matrimonio. Ha puramente lo scopo civettuolo, che permette alla sposa di controllare il suo make up e i suoi ornamenti. In india è stato di ispirazione per diverse poesie e canzoni. Non è però, l’unico anello che viene indossato. 



7-Keshpasharachna (i capelli)
Questa parola impronunciabile, si riferisce all’acconciatura dei capelli. 


Da sempre i capelli rivestono nelle varie culture un significato di forza vitale e poteri magici, ma in India hanno anche un senso profondo di rispetto. Infatti secondo questa cultura le chiome fluenti sono un segno di sfrontatezza, e il modo in cui vengono acconciate il giorno del matrimonio è una particolarità di questo popolo, e anch’esso riporta ad un significato. Dividere le chiome in tre parti e formare una treccia è considerata la maniera migliore di acconciare i capelli.
Essi vengono intrecciati con oli profumati e ornati con delle ghirlande di fiori. Le tre parti della treccia rappresentano sia gli affluenti dei fiumi sacri che l’unione della trimurti (credenza religiosa). Mentre durante gli anni di matrimonio, i capelli vengono tenuti lunghi e curati, in caso di vedovanza, i capelli vengono completamente rasati.

8-Itra (Il profumo)
È grande tradizione per l’India, risalente al 1500 A.C., produrre dei profumi molto raffinati e preziosi, ricavati da essenze floreali ritenute di origine divina, che variano a differenza delle occasioni e delle tipologie di bellezza. L’arte della profumazione in India è particolarmente sentita.
 

Esistono infatti fragranze adatte ad ogni ora del giorno, alle diverse stagioni, ai diversi abbigliamenti ed esigenze caratteriali, che ricordano l’odore della terra bagnata piuttosto che lo zafferano che inebria come il vino.

9- Nath (anellino da narice)
Fondamentale nella simbologia dei gioielli della sposa, infatti la credenza indiana attribuisce alla narice un collegamento diretto con gli organi genitali femminili.


Non a caso la rimozione di questo anello indica la prima notte di nozze. In realtà a tal proposito ho trovato informazioni discordanti dove attribuivano l’applicazione di questo anello durante, appunto, la prima notte di nozze per non essere mai più rimosso. Nel giorno delle nozze, in genere si indossa il tipico modello con catenella.

10 –Haar (girocollo)
Il collo viene adornato sia con dei pesanti girocolli molto colorati e ricchi, che al loro interno contengono un amuleto o addirittura un incantesimo, allo scopo di distogliere l’attenzione di sguardi malevoli dal volto della sposa. 
Inoltre vengono usati dei pendenti chiamati “mandal sutra” che inizialmente, erano delle ghirlande di fiori di colore giallo, ma che poi sono stati sostituiti con dei modelli di gioielli che terminano con un cuore o un elaborato ciondolo. Questo pendente viene fatto indossare dallo sposo stesso, nel giorno delle nozze, ed è l’equivalente della nostra fede nuziale. Da quel momento non lascerà mai più il collo della sposa come simbolo anch’esso del suo stato civile. I modelli sono differenti e variano a seconda delle zone dell’India.

11-Karn phool – orecchini
Insieme agli altri ornamenti, anche gli orecchini indicano lo stato di donna sposata. In genere è molto apprezzato che ricoprano l’intera superficie disponibile. L’esibizione di grandi orecchini pesanti che allungano i lobi, indica l’elevato sviluppo di saggezza e spiritualità raggiunto dalla donna. Inoltre mostrare il lobo perforato simboleggia un carattere temprato. Gli orecchini ricordano motivi floreali e sono spesso agganciati con una catenella alla sommità del capo.


12-Choodiyan (Bracciali)


Questo ornamento, molto antico è molto amato dalla civiltà indiana, rappresenta anch’esso l’appartenenza ad uno stato matrimoniale. I bracciali possono essere di materiali più svariati: in vetro, in plastica, in avorio (anche se attualmente questo materiale non è più in uso), e si indossano in un primo momento dagli otto ai dodici bracciali per polso. Una donna sposata non si presenterà mai senza bracciali e spesso ne viene aggiunto uno per ogni anno di matrimonio. In caso di vedovanza la prima cosa che avviene è la distruzione dei bracciali, e da quel momento le braccia della consorte non saranno mai più adornate.

13- Bazubandh (bracciale da braccio)


Anche essi sono bracciali ma vengono utilizzati per adornare la parte alta del braccio. Sono fatti a forma di fascia o di catenella e si indossano a pressione o legati sull’avambraccio. La loro simbologia rappresenta la comunità di appartenenza e indica lo stato civile che si appresta ad appartenere. Possono essere sottili o possono ricoprire l’intero avambraccio dalla spalla al gomito, e spesso vi si appendono anche degli amuleti.

14- Kamarband (la cintura)


La cintura poggia sui fianchi e tiene unite le pieghe del “sari”. Viene regalata dalla suocera alla futura sposa perché al suo interno vi si trova un aggancio che servirà per appendervici le chiavi di casa, attribuendole così il ruolo della futura padrona di casa, in quanto in India, la sposa dopo le nozze andrà a convivere con i suoceri.

15 e 16 Payal e Bichua (cavigliere ed anelli per piedi)

I piedi sono considerati la parte più umile del proprio corpo. Prostrarsi ad essi quindi è un atto di assoluta devozione. Per questo motivo l’amato sposo il giorno delle nozze si prostra ai piedi della sua sposa, ed ella, in segno di rispetto, glieli fa trovare debitamente adornati con cavigliere e anelli. Vengono adornate entrambe le caviglie, ma con modelli che si differenziano tra loro. Il materiale con cui vengono realizzati non deve essere oro (ritenuto sacrilego utilizzarlo per i piedi) e per ritmare i passi della sposa, vengono arricchiti con dei sonagli, con il duplice scopo di allontanare i serpenti al loro passaggio ma anche quello di rendere il passo della futura moglie udibile e identificabile. Il ritmo dei passi delle donne indiane ha spesso ispirato canzoni e poesie.





CONCLUSIONE

“Come la sposa adorna la sua casa così adorni se stessa e gli Dei la benediranno con prosperità e abbondanza.”
Come abbiamo visto la sposa indiana non si veste solo di tessuti, gioielli e cosmetici ma ad ogni oggetto e ogni azione è attribuito un significato che va oltre il concetto della sola bellezza. I profumi, i tatuaggi, il khol, sono sì utilizzati per far apparire belle e affascinanti ma nello stesso tempo per chiedere la protezione alle Divinità. I gioielli racchiudono il senso del loro stato civile e rasentano saggezza e fortuna, i colori non sono casuali ed esprimono prosperità ricchezza.
La sposa non è adornata al solo scopo di apparire bella, ma anche di mostrare al proprio uomo la sua appartenenza e di dimostrarsi in grado di garantire una vita serena, felice e piena di ricchezze.
È tutto simbolico e rappresentativo e quello che ne viene fuori è un tipo di bellezza misteriosa e altamente sensuale.
Questo viaggio attraverso il costume indiano è stato molto interessante. Sono rimasta incantata nell’osservare quanto belle fossero le spose indiane, anche se si scostano di molto rispetto alla nostra concezione di eleganza che vede la nostra sposa relativamente più semplice se pur sfarzosa. Di sicuro grazie a questo percorso di studio intrapreso, non mi capiterà mai più di truccare un occhio, di indossare un gioiello o di osservare una sposa così leggermente come facevo prima.





Tesina di Rosa Barbara Catalano per l'esame finale del Corso di trucco beauty&collettivo. 


1 commento:

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